Settimo David di Donatello per Margherita Buy, protagonista indiscussa di Mia Madre di Nanni Moretti («dei 70 giorni di riprese, non è venuta sul set solo una volta, per una scena che poi ho tagliato» ha dichiarato il regista), che si accontenta di questo premio e di quello all'immensa Giulia Lazzarini, non protagonista, facendosi rubare la mormorata Migliore Regia da Francesco Munzi che, capofila con 16 candidature per il suo Anime Nere, non viene penalizzato dall'incasso (sei milioni e mezzo) di Martone e fa incetta: 9 statuette, film, regia, sceneggiatura, produzione (dov'era candidato Le Meraviglie, sigh), fotografia, montaggio, sonoro, colonna sonora, canzone originale addirittura (niente da fare per Sei Mai Stata Sulla Luna? di Francesco De Gregori, vincitore già col nome, e Wrong Skin di Marialuna Cipolla, under25 senza etichetta discografica vincitrice del concorso “Una Canzone per il Ragazzo Invisibile” – film che incassa i previsti Effetti Digitali della Visualogie). Tutto il resto va a Il Giovane Favoloso: Elio Germano ispirato miglior attore, terza vittoria, è il più importante premio davanti alla scenografia, ai costumi, al trucco e alle acconciature. I pochi premi rimanenti, sono per Edoardo Falcone regista esordiente di Se Dio Vuole, prevedibile dato il successo di pubblico e la candidatura per Giallini, che batte la Bispuri di Vergine Giurata e il Ciak d'Oro Bello&Invisibile N-Capace. Noi E La Giulia è il film scelto dai giovani e si porta a casa il David per l'attore non protagonista – che non è, come si poteva pensare, Claudio Amendola il comunistello che chiude i camorristi in cantina ma Carlo Buccirosso, il camorrista chiuso in cantina. Ovviamente il miglior film straniero è Birdman perché guai a non rispettare la decisione degli Oscar e il film europeo è La Teoria Del Tutto – ma il premio lo ritirano i distributori italiani. Miglior cortometraggio: Thriller, del pugliese Giuseppe Marco Albano, doppia storia di un padre con un figlio adolescente e della comunità di operai dell'ILVA di Taranto in difficoltà – sopra alle note di Michael Jackson. La cerimonia, in diretta su Rai Movie, è stata mandata in differita su Rai 1 alle undici circa perché «quello dei David non è uno show da prima serata», presentato ancora una volta da Tullio Solenghi, dopo il disastro delle scorse edizioni (Lillo & Greg fecero meno di due milioni di spettatori e Paolo Ruffini s'impelagò in una gaffe dopo l'altra arrivando a decretare Sophia Loren «bella topa»). Di seguito e dopo l'interruzione, tutti i candidati e i vincitori.
miglior film
Anime Nere di Francesco Munzi
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
Il Giovane Favoloso di Mario Martone
Mia Madre di Nanni Moretti
Torneranno I Prati di Ermanno Olmi
migliore regista
Francesco Munzi per Anime Nere
Saverio Costanzo per Hungry Hearts
Mario Martone per Il Giovane Favoloso
Nanni Moretti per Mia Madre
Ermanno Olmi per Torneranno I Prati
Francesco Munzi per Anime Nere
Saverio Costanzo per Hungry Hearts
Mario Martone per Il Giovane Favoloso
Nanni Moretti per Mia Madre
Ermanno Olmi per Torneranno I Prati