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sabato 15 agosto 2015

cinema d'agosto.



Prima che il Natale diventasse il fenomeno cinematografico d'aggregazione e, quindi, il momento dell'anno prediletto di alcune commedie a sfondo invernale – il cinema post-neorealista guardava con occhio interessato anche all'estate, alla città svuotata del primo episodio di Caro Diario di Nanni Moretti, ai turisti spaesati che non sanno a chi domandare aiuto di Un Sacco Bello, opera prima di Carlo Verdone regista e attore per il grande schermo. Così, questo 15 agosto, mentre – guardacaso – il MIC - Museo Interattivo del Cinema di Milano, propone quattro pellicole tra il 15 e il 16, la mia trasmissione radiofonica Start Rec ripercorre trame e backstage dei più importanti (noti e meno noti) film ambientati nel giorno più spensierato dell'estate, a partire dall'ovvio Il Sorpasso di Dino Risi (titolo originale: Il Giretto, interprete originale: Alberto Sordi, finale originale: meno funesto, co-protagonista originale: non si sa), o nel giorno precedente, come L'ascensore di Luigi Comencini, cortometraggio conclusivo di Quelle Strane Occasioni, occasioni tutte incentrate sul sesso dei borghesi, in cui la Sandrelli e monsignor Sordi si ritrovano bloccati in un palazzo senza nessuno che li possa tirare fuori. Ma nell'ora di trasmissione si spazia andando indietro e in avanti nel tempo: da La Famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi – incredibile campione di incassi nel '53, quando arrivò sullo schermo anche la conclusione della trilogia (La Famiglia Passaguai Fa Fortuna e Papà Diventa Mamma), al più recente e celebrato Pranzo Di Ferragosto (anche in TV, ore 2:30, Rai 1) di Gianni Di Gregorio, riportando in auge una pellicola dimenticata e attualissima come Casotto, regia e sceneggiatura di Sergio Citti, con la collaborazione di Vincenzo Cerami, nel cast Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Michele Placido, Mariangela Melato, Paolo Stoppa e addirittura una sedicenne Jodie Foster. Per ascoltare anche le precedenti puntate di Start Rec, all'indirizzo ufficiale di Mixcloud sono disponibili tutti i podcast; in previsione della nuova stagione, da ottobre, e della puntata speciale sugli Emmy del 4 settembre, tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina di Facebook.


lunedì 16 luglio 2012

Agata Alberta Annunziata.





Noi Donne Siamo Fatte Così
id., 1971, Italia, 100 minuti
Regia: Dino Risi
Sceneggiatura originale: Dino Risi, Ettore Scola, Rodolfo Sonego, Luciano Vincenzoni
Cast: Monica Vitti, Carlo Giuffrè, Enrico Maria Salerno, Ettore Manni,
Jean Rougeul, Michele Cimarosa, Luigi Zerbinati
Voto: 7/10
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Lo ammetto: sono un po' di parte. Quando c'è da scegliere un film del passato da consigliare, tendo sempre a preferire qualcosa con Monica Vitti. Perché mentre Sophia Loren si godeva il successo internazionale datole dal marito e Anna Magnani quello nazionale datole dal divismo, Monica Vitti se ne stava in disparte a fare film bellissimi, intelligentissimi, azzeccatissimi, passando da personaggi complicati e complessati come la Claudia de L'avventura (per cui fu candidata al BAFTA) a donne tremende e divertentissime come l'Assunta Patanè de La Ragazza Con La Pistola (per cui vinse il David e il Nastro d'Argento).
In questo sconosciuto Noi Donne Siamo Fatte Così interpreta la bellezza di dodici personaggi femminili diversi, con accenti diversi, problemi diversi, diverse storie. Tocca tutti i generi: dall'episodio muto sulla monotona vita di una suonatrice di piatti, che fa sorridere, all'episodio in dialetto barese sulla hostess Agata che ha appena conversato con i passeggeri di un volo in quattro lingue, che fa sbellicare, al più intimo, intenso e geniale episodio, il migliore a livello cinematografico, quello della siciliana Alberta che discute della libertà sessuale e dell'apertura della coppia col marito e con gli ospiti in casa. Si sente, negli altri, l'eco di ciò che era successo e che stava succedendo in Italia, quasi un tributo: la napoletana Annunziata che sforna figli come fossero pagnotte ci ricorda un la prima delle tre parti di Ieri, Oggi, Domani di De Sica; la barbona suonatrice di violino Teresa schiava d'amore per il compagno e compare ha gli stessi toni e costumi de La Strada di Fellini. Ci sono, poi degli scherzi cinematografici come quelli della superstite in Vietnam e della suora suonatrice di chitarra e ci sono delle vere e proprie denunce sociali - il maschilismo nelle fabbriche di panettoni in Veneto e la violenza sessuale denunciata per telefono alla radio. Quest'ultimo, che è anche l'ultimo episodio della pellicola, lascia altamente perplessi, ed è bizzarro che sia stato scelto per chiudere un film volutamente spiritoso.
Ad accompagnare il regista Dino Risi nella sceneggiatura di alcuni segmenti c'è Ettore Scola, amicone dell'autore, che allevia il tono “sexy” - diremmo oggi - del mattacchione Risi. La sua mano si vede soprattutto nella resa delle donne disperate per amore, come la romagnola Zoe che passa tutto il tempo a parlare dell'ex moroso.
Il film, introvabile nei negozi neanche a pregare in turco, è visibile per intero su YouTube, nuovo strumento di streaming che ho scoperto da pochissimo e che apre una nuova tag. Si fa guardare spensieratamente e sempre volentieri, per dimostrarci come il tempo passi mentre i problemi restino sempre gli stessi: l'amore, i soldi, il lavoro precario, la salute. E le stesse restano anche le fantasie sessuali dei vecchi ricchi.

Noi Donne Siamo Fatte Così su YouTube.