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mercoledì 10 aprile 2013
Mtv Movie Awards 2013 - nominations.
I premi meno credibili del cinema americano si apprestano a tornare, e per la prima volta, finalmente, (quasi) completamente depurati dalle saghe Harry Potter e Twilight – il secondo dei quali ha sempre vinto per il Miglior Film candidandosi poi ad un putiferio di Razzie. Ci sono, sempre per la prima volta, i filmoni degli Oscar e dei registi da Oscar: Nolan, Hooper, il Ben Affleck di Argo e il Daniel Day-Lewis di Lincoln insieme, ovviamente, alla commedia dell'anno – Il Lato Positivo, con 6 candidature totali – e al campione d'incassi Django, che di nominations ne ha 7. Non poteva mancare la commedia-campione d'incassi, Ted, il cui regista Seth MacFarlane, nonostante la presenza solo vocale dietro all'orso parlante più fatto del cinema, ha qui 5 nominations personali.
A condurre la serata di premiazione del 14 aprile, in diretta a notte inoltrata su Mtv e in differita il giorno dopo alle 21:00 con sottotioli, ci penserà Rebel Wilson, la “rivelazione” del film canoro della passata stagione, Pitch Perfect, appena annunciato alla distribuzione italiana col titolo Voices e programmato per uscire il 6 giugno nelle nostre sale. La Wilson, 27enne australiana, è l'incarnazione della nuova generazione di quei comici americani senza peli sulla lingua che tanto sono amati in patria; la sua carriera di attrice conta una piccola parte ne Le Amiche Della Sposa e una (indimenticabile) in Tre Uomini E Una Pecora, e poi The Wedding Party e Che Cosa Aspettarsi Quando Si Aspetta. La affiancheranno al microfono il solito manipolo di attori da cassetta disposti a consegnare un pacco di pop-corn come premio tra cui Brad Pitt, Adam Sandler, Steve Carrell, Melissa McCarthy, Zoe Saldana e, tra gli altri, Kim Kardashian che attrice non è, il tutto attraverso le performances per ora confermate di Selena Gomez, Ryan Lewis e Macklemore.
Tra le categorie di quest'anno, sempre nuove e sempre cangianti, comprare la “shirless performance” (che dovrebbe andare senza nessun tipo di dubbio a Channing Tatum), il “music moment” e per il miglior eroe si sono cambiate le regole del gioco: niente votazione dalla pagina ufficiale del sito ma hashtag su Twitter: scrivete di Batman, Iron Man, Hulk o il Bilbo de Lo Hobbit e se il vostro paladino sarà stato il trent-topic più trend, lo vedrete salire sul palco.
Tutti i candidati, di seguito, dopo l'interruzione.
Film dell'Anno
The Avengers di Joss Whedon
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno di Christopher Nolan
Django di Quentin Tarantino
Il Lato Positivo di David O. Russell
Ted di Seth MacFarlane
sabato 8 dicembre 2012
NYFCC - vincitori.
La Bigelow colpisce ancora.
Dopo aver stracciato l'ex marito agli Oscar di tre anni fa con The Hurt Locker, la regista-con-le-palle (come amano definirla dall'altra sponda del mare), capace di girare film “da maschio” più dei maschi, gira un altro film “da maschio” e dopo essere stata quasi ignorata per venticinque anni diventa la regista dalle mani d'oro. Dopo aver parlato di un disinnescatore di mine incapace di (soprav)vivere senza l'adrenalina del suo mestiere, facendo vincere ad Avatar solo i premi per gli effetti, le scene e la fotografia, Kathryn Bigelow si rimette a lavorare con il co-premio Oscar Mark Boal già autore della pellicola precedente e manda nelle sale Zero Dark Thirty, in italiano con “Operazione” davanti al titolo, cronaca decennale della ricerca, della cattura e dell'uccisione di Osama Bin Laden. Attrice protagonista, la figura cardine dell'anno scorso, Jessica Chastain, in un'interpretazione idolatrata ma che non è bastata a farle vincere il premio come Migliore Attrice. Ci pensa infatti Rachel Weisz a ritirarlo, Academy-Award-winners per The Constant Gardener e unico nome bisbigliato per i prossimi Oscar. In The Deep Blue Sea interpreta la moglie di un giudice inglese che intraprende una relazione extra-coniugale con un pilota dell'Air Force che la consumerà dall'interno. Mentre il film della Bigelow è programmato per uscire da noi il prossimo gennaio (qui il trailer), quest'ultimo non ha ancora data italiana programmata.
Uscirà sempre a gennaio da noi, il 24, l'altro film pluri-vincitore, Lincoln di Steven Spielberg che ritorna serio dietro la macchina da presa dopo il disneyano War Horse, Miglior Attore il bravo Daniel Day-Lewis e Migliore Attrice la due volte Oscar Sally Field, Norma Rae, M'Lynn Eatenton, Mrs. Gump, Nora Walker, insomma un'attrice poco nominata ma che tutti abbiamo visto almeno due volte.
E prosegue l'affermazione - finalmente - di Matthew McConaughey proprio ora che l'età avanza e il suo corpo si inflaccidisce, ma lui fa vedere come sta messo bene in Magic Mike che miracolosamente arriva ai premi per la sua interpretazione bizzarra, insieme a quella ancora meglio di Bernie.
How To Survive A Plague, documentario sulla lotta all'AIDS da parte di due coalizioni particolarmente volenterose, non vince il premio per il film non-fiction ma per l'Opera Prima, mentre il Miglior Documentario è The Central Park Five, storia dei cinque latino-americani che violentarono una donna bianca in Central Park nel 1989.
Tim Burton se ne torna a casa contento perché per una volta si mette a dirigere un cartone animato (e non solo a produrlo come i precedenti) e vince dato che per Dark Shadows non possono mica dargli niente, mentre Amour meritatamente trionfa anche qui.
Miglior Film
Operazione Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow
Miglior Regia
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
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giovedì 27 settembre 2012
ubriacarsi senza calorie.
Magic Mike
id., 2012, USA, 90 minuti
Regia: Steven Soderbergh
Sceneggiatura originale: Reid Carolin
Cast: Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matt Bomer, Cody Horn,
Joe Manganiello, Matthew McConaughey, Olivia Munn
Voto: 6.9/ 10
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Esisteva un canale, su Sky, morto all'età di 14 anni, che si chiamava Jimmy, ed esisteva un telefilm, su quel canale di telefilm cult (dal geniale quanto irrintracciabile G-Spot al fenomeno gay anglo-americano Queer As Folk) che si chiamava The Strip. In quel telefilm succedeva che la protagonista, neo-quarantenne tradita dal marito e con figlia smart a carico (ciao, Gilmore Girls) decide di rinnovarsi e di rinnovare i propri giorni lasciando il mediocre lavoro e aprendo un locale di strip maschile, arruolando un esercito di tori da monta e di pollastre da uovo, e così ce la fa: ogni sera vanno in scena spettacolini, balletti, show tematici e colorati e urla femminee.
Tutto questo, viene adesso riproposto dall'idolatrato regista di Ocean's Eleven/ Twelve/ Thirteen che sposta questi manzi dalla televisione al cinema e li sceglie tra i migliori in Hollywood. Dall'uomo-lupo di True Blood (un incantevole e superdotato Joe Manganiello che nella prima scena in cui appare appare divinamente) all'uomo-bestia di Beastly (film che mi auguro non abbiate visto) passando per l'investigatore canterino Matt Bomer di Whtie Collar (e Glee) e l'investigatore ispanico Adam Rodriguez di C.S.I. (e Ugly Betty). Non ci sono, però, quarantenni frustrate e reinventate. C'è questa trama: un ragazzetto di diaciannove anni inizia a guadagnare molti soldi spogliandosi e strusciandosi e avendo diciannove anni fa un po' di cagate.
Vi aspettavate una storia più grassa? Approfondisco: c'è un ragazzetto di diciannove anni che non sa cosa farsene di sé e dei propri giorni e che va a lavorare dove capita in scarpe da ginnastica mentre la notte dorme sul divano della sorella. È estate, e siamo sulla costa, per cui la nudità e le ville con palme sono in una scena sì e una scena no a prescindere; aggiungeteci poi che siamo in mezzo a persone inspiegabilmente ricche (un muratore, un'amministratrice di infermiere) e il binomio si fa parola: invidia perché queste case esistono veramente, questi corpi esistono veramente, esistono davvero questi soldi, ma non esistono nelle nostre vite. Il ragazzetto in questione, una notte, cappuccio sulla testa e barba incolta, viene adescato da un collega piastrellista, questo Mike del titolo che in fondo protagonista non è, e insieme abbordano due pulcine, e se le trascinano nel locale di spogliarello dove il magico lavora “per arrotondare”, e guarda un po' c'è un buco da colmare, chi mandiamo in scena?, oddio cosa facciamo? E il diciannovenne sale. Impacciato e vestito male e con passi di danza «a cazzo di cane», ma ci fa vedere il culo e tutto trova un senso.
Presto detto, il lavoro è trovato. E al magico Mike non può non piacere l'unica ragazza che lo respinge, che guarda caso è la sorella del pischello.
L'esile trama sta in piedi perché in fondo è tutta verità: l'attore Channing Tatum, arrivato alla gloria grazie a Step Up in cui già gli ballavano tutti i muscoli, prima del grande salto al cinema di mestiere faceva davvero questo, si spogliava. Guadagnava, beveva, trombava, si impasticcava - prendeva il GHB, la vecchia droga da stupro che fa sballare senza calorie ma che, vi assicuro, non vi lascia così lucidi né nel camerino né sul palco.
Steven Soderbergh un giorno dice a Tatum: dovresti scrivere la tua storia e farne un film. Channing non la scrive (ma la produce) e Soderbergh finisce per dirigerla (quarto film in poco più di un anno). E la mano del maestro, si vede: inquadrature di corpi tagliati, pance, cosce, braccia; scene di dialoghi simultanei e sovrapposti con personaggi esclusi dallo schermo, mentre la camera è fissata in modo bizzarro. Una fotografia incantevole, irreale, luminosissima, e un buon montaggio sonoro. Ma, certo, è un film di puro intrattenimento che ahimè riempie le sale di ragazze e di gay - e infatti ha incassato un putiferio.
Potrebbe arrivare a qualche premio? Forse, per la coraggiosa interpretazione di Matthew McConaughey - che stiamo ancora aspettando in Killer Joe - che alla sua età si spoglia e si diverte con estrema dignità. Mentre Alex Pettyfer, alla sua età, cresce davvero bene.
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