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domenica 23 giugno 2013

David di Donatello - vincitori.



Sei David di Donatello per La Migliore Offerta che dopo la scivolata di Baarìa porta di nuovo Giuseppe Tornatore al Miglior Film («ringrazio tutte le persone che nonostante la crisi continuano a fare questo mestiere») e alla Migliore Regia (quarta volta, dopo L'uomo Delle Stelle, il Pianista Sull'oceano e La Sconosciuta). Il film in inglese del regista siciliano vince anche i Costumi, le Scene, il David Giovani e la Colonna Sonora di Ennio Morricone che, commosso, ringrazia «Peppuccio» dicendo «è come se fosse la prima volta». Secondo classificato è Diaz con quattro statuette: Miglior Produttore (Domenico Procacci), Montaggio, Sonoro ed Effetti Digitali; e subito dopo il sottovalutato Reality, che non figurava nemmeno nella cinquina più importante – porta a casa il Trucco, le Acconciature e la Fotografia di Marco Onorato, scomparso qualche mese fa: ritira il premio il figlio, con le lacrime agli occhi. La sorpresa dell'anno, Viva La Libertà, porta lo scrittore e regista Roberto Andò a ritirare il premio alla Sceneggiatura («siamo partiti dall'idea che il cinema è la vita senza le parti noiose») e il suo attore Valerio Mastandrea a fare la doppietta in una sera: entrambe le interpretazioni maschili sono sue e alla seconda, per Gli Equilibristi, ha detto: «questa non me l'aspettavo... Non che quella di prima me l'aspettassi...». Inaspettate anche le attrici: Maya Sansa, incinta e felicissima, porta al film di Marco Bellocchio l'unico premio delle pochissime nominations ricevute, mentre Margherita Buy, sesto David e quindicesima nomination, riceve la statuetta da Carlo Verdone che l'annuncia gridando «maledetto il giorno che t'ho incontrata». Premio alla carriera per Vincenzo Cerami, che non c'è: salgono allora sul palco Roberto Benigni e Nicola Piovani, coppia da Oscar de La Vita È Bella; «Cerami mi ha insegnato che l'ispirazione l'aspettano i principianti» dice Benigni, «quelli bravi si mettono a lavoro».
La cerimonia, in diretta su Rai 1 condotta da Greg («sono onorato di presentare da solo, per la prima volta, in diretta televisiva»), partita alle 21:30 di giovedì, si è conclusa poco dopo mezzanotte con il passaggio del David più importante dalla mano dei fratelli Taviani, vincitori l'anno scorso.
Tutti i candidati e i vincitori, di seguito dopo l'interruzione.

Miglior Film
Diaz di Daniele Vicari
Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores
Io E Te di Bernardo Bertolucci
 La Migliore Offerta  di Giuseppe Tornatore
Viva La Libertà di Roberto Andò

Miglior Regista
Bernardo Bertolucci per Io E Te
Matteo Garrone per Reality
Gabriele Salvatores per Educazione Siberiana
 Giuseppe Tornatore  per La Migliore Offerta
Daniele Vicari per Diaz

giovedì 13 giugno 2013

David di Donatello - nominations.



Se il mediocre Venuto Al Mondo ottiene solo due nominations (canzone originale e David Giovani), il mediocre Educazione Siberiana se la spassa in un tripudio di candidature (11) di cui potremmo salvare le esotiche scene e il tatuato trucco, ma certo non il Miglior Film, la Regia, la Produzione... Si tratta però del “premio Oscar” Gabriele Salvatores che se la deve contendere coi premi Oscar Giuseppe Tornatore e Bernardo Bertolucci nelle categorie più importanti – e se La Migliore Offerta è un film con qualche problema ma tanta maestria, Io E Te ha praticamente solo problemi. Fanno decisamente meglio i mostri non-sacri che vengono gettati là tra i maestri del cinema italiano: Daniele Vicari, scampato alla cerimonia dell'anno scorso ma inghiottito dai Nastri d'Argento, con il fortissimo e ben fatto Diaz guadagna 13 nominations, le stesse di Viva La Libertà, piccola pellicola passata quasi inosservata, basata su un libro anche passato inosservato – che mentre Gramellini scalava le classifiche, vinceva il Campiello all'Opera Prima  – che schiera tutti i suoi attori: Toni Servillo, Valeria Bruni Tedeschi, Anna Bonaiuto e Valerio Mastandrea; quest'ultimo fa doppietta e si candida anche come protagonista per il bel Gli Equilibristi insieme al Luca Marinelli di un film che ci è piaciuto tanto, Tutti I Santi Giorni, che porta ai David anche la sua protagonista Federica Victoria Caiozzo, Thony quando ha la chitarra in mano, che si accontenta poi della Canzone senza fare mostra del nazional-popolare regista Paolo Virzì. Ancora peggio va a Bella Addormentata, difficilissimo ritratto dell'Italia spezzata dalla malattia terminale, dalla politica e dalla religione, contestatissimo a Venezia, che vede Maya Sansa nominata a Miglior Attrice non Protagonista e Gaetano Garito come Miglior Fonico, senza contare Marco Bellocchio che c'è dietro. Tre attoroni, poi, come registi esordienti (Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio e Laura Morante) perché la vincitrice morale Valeria Golino non fa in tempo, insieme a Paolo Sorrentino, a tornare da Cannes per vedersi candidata. 12 nominations infine per Reality, capolavoro un po' fischiato di Matteo Garrone, col detenuto Aniello Arena immenso protagonista e una schiera di modi e colori e napoletanate sullo sfondo di un sogno neorealista. Anija e L'esecuzione vincono rispettivamente il Miglior Documentario e il Cortometraggio nostrani mentre sul fronte straniero abbiamo una perfetta cinquina europea in cui giustamente rientra il manierista Anna Karenina, il film più sottovalutato dell'anno (ma vincerà Amour), mentre pari pari dagli Oscar è stata copiata e incollata la selezione statunitense (senza il Leone d'Oro Pietà).
Tutti i candidati di tutte le categorie dopo l'interruzione.

Miglior Film
Diaz di Daniele Vicari
Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores
Io E Te di Bernardo Bertolucci
La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore
Viva La Libertà di Roberto Andò

Miglior Regista
Bernardo Bertolucci per Io E Te
Matteo Garrone per Reality
Gabriele Salvatores per Educazione Siberiana
Giuseppe Tornatore per La Migliore Offerta
Daniele Vicari per Diaz

mercoledì 14 novembre 2012

Bari caput mundi.



La Nave Dolce
id., 2012, Italia, 90 minuti
Regia: Daniele Vicari
Sceneggiatura: Antonella Gaeta, Daniele Vicari e Benedetto Atria
Soggetto: Luigi De Luca, Silvio Maselli, Antonella Gaeta, Daniele Vicari
Cast: Eva Karafili, Agron Sula, Halim Milaqi, Kledi Kadiu,
Robert Budina, Giuseppe Belviso, Fortunata Dell'Orzo, Raffaele Nigro
Voto: 7.8/ 10
_______________

«Accogliamo il nostro nuovo compagno di classe Dennis che ora si presenterà raccontandoci un po' di lui e del Paese da dove viene, va bene Dennis?» chiede la maestra Loredana a questo omaccione che pare uno di terza media e che invece da oggi sarà in classe con me, in quarta elementare, e Dennis ci racconta di quanto dista il suo paesino da Tirana e mi fa scoprire - con non poco sgomento - che le macchine, in Albania, ce le hanno pochissime persone, tendenzialmente quelli che contrabbandano sigarette e altri di lavori affini.
Era il 1998 ed eravamo a Brindisi; il film di Daniele Vicari si sposta un po' più su, a Bari, e un po' prima, nel 1991.
È l'8 agosto: si sparge la voce, dall'altra parte del Mar Adriatico, che da Durazzo sta per partire una nave gigantesca carica di tonnellate di zucchero. Si dice che toccherà le coste dell'Italia, e gli albanesi, giungendo da ogni dove, si mettono a correre perché non hanno la macchina, o pigliano la bici, e giungono al porto, e vedono questo colosso di ferro e ci salgono sopra, si arrampicano, funamboli senza circo ma con grandi speranze. Salgono lasciando le madri a casa, i parenti a terra, salgono senza preavviso, senza piani, senza logica: salgono. Si ritrovano ad essere circa ventimila. E come tutte le comunità con davanti il futuro rosa (gli albanesi hanno per anni visto la nostra televisione, parlato l'italiano, pensato che da noi ci fosse il benessere) creano una solidarietà più che patriottica e allora, nonostante non ci siano centimetri quadrati vuoti sul pavimento, né acqua né cibo né ripari dal sole, si arrangiano come possono e salutano il porto di Brindisi prima che il comandante, consapevole del carico non solo solubile del suo barcone, viene costretto a girare per Bari. E a Bari, la nave arriva. Attesa da Croce Rossa, polizia, volontari, attracca al porto e lascia scendere questo mare di teste e corpi e aspettative e lo trattiene là, in attesa di nuovo ordine. Si pensa di costruire delle temporanee tendopoli sulla banchina, dove una nave di carbone è da poco passata e dove gli uomini e le donne e soprattutto i ragazzi si stanno impiastrando di nero; si decide per il trasporto, attraverso pullman di linea, allo stadio della città.
Ventimila stranieri chiusi (letteralmente sigillati dall'esterno) in uno stadio, un miscuglio di poveretti e malavitosi, ancora senza cibo, senza acqua, senza servizi igienici, con un elicottero che ogni tanto passa sulle loro teste, diventano ben presto una fattoria Orwelliana, dove il maiale comanda e si torna inconsciamente a ciò che si è perso.
Poi il Presidente della Repubblica scende a Bari e si infuria con la stampa sottolineando che farà espellere il sindaco in quanto “avventato” nell'accoglienza data a queste persone.
Nello stesso anno, Daniele Vicari si gira i festival di Berlino e Venezia con due pezzi di storia dell'Italia recente messi nel dimenticatoio. Se Diaz era un vero e proprio film, però, che ricostruiva le scene per amalgamarsi al materiale di repertorio, questo abbandona la fittizia narrazione e si concede alle più disparate immagini girate da Telenorba e mai usate che vengono contestualizzate e alternate alle figure su fondo bianco di chi su quella nave c'era, dal comandante costretto a partire all'ormai celebre Kledi Kadiu, passando poi per chi ha operato a Bari, chi è dovuto tornare in Albania e poi è ripartito.
Anche questa volta riesce a confezionare una pellicola completamente priva di giudizi morali, che non mette in bocca niente alle persone e, fatta eccezione per qualche aggettivo, mostra la vicenda così com'è andata facendoci pensare “poveri albanesi” per tutto il tempo ma poi mostrandoci la devastazione che hanno lasciato nello stadio (com'è stato per i black block nell'altro film). Asciutto, non prolisso, non retorico. Peccato solo per questo schermo che si rimpicciolisce e ci fa vedere, dei volti, solo i dettagli.

lunedì 24 settembre 2012

i film italiani.



E festeggiamo il primo anno di vita di questo blog tornando a parlare di ciò per cui è nato: l'annuale Oscar al film straniero. Sebbene una prima lista di pellicole scelte dai Paesi diversi dagli Stati Uniti e dall'Italia sia già stata resa nota, ci soffermiamo sulla probabilità nostrana di tornare a calcare il tappeto rosso dopo sei anni di assenza. Era stata, infatti, solo La Bestia Nel Cuore, nel 2006, a riuscire a finire (chissà poi come) nella cinquina dei candidati di febbraio, passando anche la scrematura di gennaio, cosa che poi è successo a Tornatore con scarsi risultati. L'ultimo Oscar al film straniero che abbiamo vinto, poi, l'abbiamo ritirato nel 1999 - con una ormai epica passeggiata sulle spalliere delle poltroncine di Roberto Benigni - per La Vita È Bella, secondo dei film italiani più visti in Italia sovrastato da poco da Cado Dalle Nubi - e qui taccio.
Parlando di incassi, nell'elenco che la commissione dell'Anica ha resto noto e tra cui mercoledì 26 sceglierà il film che manderemo in America, il più visto è, sentite un po', quello di Verdone, già abbondantemente premiato ai Nastri d'Argento. Seguono Özpetek e Vicari, bocciati dalla stampa estera (a Berlino Diaz vinse un Premio del Pubblico ma fu criticatissimo dai giornalisti inglesi e tedeschi).
Stando al risultato al botteghino (operazione che ha fatto la Francia schierando il tremendo Quasi Amici), dovremmo quindi mandare oltreoceano per la prima volta una commedia pura e propria, che affronta sì un tema scottante e attuale come quello della crisi, ma che potrebbe fare la stessa fine de La Prima Cosa Bella (mandato due anni fa) dato che a noi piace parlare in toscano o in romanaccio per farci tre risate.
La mia speranza, è inutile pure dirlo, è stravolgere tutti e tutto con un film finalmente originale, diverso, non narrativo, sperimentale: il docu-fiction Cesare Deve Morire potrebbe sciogliere il cuore dell'Academy anche solo per l'età dei due registi. E magari ci scappa anche la nomination alla fotografia (come fu per Malèna, che ottenne due nominations tecniche tra cui la musica di Morricone ma non quella per il film in lingua straniera).
Troppo freschi sono i veneziani È Stato Il Figlio, Gli Equilibristi (che compare a sorpresa insieme a Là-Bas) e Bella Addormentata. Quest'ultimo, poi, risulta essere troppo italiano perché «è cruciale sapere qualcosa del caso Englaro» scrive il Variety. E troppo fischiato per un premio forse non meritato è stato Reality di Matteo Garrone, che arriva «troppo tardi a parlare del mito televisivo».
I dieci film selezionati per scegliere la pellicola da far concorrere alla nomination per l'Oscar al miglior film straniero, quindi, sono:

• Bella Addormentata di Marco Bellocchio
• Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani
• Il Cuore Grande Delle Ragazze di Pupi Avati
• Gli Equilibristi di Ivano De Matteo
• Diaz. Don't Clean Up This Blood di Daniele Vicari
• È Stato Il Figlio di Daniele Ciprì
• Là-Bas. Educazione Criminale di Guido Lombardi
• Magnifica Presenza di Ferzan Özpetek
• Posti In Piedi In Paradiso di Carlo Verdone
• Reality di Matteo Garrone

mercoledì 4 luglio 2012

Ciak d'Oro 2012 - vincitori.





Assegnati anche i premi del giornale Ciak, chiamati appunto Ciak d'Oro edizione 2012, privi di candidature ma con una cerimonia di premiazione vera e un numero attualmente in edicola (€ 4,50) tutto dedicato che ha addirittura tre risvolti di copertina (cliccate qui per vedere).
Il giornale nato nel 1985 sotto distribuzione Mondadori e diretto da Piera Detassis premia pure lui This Must Be The Place di Sorrentino, ripicca per la poca celebrità del film all'estero e per l'assenza di premi a Cannes64 dove fu presentato senza che nessuno se ne accorgesse, miglior film, migliori scene, la solita migliore fotografia e addirittura il miglior manifesto. Ammetto però che, escluso questo, gli altri premi rendono per la prima volta davvero giustizia. Sono sempre gli stessi film, ma incastrati meritatamente: Corpo Celeste di Alice Rohrwacher è la vera migliore opera prima dell'anno (a discapito del campione di incassi Scialla!) che vince anche il premio all'attrice non protagonista, una umanissima Anita Caprioli; Gianni Amelio vince un premio speciale ed è il miglior sceneggiatore per il suo Il Primo Uomo, capolavoro italo-francese che riceve anche il premio alla musica di Piersanti; Diaz fa incetta di premi tecnici e la Golino finalmente vince come miglior attrice per La Kryptonite Nella Borsa, che si porta a casa anche il premio ai costumi. Un sacco di esclusi (compensati dall'onnipresente Marco Giallini), ma è normale, e una meritata menzione a un film che non ha visto nessuno perché mai è arrivato al cinema: Tormenti, con le migliori voci del nostro panorama.
E tutti i vincitori sono:

Miglior Film: This Must Be The Place, regia di Paolo Sorrentino
Miglior Regia: Ferzan Özpetek per Magnifica Presenza
Miglior Opera Prima: Corpo Celeste, regia di Alice Rohrwacher
Miglior Sceneggiatura: Gianni Amelio per Il Primo Uomo
Miglior Produttore: Domenico Procacci per Diaz
Miglior Attore Protagonista: Elio Germano in Magnifica Presenza
Miglior Attrice Protagonista: Valeria Golino in La Kryptonite Nella Borsa
Miglior Attore Non Protagonista: Pierfrancesco Favino in Romanzo Di Una Strage
Miglior Attrice Non Protagonista: Anita Caprioli in Corpo Celeste
Miglior Fotografia: Luca Bigazzi per This Must Be The Place, Io Sono Li e La Kryptonite Nella Borsa
Miglior Montaggio: Benni Atria per Diaz
Miglior Scenografia: Stefania Cella per This Must Be The Place
Migliori Costumi: Rossano Marchi per La Kryptonite Nella Borsa
Miglior Sonoro In Presa Diretta: Remo Ugolinelli & Alessandro Palmierini per Diaz
Miglior Colonna Sonora: Franco Piersanti per Il Primo Uomo, Romanzo Di Una Strage e Terraferma
Miglior Film Straniero: The Artist, regia di Michel Hazanavicius (Francia)
Miglior Manifesto: Laurent Lufroy per This Must Be The Place
Superciak d'Oro: Gianni Amelio
Personaggio dell'Anno: Marco Giallini
Ciak d'Oro alla Carriera: Marina Cicogna
Ciak d'Oro Bello&Invisibile: Tormenti - Film Disegnato

Nastri d'Argento 2012 - vincitori.





Sono stati assegnati il 30 giugno a Taormina i Nastri d'Argento 2012, i premi assegnati dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani, durante una premiazione tenuta muta che andrà in onda in differita il 14 luglio su Rai 1.
Tra le candidature precedentemente annunciate e riportate anche qui sotto, non compare il film dei fratelli Taviani Cesare Deve Morire perché considerato una sorta di “inarrivabile” ed è stato insignito del Nastro dell'anno 2012 mentre all'intero cast maschile è andato un premio speciale. Premi speciali anche per gli scenografi italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per il loro contributo artistico americano, per i fratelli Vanzina ormai simbolo della commedia italiana (e non all'italiana), per Matteo Garrone vincitore del Gran Prix a Cannes con Reality e poi Premio Person a Pierfrancesco Favino (personaggio dell'anno), Premio Lene Thun a Posti In Piedi In Paradiso (per la sensibilità con cui affronta un tema sociale), Premio Biraghi ad Andrea Osvart e Andrea Bosca.
I film in gara, invece, son sempre gli stessi, reduci o meno dai David: This Must Be The Place si porta a casa il Nastro più ambito e la scenografia, come a voler compensare ciò che non ha ottenuto nell'altra serata di cerimonia; un premio-contentino anche a Özpetek (soggetto e costumi), molti premi tecnici, a sorpresa, a Diaz, e gli attori protagonisti che ai David erano stati stranieri, qua devono essere per forza italiani e sono - di nuovo - Micaela Ramazzotti e Pierfrancesco Favino (nella foto d'apertura), entrambi bravissimi ed entrambi col doppio ruolo.
The Artist miglior film europeo e sorprendentemente Drive batte Una Separazione al miglior film straniero. Mentre un film italiano, girato in America, a cui abbiamo dato meno dell'insufficienza perché osceno, non solo aveva ricevuto un paio di nominations ma ha anche vinto, la migliore canzone.
Vincitori e candidati sono:


Regista del Miglior Film: Paolo Sorrentino per This Must Be The Place
Terraferma | Romanzo Di Una Strage | Magnifica Presenza | Diaz

Miglior Regista Esordiente: Francesco Bruni per Scialla!
Sette Opere Di Misericordia | La-Bàs. Educazione Criminale | Io Sono Li | A.C.A.B.

Miglior Produttore: Domenico Procacci per Diaz
Romanzo Di Una Strage | Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile | This Must Be The Place | La-Bàs. Educazione Criminale

Miglior Commedia: Posti In Piedi In Paradiso, regia di Carlo Verdone
Ciliegine | Immaturi, Il Viaggio | I Più Grandi Di Tutti | La Kryptonite Nella Borsa

Autore del Miglior Soggetto: Ferzan Özpetek & Federica Pontremoli per Magnifica Presenza
L'industriale | I Primi Della Lista | Io Sono Li | 100 Metri Dal Paradiso

Miglior Sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Stefano Rulli e Sandro Petraglia per Romanzo Di Una Strage
Posti In Piedi In Paradiso | Diaz | This Must Be The Place | Scialla!

Miglior Attore Protagonista: Pierfrancesco Favino in A.C.A.B. e Romanzo Di Una Strage
Fabrizio Bentivoglio | Elio Germano | Roberto Herlitzka | Vinicio Marchioni

Miglior Attrice Protagonista: Micaela Ramazzotti in Posti In Piedi In Paradiso e Il Cuore Grande Delle Ragazze
Carolina Crescentini | Donatella Finocchiaro | Claudia Gerini | Valeria Golino

Miglior Attore Non Protagonista: Marco Giallini in Posti In Piedi In Paradiso e A.C.A.B.
Giuseppe Fiorello | Fabrizio Gifuni | Michele Riondino | Riccardo Scamarcio

Miglior Attrice Non Protagonista: Michela Cescon in Romanzo Di Una Strage
Barbara Bobulova | Alessandra Mastronardi | Paola Minaccioni | Elisa Di Eusanio

Miglior Film Europeo: The Artist, regia di Michel Hazanavicius (Francia/ Belgio)
Carnage | Faust | Melancholia | Shame

Miglior Film Extraeuropeo: Drive, regia di Nicholas Winding Refn (USA)
Hugo Cabret | Midnight In Paris | The Tree Of Life | Una Separazione

Miglior Fotografia: Luca Bigazzi per This Must Be The Place
Magnifica Presenza | A.C.A.B. | L'industriale | Terraferma

Miglior Montaggio: Benni Atria per Diaz
Romanzo Di Una Strage | A.C.A.B. | Magnifica Presenza | Il Primo Uomo

Miglior Scenografia: Stefania Cella per This Must Be The Place
Romanzo Di Una Strage | L'industriale | Mozzarella Stories | Diaz

Migliori Costumi: Alessandro Lai per Magnifica Presenza
Il Cuore Grande Delle Ragazze | La Scomparsa Di Patò | La Kryptonite Nella Borsa | L'ultimo Terrestre

Miglior Sonoro In Presa Diretta: Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini per Diaz
Romanzo Di Una Strage | Sette Opere Di Misericordia | Io Sono Li | La-Bàs. Educazione Criminale

Migliore Colonna Sonora: Franco Piersanti per Terraferma e Il Primo Uomo
Magnifica Presenza | Quasi Amici | Diaz | I Più Grandi Di Tutti

Migliore Canzone Originale: Andrea Guerra, Michele von Buren e Elisa per “Love Is Required” da Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile
Immaturi, Il Viaggio | Posti In Piedi In Paradiso | Scialla! | Il Giorno In Più

Nastro Europeo Bulgari: Matteo Garrone

Nastro d'Oro 2012: Dante Ferretti & Francesca Lo Schiavo per Hugo Cabret

Nastro Speciale 2012 per la Commedia: Carlo Vanzina & Enrico Vanzina

martedì 5 giugno 2012

Nastri d'Argento 2012 - nominations.





I Nastri d'Argento 2012 arrivano puntuali come ogni giugno (nella prima settimana vengono date le candidature e nell'ultima c'è la cerimonia di premiazione; quest'anno si svolgeranno il 30 giugno nel Teatro Antico di Taormina e saranno trasmessi in differita il 14 luglio su Rai Uno, non chiedetemi perché) e fanno della giustizia: Sette Opere Di Misericordia dei fratelli De Serio è tra i cinque candidati al miglior esordio (potete leggere qui la recensione del film e l'intervista al regista Massimiliano) (ma il cult Scialla! e l'elegante Io Sono Li non ci danno molte speranze di vittoria) e compare in altre due categorie tra cui il miglior attore, un immenso Roberto Herlitzka; il cast di Cesare Deve Morire verrà insignito di un meritato premio speciale e presenzierà in Villa Medici insieme ai registi Paolo e Vittorio Taviani che vincono il Nastro dell'anno 2012, sommo premio che li eleva sugli altri film e non dà loro nessuna candidatura; Anna Proclamer, tra i protagonisti di Magnifica Presenza, riceve anche lei un riconoscimento speciale e una menzione va al cartone animato Tormenti - Film Disegnato di Filiberto Scarpelli, con le migliori voci del nostro cinema, che non ha mai visto la distribuzione. Premio alla carriera per Gianni Amelio, tornato in sala con l'impeccabile Il Primo Uomo il mese scorso, che riceverà il suo primo trofeo come cineasta durante la prossima Mostra del Cinema di Venezia.
Ma sono altri i film che si contenderanno i premi di quest'anno; annunciate ieri in una composta cerimonia in onore delle vittime e delle stragi del terremoto in Emilia, le candidature si dipanano tra Romanzo Di Una Strage e Magnifica Presenza (9 nominations), Diaz (7), This Must Be The Place e Terraferma (5). Insieme a qualche intruso: dall'italo-americano Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile, il più brutto film dell'anno, prodotto dalla costumista Milena Canonero e candidato anche alla canzone originale, all'italo-francese Ciliegine della Morante, candidato nella cinquina delle migliori commedie, categoria nuova di qualche anno. E poi la Di Eusanio del piccolissimo Good As You, Vinicio Marchioni, la Mastronardi e Scamarcio (più bravo di lei) per To Rome With Love, perché i Nastri premiano gli italiani anche se in film stranieri.
Tra gli stranieri, grazie a Dio, non troviamo Quasi Amici reduce dal David ma sempre le stesse cose, con l'aggiunta di Shame, che l'Italia puritana ha snobbato, e Midnight In Paris spostato tra gli extraeuropei. Il nostro tifo, si sa, va a Una Separazione.
Qui sotto i candidati nelle più importanti categorie; in questa pagina di MyMovies tutti i nominati.

Regista del Miglior Film:
Emanuele Crialese per Terraferma
Marco Tullio Giordana per Romanzo Di Una Strage
Ferzan Özpetek per Magnifica Presenza
Paolo Sorrentino per This Must Be The Place
Daniele Vicari per Diaz

Miglior Regista Esordiente:
Francesco Bruni per Scialla!
Gianluca e Massimiliano De Serio per Sette Opere Di Misericordia
Guido Lombardi per La-Bàs. Educazione Criminale
Andrea Segre per Io Sono Li
Stefano Sollima per A.C.A.B.

Miglior Produttore:
Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz e Rai Cinema per Romanzo Di Una Strage
Elda Ferri, Milena Canonero per Un Giorno Questo Dolore Ti Sarà Utile
Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Occhipinti e Medusa per This Must Be The Place
Dario Formisano, Gaetano Di Vaio, Gianluca Curti per La-Bàs. Educazione Criminale
Domenico Procacci per Diaz

Miglior Commedia:
Ciliegine, regia di Laura Morante
Immaturi, Il Viaggio, regia di Paolo Genovese
I Più Grandi Di Tutti, regia di Carlo Virzì
La Kryptonite Nella Borsa, regia di Ivan Cotroneo
Posti In Piedi In Paradiso, regia di Carlo Verdone

Autore del Miglior Soggetto:
Giuliano Montaldo, Vera Pescarolo per L'industriale
Ferzan Özpetek, Federica Pontremoli per Magnifica Presenza
Renzo Lulli per I Primi Della Lista
Andrea Segre per Io Sono Li
Raffaele Verzillo, Pierfrancesco Corona per 100 Metri Dal Paradiso

Miglior Sceneggiatura:
Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Maruska Albertazzi per Posti In Piedi In Paradiso
Daniele Vicari, Laura Paolucci per Diaz
Marco Tullio Giordana, Stefano Rulli, Sandro Petraglia per Romanzo Di Una Strage
Paolo Sorrentino, Umberto Contarello per This Must Be The Place
Francesco Bruni per Scialla!

Miglior Attore Protagonista:
Fabrizio Bentivoglio in Scialla!
Pierfrancesco Favino in A.C.A.B. e Romanzo Di Una Strage
Elio Germano in Magnifica Presenza
Roberto Herlitzka in Sette Opere Di Misericordia
Vinicio Marchioni in Cavalli e Sulla Strada Di Casa

Miglior Attrice Protagonista:
Carolina Crescentini in L'industriale
Donatella Finocchiaro in Terraferma
Claudia Gerini in Il Mio Domani e Com'è Bello Far L'amore
Valeria Golino in La Kryptonite Nella Borsa
Micaela Ramazzotti in Posti In Piedi In Paradiso e Il Cuore Grande Delle Ragazze

Miglior Attore Non Protagonista:
Giuseppe Fiorello in Terraferma e Magnifica Presenza
Marco Giallini in Posti In Piedi In Paradiso e A.C.A.B.
Fabrizio Gifuni in Romanzo Di Una Strage
Michele Riondino in Gli Sfiorati
Riccardo Scamarcio in To Rome With Love

Miglior Attrice Non Protagonista:
Barbara Bobulova in Scialla!
Michela Cescon in Romanzo Di Una Strage
Alessandra Mastronardi in To Rome With Love
Paola Minaccioni in Magnifica Presenza
Elisa Di Eusanio in Good As You

Miglior Film Europeo:
The Artist, regia di Michel Hazanavicius (Francia/ Belgio)
Carnage, regia di Roman Polanski (Francia/ Germania/ Polonia/ Spagna)
Faust, regia di Aleksandr Sokurov (Russia)
Melancholia, regia di Lars Von Trier (Danimarca/ Svezia/ Francia/ Germania)
Shame, regia di Steve McQueen (UK)

Miglior Film Extraeuropeo:
Drive, regia di Nicholas Winding Refn (USA)
Hugo Cabret, regia di Martin Scorsese (USA)
Midnight In Paris, regia di Woody Allen (USA/ Spagna)
The Tree Of Life, regia di Terrence Malick (USA)
Una Separazione, regia di Asghar Farhadi (Iran)