lunedì 12 dicembre 2011

le idi d'America.





Le Idi Di Marzo
2011, USA, 101 minuti, colore
regia: George Clooney
sceneggiatura: George Clooney, Grant Heslov, Beau Willimon
soggetto: Beau Willimon
cast: Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, George Clooney, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei
voto: 8.9/ 10
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5 marzo 2006: George Clooney vince il primo Oscar della carriera e il primo assegnato nella serata, quello all'attore non protagonista, per Syriana. Ritira il premio dicendo: «immagino che non mi darete quello per la regia». La regia, è di Good Night And Good Luck, film in bianco e nero che raccontava l'interno di una radio. 2011, George Clooney ritorna agli Oscar con due film, uno da attore con cui vince un premio dopo l'altro (leggi: The Descendants) e uno da regista con cui al Festival di Venezia è passato (inosservato dalla giuria ma terzo classificato nella lista della stampa italiana ed estera), Le Idi Di Marzo, dal titolo più geniale che sia mai stato dato a un film. Le idi, nel calendario romano, sono il tredicesimo giorno di alcuni mesi e il quindicesimo di altri, tra cui marzo, in cui il giorno è festivo perché dedicato al dio della guerra e in cui fu assassinato (dalla sua cerchia) Giulio Cesare. E da qui parte il senso: un antico politicante viene ammazzato dalla sua politicante cerchia. Ai giorni nostri, in America, patria di quattro cose essenzialmente tra cui il Super Bowl e le campagne elettorali, George Clooney, ateo e democratico, è in piena corsa verso la presidenza degli Stati Uniti e si ritrova a pubblicizzarsi in Ohio, dove si sa, chi vince diventa il favorito. A pubblicizzarlo in realtà c'è un team gigantesco composto da pescecani della legalità e del buon senso, tra cui il caro fresco e dolce Ryan Gosling che farebbe qualsiasi cosa per il suo governatore, persino incontrare il leader della campagna elettorale nemica. Racconta del meeting al suo capo, lui lo racconta alla moglie che lavora per il Times, lei decide di sbatterlo in prima pagina perché eticamente scorretto, lui intanto viene a conoscenza di una gravidanza taciuta... Un colpo di scena dopo l'altro per cui della trama si può rivelare molto poco, e una crescita molto negativa per un film che vede il bel muscoloso dagli occhi blu protagonista assoluto in questo anno di successi, e un sacco di altri attoroni bravi come poche volte in un turbine di discorsi morali e politici e di sondaggi e delegazioni. Le scene dolorose sono assegnate alla musica e alle riprese mute. Le scene di tensione sono assegnate alla musica e al tempo che scorre. La trama è assegnata a una sceneggiatura che non prende posizioni politiche né dà giudizi di nessun tipo se non a ciò che di buono viene trasformato in marcio dagli eventi tortuosi di un lavoro così impegnativo. George "What Else?" Clooney come regista non compie grandi peripezie, ma aspettate la scena finale prima di dirlo.

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