giovedì 8 dicembre 2011

ma finisce così?






La Fuga Di Martha
Martha Marcy May Marlene, 2011, USA, 102 minuti
Regia: Sean Durkin
Sceneggiatura originale: Sean Durkin
Cast: Elizabeth Olsen, Sarah Paulson, Hugh Dancy, John Hawkes
Voto: 8.2/ 10
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Quando eravamo piccoli e Disney Channel esisteva a malapena e ci propinava sempre le due gemelle e una tata, le due gemelle in trasferta, le due gemelle e un pallone, le due gemelle a New York, non ci siamo mai accorti che le due gemelle avevano una sorellina, non magra come le altre due, che veniva chiamata Lizzie, anche se il suo nome era Elizabeth. Il suo nome, l'anno scorso, è stato in tutte le liste dei premi che in inverno gli enti cinematografici (soprattutto indipendenti) assegnano in giro per l'America, e la cosa sorprendente è che lei, Elizabeth Olsen, è al suo primo film! (anche se ha girato prima il successivo Silent House), arriva adesso al cinema! (in Italia arriva con un anno di ritardo e due rimandi al cinema, dopo essere passato per il Sundance e Cannes 2011), con questo ruolo da protagonista che nella prima scena prende lo zaino e in silenzio, in mezzo a tante donne che dormono e uomini che mangiano prima delle donne alla tavola apparecchiata, in una casa di legno, una baita dispersa in campagna, scappa e corre e chiama sua sorella e dice cose incomprensibili, fa cose inspiegabili (tipo stendersi sul letto dove sua sorella e il suo moroso stanno facendo sesso). Lei si chiama Martha, ma nei flashback che le riempiono i giorni fatti di bagni nuda al lago e pasti saltati, il suo nome è Marcy May, immersa in questa casa di legno che la terrorizza e in cui è approdata un giorno per caso, in un modo casuale, dove le persone vivono comunisticamente e comunemente, dividono letti e vestiti e orto e furti e amore, non si preoccupano dei soldi ma solo del raccolto, non possiedono niente, a partire da parenti e amici. Martha / Marcy May in realtà una sorella ce l'ha, che la cerca da due anni, e quando la trova si domanda che cosa le sia successo. Lei le risponde che un fidanzato l'ha lasciata, e si adatta alla vita che le coppie normali fanno in una casa appena affittata in attesa di fare un figlio.
Ma allora, Marlene (perché il titolo originale è Martha Marcy May Marlene)? Sarà un altro alter ego?
Mentre ci poniamo questa domanda per tutto il film (sì, poi viene soddisfatta), la storia prosegue sui due livelli, quello del flashback e quello della contemporaneità, e a volte si incastrano meravigliosamente, con situazioni che si spiegano a ritmo sfalsato e movimenti curiosi di camera e musica. Il film, è un buon film. Il problema è che non serba più sorprese dopo l'arcano svelato, non sconvolge nel suo procedere e non rivela niente che ci lascia di sasso, cosa che forse avrebbe dovuto fare. Ha un'incredibile buona protagonista, eccelsa, divina, e ha l'angoscia: lei angosciata da questi fantasmi del passato ci angoscia, e poi, alla fine, quando sta andando in un posto migliore, forse

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