giovedì 22 dicembre 2011

Anna ♥ Jacob




Like Crazy
2011, USA, 90 minuti, colore
regia: Drake Doremus
sceneggiatura: Drake Doremus & Ben York Jones
cast: Felicity Jones, Anton Yelchin, Jennifer Lawrence
voto: 8/ 10
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Un tuffo al cuore.
Il film tanto straziante quanto indipendente che arrivò l'anno scorso agli Oscar si chiama(va) Blue Valentine, storia della nascita e della morte di un amore tra i due attori del momento, Ryan Goslin e Michelle Williams, l'ultima candidata come miglior attrice anche se meritava di più il primo; il film straziante e indipendente di quest'anno non va tanto lontano: si chiama Like Crazy e ci sono di nuovo un ragazzo e una ragazza, molto più giovani, che a vederli viene da pensare “dove l'ho già visto?” perché nonostante le misere età hanno recitato in Star TrekThe TempestTerminatorHysteria, e nomi tanto sconosciuti non sono. A differenza del triste San Valentino però, il loro amore non finisce per cause naturali: dopo che lei lo invita a uscire lasciandogli una lettera sul parabrezza e dopo la prima notte d'amore (non di sesso, sia chiaro) insieme, vivono i primi mesi di una giovane relazione spensierata e all'aria aperta, vanno al mare, al parco, a letto, ridono, si raccontano cose, si divertono. Poi si ricordano che lei è inglese e si trova in America per studiare e il visto sta per scadere. Torna a Londra per un matrimonio, torna in aereoporto per tornare da lui a Los Angeles, ma la trattengono ad aereo già partito per il passaporto non idoneo. Piange, torna a casa, comincia a vivere la sua vecchia vita. Separati dall'oceano e dalla legalità si fidanzano con altri, fanno sesso con altri, escono con altri, poi però si ricordano dei giorni trascorsi insieme e si telefonano: lui va da lei e l'amore torna. Poi se ne va di nuovo. Poi torna. Il film non aggiunge niente di innovativo alle nostre vite, solo pure e semplici e dolcissime emozioni. La musica è illegalmente giusta e coerente, il montaggio trova qualche escamotage per raccontare lo scorrere del tempo, ora con una carrellata di fotosequenze, ora con una scena velocizzata; tutte finiscono sempre con uno dei due rimasto da solo. Ma l'elogio più grande è alla sceneggiatura: i dialoghi brillano di realismo spietato, melenso, commovente, crudo: le relazioni sono un'ancora cui appoggiare le proprie giornate ma alcune giornate possono essere nere e le relazioni diventano dello stesso colore, alcune possono finire e le giornate si trasformano in pianto. Litigano, si ingelosiscono, tornano insieme, tornano con gli ex. Sono giovani, prendono aerei, cercano lavoro su internet, insomma sono veri, reali, non come tanti personaggetti nati dalla penna e dall'abilità registica di alcuni scrittori molto noti in Italia che, quarantenni, raccontano adolescenze piatte. Il film ha vinto al Sundance il gran premio della giuria e il premio per l'interpretazione di Felicity Jones che ha ottenuto anche il Gotham e alcune altre cose come miglior attrice: magistrale, spontanea, fluidissima. Certo Anton Yelchin è bravo uguale, ma i personaggi maschili sono sempre svantaggiati (o non è vero: basti ripensare a Gosling). E il non-cameo di Jennifer Lawrence, che fu in un film indipendente dell'anno scorso, è azzeccatissimo. Non passa in Italia dal cinema ma, più di un anno dopo che lo streaming è pubblicamente disponibile, esce doppiato in dvd. Peccato, perché con la giusta pubblicità avrebbe potuto incassare molto, e per una volta cassetta e qualità (e bassissimo budget) avrebbero incontrato il pubblico.

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