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giovedì 19 febbraio 2015
premi dei sindacati - vincitori/ 3.
Emmanuel Lubezki continua ad odorare di Oscar per il suo egregio lavoro in Birdman O (L'imprevedibile Virtù Dell'ignoranza); il cinquantenne messicano direttore della fotografia di Terrence Malick e Alfonso Cuarón si avvicina sempre di più alla seconda statuetta consecutiva (l'anno scorso vinse per Gravity) dopo le cinque nominations accumulate dal '96 al 2012 (inclusa quella, ignorata, per The Tree Of Life). L'American Society of Cinematographer lo onora quindi del premio alla migliore fotografia cinematografica del 2014, sotto votazione del sindacato. Ma la pellicola di Alejandro G. Iñárritu fa incetta, oltre che in generale, anche in altre due categorie. La prima è il sonoro, la cui associazione dei Motion Picture Sound Editors decreta che il suo è il miglior montaggio musicale. Nello stesso ambito vincono poi i dialoghi di Unbroken e gli effetti di American Sniper – vero favorito per la categoria agli Academy Awards di domenica; il biopic Get On Up ottiene il miglior montaggio sonoro per un musical, e fin qui niente sorprese, e Big Hero 6 arraffa un altro premio che toglie ai Lego e a Dragon Trainer. Assegnati anche i 17esimi Costume Design Guild Awards: vince ancora l'italiana Milena Canonero per Grand Budapest Hotel, tre volte premio Oscar e probabilmente prossima al quarto; vince ancora Colleen Atwood per il musical Disney Into The Woods, anch'ella tre premi Oscar ma meno favorita dall'Academy e a sorpresa Albert Wolsky, che di Oscar ne ha due e non è candidato quest'anno, per il Birdman di cui prime e che, come dicevo, ha la meglio anche in questa seconda categoria. Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati.
martedì 3 febbraio 2015
premi dei sindacati - candidati & vincitori.
I sindacati cinematografici americani sono quella cerchia di esperti, persone competenti e del settore, che di anno in anno si candidano e si premiano nelle varie sezioni di cui è composta la settima arte – dalle acconciature al trucco fino ai dialoghi dedotti da materiale preventivamente pubblicato e ancora montaggio e mixaggio sonoro, effetti visivi di tutti i tipi e per tutte le nature di pellicole, sceneggiature originali e adattate, scenografie, fotografie, costumi – e rappresentano, sempre, il faro maggiore da seguire se si vuole anticipare la fatidica notte finale degli Oscar, dato che spesso la giuria è composta da gran parte degli stessi elementi. Dopo gli Screen Actors Guild, un altro premio è stato consegnato ed è quello ai produttori (per film, animazione e documentario), e il premio ai produttori è il premio al film, perché i produttori sono quelli che ci mettono i soldi, e sorprendentemente il vincitore non è il tanto celebrato Boyhood ma Birdman – il vero, l'unico film dell'anno – per cui adesso le nostre previsioni si spostano in attesa di conferme future (dai BAFTA ad esempio, dove scopriremo anche se Birdman continuerà a vantare il suo miglior attore oppure se avrà la meglio Eddie Redmayne), e in attesa di tutte le altre consegne dei settori. The Imitation Game (Scripter Award), Gone Girl, La Teoria Del Tutto, spesso Whiplash, a volte Vizio Di Forma, i film sono sempre gli stessi e si susseguono nelle loro categorie (per i fantasy capeggiano Captain American, Il Pianeta Delle Scimmie, Guardiani Della Galassia, Interstellar; per l'animazione The Lego Movie, Boxtrolls, Big Hero 6 – eppure Dragon Trainer 2 è il front-runner), compare addirittura Il Capitale Umano per il miglior montaggio sonoro in un film non in lingua inglese. Ma l'attenzione va alle cose serie, e cioè la regia: senza il Bennett Miller di Foxcatcher e con il Clint Eastwood di American Sniper, il DGA è il più grande anticipatore dell'Oscar (fece eccezione Ben Affleck per Argo, l'anno in cui Kathryn Bigelow era stata osannata – non fu candidato nessuno dei due) e verrà annunciato il 7 febbraio. Assegnato anche il premio ai montatori: Boyhood da una parte e Grand Budapest Hotel dall'altra, che si becca anche le migliori scenografie d'epoca; tra i documentari senza particolari sorprese continua la sua avanzata Citizenfour. Di seguito, dopo l'interruzione, la lunga lunghissima lista di tutti i sindacati e di tutti i candidati e di quei vincitori già annunciati.
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domenica 2 marzo 2014
CDG & CAS Awards - vincitori.
Altro Sindacato altre eccellenze, i fonici di presa diretta della Cinema Audio Society hanno consegnato pure i loro premi per i film 2013 a una pellicola di finzione e una d'animazione: Gravity è la prima, capolavoro visivo di Alfonso Cuarón che celebra così una carriera di meraviglie, ingiustamente poco considerato dalle cerimonie per Y Tu Mamá Támbien e I Figli Degli Uomini; Frozen è il secondo vincitore, contro il pixariano Monsters University, campione d'incassi tanto in sala quanto nei negozi di dischi per una colonna sonora da record e una canzone originale in odore di Academy Award. Qui tutti i premi di quest'altra serata di gala, e di seguito, dopo il salto, i candidati e i vincitori di entrambe le iniziative.
giovedì 9 gennaio 2014
ASC e CDG awards - nominations.
Esistono i sindacati dei registi, degli sceneggiatori, dei produttori cinematografici, di cui si parla molto, ma esistono anche sindacati e associazioni per i lavoratori del campo tecnico-artistico; sono state annunciate le nominations ai 28esimi American Society of Cinematographers Awards, la società dei direttori della fotografia americani, e ai 16esimi Costume Designers Guild Awards, il sindacato dei costumisti. Mentre nel primo caso si assiste a un solo premio, che sarà dato a uno dei sette fotografi candidati (tutti prevedibili e in profumo di Oscar, tranne Le Sourd per The Grandmaster, presente qui a sorpresa, e Roger Deakins che pensavamo sarebbe stato molto più elogiato per Prisoners), i costumi si dividono nei tre diversi generi: film ambientati ai giorni nostri, film di un passato selezionato e pellicole fantasy. Pochi questi ultimi, con Hunger Games che forse merita più per le scenografie che per gli abiti e Il Grande E Potente Oz che dovrebbe perdere di fronte all'impero visivo de Lo Hobbit; sorprendenti i contemporanei: dall'orrido Walter Mitty all'austero Philomena, con Blue Jasmine che si basa su vestiti firmati avuti in prestito perché troppo più cari del budget complessivo del film. La sfida è tutta nei film storici, ambientati complessivamente dall'inizio alla fine del '900: dagli anni '20 de Il Grande Gatsby, che dovrebbe scintillantemente battere tutti, agli '80 di Dallas Buyers Club, passando per il film dell'anno 12 Anni Schiavo che in effetti potrebbe arruffare anche questo trofeo (è l'unico candidato anche alla fotografia).
Dopo l'interruzione, tutte le nominations.
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domenica 24 febbraio 2013
Costume Design Guild Awards - vincitori.
Anna Karenina continua la sua corsa verso gli Oscar guadagnandosi anche il premio del sindacato dei costumisti americani, il 15esimo Costume Designers Guild Award per i costumi di un film storico. Insieme a Jaqueline Durran, è salita sul palco la Jani Termine autrice dei completi dell'ultimo James Bond; ed è mancata Eiko Ishioka, deceduta poco prima che Biancaneve uscisse nelle sale americane e candidata postuma anche ai prossimi Academy Awards, di cui ha la statuetta per il Dracula Di Bram Stoker di Francis Ford Coppola. Gareggiava contro di lei la pluri-vincitrice Colleen Atwood per Biancaneve E Il Cacciatore, giunta quest'anno alla decima nomination all'Oscar (mentre ha casa ne ha tre) e i costumisti di Hunger Games e Lo Hobbit, snobbati da qualsiasi altra cerimonia di premiazione, insieme a quelli di Cloud Atlas, snobbati insieme al film. Il Lacoste Spotlight Award è andato ad Anne Hathaway (nella foto insieme al manifesto della cerimonia) pronta a fare il nuovo piantino ringraziando per l'Oscar come non protagonista, mentre il premio alla Carriera a Judianna Makovsky. Il premio per essersi contraddistinto nel mestiere è stato dato a David Le Vey.
Di seguito tutti i candidati e i vincitori.
Contemporary Film
Stephani Lewis per Beasts Of The Southern Wild
Louise Stjernsward per Marigold Hotel
Mark Bridges per Il Lato Positivo
Jani Termine per Skyfall
George L. Little per Zero Dark Thirty
Period Film
Jaqueline Durran per Anna Karenina
Jaqueline West per Argo
Paco Delgato per Les Misérables
Johanna Jonson per Lincoln
Kasia Walicka-Maimone per Moonrise Kingdom
Fantasy Film
Kym Barrett & Pierre-Yves Gayraud per Cloud Atlas
Ann Makrey, Richard Taylor e Bob Buck per Lo Hobbit
Judianna Makovski per Hunger Games
Eiko Ishioka per Biancaneve
Colleen Atwood per Biancaneve E Il Cacciatore
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