sabato 17 dicembre 2011

actress in a leading role.





Iniziano i pronostici.
Con le nominations ai Golden Globes si è stabilito cosa sarà palese e cosa no quando il 24 gennaio verranno annunciate le candidature agli Oscar. Se Una Separazione è il più grande favorito al film straniero, Pina e Cave Of Forgotten Dreams se la battono per la statuetta al documentario, se Melancholia se lo cagano solo in Europa, è vero anche che le sorprese sono molto gradite ai microfoni accesi (sentire «Il Segreto Dei Suoi Occhi» mi bloccò la respirazione un paio d'anni fa mentre Il Profeta e Il Nastro Bianco erano pronti ad alzarsi verso il palco). Attori e attrici però si delineano durante i mesi grazie a tutta una serie di premi, riconoscimenti, festival, coppe, menzioni, applausi, vengono lodati anche quando il film ancora non è uscito. In questo calderone di nozioni, Michelle Williams è al momento la favoritissima con la sua metamorfosi in Marilyn Monroe in My Week With Marilyn di Simon Curtis, che fa incetta di riconoscimenti solo all'interpretazione della ex Jen di Dawson's Creek (già due volte candidata all'Oscar) e di Kenneth Branagh: al momento la Williams ha vinto quattro premi e aspetta i risultati di una decina di nominations, tra cui il Globe, il Satellite, lo Screen Actor Guild. Al secondo posto (ma non ci giurerei) c'è Tilda Swinton, pure lei quattro premi avuti (tra cui l'EFA) ma meno candidature, soprattutto inglesi ed europee, per We Need To Talk About Kevin che passò inosservato o quasi a Cannes 2011. The Iron Lady non è ancora uscito in America né in gran parte d'Europa; film inglese, ha ottenuto due premi dalla critica di New York e molte altre candidature solo ed esclusivamente per il lavoro di Meryl Streep che diventa la Tatcher. Detiene il record di maggiori candidature all'Academy Award e sicuramente ne avrà un'altra quest'anno: su sedici, di premi ne ha vinti due. La faranno contenta a prescindere? Osannata all'interno di un grasso cast di attrici femminili tutte brave, Viola Davis non ha proprio un ruolo da protagonista in The Help (e Octavia Spencer la batte su molti fronti), ma ha già ricevuto una nomination all'Oscar per una passeggiata di sei minuti ne Il Dubbio. In America si inchinano quando passa. C'è sempre poi la nomination dedicata al film indipendente, che poi copre anche la sceneggiatura, ora che ci sono dieci candidati anche il film: sarà sicuramente Elizabeth Olsen per Martha Marcy May Marlene e non Felicity Jones per Like Crazy in quanto la prima, insieme al film, è stata elogiata da giurie molto più influenti, ma non è stata candidata al Golden Globe. Si pensava che avrebbe avuto un successo molto maggiore Glenn Close per Albert Nobbs in cui interpreta questo damerino uomo, ma è Janet McTeer che le ruba la scena come attrice non protagonista. Uscito, infine, troppo tardi per gran parte delle premiazioni, Young Adult è il nuovo incontro tra la sceneggiatrice Diablo Cody e il regista Jason Reitman dopo il successo di Juno. Sarà una delle poche commedie che riceverà nominations (se la deve vedere con il migliore 50/50) e sono quasi certo che una delle categorie non sarà l'attrice protagonista: Charlize Theron ha già il suo Oscar e le basta.

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