mercoledì 7 marzo 2012

Cannes revival/ 1.





Dato che il Festival di Cannes è alle porte, dedichiamo un paio di settimane ad un piccolo "revival", una breve serie di ricordi sulle edizioni passate e sui film che moralmente sono stati i vincitori della Palma d'Oro e che magari se ne sono usciti dalla settimana francese completamente privi di riconoscimenti (qualche esempio: la Palma 2011 è stata di The Tree Of Life mentre il filmone vincitore di tutto, The Artist, aveva ottenuto solo il premio all'attore; La Vita È Bella di Benigni ricevette il Gran Prix della Giuria e poi tre Oscar, mentre il riconoscimento maggiore andò a L'eternità E Un Giorno di Theo Angelopoulos completamente dimenticato; per non parlare de Il Vento Che Accarezza L'erba che tolse l'oro a Volver). Cominciamo questi pensieri nostalgici con una piccola parentesi non sul film ma sulla cerimonia in sé, sulla cerimonia di premiazione, su ciò che accadde nel 1987.
Si festeggiava il quarantesimo anniversario del Festival (nato nel 1947) e per l'occasione fu assegnato un premio speciale a Federico Fellini che presentava il suo docu-fiction (come lo chiameremmo noi oggi) Intervista. In concorso c'erano giganti del cinema come Stephen Frears (Pick-Up), Peter Greenaway (Il Ventre Dell'architetto), Paul Newman da regista (Lo Zoo Di Vetro), Wim Wenders (col suo film più celebre, Il Cielo Sopra Berlino), e due italianissimi: Ettore Scola con La Famiglia (candidato all'Oscar come miglior film straniero) e Francesco Rosi con Cronaca Di Una Morte Annunciata. L'Italia era anche in un altro film in gara, Oci Ciornie del russo Nikita Mikhalkov (quello di Burnt By The Sun che vinse un Oscar con la prima metà e ha fatto cilecca con la seconda) con, nel cast, Marcello Mastroianni che ebbe la Palma all'interpretazione e fu candidato di diritto all'Academy Award come miglior attore protagonista. Tutti si aspettavano che il film ottenesse anche la Palma d'Oro. Ma all'interno della giuria c'era un altro russo, Elem Klimov, che minacciò di lasciare delegati e festival se si fosse deciso di dare un qualche premio a Mikhalkov dal momento che, cito, «il film è una porcheria, una schifezza». L'oro fu quindi dato al francese Maurice Pialat, per Sotto Il Sole Di Satana con Gérard Depardieu, e al momento di ritirare il premio il regista fu accolto da fischi e boati da parte del pubblico, e non appena ebbe il microfono in mano Pialat disse alla platea «si vous ne m'aimez pas, je peux vous dire que je ne vous aime pas non plus», se io non vi piaccio posso dire che neanche voi piacete a me. Il caos però non era nuovo sul palco, quella sera: poco prima, per l'assegnazione del Gran Premio della Giuria a Mail Souleymane Cissé per Yeelen - La Luce, un uomo del pubblico riuscì a salire sul palco, a raggiungere l'asta, a prendere il microfono e iniziare ad urlare insulti razzisti per Cissé, originario del Mali. Il regista di colore strappò il microfono dalle mani dell'invasore e glielo diede in testa. Alla fine di tutto, Cissé e Pialat scatenarono una rissa con lo sconosciuto.
Esiste, superstite, un video della televisione francese che testimonia le proteste nate per l'assegnazione di quella Palma, che potete trovare cliccando qui. Più tardi, parleremo della bellezza non sottovalutata di Oci Ciornie.

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