lunedì 10 dicembre 2012
National Board of Review - vincitori.
La National Board of Review (per esteso c'è anche: of Motion Pictures) è un'organizzazione no profit che sostiene la libertà d'espressione cinematografica e premia l'eccellenza artistica del campo. Le persone che ne fanno parte non lavorano direttamente nell'industria hollywoodiana o cinematografica in generale ma sono semplicemente cinefili con delle solide basi che ogni anno si sorbiscono un film al giorno e, senza nominations, premiano i più votati dal club.
E quest'anno hanno premiato - toh guarda - anche loro il film della Bigelow sulla cattura di Osama Bin Laden che da noi uscirà il prossimo mese. Operazione Zero Dark Thirty, dice la motivazione del premio - «è un film magistrale», per cui Kathryn vince anche come miglior regista e non contenti dei due premi maggiori diamo anche la Migliore Attrice a Jessica Chastain - che in questo genere di premi l'anno scorso riusciva ad ottenere tutto un po' per The Help un po' per The Tree Of Life.
Gli esordienti sono invece il nostro amato e giovane Behn Zeitlin come regista e la undicenne Quvenzhané Wallis per il bel Beasts Of The Southern Wild insieme al pure minorenne Tom Holland per lo spagnolo (ma recitato in inglese) The Impossible. Eccetto qualche novità (la navigata Anne Down per il thriller Compliance, Leonardo DiCaprio per il prossimo film di Tarantino) le altre robe son sempre le stesse: L'orlo Argenteo Delle Nuvole ha la Migliore Sceneggiatura Adattata mentre il fantastico Looper (il 31 gennaio in Italia) quella Originale; Searching For Sugarman è il miglior documentario e insieme a lui un'altra pellicola non-fiction prende il Premio alla Libertà d'Espressione con Gus Van Sant e il suo Promise Land sul venditore di gas naturale Matt Damon.
Amour è il Miglior Film Straniero e Ralph quello d'Animazione: due film che ormai hanno la strada spianata verso gli Oscar. Mentre diventa un po' più dura per l'ignorato Argo.
Tutti i vincitori e le liste dei migliori film dell'anno dopo l'interruzione.
Miglior Film
Operazione Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow
«Zero Dark Thirty is a masterful film, [...] Kathryn Bigelow takes the viewer inside a definitive
moment of our time in a visceral and unique way. It is exciting, provocative and deeply emotional».
domenica 9 dicembre 2012
Satellite Awars - nominations
Giunti alla 17esima edizione, i Satellite Awards sono i premi assegnati dalla stampa internazionale americana (IPA: International Press Academy) che ogni anno dal '96 ad oggi precedono di poco le candidature ai Golden Globes e iniziano così un primo pronostico per quello che verrà decretato il meglio della stagione televisiva e cinematografica appena conclusasi.
Cominciamo a ritrovare sempre gli stessi film nelle stesse categorie: L'orlo Argenteo Delle Nuvole fa incetta di nominations grasse (7) dal film alla regia alla sceneggiatura passando per entrambi gli attori protagonisti, il non protagonista e il montaggio. Ancora meglio va a Les Misérables: 9 candidature in tutto, tutte tra le interpretative (due attrici non protagoniste, un attore, un attore non protagonista) e quelle artistiche (costumi, scene, canzone) e un premio già ottenuto, quello al cast. Si discosta di poco Lincoln (8), valutato meglio a livello cinematografico perché di Spielberg e quindi candidato anche alla regia ma pure lui, essendo in costume, riesce ad entrare nella rosa tecnico-artistica. Insieme a The Master (4), che è in costume solo per poco, e a due stranieri: Les Adieux À La Reine che ha aperto lo scorso Festival di Berlino e al danese A Royal Affair di cui parleremo a breve, candidato anche al Miglior Film Straniero con: l'ovvia Palma d'Oro Amour, il Leone veneziano Pietà, il bel Oltre Le Colline, i festivalieri Rebelle e À Perdre La Raison e soprattutto il nostro Cesare Deve Morire. Compare anche una cosa mai sentita, Kon-Tiki, dalla Svezia con furore, nominato anche per il sonoro, e poi il tremendo Quasi Amici che non si sa come se ne sta anche tra i migliori attori con Omar Sy e alla sceneggiatura originale. L'anno dei candidati non anglofoni: Emmanuelle Riva è tra le migliori attrici insieme alla sconosciuta Hélène Florént già premiata per Café De Flore e Kim Ki-duk è tra i migliori registi e tra i migliori sceneggiatori senza, incredibilmente, Michael Haneke.
Ottengono consensi soprattutto tecnici anche Flight, Vita Di Pi e Skyfall, con questa candidatura per Adele come previsto. Sono presenti al solito Moonrise Kingdom (2 nominations), Zero Dark Thirty (5 nominations), Beasts Of The Southern Wild (3) e grazie a Dio The Sessions (6), commedia amara con due attori straordinari e una locandina geniale.
I premi saranno assegnati il 13 gennaio.
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
Le 5 Leggende (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)
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Zero Dark Thirty
sabato 8 dicembre 2012
NYFCC - vincitori.
La Bigelow colpisce ancora.
Dopo aver stracciato l'ex marito agli Oscar di tre anni fa con The Hurt Locker, la regista-con-le-palle (come amano definirla dall'altra sponda del mare), capace di girare film “da maschio” più dei maschi, gira un altro film “da maschio” e dopo essere stata quasi ignorata per venticinque anni diventa la regista dalle mani d'oro. Dopo aver parlato di un disinnescatore di mine incapace di (soprav)vivere senza l'adrenalina del suo mestiere, facendo vincere ad Avatar solo i premi per gli effetti, le scene e la fotografia, Kathryn Bigelow si rimette a lavorare con il co-premio Oscar Mark Boal già autore della pellicola precedente e manda nelle sale Zero Dark Thirty, in italiano con “Operazione” davanti al titolo, cronaca decennale della ricerca, della cattura e dell'uccisione di Osama Bin Laden. Attrice protagonista, la figura cardine dell'anno scorso, Jessica Chastain, in un'interpretazione idolatrata ma che non è bastata a farle vincere il premio come Migliore Attrice. Ci pensa infatti Rachel Weisz a ritirarlo, Academy-Award-winners per The Constant Gardener e unico nome bisbigliato per i prossimi Oscar. In The Deep Blue Sea interpreta la moglie di un giudice inglese che intraprende una relazione extra-coniugale con un pilota dell'Air Force che la consumerà dall'interno. Mentre il film della Bigelow è programmato per uscire da noi il prossimo gennaio (qui il trailer), quest'ultimo non ha ancora data italiana programmata.
Uscirà sempre a gennaio da noi, il 24, l'altro film pluri-vincitore, Lincoln di Steven Spielberg che ritorna serio dietro la macchina da presa dopo il disneyano War Horse, Miglior Attore il bravo Daniel Day-Lewis e Migliore Attrice la due volte Oscar Sally Field, Norma Rae, M'Lynn Eatenton, Mrs. Gump, Nora Walker, insomma un'attrice poco nominata ma che tutti abbiamo visto almeno due volte.
E prosegue l'affermazione - finalmente - di Matthew McConaughey proprio ora che l'età avanza e il suo corpo si inflaccidisce, ma lui fa vedere come sta messo bene in Magic Mike che miracolosamente arriva ai premi per la sua interpretazione bizzarra, insieme a quella ancora meglio di Bernie.
How To Survive A Plague, documentario sulla lotta all'AIDS da parte di due coalizioni particolarmente volenterose, non vince il premio per il film non-fiction ma per l'Opera Prima, mentre il Miglior Documentario è The Central Park Five, storia dei cinque latino-americani che violentarono una donna bianca in Central Park nel 1989.
Tim Burton se ne torna a casa contento perché per una volta si mette a dirigere un cartone animato (e non solo a produrlo come i precedenti) e vince dato che per Dark Shadows non possono mica dargli niente, mentre Amour meritatamente trionfa anche qui.
Miglior Film
Operazione Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow
Miglior Regia
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
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venerdì 7 dicembre 2012
European Film Awards - vincitori.
Michael Haneke fa il botto e noi ne gioiamo; per la quarta volta è il Miglior Regista agli European Film Awards 2012 e insieme a quel premio ne colleziona altri tre: il suo Amour infatti vince come Miglior Film Europeo dell'anno, Miglior Attore per Jean-Louis Trintignant che si era ritirato dalle scene e ci è tornato solo per onorare il maestro e la Migliore Attrice Emmanuelle Riva, la protagonista di Hiroshima Monamour di Resnais di tanti anni fa. Perde nella categoria della Sceneggiatura, facendo largo a Thomas Vinterberg per il suo script simbolico e importante de Il Sospetto, già Palma all'Interpretazione Maschile a Cannes, e perde anche alla Fotografia, dove stranamente ha la meglio un film dell'anno scorso. Capita sempre, data la precoce data di candidature degli EFA, che ci siano residui dell'anno passato, e questi, poveretti, non vincono mai; basta guardare La Talpa, il Faust e C'era Una Volta In Anatolia di questa cerimonia, tutti pluri-candidati e quasi tutti a bocca asciutta - eccetto Alberto Iglesias, il compositore-di-Almodóvar già candidato all'Oscar e già vincitore di tutti i Goya ai quali era stato candidato (nove). Shame di Steve McQueen, Coppa Volpi a Michael Fassbender a Venezia 68, se la cava anche con il montaggio, rubando l'unico premio minore che il nostro Cesare Deve Morire poteva accaparrarsi. Certo è che in tutto questo Quasi Amici se ne torna da dov'è venuto senza dare fastidio a nessuno, senza vincere neanche il Premio del Pubblico - e gioiamo anche di questo.
I discorsi più significativi della serata sono stati quello di Helen Mirren, premiata per il contributo mondiale che dà all'industria cinematografica, per l'importanza e il rigore, e quello di Bernardo Bertolucci per la commozione. Il regista italiano, che ha appena collezionato lo stesso premio a Venezia e a Cannes, si è presentato come al solito sulla sedia a rotella sopra alla quale è recluso ma pieno di spirito di comicità.
Soprendente la scelta degli spettatori: Come As You Are (titolo originale: Hasta La Vista), recitato in olandese e francese e spagnolo, batte gli Oscar di The Artist, The Iron Lady, La Talpa, In Darkness e per assurdo anche il film che ha incassato di più quest'anno. Altra scelta importante è quella del pubblico giovane, che premia Kauwboy, piccola gemma in lizza per l'Oscar di cui ho postato recensione e streaming, anche premio FIPRESCI.
Al solito, tutti i vincitori dopo l'interruzione.
Miglior Film: Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia/ Germania)
Barbara | Cesare Deve Morire | Quasi Amici | Il Sospetto | Shame
Miglior Regista: Michael Haneke per Amour
Nuri Bilge Ceylan | Steve McQueen | Paolo & Vittorio Taviani | Thomas Vinterberg
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giovedì 6 dicembre 2012
Oscar 2013 - gli effetti speciali.
Gli elenchi dei film che raggiungeranno il Kodak Theatre per gli 85esimi Academy Awards si fanno sempre più corti; avevamo già analizzato uno per uno i film d'animazione scremati al primo step lo scorso novembre (qui); sono stati poi annunciati i papabili candidati al Miglior Cortometraggio (qui la lista in inglese) e quelli al Miglior Documentario (qui), e adesso conosciamo i pochi lungometraggi in corsa per la candidatura agli Effetti Speciali. Premio che ormai ha un notevole peso e nella cui cerchia raccoglie praticamente tutti i successi dell'anno. Basta guardare quelli del 2012: il campione di incassi The Avengers (il film più visto di quest'anno), il poco diverso Cavaliere Oscuro, Biancaneve E Il Cacciatore (nomination assicurata), l'elogiato Skyfall.
Ai film già usciti e già arricchiti al botteghino fanno compagnia le pellicole non ancora rilasciate né in Italia né in America (Lo Hobbit, da noi il 13 dicembre e il giorno dopo in tutto il mondo) o quelle di prossima uscita nostrana (Vita Di Pi, da due settimane in USA e il 20 dicembre da noi e in UK). Il primo di questi due film, temo prosegua ciò che Peter Jackson ha cominciato col Signore Degli Anelli; il secondo, del regista coreano Ang Lee, si preannuncia come un capolavoro di immagini che farà incetta di premi. Cloud Atlas invece, del tedesco Tom Tykwer (Lola Corre, Profumo) insieme alla coppia nerd dietro Matrix Andy & Lana Wachowski, è il polpettone fantasy di gennaio con Tom Hanks e Halle Berry che interpretano sei personaggi a testa e tutta una serie di altri attori (Hugh Grant, Jim Broadbent, Jim Sturgess, Susan Sarandon) che non sono da meno.
Non dimentichiamoci mai che ormai troppo tempo fa gli Hunger Games hanno conquistato vette inarrivate (all'epoca) ma che giustamente sono fuori da questa categoria. Sicuramente riceverà la nomination alla regia, alla sceneggiatura e all'attrice.
I film candidati alla nomination per l'Oscar agli Effetti Visivi sono:
The Amazing Spider-Man di Marc Webb
Cloud Atlas di Tom Tywker, Andy & Lana Wachowski
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno di Christopher Nolan
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato di Peter Jackson
John Carter di Andrew Stanton
Vita Di Pi di Ang Lee
The Avengers di Joss Whedon
Prometheus di Ridley Scott
Skyfall di Sam Mendes
Biancaneve E Il Cacciatore di Rupert Sanders
sei nelle vele delle navi.
Grandi Speranze
Great Expectations, 2012, UK, 128 minuti
Regia: Mike Newell
Sceneggiatura non originale: David Nicholls
Basata sul romanzo Grandi Speranze di Charles Dickens (Rizzoli)
Cast: Jeremy Irvine, Holliday Granger, Helena Bonham Carter,
Ralph Fiennes, Robbie Coltrane, Jason Flemyng, Sally Hawkins
Voto: 7.2/ 10
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Io ho due problemi: i film in costume e Charles Dickens.
Dei film in costume penso che siano uno spreco madornale di denaro per cucire sì dei meravigliosi e minuziosi corpetti ma che tanto, escluse rarissime occasioni, finiscono col far ridere di sé per la quantità di errori storici messi uno dopo l'altro (leggi: Il Gladiatore), che nella migliore delle ipotesi si faranno ricordare proprio solo per i costumi (leggi: Marie Antoinette) o che non si faranno ricordare affatto, perché il libro cui si ispirano ha radici troppo grosse, sebbene gli sforzi (leggi: Profumo).
Di Charls Dickens quello che penso non lo dico, tranne che solo Roman Polanski mi aveva convinto ad andare al cinema a vedere l'ennesima trasposizione di Oliver Twist, facendomi tornare a casa poi non con tutta questa gioia.
Bene, alla luce di tutto ciò questo Grandi Speranze (che non capisco perché non sia stato tradotto con “grandi aspettative”) non mi aveva portato a sperare assolutamente niente e allora non sono rimasto né deluso né sorpreso, anche se ad un certo punto ho trovato piacevole l'intreccio. Il succo della trama si spreme dopo più di un'ora e tutto quello che viene prima, eccetto la prima scena, è diluito in un modo estremo da portare quasi al sonno. Pip (così si chiama il protagonista) è orfano affidato alla sorella più grande e corre per le paludi inglesi dove è cresciuto e incontra un barbone sudicio e sdentato che facciamo fatica a collegare al buon Ralph Fiennes che lo interpreta; questo gli chiede cibo e lima, lo minaccia di sbranargli le budella, e Pip il giorno dopo ubbidisce con l'ira della tutrice, che deciderà di mandarlo via, in casa di qualcun altro. Passerà per il salotto buio e impolverato di Helena Bonham Carter, visionario, magnifico personaggio di entrambe le vesti della storia: vedova di se stessa, abbandonata dall'uomo che amava nel giorno delle nozze, si lascia consumare dalla stanza addobbata a festa con addosso l'abito da sposa lercio, con la tavola ancora apparecchiata, con le finestre sbarrate per non vedere né farsi vedere dalla luce del sole. Prende in adozione, però, per ricevere e dare amore, una bambina, la chiama Estella e questa diventerà crescendo sempre più bella, e Pip a prima vista se ne innamorerà. Ma pare che Estella, tutta sua madre, non abbia un cuore nel petto ma solo del ghiaccio, e lui le dice: non fa niente, ti amo lo stesso. Ma soffre. Soffre anche se grazie a un'ingente somma di denaro versatagli sul conto adesso è un “gentiluomo”, ricco e scialacquone, con una casa in suo possesso e un circolo di amici detti “fringuelli” tra cui compare il più ricco giovanotto della città.
Tutti questi personaggi, apparentemente legati solo alla figura di Pip, si scoprirà essere legati molto di più...
E Pip assisterà a tutto questo con la solita faccia (notevole) e le solite (notevoli) labbra che stavano a guardare le fughe e i ritorni del puledro Joey di War Horse di Spielberg, sei candidature vuote agli Oscar l'anno scorso ed esordio cinematografico per questo Jeremy Irvine, notevole ventiduenne inglese. La faccia tonda per cui perde la testa, invece, è di una ben più navigata attrice di poco più grande ma che comunque ha la mono-espressione per due ore pure lei: Holliday Grainger, la baronessa dell'imminente Anna Karenina, la Lucrezia della serie I Borgia, la Suzanne di Bel Ami, la Diana di Jane Eyre. Insomma, una che in jeans non la riconosceremmo.
Dietro la macchina da presa c'è l'esperienza del regista di Quattro Matrimoni E Un Funerale, Mona Lisa Smile e, inspiegabilmente, Harry Potter 3 e, ancor più inspiegabilmente, Donnie Brasco, che aveva provato senza successo a trasportare in sala il più celebre romanzo di Márquez e ci riprova - senza successo - adesso.
Il pregio del film, indovinate un po': il trucco e il parrucco e soprattutto i costumi. Di Beatrix Aruna Pasztor, abituata a lavorare con registoni (Gilliam, Allen, Van Sant). Papabile candidatura all'Oscar, come il tremendo scorso Anonymous.
Film Independent Spirit Awards - nominations.
Martedì scorso Anna Kendrick, Zoe Saldana e Common hanno dato le nominations, nel W Hotel di Hollywood, ai 28esimi Film Independent Spirit Awards, i premi del cinema indipendente statunitense che un tempo avevano la statuetta a forma di piramide con dentro delle stringe di scarpe e che adesso è banalmente un'aquilotto ad ali spiegate, che come ogni anno saranno consegnati nella cerimonia di premiazione un giorno prima degli Oscar (quest'anno il 23 febbraio).
A quanto pare, questo L'orlo Argenteo Delle Nuvole, nelle nostre sale addirittura il 7 marzo e in America già uscito, pare sia un capolavoro. Dietro ad esso, c'è il candidato all'Oscar (per The Fighter) David O. Russell che dopo quel film tutto botte e muscoletti s'è dato alla commedia riscuotendo immenso successo di critica, grazie anche all'attrice del momento, Jennifer Lawrence, e all'attore che le fa spalla, Bradley Cooper, entrambi candidati. Per Russel è la terza volta agli Spirit dopo l'esordio Spanking The Monkey del 1994 e Amori E Disastri del '96, e ci torna dopo aver avuto il Premio Speciale ai Gotham l'altra sera.
L'appena recensito Beasts Of The Southern Wild gli corre appresso per numero di nominations, insieme ai due compagni dei Gotham: Bernie e Moonrise Kingdom e ai minori Sound Of My Voice, The Loneliest Planet e soprattutto Middle Of Nowhere. Sono, nelle categorie principali, praticamente quasi tutte commedie, cosa che agli Oscar non succederebbe mai, fatta eccezione per il “dramma gay” (definizione che un regista non vorrebbe mai sentire) Keep The Lights On che da noi non uscirà mai - come il Weekend dell'anno scorso tanto tenero.
Ruby Sparks compare solo per la sceneggiatura della sua protagonista Zoe Kazan insieme all'appena uscito in Italia 7 Psicopatici - uscito in pochissime copie e città. L'israeliano La Sposa Promessa, Coppa Volpi a Venezia per il pesce lesso protagonista, stranamente compare come miglior esordio (sia alla regia che alla sceneggiatura) ma non tra i film stranieri, dove brilla l'Amour di Haneke, il Sister della Meier che è tanto piaciuto alla critica, Ruggine E Ossa che la Francia non ha mandato agli Oscar e C'era Una Volta In Anatolia, ormai roba vecchia, che ruba il posto al nostro Cesare Deve Morire.
Felicitazioni a Matthew McConaughey nel suo anno di grazia che, co-protagonista in Bernie, fa doppietta di nominations con Magic Mike e soprattutto col nostro amato Killer Joe.
Non lasciamoci ingannare dai nomi italiani di Laura Colella e Aurora Guerrero: sono la prima americana e la seconda ispanica. Candidate per i film fatti in povertà. Tutte le candidature dopo l'interruzione:
Miglior Film:
Beasts Of The Southern Wild
Bernie
Keep The Lights On
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Miglior Regia:
Wes Anderson per Moonrise Kingdom
Julia Loktev per The Loneliest Planet
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Ira Sachs per Keep The Lights On
Behn Zeitling per Beasts Of The Southern Wild
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