I francesi si premiano tre film su quattro, di quelli in concorso – in realtà sono Joel & Ethan Coen a premiarli, presidenti di una giuria che conta gli attori Jake Gyllenhaal, Rossy De Palma e Sienna Miller, gli attori e registi Xavier Dolan e Sophie Marceau, il regista Guillermo Del Toro e la musicista Rokia Traoré; il 68esimo Festival di Cannes si chiude lontano dalle aspettative, a partire da una Palma d'Oro mai annunciata durante le due settimane di proiezioni (si sospettava l'esordio dell'ungherese László Nemes, che ritorna sul tema dell'olocausto, in odore anche di Camera d'Or e invece premiato “solo” del Grand Prix, come fu per le nostre Meraviglie l'anno scorso) e assegnata a Dheepan di Jacques Audiard, film poco entusiasmante, forse per riscattare quei premi minori che gli erano stati assegnati nel '96 (miglior sceneggiatura per Un Héros Très Discret) e nel 2009 (Gran Premio della Giuria per Il Profeta) e il silenzio con cui era stato accolto Un Sapore Di Ruggine E Ossa nel 2012. Silenzio che ci teniamo anche noi italiani, in gara con tre film internazionali – si mormorava di Palme agli attori Michael Caine per La Giovinezza e Margherita Buy per Mia Madre, magari un premio speciale ai contributi artistici del film di Garrone, e invece niente: l'attore scelto era abbastanza prevedibile, Vincent Landon per il dramma etico La Loi Du Marché – mentre l'attrice risulta una sorpresa: sorpresa è il pareggio e sorpresa è Rooney Mara preferita alla celebrata (e due volte Oscar) Cate Blanchett in Carol, che vince anche la Queer Palm; miglior attrice insieme a Emmanuelle Bercot, altra francese, nell'altro non-entusiasmante Mon Roi di Maïwenn – una delle due registe donne in gara. The Lobster e The Assassin ricevono due riconoscimenti già annunciati dalla stampa (il secondo, pure Cannes Soundtrack Award) mentre Chronic di Michel Franco, considerato solo per l'interpretazione di Tim Roth, ottiene la migliore sceneggiatura nonostante le parole non proprio d'elogio dei giornalisti. La Camera d'Or strappata all'assistente di Béla Tarr (che comunque fa incetta: Vulcan Award all'arte tecnica, Premio FIPRESCI) va quindi a La Tierra Y La Sombra, anche Premio SACD e France 4 Visionary. Nanni Moretti, il più applaudito forse dei nostri senza aver diviso critica e pubblico, si accontenta del Premio della Giuria Ecumenica. Un altro italiano vincitore: Fulvio Risuleo per il corto Varicella. Sul versante Un Certain Regard l'Islanda di Grímur Hákonarson batte la Louisiana di Roberto Minervini, da questo giovedì in sala, che racconta la periferia anche sociale di un'America di cui nessuno parla: tossica, abbandonata, esibizionista, fatiscente. Di seguito e dopo l'interruzione tutti i premiati: incluso il cane de Le Mille E Una Notte.
Palma d'Oro
Dheepan di Jacques Audiard (Francia)
Gran Premio
Saul Fia (Son Of Saul) di László Nemes (Ungheria)
Premio della Giuria
The Lobster di Yorgos Lanthimos (Grecia & UK)