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sabato 12 gennaio 2013

Eddie Awards - nominations.



Dietro il nome un po' frivolo di Eddie Awards si nasconde il Sindacato dei Montatori Americani per il Cinema, che premia il Miglior Montaggio cinematografico di film drammatici, commedie, d'animazione e documentari.
Giunta alla 63esima edizione, la premiazione si svolgerà sabato 16 febbraio anche questa all'International Ballroom del Beverly Hilton Hotel con la conduzione di David Cross, durante la quale saranno premiati anche due personaggi alla Carriera e uno come Cineasta dell'Anno, ma questi nomi verranno annunciati la prossima settimana.
Come abbiamo visto l'anno scorso, il Montaggio è una categoria essenziale per diagnosticare chi vincerà il Miglior Film agli Oscar, anche se non si direbbe; in questo caso i candidati all'Academy Award sono quattro film drammatici e una commedia qui presenti; ne deriva che Il Lato Positivo è sicuramente il favorito nella categoria comedy mentre i montatori di Zero Dark Thirty reduci dalla vittoria del Critics' Choice Award se la devono vedere con Lincoln, Vita Di Pi e Argo.
Dopo l'interruzione, i candidati al miglior montaggio per un documentario e per un film d'animazione.

Miglior Montaggio per un Film Drammatico
William Goldenberg per Argo
Tim Squyres per Vita Di Pi
Michael Kahn per Lincoln
Stuart Baird per Skyfall
Dylan Tichenor & William Goldenberg per Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Montaggio per un Film Comedy o Musical
Cris Gill per Marigold Hotel
Melanie Ann Oliver & Chris Dickens per Les Misérables
Andrew Weisblum per Moonrise Kingdom
Jay Cassidy & Crispin Struthers per Il Lato Positivo
Jeff Freeman per Ted

mercoledì 9 gennaio 2013

Cinema Audio Society Awards - nominations



La Cinema Audio Society ha annunciato le candidature per le sei categorie in cui si dividono i 49esimi premi per il montaggio e mixaggio sonoro di questa stagione cinematografica; oltre al cinema, sarà premiata la televisione, e per accedere al PDF completo delle candidature basta cliccare qui.
Di seguito, invece, le due categorie per i film classici e quelli animati. Troviamo ormai sempre la stessa solfa, ma è curioso vedere come i film d'azione o fantasy (Il Cavaliere Oscuro, Vita Di Pi) siano stati scalzati da Lincoln, mentre è palese ritrovare Lo Hobbit e Les Misérables. Mentre sul versante animazione compare per la prima volta quest'anno Lorax, che ruba il posto a ParaNorman, mentre la Disney immancabile schiera tutt'e tre le sue pellicole.

Film di Finzione
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Skyfall
Operazione Zero Dark Thirty

Film d'Animazione
Ribelle - The Brave
Frankenweenie
The Lorax
Le 5 Leggende
Ralph Spaccatutto

Producers Guild Awards - nominations.



Secondo “sindacato” di cineasti: quello dei produttori. Se il precedente riguardava una categoria specifica, artistica, una competenza in particolare, qua si parla del film intero: è, questa, la gente che poi ritira l'Oscar al Miglior Film, che mette i soldi nella pellicola. E verrà celebrata il 26 gennaio, quando verranno consegnati questi Produce Guild Of America Awards al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, giunti alla loro 24esima edizione. Tra gli altri, sarà premiato alla Carriera per la produzione televisiva J.J. Abrams. Per conoscere le nominations alla televisione rimando al sito ufficiale.
Per quanto riguarda il cinema, invece, ci sono, dietro queste compagnie di produzione, nomi come George Clooney (che, insieme a Ben Affleck che se lo dirige, produce Argo), Ang Lee e Steven Spielberg che si finanziano le rispettive pellicole Vita Di Pi e Lincoln, Wes Anderson (Moonrise Kingdom), l'italiana Barbara Broccoli (Skyfall) e la coppia Kathryn Bigelow e Mark Boal, lei regista e lui sceneggiatore, oltre che produttori (insieme a Megan Ellison) di Zero Dark Thirty. E la Weinstein Company conta due pellicole, le più interessanti dal punto di vista indipendente, Django di Quentin Tarantino e L'orlo Argenteo di David O. Russell.
Sul versante dell'animazione, trionfa anche quest'anno la Disney, con tre pellicole su cinque: due sono di casa propria (Pixar e Motion Pictures Studios) e l'altra è diretta da Tim Burton, Frankenweenie. La spunta anche ParaNorman a discapito dei mainstream L'era Glaciale e Madagascar.
Di seguito i canditati principali e, dopo l'interruzione, le nominations ai documentari.

Miglior Produzione per un Film di Finzione
Premio Darryl F. Zanuck
Argo (Warner Bros.)
Beasts Of The Southern Wild (Fox Searchlight Pictures)
Django Unchained (The Weinstein Company)
Les Misérables (Universal Pictures)
Vita Di Pi (Fox 2000 Pictures)
Lincoln (Touchstone Pictures)
Moonrise Kingdom (Focus Features)
L'orlo Argenteo Delle Nuvole (The Weinstein Company)
Skyfall (MGM/ Columbia Pictures)
Zero Dark Thirty (Columbia Pictures)

Miglior Produzione per un Film d'Animazione
Ribelle - The Brave (Walt Disney Studios Motion Pictures)
Frankenweenie (Walt Disney Pictures)
ParaNorman (Focus Features)
Le 5 Leggende (Paramount Pictures)
Ralph Spaccatutto (Walt Disney Studios Motion Pictures)

sabato 29 dicembre 2012

storia di fulmini e di temporali.



Frankenweenie
id., 2012, USA, 80 minuti
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura non originale: John August
Basata su Vincent e Frankenweenie di Tim Burton, scritti da Leonard Ripps
Voci originali: Charlie Tahan, Catherine O'Hara, Martin Short,
Winona Ryder, Martin Landau, Robert Capron, Conchata Ferrell
Voto: 7.2/ 10
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Appena arriva il minimo successo ecco che il regista già abbastanza famoso inizia a diventare uno sforna-prodotto, ché non si chiama più nemmeno autore, proprio regista: riceve una sceneggiatura, e la mette in piedi, qualcuno gli propone una cosa, e lui la fa. E dopo che gli stavano andando già bene le cose, prima La Fabbrica Di Cioccolato e poi Alice In Wonderland hanno fatto diventare Tim Burton uno-di-quelli che sfornano un film all'anno (leggi: Woody Allen), addirittura quest'anno ne ha sfornati due (leggi: Clint Eastwood). E la vecchia fantasia l'ha lasciata alle ortiche: il primo film, era una specie di remake di una serie anni '70, questo è l'allungamento di un suo corto degli '80.
A (ri)scrivere la storia ha(nno) chiamato il compagno degli ultimi tempi, il John August già autore di Dark Shadows, La Sposa Cadavere, Big Fish (ma anche i due Charlie's Angels). La produzione è quella degli ultimi tempi, la Disney. L'ambientazione, la solita, di tutti i tempi: personaggi creepy con la faccia triangolare e molta matita intorno agli occhi e qualche dente di fuori e la gobba. Il meno patchwork, si chiama di cognome Frankenstein. Victor, di nome. Asociale, emarginato, sempre chiuso in soffitta a smanettare con il tostapane della madre, col frullatore, con le prese della corrente, con il mixer, il frullino, il fornetto. Il padre lo vorrebbe giocatore di baseball. I compagni lo vorrebbero in gruppo solo per la mostra dei progetti di scienze, perché ha la vittoria assicurata. Non vi ricorda, largamente, niente, questo protagonista pre-adolescente in clima goth?
L'errore di questo film in bianco e nero (con una fotografia immensa) è che esce dopo uno a colori (e che colori!), ParaNorman, una vittoria che pensavamo fosse certa dappertutto e su ogni cosa, prima di vedere Ralph e prima che Le 5 Leggende fosse stabile in classifica americana tra i cinque film più visti del mese. Come quello della Laika, il film della Disney fa affidamento a un climax cittadino che là sfociava in una festa semi-patronale e qua in una fiera semi-scolastica che si tiene l'ultima parte del film; là c'era una strega, qua una serie di creature tornate in modo elettrifico dal mondo dei morti (scimmie di mare, gatto-strelli, tartarughe giganti) e in entrambi i casi il protagonista, reietto sociale, si circonda di persone che prima se lo filavano appena e tutti insieme appassionatamente sconfiggono il male, fino a raggiungere l'approvazione della città. Il tema del film, in realtà, e cioè ciò che viene “rubato” ai due corti precedenti, Vincent (che è all'interno di Cinema 16) e l'omonimo Frankenweenie, è la storia di una separazione non accettata per cui si riporta in vita dal mondo dei morti il cagnetto domestico. E questa è la parte migliore: il (seppur silenzioso, e breve) saluto a tutti quei film anni '20 che giocavano sul ruolo e la figura del pazzo da laboratorio circondato da pozioni e intrugli e soprattutto saette luminose e rivoli di elettricità, che era già stato salutato un lustro fa da Almodóvar. Ma l'immenso repertorio lasciatoci da Mary Shelley non viene nemmeno preso in considerazione, e si ritorna sulle solite figure e i soliti puppet che nelle versioni disegnate quasi ci piacciono di più.
Il dettaglio più simpatico, in questo primo grande cartone animato della storia in cui non c'è neanche una battuta, in cui non si sorride mai: che al cinema del paese stanno proiettando Bambi.

lunedì 5 novembre 2012

Oscar 2013 - i film d'animazione.



Scorpacciata Disney quest'anno: la più grande casa di produzione e distribuzione per giovanotti e signorine del globo avanza verso gli Academy Awards 2013 con ben 4 film sulla schiena. Sono stati annunciati infatti i film d'animazione che possono sperare di ricevere la candidatura all'Oscar per il miglior cartone animato nella categoria lungometraggi.
E la Disney potrebbe farcela con tre di questi: il deludente Brave in co-produzione con la Pixar; Frankenweenie, diretto da Tim Burton (altro di cui abbiamo fatto scorpacciata quest'anno) che ritorna ai tempi de La Sposa Cadavere, ma in bianco e nero; Il Segreto Delle Ali, ennesimo film con protagonista Trilly che da noi in Italia uscirà questo novembre al cinema - e dopo un mese appena sarà su Disney Channel; Ralph Spaccatutto, annunciato capolavoro in preparazione da quattro anni che saluta nostalgicamente le vecchie sale giochi dei bar in spiaggia e tutti quei pupazzini con cui le generazioni fino alla mia sono cresciute (uscirà in Italia il 20 dicembre mentre in America ha appena incassato 40 milioni di dollari nel primo weekend, fattore che lo porta automaticamente nella cinquina dei candidati). Ma chi vincerà?
Per la regola della ruota che quest'anno io quell'anno tu, toccherebbe a ParaNorman, piccolo gioiello della Laika, la casa di produzione di Coraline (che si candidò, e non vinse), così curato dal punto di vista scenico che c'è solo da elogiarlo - per quanto la sceneggiatura abbia le sue pecche e sia di certo molto meno spettacolare di altri film presenti in lista. Le case di produzione ci sono tutte: la DreamWorks con Le 5 Leggende (dal 29 novembre in Italia) e Madagascar, la Universal con l'insipido Lorax, la Sony-Columbia con Hotel Transylvania (da giovedì 8), la Blue Sky con L'era Glaciale, la Aardman di Wallace & Gromit già vincitrice per numerosi corti e un lungometraggio, con il bizzarro Pirati!
Fanno da contorno tutta una serie di pellicole sconosciute provenienti soprattutto dall'India e dalla Francia, che l'America finge di aver visto e apprezzato per illudere i poveri cineasti d'oltreoceano - anche se l'anno scorso, senza che nessuno ci credesse, erano finiti in nomination un cartone piccolo piccolo francese e uno spagnolo. Tra questi, solo Le Chat Du Rabbin potrebbe farcela, vista tanta concorrenza, già vincitore del César e candidato all'EFA l'anno scorso. E, magari, La Collina Dei Papaveri che uscirà nei nostri cinema domani, e solo per domani.

Adventures In Zambezia di Wayne Thornley (Sud Africa)
A Liar's Autobiography: The Untrue Story Of Monty Python's Graham Chapman di Bill Jones Jeff Simpson e Ben Timlett (UK)
Ribelle [The Brave] di Mark Andrews, Brenda Chapman e Steve Purcell (USA)
Delhi Safari di Nikhil Advani (India)
Lorax [Dr. Seuss' The Lorax] di Chris Renaud & Kyle Balda (USA)
Frankenweenie di Tim Burton (USA)
Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky (USA)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva di Steve Martino & Mike Thurmeier (USA)
La Collina Dei Papaveri di Goro Miyazaki (Giappone)
Hey Krishna di Vikram Veturi (India)
Le Chat Du Rabbin di Antoine Delesvaux & Joann Sfar (Francia/ Austria)
Le Noël De Walter Et Tandoori di Sylvain Viau (Canada)
Le Tableau [The Painting] di Jean-François Laguionie (Francia/ Belgio)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa di Eric Darnell, Tom McGrath e Conrad Vernon (USA)
ParaNorman di Chris Butler & Sam Fell (USA)
Le 5 Leggende [Rise Of The Guardians] di Peter Ramsey (USA)
Trilly E Il Segreto Delle Ali di Roberts Gannaway & Peggy Holmes (USA)
The Mystical Laws di Isamu Imakake (Giappone)
Pirati! Briganti Da Strapazzo [The Pirates! In An Adventure With Scientists!] di Peter Lord (UK/ USA)
Ralph Spaccatutto [Wreck-It Ralph] di Rich Moore (USA)
Zarafa di Rémi Bezançon e Jean-Christophe Lie (Francia/ Belgio)

lunedì 16 luglio 2012

Comic-Con 2012.





Prendete il Lucca Comics & Games e mischiatelo con il Future Film Festival di Bologna; avrete la versione nostrana del San Diego International Comic-Con, la convention multigenere più grande degli Stati Uniti che si tiene ogni estate a San Diego (con delle succursali a San Francisco). Nato nel 1970, inizialmente l'evento prevedeva anteprime, mostre, dibattiti e curiosità sul mondo dei fumetti, dei giochi di ruolo, delle arti in genere e soprattutto della science-fiction; adesso i generi si sono ampliati per far spazio a una grassa fetta di cinema, quella del fantasy soprattutto (dai supereroi alle fiabe ai vampiri), la fetta cioè più attesa dal vasto pubblico. E dura solo quattro giorni ma in soli quattro giorni, quante cose si possono fare!
Partiamo da ciò che ci interessa di più: la presentazione del trailer di Oz: The Great And Powerful, ennesimo vomito digitale della Disney dall'ennesimo produttore di Alice In Wonderland che a livello visivo promette molto bene - e anche dal cast (c'è il tenero James Franco, la tenera Michelle Williams, la tenera Mila Kunis, il tenero Zach Braff e il premio Oscar Rachel Weisz), per la regia di Sam Raimi (quello-di-Spider-Man). Il film uscirà solo nel 2013, da noi col titolo Il Grande E Potente Oz; qui potete vedere il fresco trailer e qui la prima locandina ufficiale.
Attenzione però a non confondere questo film con un altro sullo stesso tema, Dorothy Of Oz, in uscita sempre nel 2013, per rimarcare l'errore fatto con la doppia Biancaneve quest'anno.
Altra importante presentazione cinematografica è stata quella di Frankenweenie, secondo lungometraggio animato diretto da Tim Burton che si rifà ad un suo vecchio cortometraggio; i soliti toni horror dal cuore comedy fanno da sfondo alla storia di Victor Frankenstein, giovanotto che assiste alla morte del suo amato cane e cerca di portarlo in vita tramite esperimenti amatoriali in laboratorio, ottenendo un “freak”. In uscita il 5 ottobre negli USA, da noi sarà al cinema il 13 gennaio, ma nel frattempo ecco la locandina originale ed ecco il trailer ufficiale in italiano.
Chi ha amato Il Signore Degli Anelli starà sicuramente aspettando con trepidazione Lo Hobbit: se ne parla da anni ormai e tra pochissimo sarà nelle sale il nuovo lavoro di Peter Jackson (con la collaborazione di un esaltato Guillermo Del Toro) di cui sono stati mostrati spezzoni privati dell'innovatività. La pellicola, infatti, oltre ad essere in 3D avrà anche 48 fotogrammi al secondo (invece di 24) portando ad una fluidità di movimento inarrivabile; ma la caratteristica non è stata molto apprezzata dal primo pubblico. Tutto quello che possiamo vedere, noi, è questa lunghissima locandina.
Pioggia di supereroi Marvel, poi: dall'Iron-Man usato per uno dei manifesti (foto in apertura) al nuovo Superman che si chiamerà Man Of Steel (qui la locandina) che avrà la produzione dell'ormai miliardario Christopher Nolan e l'interpretazione di Michael Shannon per il cattivo, fino al ritorno di Kick-Ass a settembre. C'è stata, ovviamente, una fila interminabile di fan per la proiezione dei primi sette minuti di Twilight 4.2, ma non spenderò una parola in più su questa cosa. Ci si chiede, però, se The Host - L'ospite (tratto da un altro libro della Meyer ma con un'attrice vera, Saoirse Ronan, e un regista vero, Andrew Niccol) riscuoterà lo stesso successo della saga (impossibile eguagliare gli incassi).
Tra le serie televisive presentate e confermate per l'anno prossimo: Dexter, True Blood, The Walking Dead, Game Of Thrones.
E intanto cresce l'attesa per Django Unchained di Tarantino.