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lunedì 24 dicembre 2012
London Film Critics' Circle - nominations.
«Scegliere i vincitori sarà un'impresa più ardua rispetto agli altri anni; mai come questa volta sono tutti meritevoli» annuncia la stampa inglese alla lettura delle nominations per i 33esimi Premi della Critica Cinematografica di Londra, e quanto hanno ragione. Un'altro fattore che il “British Group” ci tiene a sottolineare è la presenza di così tanti film stranieri. Certo, sono come sempre ormai tutti in lingua francese, ma sono effettivamente le perle di questi passati festival; su tutti, il mio Amour, che sbaraglia qualsiasi film inglese e ottiene 7 nominations, dal Film al Film straniero finanche all'Attrice non Protagonista, una gratuita Isabelle Huppert, candidata proprio per far fare il botto al film di Haneke.
7 nominations anche per l'americano The Master, inclusa la candidatura alle scene; 4 per Lincoln, quasi tutte per gli attor, 4 per Argo e 4 anche per il monumentale Vita Di Pi, di cui due alla tecnica; 3 per Operazione Zero Dark Thirty.
Dei numerosi film stranieri sparsi per tutte le categorie di cui prima, salta all'occhio sicuramente la Cotillard di Ruggine E Ossa, che si sta facendo sempre più prendere sul serio e rischia la seconda nomination all'Oscar, di nuovo per un film francese. C'è poi l'attore danese de Il Sospetto, il regista turco di C'era Una Volta In Anatolia, il trucco del francese Holy Motors.
C'è anche, poco ma c'è, Beasts Of The Southern Wild mentre manca, grande escluso dalle categorie più importanti, L'orlo Argenteo Delle Nuvole, insieme a Lo Hobbit per le categorie tecniche, tutti scavalcati dal documentario inglese The Imposter insieme ai compatrioti Skyfall e Les Misérables.
Il Premio Dilys Powell per l'Eccellenza nei Film sarà consegnato a Helena Bonham Carter il 20 gennaio al May Fair Hotel, giorno e luogo della cerimonia di premiazione ufficiale.
Qui il sito dell'evento e di seguito, dopo l'interruzione, tutte le nominations.
Film dell'Anno
Amour
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
The Master
Film Inglese dell'Anno
Berberian Sound Studio
The Imposter
Les Misérables
Sightseers
Skyfall
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Zero Dark Thirty
lunedì 5 novembre 2012
European Film Awards - nominations.
La trovata bizzarra degli EFA, gli European Film Awards assegnati ogni anno il primo sabato di dicembre dalla European Film Academy, è che organizzano una cerimonia girovaga, che ogni anno dispari torna a Berlino, sede della giuria, e ogni anno pari tocca un'altra capitale. Quest'anno, ché il 12 è pari, è la volta di Malta, e i premi saranno consegnati il prossimo 1 dicembre - mentre le nominations sono state annunciate dal Festival del Cinema Europeo di Siviglia due giorni fa.
Ai candidati ufficiali, ora, si sono aggiunti i titoli che potranno essere premiati dal pubblico (novità del 2006 che si basa quasi esclusivamente sugli incassi), dove vediamo segregati il povero John Madden, Phyllida Lloid, Lasse Hallstrom, tutti (ex) grandi nomi, insieme ai residui dell'anno scorso The Artist e In Darkness (nomination all'Oscar per il miglior film straniero, Polonia) e il futuro vincitore - di questa categoria e questa soltanto, spero: Quasi Amici.
Un sacco di residuati anche nelle categorie più grasse: Shame, buona prova di regia per uno Steve McQueen che era stato più bravo in Hunger (ma da noi in Italia i film sono usciti al contrario); La Talpa di Alfredson che era passato a Venezia l'anno scorso e ai successivi BAFTA e Oscar; C'era Una Volta In Anatolia, miglior regia allo scorso Cannes; Carnage, che riconferma l'amore per questi giurati per Polanski (vinse il Miglior Film con L'uomo Nell'ombra che abbiamo visto in dieci) e per Kate Winslet, unica nominata di un cast meraviglioso; il Faust tanto osannato al Lido 2011 e poi presto dimenticato.
Ma la notizia più importante è che: siamo nella cinquina dei migliori film! Cesare Deve Morire dei maestri Paolo & Vittorio Taviani prosegue la sua corsa verso gli Academy e ci porta nelle categorie più importanti (non succedeva dal 2008, quando eravamo candidati al miglior film sia con Il Divo che con Gomorra, e con quest'ultimo vincemmo) (precedentemente, era il 2001 con La Stanza Del Figlio) e cioè quella del film, la regia, il montaggio e il premio del pubblico. Certo, in tutte queste categorie (e in altre tre) c'è il capolavoro dell'anno, Amour, che ha tutto il diritto di vincere tutto - vuoi vedere che un altro film francese gli toglie il premio all'attore?
Altra pellicola pluri-nominata è Il Sospetto che si appresta a uscire nelle nostre sale, regia di Thomas Vinterberg (quello-di-Festen) che ha ottenuto il premio al miglior attore a Cannes e ha buone speranze di rifarcela; mentre un film a sorpresa non pluri-nominato è Oltre Le Colline: dopo la vittoria con 4 Mesi, Mungiu si deve accontentare della candidatura alla sceneggiatura, e a nemmeno quella per le attrici. Manca anche Sister della Meier e a sorpresa c'è Paradise: Love di Seidl con la sua incredibile (e coraggiosa) protagonista Margarethe Tiesel.
C'è ancora un altro italiano, anche se il candidato è francese: le musiche del multi-etnico Io Sono Li (titolo inglese splendido: Shun Li And The Poet). E due altre proposte straniere per i prossimi Oscar: A Royal Affair di Nikolaj Arcel e il piccolo Kauwboy di Boudewijn Koole che abbiamo da poco recensito.
Miglior Film
Ai candidati ufficiali, ora, si sono aggiunti i titoli che potranno essere premiati dal pubblico (novità del 2006 che si basa quasi esclusivamente sugli incassi), dove vediamo segregati il povero John Madden, Phyllida Lloid, Lasse Hallstrom, tutti (ex) grandi nomi, insieme ai residui dell'anno scorso The Artist e In Darkness (nomination all'Oscar per il miglior film straniero, Polonia) e il futuro vincitore - di questa categoria e questa soltanto, spero: Quasi Amici.
Un sacco di residuati anche nelle categorie più grasse: Shame, buona prova di regia per uno Steve McQueen che era stato più bravo in Hunger (ma da noi in Italia i film sono usciti al contrario); La Talpa di Alfredson che era passato a Venezia l'anno scorso e ai successivi BAFTA e Oscar; C'era Una Volta In Anatolia, miglior regia allo scorso Cannes; Carnage, che riconferma l'amore per questi giurati per Polanski (vinse il Miglior Film con L'uomo Nell'ombra che abbiamo visto in dieci) e per Kate Winslet, unica nominata di un cast meraviglioso; il Faust tanto osannato al Lido 2011 e poi presto dimenticato.
Ma la notizia più importante è che: siamo nella cinquina dei migliori film! Cesare Deve Morire dei maestri Paolo & Vittorio Taviani prosegue la sua corsa verso gli Academy e ci porta nelle categorie più importanti (non succedeva dal 2008, quando eravamo candidati al miglior film sia con Il Divo che con Gomorra, e con quest'ultimo vincemmo) (precedentemente, era il 2001 con La Stanza Del Figlio) e cioè quella del film, la regia, il montaggio e il premio del pubblico. Certo, in tutte queste categorie (e in altre tre) c'è il capolavoro dell'anno, Amour, che ha tutto il diritto di vincere tutto - vuoi vedere che un altro film francese gli toglie il premio all'attore?
Altra pellicola pluri-nominata è Il Sospetto che si appresta a uscire nelle nostre sale, regia di Thomas Vinterberg (quello-di-Festen) che ha ottenuto il premio al miglior attore a Cannes e ha buone speranze di rifarcela; mentre un film a sorpresa non pluri-nominato è Oltre Le Colline: dopo la vittoria con 4 Mesi, Mungiu si deve accontentare della candidatura alla sceneggiatura, e a nemmeno quella per le attrici. Manca anche Sister della Meier e a sorpresa c'è Paradise: Love di Seidl con la sua incredibile (e coraggiosa) protagonista Margarethe Tiesel.
C'è ancora un altro italiano, anche se il candidato è francese: le musiche del multi-etnico Io Sono Li (titolo inglese splendido: Shun Li And The Poet). E due altre proposte straniere per i prossimi Oscar: A Royal Affair di Nikolaj Arcel e il piccolo Kauwboy di Boudewijn Koole che abbiamo da poco recensito.
Miglior Film
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia/ Germania)
Barbara di Christian Petzold (Germania)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)
Quasi Amici [Intouchables] di Olivier Nakache & Eric Toledano (Francia)
Il Sospetto [Jagten] di Thomas Vinterberg (Danimarca)
Shame di Steve McQueen (UK)
Miglior Regista
Nuri Bilge Ceylan per C'era Una Volta In Anatolia
Michael Haneke per Amour
Steve McQueen per Shame
Paolo & Vittorio Taviani per Cesare Deve Morire
Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Miglior Attrice
Emile Dequenne in A Perdre La Raison
Nina Hoss in Barbara
Emmanuelle Riva in Amour
Margarethe Tiesel in Paradise: Love
Kate Winslet in Carnage
Miglior Attore
François Cluzet & Omar Sy in Quasi Amici [Intouchables]
Michael Fassbender in Shame
Mads Mikkelsen in Il Sospetto [Jagten]
Gary Oldman in La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Jean-Louis Trintignant in Amour
Migliore Sceneggiatore
Michael Haneke per Amour
Tobias Lindholm & Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Cristian Mungiu per Oltre Le Colline
Olivier Nakache & Eric Toledano per Quasi Amici [Intouchable]
Roman Polanski & Yasmina Reza per Carnage
Miglior Direttore Della Fotografia
Sean Bobbitt per Shame
Bruno Delbonnel per Faust
Darius Khondji per Amour
Gokhan Tiryaki per C'era Una Volta In Anatolia
Hoyte van Hoytema per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
Miglior Montatore
Janus Billeskov Jansen & Anne Osterud per Il Sospetto [Jagten]
Roberto Perpignani per Cesare Deve Morire
Joe Walker per Shame
Miglior Scenografia
Maria Djurkovic per La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Niel Sejer per A Royal Affaire
Elena Zhukova per Faust
Miglior Compositore
Cyrille Aufort & Gabriel Yared per A Royal Affaire
François Couturier per Io Sono Li
George Fenton per The Angels' Share
Alberto Iglesias per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
People's Choice Award per il Miglior Film
The Artist di Michel Hazanavicius
Barbara di Cristian Petzold
Marigold Hotel di John Madden
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani
Come As You Are [Hasta La Vista] di Geoffrey Enthoven
Headhunters di Morten Tyldum
In Darkness di Agnieszka Holland
The Iron Lady di Phyllida Lloid
Il Pescatore Di Sogni di Lasse Hallstrom
Shame di Steve McQueen
La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy] di Thomas Alfredson
Quasi Amici [Intouchables] di Olivier Nakache & Eric Toledano
Miglior Regista
Nuri Bilge Ceylan per C'era Una Volta In Anatolia
Michael Haneke per Amour
Steve McQueen per Shame
Paolo & Vittorio Taviani per Cesare Deve Morire
Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Miglior Attrice
Emile Dequenne in A Perdre La Raison
Nina Hoss in Barbara
Emmanuelle Riva in Amour
Margarethe Tiesel in Paradise: Love
Kate Winslet in Carnage
Miglior Attore
François Cluzet & Omar Sy in Quasi Amici [Intouchables]
Michael Fassbender in Shame
Mads Mikkelsen in Il Sospetto [Jagten]
Gary Oldman in La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Jean-Louis Trintignant in Amour
Migliore Sceneggiatore
Michael Haneke per Amour
Tobias Lindholm & Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Cristian Mungiu per Oltre Le Colline
Olivier Nakache & Eric Toledano per Quasi Amici [Intouchable]
Roman Polanski & Yasmina Reza per Carnage
Miglior Direttore Della Fotografia
Sean Bobbitt per Shame
Bruno Delbonnel per Faust
Darius Khondji per Amour
Gokhan Tiryaki per C'era Una Volta In Anatolia
Hoyte van Hoytema per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
Miglior Montatore
Janus Billeskov Jansen & Anne Osterud per Il Sospetto [Jagten]
Roberto Perpignani per Cesare Deve Morire
Joe Walker per Shame
Miglior Scenografia
Maria Djurkovic per La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Niel Sejer per A Royal Affaire
Elena Zhukova per Faust
Miglior Compositore
Cyrille Aufort & Gabriel Yared per A Royal Affaire
François Couturier per Io Sono Li
George Fenton per The Angels' Share
Alberto Iglesias per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
People's Choice Award per il Miglior Film
The Artist di Michel Hazanavicius
Barbara di Cristian Petzold
Marigold Hotel di John Madden
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani
Come As You Are [Hasta La Vista] di Geoffrey Enthoven
Headhunters di Morten Tyldum
In Darkness di Agnieszka Holland
The Iron Lady di Phyllida Lloid
Il Pescatore Di Sogni di Lasse Hallstrom
Shame di Steve McQueen
La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy] di Thomas Alfredson
Quasi Amici [Intouchables] di Olivier Nakache & Eric Toledano
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giovedì 14 giugno 2012
il film turco.
C'era Una Volta In Anatolia
Bir Zamanlar Anadolu'da, 2011, Turchia, 157 minuti
Regia: Nuri Bilge Ceylan
Sceneggiatura originale: Ebru Ceylan, Nuri Bilge Ceylan, Ercan Kesal
Cast: Muhammet Uzuner, Yilmaz Erdogan, Taner Birsel,
Safar Karali, Ahmet Mümtaz Taylan, Firat Tanis, Ercan Kesal
Voto: 8/ 10
_______________
Per l'edizione degli Oscar 2012 la Turchia voleva andare sul sicuro e allora aveva scelto, come invitato nazionale, il nuovo (il sesto) film di Nuri Bilge Ceylan, già inviato tre volte oltre il mare e tra i nove candidati di gennaio nel 2008 con Le Tre Scimmie. Il film in questione, C'era Una Volta In Anatolia, aveva già vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes 64 ed era stato l'unico acerrimo concorrente di Una Separazione agli Asia Pacific Screen Awards (vincendo per la regia e la fotografia). Recensioni altissime, elogi da tutte le parti, una carriera invidiabilissima per l'autore (per cinque volte, a Cannes, ha sempre vinto qualcosa, e una su due a Berlino), niente, non ce la fa, non si candida.
E dopo un anno esatto dalla presentazione in Francia, questa settimana arriva da noi, distribuito da una piccolissima e nuova casa nostrana, la Parthenos, e i giornali e i siti di cinema si crogiolano nel parlarne. Paolo Mereghetti sul Corriere gli dà tre stelle e mezzo su quattro, Nicola Falcinella su MyMovies quattro e mezzo su cinque. Io un po' di meno, perché - cosa che hanno notato in molti - il film è di una lunghezza asfissiante che richiede uno sforzo sovrumano ad un certo punto (dopo due ore abbiamo ancora molte porte aperte e molte inquadrature apparentemente inutili), e poi - cosa che ammettono in pochi - le porte aperte non vengono chiuse, e si resta immobili a chiedersi se forse qualche dettaglio sia sfuggito all'occhio in queste due ore e tre quarti, mentre il regista onniscente continua a inquadrare in modo ambiguo soprattutto uno dei personaggi principali come se ci volesse fare un dispetto perché qualcosa noi ancora non sappiamo.
I personaggi che ci interessano sono tre: un procuratore, un commissario, un dottore. Questi, insieme a due poveracci con la pala, al poliziotto scrivano, ad un autista e soprattutto ad un assassino reo confesso, vagano per le strade deserte e desertiche dell'Anatolia alla ricerca di una fontana vicina ad un albero a forma di pallone perché da qualche parte, forse sottoterra, c'è qualcosa che a loro interessa. Questa cosa noi ancora non sappiamo cosa sia, e non la sapremo per un po': la notte avanza, la fame pure, decidono di fermarsi a mangiare nel paese vicino, paesino fatto di panni stesi e porte in lamiera e un sindaco che sa come intrattenere gli ospiti a bocca piena (cioè parlando). La mattina arriva, i discorsi si spengono, con la luce il paesaggio è meglio visibile e all'assassino torna la memoria e il luogo del delitto viene scovato. E mica il film è finito: ci sono carte da scrivere, cause da ricercare, cadaveri da analizzare, assassini da riportare in città.
L'esile e scorrevole trama, che seguiamo dalla sera alla mattina senza fermarci mai, sta in piedi su tutta una serie di dialoghi, di discorsi, di confessioni, di spiegazioni, di interruzioni e poi riprese che mai al cinema sono stati spontanei come questa volta, mai hanno così messo a nudo i personaggi, veritieri, reali. La sceneggiatura (originale, scritta dal regista con sua moglie e l'attore Ercan Kesal che interpreta il sindaco) è sicuramente il rubino del film: da una continua richiesta di medicine a battute sulle emorroidi, sulla somiglianza con Clark Gable, si sorride spesso e si ride molto per spezzare la staticità e la lunghezza di molte sequenze. Ma alla fine, nell'ultima scena, dopo che un segreto ci è stato rivelato e di un altro non ci importa più niente, ancora siamo là in attesa di sapere questa terza e ultima cosa, cosa che poi non ci viene detta, e uscendo dal cinema sbuffiamo.
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