martedì 13 marzo 2012

la zoppite si eredita?





La Kryptonite Nella Borsa
2011, Italia, 98 minuti, colore
regia: Ivan Cotroneo
sceneggiatura: Ivan Cotroneo & Monica Rametta
soggetto: Ivan Cotroneo
cast: Luigi Catani, Valeria Golino, Luca Zingaretti, Cristiana Capotondi,
Libero De Rienzo, Vincenzo Nemolato, Monica Nappo
voto: 8/ 10
______________________________

Uscito a novembre nelle sale italiane (non tante, per la verità) e passato poco prima per le vie della Festa del Cinema di Roma, La Kryptonite Nella Borsa arriverà il 4 aprile in dvd e approfitto della cosa per parlarne (bene) dato che mi sono fatto sfuggire le precedenti occasioni.
Opera prima di Ivan Cotroneo (che non è mica un novellino: collaboratore di Ozpetek, Corsicato, Luchetti, Guadagnino, autore televisivo per programmi molto noti come la fortunata serie Tutti Pazzi Per Amore e teatrale per adattamenti di sceneggiature quali Le Regole Dell'attrazione e Closer, ha iniziato la carriera come traduttore, e se avete - come spero - una copia de Le Ore di Michael Cunningham in casa vedrete che il suo nome è in seconda pagina), racconta la storia di una Napoli negli anni '70 tutta colori e musica, e di una famiglia nella Napoli degli anni '70 che a suo modo tira avanti senza che gli altri se ne accorgano. Peppino è il più piccolo del quadretto, dieci anni e già una sviluppata miopia sotto una serie di ricci scuri, fattori che lo rendono il più insultato della classe. Ma lui con la testa tra le nuvole ci bada poco, anche perché ha due zii che lo portano a ballare, magistrali personaggi, Libero De Rienzo (David come non protagonista per Santa Maradona e un film malato da regista, Sangue, si è svenduto al cinema provinciale italiano dopo averlo massacrato per anni in svariate interviste) e Cristiana Capotondi che nel frattempo ha imparato a recitare. Succede che sua madre, la Valeria Golino che si affida sempre ad un sacco di esordienti, sempre azzeccandoci, scopre che il marito la tradisce, e inizia una sorta di malattia che sfocia nella psicanalisi, ammazzando un tabù (raccontare tutti i problemi di una famiglia ad un estraneo) per ricacciare un altro tabù (divorziare). Sullo sfondo, un cugino supereroe che salta tra i tetti e sotto agli autobus e tre pulcini decisamente poco longevi. Tutti, danno una grandissima prova di interpretazione, con accento partenopeo che appartiene a quasi nessuno di loro. I dialoghi sono brillanti e fanno scompisciare dal ridere, soprattutto per le minuziose attenzioni (Assunta, una delle donne meglio riuscite, vivendo con i genitori dà a loro tutto il suo stipendio e tiene da parte solo ciò che le basta per comprare un tubetto di maionese, che succhia nei momenti di dispiacere) e per le trovate terrone («voi avete tre madri» dice la maestra, «una è quella che sta a casa e tiene tutto pulito, una è quella che sta in cielo e l'altra eccola qua»).
Piccola perla del cinema italiano, molto curato anche sotto il punto di vista artistico, dei costumi e delle scene, e soprattutto della musica. Storia originale (che Cotroneo ha tratto dal suo libro, edito da Bompiani) tutta italiana che ci fa sorridere del nostro essere italiani, senza vergognarcene. E soprattutto, non credo che vedrete mai più De Rienzo stretto in un paio di jeans a zampa che balla con disinvoltura il twist.

Nessun commento:

Posta un commento