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venerdì 30 gennaio 2015

SAG Awards 2015 - vincitori.



Con una Naomi Watts cadente ma non troppo, il cast di Birdman O (Le Imprevedibili Virtù Dell'ignoranza) ha ritirato l'ultimo Screen Actors Guild Award, il premio del sindacato degli attori americani – quasi a volersi scusare di non aver premiato Edward Norton, come ci saremmo aspettati qualche mese fa, prima che il J.K. Simmons di Whiplash gli rubasse, meritatamente, il trofeo, e soprattutto aver snobbato Michael Keaton, chiamato a ringraziare a nome di tutti, in favore dello Stephen Hawking di Eddie Redmayne, visibilmente sorpreso ed emozionato, ma subito pronto col discorso che ci si aspetta. Né sorpresa né emozionata Julianne Moore, la certezza di tutte le serate, presa poi di mira per il suo esordio, giunta finalmente al premio con un filmetto, peccato – e Patricia Arquette, potremmo dire, attricetta con un filmone, nel senso dimensionistico del termine. Boyhood non ritira il premio maggiore forse anche per il ridotto cast nonostante front-runner agli Oscar e set di dodici anni. Ma adesso le previsioni si ribaltano perché, considerando i premi dei sindacati come grandi anticipatori della statuetta d'oro, Birdman e La Teoria Del Tutto se la devono spareggiare – staremo a vedere in queste ultime due settimane di premiazioni. Nessun premio neanche per Grand Budapest Hotel, con una serie sconfinata di nomi, né per il tremendo The Imitation Game, gli altri super-favoriti dell'Academy. Sorprendono gli stunt di Unbroken, che hanno la meglio sui giocattoloni Marvel. Mark Ruffalo non porta a casa né a Foxcatcher il suo trofeo ma vince come miglior attore in un film TV per The Normal Heart – assente, gli canterà le lodi Julia Roberts. La lista dei vincitori per la televisione è sul sito ufficiale mentre di seguito, dopo l'interruzione, tutti i premi cinematografici.

performance
di un cast in un film
Birdman O (Le Imprevedibili Virtù Dell'ignoranza):
Zach Galifianakis, Michael Keaton, Edward Norton, Andrea Riseborough,
Amy Ryan, Emma Stone, Naomi Watts
Boyhood:
Patricia Arquetta, Ellar Coltrane, Ethan Hawke, and Lorelei Linklater
Grand Budapest Hotel:
F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe, Ralph Fiennes, Jeff Goldblum,
Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Tony Revolori, Saorise Rona,
Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, and Owen Wilson
The Imitation Game:
Matthew Beard, Benedict Cumberbatch, Charles Dance, Matthew Goode,
Rory Kinnear, Keira Knightley, Allen Leech and Mark Strong
La Teoria Del Tutto:
Charlie Cox, Felicity Jones, Simon McBurney, Eddie Redmayne, David Thewlis, and Emily Watson

martedì 27 gennaio 2015

vita delle farfalle.



Still Alice
id., 2014, USA/ Francia, 101 minuti
Regia: Richard Glatzer & Wash Westmoreland
Sceneggiatura non originale: Richard Glatzer & Wash Westmoreland
Basata sul romanzo Perdersi di Lisa Genova (Piemme)
Cast: Julianne Moore, Alec Baldwin, Kristen Stewart,
Kate Bosworth, Shane McRae, Hunter Parrish, Seth Gilliam
Voto: 6.7/ 10
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Candidato a un Premio Oscar:
attrice
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Alice compie cinquant'anni e la vita le brilla: una carriera eccellente coronata dall'insegnamento della Linguistica all'università, un marito altrettanto docente, un figlio neo-medico, una figlia laureata in Legge e vabbè, la pecora nera Kristen Stewart, che vorrebbe fare l'attrice e non studiare Arti Drammatiche, che vive fuori casa con coinquilini precari e si autofinanzia la compagnia teatrale, che sta scalando il cinema – quello vero – prima affianco a Juliette Binoche adesso affianco al prossimo Premio Oscar; compie cinquant'anni, dicevo, e si ritrova a dover cercare la ricetta del pudding di pane su internet, dall'iPhone, perché non se la ricorda; di correre per il campus e ad un tratto smarrirsi, perdersi, come dice il titolo della storia originale. Di formazione scientifica e col coniuge altrettanto preparato, vede un neurochirurgo che le diagnostica una forma rara, ereditaria e precoce di Alzheimer. Nota al testo numero uno: come si può buttare alle ortiche una vita così splendida, una condizione così positiva, una famiglia abbastanza serena, una carriera ancora ascendente? Come una punizione Alice si sente anche dire che «le persone con un'alta formazione sono vittime di un più veloce svilupparsi della malattia» e arriverà a desiderare di avere il cancro piuttosto, in modo da non ridursi a uno scherzo, a non essere ridicola, a riconoscersi in se stessa, a venire compatita e non schernita. Con l'ausilio della tecnologia che non le manca (si permette spesso pranzi e cene fuori, ha una casa al mare, lascia il lavoro) cerca di limitare o almeno tenere sotto controllo i danni del morbo: risponde ogni giorno a una serie di domande su se stessa, gioca con la figlia maggiore a una sorta di cruciverba online, si registra per darsi le istruzioni su come suicidarsi quando ormai la malattia avrà avuto la meglio sul suo raziocinio. Rivedrà il video – non sappiamo dopo quanto tempo, perché il tempo è diluitissimo durante tutta la pellicola che ci dà sporadici accenni delle stagioni in cui ci troviamo – e noi la vedremo cambiata, trasformata, ma la trasformazione è stata così lineare che non ce ne siamo accorti. Sempre bravissima, Julianne Moore, finalmente vincitrice della statuetta che spesso le è stata sottratta a discapito di emergenti poi scomparse – una statuetta che corona una carriera altrettanto brillante e non certo una pellicola particolarmente meritevole. Come il solito marito mèlo della protagonista ammalata (farebbe eccezione il più letale Away From Her), Alec Baldwin è sottotono – rispetto, per esempio, al 30 Rock che l'ha premiato in ogni fronte – e la messa in scena, la fotografia sempre luminosa, i vestiti composti, gli interni borghesi, tutto ricorda quel genere prossimo alle lacrime da pomeriggio televisivo nel fine-settimana, non un lavoro da premio Oscar; eppure i due registi e sceneggiatori a partire dal romanzo best-seller della Genova sono stati gli autori di Non È Peccato, all'anagrafe Quinceañera, film cult che si impose al Sundance e che toccava l'adolescenza e l'omosessualità con delicatezza e il giusto umorismo (erano stati anche registi di qualche filmetto, si direbbe, queer); questa volta senza assoluta originalità registica né testuale fanno ciò che si deve, e il tanto nominato fuori-fuoco per i momenti di smarrimento non è neanche così utilizzato. Nota al testo numero due: Richard Glatzer ha scoperto, avviato il progetto cinematografico, di essere ammalato di Sla: «la malattia gli impedisce l'uso della parola e il movimento» dice il compagno Wash Westmoreland, «ha diretto il film utilizzando un iPad, usando un solo dito, e questa sua determinazione ha regalato una motivazione in più a tutta la troupe». Nota al testo numero tre: chi conosce le dinamiche della malattia, le sue fasi, noterà la sensibilità e la fedeltà con cui sono state riportate. I due registi avevano già proposto un ruolo alla Moore che dopo due mesi rifiutò; in questo caso ha accettato dopo due giorni; ricerche sul morbo, improvvisazioni sul set – e all'orizzonte, l'omino d'oro: unico valore del costo del biglietto.

venerdì 12 dicembre 2014

Golden Globes 2015 - nominations.



Birdman (O L'imprevedibile Virtù Dell'ignoranza) conduce le aspettative di questi 72esimi Golden Globes con 7 nominations in tutte le più importanti categorie, per una doppietta del regista Alejandro González Iñárritu, celebratissimo col potente esordio Amores Perros, volato poi a Hollywood per 21 Grammi e Babel e tornato alla lingua madre per Biutiful – sempre candidandosi a qualche Oscar e ora autore della commedia dell'anno (da noi il 5 febbraio 2015); buon per lui che non è contro Boyhood, l'altro film dell'anno, 5 nominations in categorie drammatiche e il Miglior Film e l'Attrice Non Protagonista praticamente certi. In dubbio è invece la Regia: per la prima volta nella storia la Foreign Press Association che stila le candidature ha nominato una regista afroamericana, Ava DuVernay, per il mediocre Selma su Martin Luther King e la marcia verso i diritti civili: a sorpresa tra i migliori film, gli attori e la canzone. Con 5 candidature anche L'enigma Di Un Genio, che risponde al nome di Alan Turing, contro le 4 de La Teoria Del Tutto, leggi Stephen Hawking: due delle menti più brillanti del secolo si sfidano per la musica e tutti gli attori – a noi piacciono un sacco Eddie Redmayne e soprattutto Felicity Jones ma questo è l'anno di Benedict Cumberbatch: la categoria è tutta aperta però, perché il super-favorito Michael Keaton è dall'altra parte contro il Joaquin Phoenix di Vizio Di Forma, il film super-assente in questa lista. Chi altro manca: sicuramente Mommy tra i Film Stranieri (e il Canada ne aveva mandati tre!), manca la Francia nella stessa categoria (che ne aveva mandati sei!) e manca la Palma d'Oro Il Regno D'inverno. E manchiamo noi, ma la cosa non ci sorprende. Manca giustamente Interstellar, che si accontenta della Migliore Musica di Hans Zimmer, dove manca la straordinaria Mica Levi. Torniamo a chi c'è: L'amore Bugiardo, assente da tutti i premi della critica, colleziona tre nomine, ma non quella al Film; Julianne Moore prontissima a tornare sul palco dopo il premio televisivo per Game Change, quest'anno doppiamente candidata per Still Alice e il tremendo Maps To The Stars, dove è magnifica (ma qualcuno si spiega perché è nelle commedie?); Pride, inspiegabilmente Miglior Film e nient'altro; Helen Mirren tanto per cambiare (nel 2007 vinse due Globes per due regine); Annie, remake del musical degli anni '80, stroncato dalla critica e con una candidatura alla undicenne Quvenzhané Wallis per scusarsi di quella mancata de Le Terre Selvagge; e infine, immancabile, per la ventinovesima volta, l'onnipresente Meryl Streep che si trascina Emily Blunt con Into The Woods.
Presentati per la terza volta consecutiva da Tina Fey e Amy Poehler campionesse d'ascolti, i Golden Globes 2015 si svolgeranno l'11 gennaio in diretta televisiva dal Beverly Hilton Hotel, dove saranno dati i premi anche alla televisione (grandi assenti lì: The Big Bang Theory, Modern Family, Mad Men) di cui potete vedere i candidati qui. Di seguito e dopo il salto, le nominations cinematografiche.

miglior film
drama
Boyhood
Foxcatcher
The Imitation Game - L'enigma Di Un Genio
Selma
La Teoria Del Tutto

miglior film
comedy o musical
Birdman (O L'imprevedibile Virtù Dell'ignoranza)
Grand Budapest Hotel
Into The Woods
Pride
St. Vincent