Sono patriottico fino alle lacrime ma non m'importa: apro l'articolo con la nostra(na)
Milena Canonero (nella foto), che porta avanti la tradizione di Piero Gherardi, ma anche di Dante Ferretti, ritirando la quarta statuetta della sua ormai decennale carriera per
Grand Budapest Hotel (è stata la costumista di Kubrick ma anche della Coppola), agli
87esimi Academy Awards dove la pellicola indie-hypster di Wes Anderson ha raccattato i quattro premi che si erano pronosticati – scenografia, la colonna sonora del due-volte-candidato
Alexandre Desplat, trucco e, appunto, costumi – pareggiando con l'invece imprevedibile (virtuoso)
Birdman;
Alejandro González Iñárritu, nominato nel miglior film straniero col capolavoro
Amores Perros e poi con
Biutiful e regista anche degli americani
21 Grammi e
Babel, in lizza per tre categorie questa sera fa
en plein (miglior film, regia e sceneggiatura originale) e fa fare doppietta al
chico Emmanuel Lubezki (già Oscar l'anno scorso per
Gravity), e poi si lamenta della condizione degli immigrati negli USA. Sono anni ormai che, apparte
Argo, non vince la statuetta per il miglior film (ma nemmeno la regia) un americano – si sono susseguiti l'inglese Tom Hooper, il francese Michel Hazanavicious, il coreano Ang Lee e, appunto, Alfonso Cuarón. Sono stati discorsi molto politici, quelli dei vincitori: l'accettazione della propria diversità dall'omosessuale giovanissimo
Graham Moore, immeritatamente miglior sceneggiatore per
The Imitation Game, che ricalca lo stesso figuro che fu di
Milk, che ha accennato al proprio tentato suicidio a sedici anni, ma soprattutto
Patricia Arquette, capace di far saltare dalla sedia Lady Oscar
Meryl Streep lamentandosi dell'ineguaglianza degli stipendi delle donne, sempre inferiori rispetto a quelli degli uomini. Lei e gli altri tre attori non nascondono sorprese – l'unica sorpresa è che
Boyhood torna a casa con una statua. La malattia premia sempre e
Julianne Moore reincontra
Eddie Redmayne dopo il di-lui esordio in
Savage Grace, dove lei interpretava la sua incestuosa madre, e ci offrono due ringraziamenti opposti: di donna matura, accasata, devota al proprio marito la prima; di giovane adulto, ancora bambino, incontenibilmente entusiasta il secondo. Entrambi salutano coloro che affrontano la malattia. Quarta certezza di quattro,
J.K. Simmons è solo il primo premio che arriva a casa
Whiplash: dopo il premio al mixaggio sonoro e con quello al montaggio abbiamo capito che il
12-years-a-movie di
Richard Linklater non avrebbe incassato più niente – perché i Sindacati hanno sempre ragione. Fa una discutibile doppietta la
Disney, col suo secondo Oscar di fila per il film animato, dopo
Fronzen, cioè
Big Hero 6, e col suo corto d'apertura
Feist, mentre non fa doppietta
Guardiani Della Galassia con le sue due candidature – una delle quali, gli effetti speciali, ancora una volta non va al
Pianeta Delle Scimmie ma a
Interstellar, premio contentino. È stata un'edizione musicale e musicata come al solito grazie anche a Edwig il presentatore,
Neil Patrick Harris, che ha aperto lo show in maniera egregia (insieme ad Anna Kendrick, in
Into The Woods, e Jack Black) e si è poi concesso qualche frecciatina (a Oprah su tutte, «because you're rich»). Oltre alle cinque canzoni candidate, tutte performate (due
standig ovations per
John Legend & Common), Jennifer Hudson ha cantato il tributo ai cineasti scomparsi, in cui mancava Francesco Rosi ma faceva capolino Virna Lisi, e Lady Gaga ha tributato Julie Andrews e
Tutti Insieme Appassionatamente che cinquant'anni fa vinceva cinque Oscar. Sul
sito ufficiale tutti i dettagli mentre di seguito, dopo il salto, ogni candidato e ogni vincitore.
film
American Sniper prodotto da Clint Eastwood, Robert Lorenz, Andrew Lazar, Bradley Cooper e Peter Morgan
Birdman o (Le Imprevedibili Virtù Dell'ignoranza) prodotto da Alejandro G. Iñárritu,
John Lesher e James W. Skotchdopole
Boyhood prodotto da Richard Linklater e Cathleen Sutherland
Grand Budapest Hotel prodotto da Wes Anderson, Scott Rudin, Steven Rales e Jeremy Dawson
The Imitation Game prodotto da Nora Grossman, Ido Ostrowsky e Teddy Schwarzman
Selma prodotto da Christian Colson, Oprah Winfrey, Dede Gardner e Jeremy Kleiner
La Teoria Del Tutto prodotto da Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce e Anthony McCarten
Whiplash prodotto da Jason Blum, Helen Estabrook e David Lancaster