giovedì 22 settembre 2011

il dio del massacro.

Era già stato Sleuth a proporre a Venezia un film con una storia presa dal teatro e due attori soltanto in una casa soltanto; la sceneggiatura aveva dei picchi di assurdo e nessuno ne parla più. Carnage, di quel Polanski che presenta film a festival dove non può presentarsi è un film corto (un'ora e un quarto) che sembra durare dieci minuti: una coppia è in casa di un'altra coppia per stipulare trattati di pace dato che il loro figlio ha spaccato due denti al figlio di quegli altri. Tutti composti e buonisti inizialmente, inizieranno a creare fazioni e complotti e criticarsi e darsi addosso, le coppie scoppieranno, i tulipani nel vaso pure, s'invertiranno i ruoli: i genitori si comporteranno peggio dei propri figli. Quattro personaggi in un salotto tengono la scena grazie a una magistrale, realistica, minuziosa, precisa, attenta, umana sceneggiatura che svela i veri modi di comportarsi di ospiti e padroni di casa, ma soprattutto grazie a quattro interpretazioni magistrali senza pecche sulle quali spicca Jodie Foster che ride piange si inalbera e si ricompone senza mai dimostrare gli anni che ha. Giustamente, il miglior film di Venezia di quest'anno.

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