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martedì 6 novembre 2012

tu che issi le bandiere.



La Collina Dei Papaveri
Kokuriko-Zaka Kara, 2011, Giappone, 91 minuti
Regia: Goro Miyazaki
Sceneggiatura originale: Hayao Miyazaki & Keiko Niwa
Soggetto: Chizuru Takahashi & Tetsuro Sayama
Voci originali: Masami Nagasawa, Junichi Okada, Yuriko Ishida
Voci italiane: Giulia Tarquini, Lorenzo Deangelis, Laura Romano,
Alessio De Filippis, Aurora Cancian
Voto: 7/ 10
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La nuova storia di terra e di mare della famiglia Miyazaki entra ed esce dalle sale italiane nello stesso giorno, e cioè oggi, 6 novembre, a quasi un anno di distanza dalla distribuzione internazionale. La trovata - forse ben pensata - ha portato i cinema a strabordare già alle tre del pomeriggio, cosa che ha portato la metà degli spettatori a dormire per la seconda metà del film. Il corri-corri a vedere il-nuovo-capolavoro-dello-Studio Ghibli dopo i veri capolavori che hanno segnato la storia del cinema d'animazione La Città Incantata e Il Castello Errante Di Howl, incantevoli tanto nella trama quanto nell'immagine e soprattutto nella poesia, è stato però accolto male, perché Goro Miyazaki, il figlio, continua a non riuscire a toccare i livelli di splendore visionario del padre - che pure stiamo vedendo invecchiare a partire dall'infantile Ponyo Sulla Scogliera. È Hayao, in realtà, a stendere idea e sceneggiatura per questo film d'animazione, ma mettendo da parte magia e fantasia e con troppi collaboratori che riportano la storia ai soliti amori impossibili da Romeo & Giulietta ad Uccelli Di Rovo. Il tema di fondo: l'importanza del passato e la forza con cui si deve lottare alla sua non cancellazione, rappresentata da un edificio, chiamato francesemente Quartier Latin, un villone antico e antiquato in cui nessuno passa la scopa da decenni e gli studenti di una sorta di liceo limitrofo ci tengono le assemblee, le sale per gli incontri dei club, il gabbiotto di Filosofia, il binocolo degli astronomi, e soprattutto la redazione del giornalino scolastico, stampato nostalgicamente a ciclostile manuale e scritto dalle mani abili con bella calligrafia blu ogni sera su carta da lucido.
In questa scuola si reca tutte le mattine la piccola Umi, figlia maggiore di una famiglia disfatta dal tempo e dal caso: il papà è morto in guerra, la mamma è docente universitaria in trasferta in America. Restano lei e sua sorella e sua nonna, che per il periodo di assenza della genitrice hanno affittato le camere in più ad una studentessa di Medicina e ad una pittrice, che colorano un filo (ma leggermente un filo) le mattine della colazione insieme, preparate ogni santo giorno dalla devota Umi che poi annaffia i papaveri, lava e stende i panni, fa la spesa al mercato.
La tradizione scolastica vuole che - ma lo capiremo con difficoltà alla fine della lunghissima scena - un rappresentante del corpo maschile si lanci dal tetto di questo Quartier Latin per tuffarsi nel pozzo coperto del cortile della mensa, e proprio in questa occasione Umi avrà il primo contatto con Shun, aiutandolo ad uscire dall'acqua. Egli, autore e amanuense nel quotidiano studentesco, la accompagnerà in città per le compere e la farà tornare sulla collina a piedi piena d'amore con intorno decisamente pochissimi papaveri.
Le immagini in animazione entrano in netto contrasto con gli sfondi: abbiamo sempre, dietro, dipinti impressionisti luminosissimi, elementari, minuziosi quando serve, dati da macchie e tocchi di pennelli a spatola che rendono bene il paesaggio erboso e naturale del colle sopra il mare. Ragazzini e ragazzine sono, invece, contornati e piattissimi, scolastici nei segni (ma non nel movimento), decisamente poco originali. Dicono cose che non diremmo mai, oggi, né avremmo detto negli anni '50 quando il film è ambientato («auguro a voi un buon giorno»). Dopo averci deluso con l'esordio I Racconti Di Terramare, Miyazaki jr. ci delude anche con questo, ma la colpa non è sua: avevamo aspettative troppo alte dal bellissimo trailer, non ci fanno impazzire le canzoni cinesi cantate in coro acapella e soprattutto eravamo troppo speranzosi dopo questo inizio brioso con note di piano, donne attorno al tavolo, poetici annunci anonimi e bandiere issate al vento.

lunedì 5 novembre 2012

Oscar 2013 - i film d'animazione.



Scorpacciata Disney quest'anno: la più grande casa di produzione e distribuzione per giovanotti e signorine del globo avanza verso gli Academy Awards 2013 con ben 4 film sulla schiena. Sono stati annunciati infatti i film d'animazione che possono sperare di ricevere la candidatura all'Oscar per il miglior cartone animato nella categoria lungometraggi.
E la Disney potrebbe farcela con tre di questi: il deludente Brave in co-produzione con la Pixar; Frankenweenie, diretto da Tim Burton (altro di cui abbiamo fatto scorpacciata quest'anno) che ritorna ai tempi de La Sposa Cadavere, ma in bianco e nero; Il Segreto Delle Ali, ennesimo film con protagonista Trilly che da noi in Italia uscirà questo novembre al cinema - e dopo un mese appena sarà su Disney Channel; Ralph Spaccatutto, annunciato capolavoro in preparazione da quattro anni che saluta nostalgicamente le vecchie sale giochi dei bar in spiaggia e tutti quei pupazzini con cui le generazioni fino alla mia sono cresciute (uscirà in Italia il 20 dicembre mentre in America ha appena incassato 40 milioni di dollari nel primo weekend, fattore che lo porta automaticamente nella cinquina dei candidati). Ma chi vincerà?
Per la regola della ruota che quest'anno io quell'anno tu, toccherebbe a ParaNorman, piccolo gioiello della Laika, la casa di produzione di Coraline (che si candidò, e non vinse), così curato dal punto di vista scenico che c'è solo da elogiarlo - per quanto la sceneggiatura abbia le sue pecche e sia di certo molto meno spettacolare di altri film presenti in lista. Le case di produzione ci sono tutte: la DreamWorks con Le 5 Leggende (dal 29 novembre in Italia) e Madagascar, la Universal con l'insipido Lorax, la Sony-Columbia con Hotel Transylvania (da giovedì 8), la Blue Sky con L'era Glaciale, la Aardman di Wallace & Gromit già vincitrice per numerosi corti e un lungometraggio, con il bizzarro Pirati!
Fanno da contorno tutta una serie di pellicole sconosciute provenienti soprattutto dall'India e dalla Francia, che l'America finge di aver visto e apprezzato per illudere i poveri cineasti d'oltreoceano - anche se l'anno scorso, senza che nessuno ci credesse, erano finiti in nomination un cartone piccolo piccolo francese e uno spagnolo. Tra questi, solo Le Chat Du Rabbin potrebbe farcela, vista tanta concorrenza, già vincitore del César e candidato all'EFA l'anno scorso. E, magari, La Collina Dei Papaveri che uscirà nei nostri cinema domani, e solo per domani.

Adventures In Zambezia di Wayne Thornley (Sud Africa)
A Liar's Autobiography: The Untrue Story Of Monty Python's Graham Chapman di Bill Jones Jeff Simpson e Ben Timlett (UK)
Ribelle [The Brave] di Mark Andrews, Brenda Chapman e Steve Purcell (USA)
Delhi Safari di Nikhil Advani (India)
Lorax [Dr. Seuss' The Lorax] di Chris Renaud & Kyle Balda (USA)
Frankenweenie di Tim Burton (USA)
Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky (USA)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva di Steve Martino & Mike Thurmeier (USA)
La Collina Dei Papaveri di Goro Miyazaki (Giappone)
Hey Krishna di Vikram Veturi (India)
Le Chat Du Rabbin di Antoine Delesvaux & Joann Sfar (Francia/ Austria)
Le Noël De Walter Et Tandoori di Sylvain Viau (Canada)
Le Tableau [The Painting] di Jean-François Laguionie (Francia/ Belgio)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa di Eric Darnell, Tom McGrath e Conrad Vernon (USA)
ParaNorman di Chris Butler & Sam Fell (USA)
Le 5 Leggende [Rise Of The Guardians] di Peter Ramsey (USA)
Trilly E Il Segreto Delle Ali di Roberts Gannaway & Peggy Holmes (USA)
The Mystical Laws di Isamu Imakake (Giappone)
Pirati! Briganti Da Strapazzo [The Pirates! In An Adventure With Scientists!] di Peter Lord (UK/ USA)
Ralph Spaccatutto [Wreck-It Ralph] di Rich Moore (USA)
Zarafa di Rémi Bezançon e Jean-Christophe Lie (Francia/ Belgio)