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sabato 7 dicembre 2013

Grammy Awards - visual media nominations.



Sono appena state annunciate le nominations ai 56esimi Grammy Awards con tanto di concerto in diretta che ha omesso di elencare i candidati che troverete di seguito. I premi maggiori (canzone e album dell'anno, performance pop, rock, country...) saranno assegnati il 26 gennaio nella cerimonia in diretta sulla CBS mentre i “nostri premi” verranno dati qualche giorno prima, in una conferenza più intima. Come sempre, dato il periodo di chiusura delle votazioni per i membri un po' bislacco, troviamo del vecchio e del nuovo; il vecchio è Skyfall, candidato alla colonna sonora di Thomas Newman e alla canzone di Adele che vinse l'Oscar; ma vecchio è anche Vita Di Pi, musica di Mychael Danna che pure vinse l'Oscar, e Django, Argo, Lincoln, Zero Dark Thirty, Il Lato Positivo e Les Misérables che a sorpresa non riceve la nomination per la migliore canzone originale (Suddenly). La riceve invece lo strazio di Lasse Hallström Vicino A Te Non Ho Paura (aka Safe Haven) insieme alla serie televisiva Orange Is The New Black musicata da Regina Spektor. Le uniche novità della categoria sono quindi Hunger Games, con la canzone dei Coldplay che già ha fatto incetta di premi, e la super favorita Young And Beautiful dal Grande Gatsby – che si devono scontrare contro l'amatissima Adele. Sul versante non-cantato, al solito, troviamo gli immortali John Williams e per ben due volte Alexandre Desplat.
Di seguito, dopo il salto, i candidati alle tre categorie per la musica del cinema e della televisione.

best compilation
soundtrack for visual media

Django Unchained
di Artisti Vari
etichetta: Loma Vista/ Universal Republic

The Great Gatsby (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: WaterTower Music/ Interscope

Les Misérables (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic

Muscle Shoals
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic

Sound City: Real To Reel
di Dave Grohl & Artisti Vari
etichetta: RCA Records/Roswell Records
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lunedì 25 febbraio 2013

some guild awards.



Elenco dei candidati e dei vincitori:

Scripter Award

 Argo 
Joshua Bearman autore dell'articolo The Great Escape;
Antonio J. Mendez autore di The Master Of Disguise;
Chris Terrio sceneggiatore di Argo


American Society Of Cinematographers Award

Danny Cohen per Les Misérables
Roger Deakings per  Skyfall 
Janusz Kamiski per Lincoln
Seamus McGarvey per Anna Karenina
Claudio Miranda per Vita Di Pi

domenica 3 febbraio 2013

Art Directors Guild Awards - vincitori.



Si sono svolti la scorsa notte i 17esimi Art Director Guild Awards si nel Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione per la quarta volta consecutiva di Paula Poundstone che ha assistito alla consegna dei premi più importanti dell'anno per i migliori scenografi dell'anno, tra cui ha brillato Sarah Greenwood per l'eccezionale lavoro in Anna Karenina, film ambientato interamente in un teatro che ha richiesto l'ideazione di stazioni e distese di fiori e di uffici e corse di cavalli sempre tra palco e platea. Oltre al film in costume, per il film fantasy o di fantascienza ha trionfato Vita Di Pi sui super-rivali Lo Hobbit e Cloud Atlas aggiudicandosi buone speranze anche in questa categoria (oltre agli effetti e alla fotografia) agli Oscar, per quanto il vero rivale di Anna Karenina è soltanto Les Misérables. Skyfall batte invece le case danneggiate dallo tsunami di The Impossible e le basi segrete C.I.A. di Zero Dark Thirty per il film contemporaneo. Ma i premi sono andati anche ai film, telefilm e speciali televisivi: qui per tutti gli altri vincitori mentre di seguito le nominations cinematografiche.


Period Film
 Sarah Greenwood  per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln

Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
 David Gropman  per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato

Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
 Dennis Gassner  per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty

sabato 26 gennaio 2013

per Dio, per la nazione.



Zero Dark Thirty
id., 2012, USA, 157 minuti
Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura originale: Mark Boal
Cast: Jessica Chastain, Joel Edgerton, Chris Pratt, Jason Clarke,
Kyle Chandler, Jeremy Strong, James Gandolfini
Voto: 9.2/ 10
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Candidato a 5 Premi Oscar:
film, sceneggiatura originale, attrice,
montaggio, montaggio sonoro
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Il film, ci viene detto all'inizio, è una ricostruzione più o meno fedele basata «su testimonianze» reali. Prima polemica: certi membri dell'Intelligence americana hanno rivelato un po' troppo allo sceneggiatore Boal che ha ricostruito troppo fedelmente la vicenda (che però – attenzione! – è sceneggiatura originale). Con più di cinque ore di girato, i montatori Goldenberg & Tichenor (il primo montatore anche di Argo) hanno sforbiciato la pellicola quasi documentaristica sotto il comando della tanto elogiata Bigelow che ha reso quindi il prodotto più cinematografico possibile, addirittura troppo: perché questo continuo parlare di Storia, di docu-fiction, di trasposizione del reale, distoglie il pubblico da ciò che sta in realtà guardando: un film. Il solito film americano con la C.I.A., con una protagonista determinata contro cui tutti alzano le sopracciglia, che ostinatamente sottolinea la sua ragione e, ovviamente, poi l'ha vinta. Per cui, per questa carica di realismo (non realtà) l'uscita del film è stata posticipata fino a dopo l'elezione alla Casa Bianca – perché nella pellicola c'è un piccolo Obama che parla in televisione, e la scelta di ciò che dice ha suscitato altre polemiche. Con le nominations ai Golden Globe e il riscatto della regista che per The Hurt Locker non aveva ricevuto nessuna candidatura (e poi 6 Oscar) le prime recensioni sono fioccate (contemporanee al buonista Lincoln) ed ecco i paragoni: quello è il solito film di Spielberg tutto merletti e questo è un film-non film che parla di una cosa troppo recente. La cosa, recente, dovrebbe rendere orgogliosi gli americani, che tanto ci hanno (giustamente, per carità) fracassato le palle con l'11 settembre: quell'episodio li vedeva sconfitti e questo li vede vincitori. Ma no: certa stampa inglese di sinistra l'ha decretato «ai limiti del fascismo»; la C.I.A. è intervenuta (personalmente?) per evidenziare come la scena d'apertura, la tortura su un prigioniero pakistano, sia troppo esagerata o esageratamente dura, che certe pratiche torturatorie non vengono mica usate più.
Bene, in tutto questo, allo spettatore medio, allo spettatore italiano che non ha capito niente di Syriana, che non sta ad ascoltare cosa dice Obama che passa in TV quattro secondi in una scena, che non ha idea di come funzioni la C.I.A., che differenza ci sia con l'Intelligence e quanto sia alto il patriottismo americano, il film sembrerà un film normale, e non una docu-story, un film di spionaggio «meno bello di Argo» (con cui condivide anche il compositore che pare riciclare gli spartiti de L'uomo Nell'ombra) perché meno popolano, meno popolare, fatto non per il pubblico ma per il cinema, il cinema quello vero che, guarda un po', Kathryn Bigelow ha scoperto (e noi abbiamo scoperto lei) quando ha lasciato la fede nuziale e l'aiuto di James Cameron e ha raccolto dalla strada uno sconosciuto Mark Boal che tutto ciò che aveva fatto nella vita era stato scrivere il soggetto di Nella Valle Di Elah. Insieme, hanno raccolto tutto questo «materiale» di cui sopra che ha permesso di ricostruire questa (dolorosa) (ambigua) (accusata) storia che ha coperto dieci anni di operazioni americane durante le quali basi segrete e rifugi nel deserto del Medio Oriente non sono bastati ad avere informazioni su attentati andati a buon fine (e c'è l'errore del numero d'autobus inglese) e mandanti di quegli attacchi. Viene quindi mandata là la giovanissima Maya, una Jessica Chastain (attrice dell'anno scorso e, a vederla nel primo e secondo film in classifica, anche di questo) di cui non sappiamo niente, se non che è stata chiamata «per un motivo che non è permesso rivelare» nell'organo segreto nazionale quando ancora era al liceo, ma in fondo questa è la sua prima vera operazione. Convinta di aver capito dove si nasconda Osama Bin Laden, cerca di convincere chi la circonda, senza molti successi. E il femminismo delle inquadrature si contrappone alla carica virile del film precedente, mostrandoci però che la Bigelow è tanto abile a gestire una solitudine femminina quanto a scavare nell'animo patrizio con la magistrale, sopraffina, impeccabile scena finale della missione, in cui i militari si guardano a vicenda elencando la gente che hanno dovuto ammazzare, cercando di convincere più loro stessi che gli altri. Ne segue un giusto finale, che dopo un film a tratti “facile” e quasi “usuale” nelle immagini (la Chastain non ha poi un così grandioso personaggio) resta sempre alto a livello di tensione (ricordo: racconta di dieci anni) e lascia poi un vuoto tra il petto e la gola perché non c'è spazio a nessuna celebrazione, nessuna gloria. Ciò che si doveva fare è stato fatto.

sabato 12 gennaio 2013

Eddie Awards - nominations.



Dietro il nome un po' frivolo di Eddie Awards si nasconde il Sindacato dei Montatori Americani per il Cinema, che premia il Miglior Montaggio cinematografico di film drammatici, commedie, d'animazione e documentari.
Giunta alla 63esima edizione, la premiazione si svolgerà sabato 16 febbraio anche questa all'International Ballroom del Beverly Hilton Hotel con la conduzione di David Cross, durante la quale saranno premiati anche due personaggi alla Carriera e uno come Cineasta dell'Anno, ma questi nomi verranno annunciati la prossima settimana.
Come abbiamo visto l'anno scorso, il Montaggio è una categoria essenziale per diagnosticare chi vincerà il Miglior Film agli Oscar, anche se non si direbbe; in questo caso i candidati all'Academy Award sono quattro film drammatici e una commedia qui presenti; ne deriva che Il Lato Positivo è sicuramente il favorito nella categoria comedy mentre i montatori di Zero Dark Thirty reduci dalla vittoria del Critics' Choice Award se la devono vedere con Lincoln, Vita Di Pi e Argo.
Dopo l'interruzione, i candidati al miglior montaggio per un documentario e per un film d'animazione.

Miglior Montaggio per un Film Drammatico
William Goldenberg per Argo
Tim Squyres per Vita Di Pi
Michael Kahn per Lincoln
Stuart Baird per Skyfall
Dylan Tichenor & William Goldenberg per Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Montaggio per un Film Comedy o Musical
Cris Gill per Marigold Hotel
Melanie Ann Oliver & Chris Dickens per Les Misérables
Andrew Weisblum per Moonrise Kingdom
Jay Cassidy & Crispin Struthers per Il Lato Positivo
Jeff Freeman per Ted

giovedì 10 gennaio 2013

Directors Guild Awards - nominations



Fondata, tra gli altri, da John Ford e William C. deMille, la Directors Guild of America è una corporazione che conta oggigiorno più di quattordicimila membri e ha premiato per la miglior regia cinematografica dal 1936 a oggi personaggi che hanno poi sempre (tranne una decina di volte) ritirato l'Oscar per la stessa abilità. E se per Ben Affleck è qui la prima volta, gli altri quattro sono tutti ex vincitori: la Bigelow è alla sua seconda nomination (ha vinto nel 2010 con The Hurt Locker), Tom Hooper ha vinto l'anno successivo con Il Discorso Del Re, ma era stato già candidato in precedenza per la regia di una miniserie televisiva, e poi Ang Lee e Steven Spielberg sono proprio di casa: il primo conta ora la quarta nominations (due volte, per La Tigre E Il Dragone e Brokeback Mountain, ha vinto) e Steven Spielberg oltre a dieci candidature e tre vittorie, vanta anche un premio alla carriera (del 2000). Salta all'occhio l'assenza di Paul Thomas Anderson e del suo omonimo Wes, di Haneke per Amour e di David O. Russell per un film che aveva cominciato a fare incetta di candidature indie (L'orlo Argenteo Delle Nuvole) ma che ha perso peso col trascorrere dei mesi.
Tra questi candidati, colui che con meno probabilità arriverà agli Oscar è sicuramente Tom Hooper, mentre Kathryn Bigelow e Spielberg hanno la strada spianata.
I candidati alla regia del miglior documentario saranno annunciati il 14 gennaio, mentre i premi verranno consegnati sabato 2 febbraio nel Ray Dolby Ballroom di Hollywood, dove Milos Forman (Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo, Amadeus) ritirerà il Premio alla Carriera.
I candidati ai 65esimi Directors Guild of America Awards sono:

Regia di Film
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Tom Hooper per Les Misérables
Steven Spielberg per Lincoln

mercoledì 9 gennaio 2013

Cinema Audio Society Awards - nominations



La Cinema Audio Society ha annunciato le candidature per le sei categorie in cui si dividono i 49esimi premi per il montaggio e mixaggio sonoro di questa stagione cinematografica; oltre al cinema, sarà premiata la televisione, e per accedere al PDF completo delle candidature basta cliccare qui.
Di seguito, invece, le due categorie per i film classici e quelli animati. Troviamo ormai sempre la stessa solfa, ma è curioso vedere come i film d'azione o fantasy (Il Cavaliere Oscuro, Vita Di Pi) siano stati scalzati da Lincoln, mentre è palese ritrovare Lo Hobbit e Les Misérables. Mentre sul versante animazione compare per la prima volta quest'anno Lorax, che ruba il posto a ParaNorman, mentre la Disney immancabile schiera tutt'e tre le sue pellicole.

Film di Finzione
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Skyfall
Operazione Zero Dark Thirty

Film d'Animazione
Ribelle - The Brave
Frankenweenie
The Lorax
Le 5 Leggende
Ralph Spaccatutto

Visual Effects Society Awards - nominations.



Persino gli Effetti Speciali Visivi, da undici anni, hanno le loro premiazioni. E se le danno in ben 24 categorie tra film per la televisione e per il cinema (che si dividono in: “visual effects-driven”, tradotto qui con “fantasy, di fantascienza o sci-fi” ma che in realtà indica i film già su carta pensati per la post-produzione visiva; “feature motion pictures” e cioè i film, commedie o musicals o drammatici, che siamo abituati a vedere da cent'anni), spot televisivi, videoclip, serie e telefilm... Per tutte queste categorie, rimando al sito ufficiale, dove si potranno trovare anche le altre candidature per il cinema che riguardano la creazione di ambienti e luoghi completamente costruiti digitalmente (la caverna dei goblins ne Lo Hobbit, l'oceano in Vita Di Pi, la foresta di Ribelle), la fotografia digitale in film di finzione (Lo Hobbit, The Avengers, Total Recall e Spider RMan), la ricostruzione di modellini per film di non fiction (l'albergo in The Impossible), la composizione di questi ultimi, fino alle simulazioni animate e non dei personaggi fittizi. Insomma nell'era del digitale le candidature aumentano e ogni candidatura riguarda tre, quattro o più persone, addette ai movimenti magari di un solo personaggio del film. E compaiono a sorpresa coloro che hanno fatto sparire le gambe a Marion Cotillard in Ruggine E Ossa, segno che questo film francese ha trovato largo consenso oltre l'oceano.
Gli 11esimi Annual Visual Effects Society Awards saranno consegnati martedì 5 febbraio in una cerimonia di premiazione che renderà omaggio ad Ang Lee, che con il suo digitalissimo Vita Di Pi ha la strada sicura verso questa nomination agli Oscar. Di seguito e dopo l'interruzione, le candidature principali per il cinema.

Effetti Visivi
in un film fantasy, di fantascienza o sci-fi
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Prometheus
Vita Di Pi
The Avengers
Battleship

Effetti Visivi
in un film di finzione
Un Sapore Di Ruggine E Ossa
The Impossible
Argo
Flight
Operazione Zero Dark Thirty

Writers Guild Awards - nominations.



Ed è la volta degli sceneggiatori, che quattro anni fa quasi bloccarono la cerimonia degli Oscar (ma dei Golden Globes sì).
I 65esimi Writers Guild Awards saranno consegnati domenica 17 febbraio in due cerimonie che si svolgeranno contemporaneamente, una a New York e l'altra a Los Angeles, alla presenza di tutti i candidati che sono poi parte dei membri del Sindacato. E dal momento che il Sindacato nomina a questi premi solo i membri di se stesso, sono fuori da questa categoria Amour (che, pare, e spero, potrebbe ottenere nominations grasse agli Oscar, tipo la regia e la sceneggiatura e gli attori), Django Unchained del Tarantino già vincitore per Pulp Fiction e poi candidato per Bastardi Senza Gloria, Les Misérables che essendo un pappone in costume ben diretto punta al record in tutte le categorie e poi il piccolo piccoli Beasts Of The Southern Wild che, essendo così piccolo, chissà se ce la farà. Manca anche, film che si sta facendo notare adesso, The Impossible, che è stato appena candidato al Goya perché di produzione spagnola.
Ci sono, invece, il superfavorito Mark Boal per Zero Dark Thirty, già sceneggiatore e vincitore dell'Oscar per The Hurt Locker, compagno della Bigelow, e c'è il povero Paul Thomas Anderson, quarta volta che viene qui candidato (cinque volte all'Oscar) e chissà come gli andrà dopo non avercela fatta con Magnolia; mentre nell'altra categoria se la contendono Chris Terrio (Argo), Tony Kushner (Lincoln) e David O. Russell (L'orlo Argenteo Delle Nuvole). Molte meno probabilità ha Noi Siamo Infinito, che tra l'altro abbiamo appena recensito e che è ancora senza data certa di uscita in Italia.
Di seguito i candidati per la Migliore Sceneggiatura Originale e Non, e dopo l'intervallo i candidati al documentario.

Sceneggiatura Originale
John Gatins per Flight
Rian Johnson per Looper
Paul Thomas Anderson per The Master
Wes Anderson & Roman Coppola per Moonrise Kingdom
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty

Sceneggiatura Non Originale
Chris Terrio per Argo
David Magee per Vita Di Pi
Tony Kushner per Lincoln
Stephen Chbosky per Noi Siamo Infinito
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole

Producers Guild Awards - nominations.



Secondo “sindacato” di cineasti: quello dei produttori. Se il precedente riguardava una categoria specifica, artistica, una competenza in particolare, qua si parla del film intero: è, questa, la gente che poi ritira l'Oscar al Miglior Film, che mette i soldi nella pellicola. E verrà celebrata il 26 gennaio, quando verranno consegnati questi Produce Guild Of America Awards al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, giunti alla loro 24esima edizione. Tra gli altri, sarà premiato alla Carriera per la produzione televisiva J.J. Abrams. Per conoscere le nominations alla televisione rimando al sito ufficiale.
Per quanto riguarda il cinema, invece, ci sono, dietro queste compagnie di produzione, nomi come George Clooney (che, insieme a Ben Affleck che se lo dirige, produce Argo), Ang Lee e Steven Spielberg che si finanziano le rispettive pellicole Vita Di Pi e Lincoln, Wes Anderson (Moonrise Kingdom), l'italiana Barbara Broccoli (Skyfall) e la coppia Kathryn Bigelow e Mark Boal, lei regista e lui sceneggiatore, oltre che produttori (insieme a Megan Ellison) di Zero Dark Thirty. E la Weinstein Company conta due pellicole, le più interessanti dal punto di vista indipendente, Django di Quentin Tarantino e L'orlo Argenteo di David O. Russell.
Sul versante dell'animazione, trionfa anche quest'anno la Disney, con tre pellicole su cinque: due sono di casa propria (Pixar e Motion Pictures Studios) e l'altra è diretta da Tim Burton, Frankenweenie. La spunta anche ParaNorman a discapito dei mainstream L'era Glaciale e Madagascar.
Di seguito i canditati principali e, dopo l'interruzione, le nominations ai documentari.

Miglior Produzione per un Film di Finzione
Premio Darryl F. Zanuck
Argo (Warner Bros.)
Beasts Of The Southern Wild (Fox Searchlight Pictures)
Django Unchained (The Weinstein Company)
Les Misérables (Universal Pictures)
Vita Di Pi (Fox 2000 Pictures)
Lincoln (Touchstone Pictures)
Moonrise Kingdom (Focus Features)
L'orlo Argenteo Delle Nuvole (The Weinstein Company)
Skyfall (MGM/ Columbia Pictures)
Zero Dark Thirty (Columbia Pictures)

Miglior Produzione per un Film d'Animazione
Ribelle - The Brave (Walt Disney Studios Motion Pictures)
Frankenweenie (Walt Disney Pictures)
ParaNorman (Focus Features)
Le 5 Leggende (Paramount Pictures)
Ralph Spaccatutto (Walt Disney Studios Motion Pictures)

sabato 5 gennaio 2013

Art Directors Guild Awards - nominations.



Cominciano con le scenografie i premi che “i sindacati” dei lavoratori di ambito cinematografico si cantano e si suonano, e sono, questi, i premi a cui bisogna stare più attenti: in questo caso, gli scenografi premiano gli scenografi, per cui la giuria non è composta da gente quasi-a-caso come nell'Academy o soprattutto nella Foreign Press Association, ma da attrezzisti e disegnatori che ne capiscono.
Come sempre, le categorie riguardano i film di periodo (dove per “periodo” si intende ciò che non si copia dall'attuale paesaggio urbano), in cui sicuramente Anna Karenina, Lincoln e Les Misérables hanno una marcia in più essendo particolarmente colossali – l'ultimo soprattutto; i film di fantascienza o fantasy, dove Cloud Atlas e Lo Hobbit sicuramente meritano (il primo perché costruisce, anche se per finta, sei momenti e luoghi nel tempo; il secondo perché, al solito, si avvale di inesistenti villaggi e castelli) anche se le solite aspettative che avevamo per Lo Hobbit erano le stesse del Il Cavaliere Oscuro; i film contemporanei, dei giorni nostri, che appunto sono fatti della cronaca attuale: lo tsunami di The Impossible, la cattura di Bin Laden di Zero Dark Thirty. I colori esotici di Marigold Hotel si fanno notare anche qua, questa volta, inaspettatamente. A discapito di The Master, grandioso escluso dell'anno.
I 17esimi Art Director Guild Awards si svolgeranno sabato 2 febbraio al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione di Paula Poundstone per il quarto anno consecutivo; per la lista dei candidati in tutte le altre categorie (video musicali, serie televisive) rimando al sito ufficiale.

Period Film
Sarah Greenwood per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln

Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
David Gropman per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato

Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
Dennis Gassner per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty

lunedì 24 dicembre 2012

London Film Critics' Circle - nominations.



«Scegliere i vincitori sarà un'impresa più ardua rispetto agli altri anni; mai come questa volta sono tutti meritevoli» annuncia la stampa inglese alla lettura delle nominations per i 33esimi Premi della Critica Cinematografica di Londra, e quanto hanno ragione. Un'altro fattore che il “British Group” ci tiene a sottolineare è la presenza di così tanti film stranieri. Certo, sono come sempre ormai tutti in lingua francese, ma sono effettivamente le perle di questi passati festival; su tutti, il mio Amour, che sbaraglia qualsiasi film inglese e ottiene 7 nominations, dal Film al Film straniero finanche all'Attrice non Protagonista, una gratuita Isabelle Huppert, candidata proprio per far fare il botto al film di Haneke.
7 nominations anche per l'americano The Master, inclusa la candidatura alle scene; 4 per Lincoln, quasi tutte per gli attor, 4 per Argo e 4 anche per il monumentale Vita Di Pi, di cui due alla tecnica; 3 per Operazione Zero Dark Thirty.
Dei numerosi film stranieri sparsi per tutte le categorie di cui prima, salta all'occhio sicuramente la Cotillard di Ruggine E Ossa, che si sta facendo sempre più prendere sul serio e rischia la seconda nomination all'Oscar, di nuovo per un film francese. C'è poi l'attore danese de Il Sospetto, il regista turco di C'era Una Volta In Anatolia, il trucco del francese Holy Motors.
C'è anche, poco ma c'è, Beasts Of The Southern Wild mentre manca, grande escluso dalle categorie più importanti, L'orlo Argenteo Delle Nuvole, insieme a Lo Hobbit per le categorie tecniche, tutti scavalcati  dal documentario inglese The Imposter insieme ai compatrioti Skyfall e Les Misérables.
Il Premio Dilys Powell per l'Eccellenza nei Film sarà consegnato a Helena Bonham Carter il 20 gennaio al May Fair Hotel, giorno e luogo della cerimonia di premiazione ufficiale.
Qui il sito dell'evento e di seguito, dopo l'interruzione, tutte le nominations.

Film dell'Anno
Amour
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
The Master

Film Inglese dell'Anno
Berberian Sound Studio
The Imposter
Les Misérables
Sightseers
Skyfall


venerdì 21 dicembre 2012

Satellite Awards - vincitori.



Mai come quest'anno c'è stata tutta questa confusione. Dopo che gli americani hanno premiato e ripremiato Zero Dark Thirty della Bigelow, ecco che L'orlo Argenteo Delle Nuvole prende il sopravvento: candidato e nominato dappertutto, finora non era riuscito nella botta. Ai Satellite 2012 sì: vince il Miglior Film, la Migliore Regia, entrambi gli Attori e il Montaggio. Lascia alla concorrenza la Sceneggiatura Non Originale (primo premio per Vita Di Pi, appena uscito nelle nostre sale, che è stato definito dai giornali italiani «il nuovo Avatar») (mentre la Sceneggiatura Originale è di Mark Boal, compare della Bigelow, che dà l'unico premio al film su Bin Laden) e l'Attore Non Protagonista Robert De Niro che si piega davanti alla matta performance di Javier Bardem, annunciato da me come futuro e di-nuovo vincitore dell'Oscar per questa stessa categoria (ha vinto per Non È Un Paese Per Vecchi dopo la nomination per Prima Che Sia Notte e prima di Biutiful).
Per L'orlo è un buon auspicio, ma non dimentichiamo che l'anno scorso successe lo stesso a Drive, film cult tra un certo pubblico, che sbancò tra Film, Attori, Regista eccetera e poi ottenne l'unica nomination all'Oscar per il sonoro.
Ne esce abbastanza soddisfatto anche Les Misérables, che prende l'Attrice di Supporto, la Canzone (tolta quindi alla super-favorita Adele), il Sonoro e il Cast. Mentre a bocca asciutta restano The Sessions, Moonrise Kingdom, The Master. Vengono messi sullo stesso piano i film stranieri Quasi Amici e Pietà, il primo banalissimo prodotto del mercato francese e l'altro altissima introspezione criminale per uno strozzino coreano che ritrova la madre vendicativa dopo anni di silenzio, Leone d'Oro a Venezia 2012. Svanisce quindi la nostra – per ora unica – occasione di vedere trionfanti i fratelli Taviani. Mentre Le 5 Leggende scavalca il mio Ralph e il bel ParaNorman.
Tutti i vincitori e il resto dei candidati, soprattutto per le nominations televisive, sono qui, nella pagina del sito ufficiale della cerimonia. Dopo il salto, tutte le categorie cinematografiche e i premi aggiuntivi.

Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
 L'orlo Argenteo Delle Nuvole 
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
 Le 5 Leggende  (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)

Miglior Film Straniero
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia)
A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca/ Svezia)
 Quasi Amici  di Olivier Nakache & Éric Toledano (Francia)
À Perdre La Raison [Our Children] di Joachim Lafosse (Belgio/ Francia)
Kon-Tiki di Joachim Rønning (Norvegia)
 Pietà  di Kim Ki-duk (Corea del Sud)
Oltre Le Colline di Cristian Mungiu (Romania)
Rebelle [War Witch] di Kim Nguyen (Canada)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)

venerdì 14 dicembre 2012

Golden Globes 2013 - nominations.



La fama dei Golden Globes è inversamente proporzionale alla sua dignità: col passare degli anni è diventata la cerimonia del popolo, ma del popolo più vasto, al punto che detiene il primato per la migliore serata condotta l'anno scorso (da Ricky Gervais) e il numero più alto di premi ridicoli assegnati - per non parlare di quelli non dati.
Chris Colfer miglior attore non protagonista per la serie tv musical Glee; Julie Bowen assente per tre anni di fila (e anche quest'anno) dopo aver vinto due Emmy con Modern Family a discapito di Sofía Vergara (da tre anni presente); Eva Longoria candidata come miglior attrice insieme alle altre tre colleghe di Desperate Housewives nell'anno in cui la serie era all'apice del successo, fortuna che non le ripiomberà mai più nella vita; Johnny Depp doppiamente candidato come miglior attore per le più grandi porcherie che la storia abbia mai prodotto: Alice In Wonderland e The Tourist, e quest'ultimo film, si dice a causa delle pressioni fatte in sala il giorno prima, venne nominato alla migliore pellicola comedy. Insomma, lontano dai fasti degli anni '90, quando La Sirenetta riusciva a scavalcare i film con le “persone vere” e prendere il Globo alla migliore pellicola musical, adesso i premi dati dalla Foreign Press Association accontentano i fan di Avatar, di The Social Network, e abbassano il capo di fronte a Kathryn Bigelow candidandola quest'anno dappertutto dopo averla ignorata due anni fa.
E ignorano, quest'anno, quest'anno che festeggiano il 70esimo, la colonna sonora di Beasts Of The Southern Wild e la maestria di Paul Thomas Anderson che vede il suo The Master candidato solo per gli attori. Ignorano l'Italia, senza Taviani per il Miglior Film Straniero (caso strano dato che ebbero il coraggio di nominare Baarìa con Gli Abbracci Spezzati nel 2009), ignorano la Romania di Cristian Mungiu, ignorano soprattutto Javier Bardem, che secondo i miei pronostici farà doppietta di Academy Awards per il suo ruolo in Skyfall. Ignorano, ahinoi, la regia di Michael Haneke e le interpretazioni dei suoi due magistrali, immensi, incredibili protagonisti.
Però candidato Il Pescatore Di Sogni, Taylor Swift e Adele e Jon Bon Jovi per la canzone originale, Meryl Streep per la cinquantesima volta, Richard Gere che ormai non ci ricordiamo più che faccia abbia e Quasi Amici al Film Straniero.
La cerimonia, che si terrà il prossimo 13 gennaio, sarà condotta dalla vincitrice (per il geniale 30 Rock) Tina Fey e dalla sua ex collega nel Saturday Night Live Amy Poehler (candidata per Parks & Recreation), insieme nella foto. Andrà in onda durante la nostra notte del 14 sulla NBC come ogni anno.
Le nominations per le categorie cinematografiche, di seguito e dopo l'interruzione, mentre per tutte le altre candidature televisive rimando al sito ufficiale.

Miglior Regia
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained

Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Quentin Tarantino per Django Unchained
Chris Terrio per Argo

giovedì 13 dicembre 2012

AFI Awards 2012.



Niente di nuovo sul fronte americano; anche la lista dei Migliori Film del 2012 secondo l'AFI, l'American Film Institute (qui il sito ufficiale), organizzazione indipendente no-profit nata nel 1965 che elogia il buon cinema ma anche la buona televisione, si affianca a tutte quelle che abbiamo già visto se non per qualche virile incursione: Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, finora considerato solo per i suoi aspetti tecnici o artistici (effetti, colonna sonora) viene elevato ad essere uno dei dieci migliori film dell'anno insieme a Django Unchained, opera prossima di Quentin Tarantino che ritorna sui passi di Bastardi Senza Gloria ma sprofondando nel Sud dell'America per ricalcare i suoi tanto amati B-movies mezzo western mezzo splatter con Leonardo DiCaprio, Jamie Foxx, il Franco Nero che fu il “vero” Django nel '66 e, di nuovo, Christoph Walz - da noi il 17 gennaio e in America il giorno di Natale.
È uno dei dieci migliori film anche Argo, spesso ignorato in questa grassa categoria, mentre L'orlo Argenteo Delle Nuvole, Zero Dark Thirty, Lincoln diventano quasi delle certezze per i prossimi Oscar.
Il Premio alla Carriera 2013 sarà dato all'ormai quasi novantenne Mel Brooks, sceneggiatore e attore e compositore per il cinema, il teatro, la televisione; uno dei pochi personaggi ad avere in casa un Oscar, tre Emmy, tre Grammy e tre Tony.

Argo
Beasts Of The Southern Wild
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Django Unchained
Les Misérables
Vita Di Pi
Lincoln
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty

martedì 11 dicembre 2012

Los Angeles Film Critics Association - vincitori.



Per la Los Angeles Film Critics Association i film dell'anno sono quelli ormai noti ai più, ma in diverso ordine: L'orlo Argenteo Delle Nuvole ha solo la Migliore Attrice e Operazione Zero Dark Thirty il Miglior Montaggio (ma la Bigelow era una possibile Miglior Regista). Si fanno largo, tra questi maggiori, le pellicole meno considerate come The Master, che accalappia la Scenografia, l'Attrice non Protagonista (una splendida Amy Adams già tre volte candidata all'Oscar), l'Attore Protagonista Joaquin Phoenix, la regia di Paul Thomas “Magnolia” Anderson e soprattutto sfiora il Miglior Film. Che va, udite udite, all'austro-francese Amour, insieme alla Migliore Attrice (un parimerito che non profuma di buono) e che quindi, essendo la ciliegina del dolce, non si candida nemmeno come Film Straniero, dove figura l'Holy Motors presentato a Cannes tra gli sbalordimenti generali. Il suo attore Denis Lavant, interpretazione surreale di cui forse avremo modo di parlare, per la prima volta viene candidato a qualcosa.
Una giustissima Migliore Colonna Sonora per Beasts Of The Southern Wild che si becca anche l'attore non protagonista (!!!) e il New Generation Award.
Il terzo premio più importante, la Sceneggiatura, va a ciò che credevo sbaragliasse la concorrenza, Argo. Ma evidentemente mi sbagliavo.
Tutti i vincitori dopo l'interruzione.

Miglior Film
Amour di Michael Haneke
Altro candidato: The Master di Paul Thomas Anderson

Miglior Regia
Paul Thomas Anderson per The Master
Altro candidato: Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty

lunedì 10 dicembre 2012

National Board of Review - vincitori.



La National Board of Review (per esteso c'è anche: of Motion Pictures) è un'organizzazione no profit che sostiene la libertà d'espressione cinematografica e premia l'eccellenza artistica del campo. Le persone che ne fanno parte non lavorano direttamente nell'industria hollywoodiana o cinematografica in generale ma sono semplicemente cinefili con delle solide basi che ogni anno si sorbiscono un film al giorno e, senza nominations, premiano i più votati dal club.
E quest'anno hanno premiato - toh guarda - anche loro il film della Bigelow sulla cattura di Osama Bin Laden che da noi uscirà il prossimo mese. Operazione Zero Dark Thirty, dice la motivazione del premio - «è un film magistrale», per cui Kathryn vince anche come miglior regista e non contenti dei due premi maggiori diamo anche la Migliore Attrice a Jessica Chastain - che in questo genere di premi l'anno scorso riusciva ad ottenere tutto un po' per The Help un po' per The Tree Of Life.
Gli esordienti sono invece il nostro amato e giovane Behn Zeitlin come regista e la undicenne Quvenzhané Wallis per il bel Beasts Of The Southern Wild insieme al pure minorenne Tom Holland per lo spagnolo (ma recitato in inglese) The Impossible. Eccetto qualche novità (la navigata Anne Down per il thriller Compliance, Leonardo DiCaprio per il prossimo film di Tarantino) le altre robe son sempre le stesse: L'orlo Argenteo Delle Nuvole ha la Migliore Sceneggiatura Adattata mentre il fantastico Looper (il 31 gennaio in Italia) quella Originale; Searching For Sugarman è il miglior documentario e insieme a lui un'altra pellicola non-fiction prende il Premio alla Libertà d'Espressione con Gus Van Sant e il suo Promise Land sul venditore di gas naturale Matt Damon.
Amour è il Miglior Film Straniero e Ralph quello d'Animazione: due film che ormai hanno la strada spianata verso gli Oscar. Mentre diventa un po' più dura per l'ignorato Argo.
Tutti i vincitori e le liste dei migliori film dell'anno dopo l'interruzione.

Miglior Film
Operazione Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow
«Zero Dark Thirty is a masterful film, [...] Kathryn Bigelow takes the viewer inside a definitive
moment of our time in a visceral and unique way. It is exciting, provocative and deeply emotional».

domenica 9 dicembre 2012

Satellite Awars - nominations



Giunti alla 17esima edizione, i Satellite Awards sono i premi assegnati dalla stampa internazionale americana (IPA: International Press Academy) che ogni anno dal '96 ad oggi precedono di poco le candidature ai Golden Globes e iniziano così un primo pronostico per quello che verrà decretato il meglio della stagione televisiva e cinematografica appena conclusasi.
Cominciamo a ritrovare sempre gli stessi film nelle stesse categorie: L'orlo Argenteo Delle Nuvole fa incetta di nominations grasse (7) dal film alla regia alla sceneggiatura passando per entrambi gli attori protagonisti, il non protagonista e il montaggio. Ancora meglio va a Les Misérables: 9 candidature in tutto, tutte tra le interpretative (due attrici non protagoniste, un attore, un attore non protagonista) e quelle artistiche (costumi, scene, canzone) e un premio già ottenuto, quello al cast. Si discosta di poco Lincoln (8), valutato meglio a livello cinematografico perché di Spielberg e quindi candidato anche alla regia ma pure lui, essendo in costume, riesce ad entrare nella rosa tecnico-artistica. Insieme a The Master (4), che è in costume solo per poco, e a due stranieri: Les Adieux À La Reine che ha aperto lo scorso Festival di Berlino e al danese A Royal Affair di cui parleremo a breve, candidato anche al Miglior Film Straniero con: l'ovvia Palma d'Oro Amour, il Leone veneziano Pietà, il bel Oltre Le Colline, i festivalieri Rebelle e À Perdre La Raison e soprattutto il nostro Cesare Deve Morire. Compare anche una cosa mai sentita, Kon-Tiki, dalla Svezia con furore, nominato anche per il sonoro, e poi il tremendo Quasi Amici che non si sa come se ne sta anche tra i migliori attori con Omar Sy e alla sceneggiatura originale. L'anno dei candidati non anglofoni: Emmanuelle Riva è tra le migliori attrici insieme alla sconosciuta Hélène Florént già premiata per Café De Flore e Kim Ki-duk è tra i migliori registi e tra i migliori sceneggiatori senza, incredibilmente, Michael Haneke.
Ottengono consensi soprattutto tecnici anche Flight, Vita Di Pi e Skyfall, con questa candidatura per Adele come previsto. Sono presenti al solito Moonrise Kingdom (2 nominations), Zero Dark Thirty (5 nominations), Beasts Of The Southern Wild (3) e grazie a Dio The Sessions (6), commedia amara con due attori straordinari e una locandina geniale.
I premi saranno assegnati il 13 gennaio.

Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
Le 5 Leggende (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)

sabato 8 dicembre 2012

NYFCC - vincitori.



La Bigelow colpisce ancora.
Dopo aver stracciato l'ex marito agli Oscar di tre anni fa con The Hurt Locker, la regista-con-le-palle (come amano definirla dall'altra sponda del mare), capace di girare film “da maschio” più dei maschi, gira un altro film “da maschio” e dopo essere stata quasi ignorata per venticinque anni diventa la regista dalle mani d'oro. Dopo aver parlato di un disinnescatore di mine incapace di (soprav)vivere senza l'adrenalina del suo mestiere, facendo vincere ad Avatar solo i premi per gli effetti, le scene e la fotografia, Kathryn Bigelow si rimette a lavorare con il co-premio Oscar Mark Boal già autore della pellicola precedente e manda nelle sale Zero Dark Thirty, in italiano con “Operazione” davanti al titolo, cronaca decennale della ricerca, della cattura e dell'uccisione di Osama Bin Laden. Attrice protagonista, la figura cardine dell'anno scorso, Jessica Chastain, in un'interpretazione idolatrata ma che non è bastata a farle vincere il premio come Migliore Attrice. Ci pensa infatti Rachel Weisz a ritirarlo, Academy-Award-winners per The Constant Gardener e unico nome bisbigliato per i prossimi Oscar. In The Deep Blue Sea interpreta la moglie di un giudice inglese che intraprende una relazione extra-coniugale con un pilota dell'Air Force che la consumerà dall'interno. Mentre il film della Bigelow è programmato per uscire da noi il prossimo gennaio (qui il trailer), quest'ultimo non ha ancora data italiana programmata.
Uscirà sempre a gennaio da noi, il 24, l'altro film pluri-vincitore, Lincoln di Steven Spielberg che ritorna serio dietro la macchina da presa dopo il disneyano War Horse, Miglior Attore il bravo Daniel Day-Lewis e Migliore Attrice la due volte Oscar Sally Field, Norma Rae, M'Lynn Eatenton, Mrs. Gump, Nora Walker, insomma un'attrice poco nominata ma che tutti abbiamo visto almeno due volte.
E prosegue l'affermazione - finalmente - di Matthew McConaughey proprio ora che l'età avanza e il suo corpo si inflaccidisce, ma lui fa vedere come sta messo bene in Magic Mike che miracolosamente arriva ai premi per la sua interpretazione bizzarra, insieme a quella ancora meglio di Bernie.
How To Survive A Plague, documentario sulla lotta all'AIDS da parte di due coalizioni particolarmente volenterose, non vince il premio per il film non-fiction ma per l'Opera Prima, mentre il Miglior Documentario è The Central Park Five, storia dei cinque latino-americani che violentarono una donna bianca in Central Park nel 1989.
Tim Burton se ne torna a casa contento perché per una volta si mette a dirigere un cartone animato (e non solo a produrlo come i precedenti) e vince dato che per Dark Shadows non possono mica dargli niente, mentre Amour meritatamente trionfa anche qui.

Miglior Film
Operazione Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow

Miglior Regia
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty