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lunedì 16 febbraio 2015
premi dei sindacati - vincitori/ 2.
Se per i premi del sindacato dei migliori truccatori & acconciatori (2015 Make-up Artists & Hair Stylists Guild Awards) non ci sono grasse sorprese – cioè a sorpresa Birdman vince per le capigliature contemporanee ma Guardiani Della Galassia e Grand Budapest Hotel arraffano gli altri quattro premi, come previsto, spartendoseli equamente, fra genere contemporaneo e in costume – sorprendono i riconoscimenti del sindacato cinematografico del sonoro: il Cinema Audio Society Award 2015 infatti è andato al proto-pianosequenza di Alejandro G. Iñárritu e non al super-favorito American Sniper di Eastwood, candidato all'Oscar in entrambe le categorie del sonoro (montaggio e mixaggio); sul versante animato Big Hero 6 ha battuto Dragon Trainer 2, sarà per l'eclettismo delle sue scene (anche d'azione) e The Lego Movie, sempre meno considerato dalle giurie. Neanche quella finale è una sorpresa, semmai una conferma, che porta sempre più vicino all'Oscar Wes Anderson come sceneggiatore, ma in dubbio per la statuetta perché se qui non era contro le otto mani dietro Le Imprevedibili Virtù Dell'ignoranza (chiamiamolo così per non essere ripetitivi), con l'Academy sarà una lotta dura, in cui i quattro poliglotti di Birdman hanno dalla loro anche un Golden Globe. Il giovane Graham Moore (nella foto a sinistra, con Anderson) prosegue il nostro timore che The Imitation Game venga riconosciuto anche solo in una categoria – ma attenzione ché Whiplash gli sta alle calcagna, per quel premio, estromesso invece da questo. La ricostruzione della vita e soprattutto della morte di Aaron Schwartz in The Internet's Own Boy invece ha la meglio senza nemmeno la corsa contro il super-favorito CITIZENFOUR; insomma i Writers Guild Awards 2015 erano abbastanza prevedibili visto che non avevano concorrenza. Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati in tutte le categorie dei tre circoli di premiazione.
venerdì 5 dicembre 2014
Oscar 2015 - documentari.
Nell'anno dei film stranieri che battono a mani basse gli americani, la shortlist dei 15 documentari in lizza per la nomination agli Oscar 2015 è quasi completamente firmata USA. Esce dal gruppo Wim Wenders che con il figlio del fotografo José Salgado firma un celebrato documentario, Il Sale Della Terra, sul rapporto tra l'uomo, l'immagine e la devozione alla natura utilizzando molto materiale di repertorio per una co-produzione francese, brasiliana e in parte italiana. Sono poi Jodorowsky's Dune e Virunga che respirano aria extra-americana, ma la vittoria lo scorso anno di 20 Feet From Stardom su The Act Of Killing ci dimostra che a prescindere dal tema e dalla potenza del film, l'Academy resta industria legata al proprio territorio. Joshua Oppenhaimer battuto l'anno scorso qui nemmeno c'è, con la seconda parte della sua inchiesta sul genocidio indonesiano. Spunta però il leggero e spensierato Alla Ricerca Di Vivian Meier, ora edito da Feltrinelli in Italia, con la sua bizzarra storia sempre a partire da una fotografa, contro The Internet's Own Boy sul suicidio precoce di Aaron Swartz. La gara è però tutta fra il divertente, doloroso, biografico Life Itself – storia della vita del critico cinematografico Roger Ebert – e il mezzo tedesco Citizenfour, diretto da una donna, sul controllo delle nostre vite da parte del governo attraverso più paesi. Le nominations degli 87esimi Academy Awards saranno annunciate il 15 gennaio 2015.
The Case Against 8 di Ben Cotner & Ryan White (USA)
Citizen Koch di Carl Deal & Tia Lessin (USA)
Citizenfour di Laura Poitras (Germania & USA)
Alla Ricerca Di Vivian Maier di John Maloof & Charlie Siskel (USA)
The Internet's Own Boy: The Story Of Aaron Swartz di Brian Knappenberger (USA)
Jodorowsky's Dune di Frank Pavich (USA & Francia)
Keep On Keepin' On di Alan Hicks (USA)
The Kill Team di Dan Krauss (USA)
Last Days In Vietnam di Rory Kennedy (USA)
Life Itself di Steve James (USA)
The Overnighters di Jesse Moss (USA)
Il Sale Della Terra di Juliano Ribeiro Salgado & Wim Wenders (Francia, Brasile e Italia)
Tales Of The Grim Sleeper di Nick Broomfield (USA & UK)
Virunga di Orlando von Einsiedel (UK & Congo)
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