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lunedì 16 luglio 2012
Comic-Con 2012.
Prendete il Lucca Comics & Games e mischiatelo con il Future Film Festival di Bologna; avrete la versione nostrana del San Diego International Comic-Con, la convention multigenere più grande degli Stati Uniti che si tiene ogni estate a San Diego (con delle succursali a San Francisco). Nato nel 1970, inizialmente l'evento prevedeva anteprime, mostre, dibattiti e curiosità sul mondo dei fumetti, dei giochi di ruolo, delle arti in genere e soprattutto della science-fiction; adesso i generi si sono ampliati per far spazio a una grassa fetta di cinema, quella del fantasy soprattutto (dai supereroi alle fiabe ai vampiri), la fetta cioè più attesa dal vasto pubblico. E dura solo quattro giorni ma in soli quattro giorni, quante cose si possono fare!
Partiamo da ciò che ci interessa di più: la presentazione del trailer di Oz: The Great And Powerful, ennesimo vomito digitale della Disney dall'ennesimo produttore di Alice In Wonderland che a livello visivo promette molto bene - e anche dal cast (c'è il tenero James Franco, la tenera Michelle Williams, la tenera Mila Kunis, il tenero Zach Braff e il premio Oscar Rachel Weisz), per la regia di Sam Raimi (quello-di-Spider-Man). Il film uscirà solo nel 2013, da noi col titolo Il Grande E Potente Oz; qui potete vedere il fresco trailer e qui la prima locandina ufficiale.
Attenzione però a non confondere questo film con un altro sullo stesso tema, Dorothy Of Oz, in uscita sempre nel 2013, per rimarcare l'errore fatto con la doppia Biancaneve quest'anno.
Altra importante presentazione cinematografica è stata quella di Frankenweenie, secondo lungometraggio animato diretto da Tim Burton che si rifà ad un suo vecchio cortometraggio; i soliti toni horror dal cuore comedy fanno da sfondo alla storia di Victor Frankenstein, giovanotto che assiste alla morte del suo amato cane e cerca di portarlo in vita tramite esperimenti amatoriali in laboratorio, ottenendo un “freak”. In uscita il 5 ottobre negli USA, da noi sarà al cinema il 13 gennaio, ma nel frattempo ecco la locandina originale ed ecco il trailer ufficiale in italiano.
Chi ha amato Il Signore Degli Anelli starà sicuramente aspettando con trepidazione Lo Hobbit: se ne parla da anni ormai e tra pochissimo sarà nelle sale il nuovo lavoro di Peter Jackson (con la collaborazione di un esaltato Guillermo Del Toro) di cui sono stati mostrati spezzoni privati dell'innovatività. La pellicola, infatti, oltre ad essere in 3D avrà anche 48 fotogrammi al secondo (invece di 24) portando ad una fluidità di movimento inarrivabile; ma la caratteristica non è stata molto apprezzata dal primo pubblico. Tutto quello che possiamo vedere, noi, è questa lunghissima locandina.
Pioggia di supereroi Marvel, poi: dall'Iron-Man usato per uno dei manifesti (foto in apertura) al nuovo Superman che si chiamerà Man Of Steel (qui la locandina) che avrà la produzione dell'ormai miliardario Christopher Nolan e l'interpretazione di Michael Shannon per il cattivo, fino al ritorno di Kick-Ass a settembre. C'è stata, ovviamente, una fila interminabile di fan per la proiezione dei primi sette minuti di Twilight 4.2, ma non spenderò una parola in più su questa cosa. Ci si chiede, però, se The Host - L'ospite (tratto da un altro libro della Meyer ma con un'attrice vera, Saoirse Ronan, e un regista vero, Andrew Niccol) riscuoterà lo stesso successo della saga (impossibile eguagliare gli incassi).
Tra le serie televisive presentate e confermate per l'anno prossimo: Dexter, True Blood, The Walking Dead, Game Of Thrones.
E intanto cresce l'attesa per Django Unchained di Tarantino.
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venerdì 6 luglio 2012
se viene l'uragano.
Take Shelter
id., 2011, USA, 120 minuti
Regia: Jeff Nichols
Sceneggiatura originale: Jeff Nichols
Cast: Michael Shannon, Jessica Chastain, Tova Stewart,
Shea Whigham, Katy Mixon, Natasha Randall, Scott Knisley
Voto: 7.8/ 10
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Premio FIPRESCI e della Critica a Cannes 2011 (oltre a una pioggia di candidature e riconoscimenti in festival di tutto il mondo per i due attori protagonisti e per l'autore) prima che, quest'anno, tornando in terra francese, Jeff Nichols facesse lo scivolone con la sua fiaba Mud, Take Shelter è il film più ignorato dell'anno scorso dalle grandi cerimonie di premiazione che per giustizia avrebbero dovuto rendere partecipe Michael Shannon mai visto così brillante e partecipe del suo ruolo, neanche in Revolutionary Road per il quale fu nominato all'Oscar; interpreta un Curtis tutto lavoro e famiglia, lavoro in cantiere con elmetto e occhialini e scavatrici per fare non si sa bene cosa e famiglia con moglie Jessica Chastain (il personaggio di questi mesi, sei film usciti nel 2011 e sei in uscita nel 2012 dopo averne girati quasi dieci senza che mai arrivassero al cinema) e figlia sordomuta con la quale entrambi stanno realisticamente imparando a comunicare - mica i sordomuti hanno già l'alfabeto in tasca. Succede che un paio di notti Curtis sogna cose strane, il cane che gli sbrana un braccio e il cielo che inizia a piovere giallo, e poi succede ancora, e poi i sogni «diventano sensazioni», poi disagi fisici, si vede costretto ad abbandonare i colleghi per vomitare e per tornare a casa dove ha un rifugio anti-uragano nel quale depositerà tutto il raziocinio. Far diventare quel posto un luogo abitabile a lungo termine diventerà la sua ossessione, al punto da perdere il lavoro e mezza famiglia, e lavora lavora lavora i vicini iniziano a sussurrare alla follia. La Chastain non sa cosa fare né pensare, e confida in un bravo psichiatra. Ma in uno dei suoi momenti di follia, Curtis ce lo rivela: sta arrivando una tempesta, e nessuno tranne lui sarà preparato.
Musica montaggio e telecamera giocano la sporca carta della tensione per cui noi stiamo là a guardare e guardare sapendo che qualcosa sta per accadere, qualche catastrofe prima della fine avverrà, e gran parte delle scene, dopo i primi sogni, ci chiediamo: ma sono vere oppure immaginate?
Per alcuni versi ci sembra di essere nel prequel di The Road, per altri nell'intro di Melancholia, solo che qui tutto è semplice e veritiero, la fotografia non fa bizzeffe e gli effetti speciali sono essenziali, quasi impercettibili. Un film che, come ormai non succede più, sta in piedi per una buona sceneggiatura e soprattutto per due buone interpretazioni, certo una migliore dell'altra per esigenze di copione, ma meritevole di essere visto, fino in fondo, fino alla catastrofe che ci illude di essere arrivata e che, in realtà, non è ancora quella vera.
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