Visualizzazione post con etichetta De Rouille Et D'os. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta De Rouille Et D'os. Mostra tutti i post
mercoledì 9 gennaio 2013
Visual Effects Society Awards - nominations.
Persino gli Effetti Speciali Visivi, da undici anni, hanno le loro premiazioni. E se le danno in ben 24 categorie tra film per la televisione e per il cinema (che si dividono in: “visual effects-driven”, tradotto qui con “fantasy, di fantascienza o sci-fi” ma che in realtà indica i film già su carta pensati per la post-produzione visiva; “feature motion pictures” e cioè i film, commedie o musicals o drammatici, che siamo abituati a vedere da cent'anni), spot televisivi, videoclip, serie e telefilm... Per tutte queste categorie, rimando al sito ufficiale, dove si potranno trovare anche le altre candidature per il cinema che riguardano la creazione di ambienti e luoghi completamente costruiti digitalmente (la caverna dei goblins ne Lo Hobbit, l'oceano in Vita Di Pi, la foresta di Ribelle), la fotografia digitale in film di finzione (Lo Hobbit, The Avengers, Total Recall e Spider RMan), la ricostruzione di modellini per film di non fiction (l'albergo in The Impossible), la composizione di questi ultimi, fino alle simulazioni animate e non dei personaggi fittizi. Insomma nell'era del digitale le candidature aumentano e ogni candidatura riguarda tre, quattro o più persone, addette ai movimenti magari di un solo personaggio del film. E compaiono a sorpresa coloro che hanno fatto sparire le gambe a Marion Cotillard in Ruggine E Ossa, segno che questo film francese ha trovato largo consenso oltre l'oceano.
Gli 11esimi Annual Visual Effects Society Awards saranno consegnati martedì 5 febbraio in una cerimonia di premiazione che renderà omaggio ad Ang Lee, che con il suo digitalissimo Vita Di Pi ha la strada sicura verso questa nomination agli Oscar. Di seguito e dopo l'interruzione, le candidature principali per il cinema.
Effetti Visivi
in un film fantasy, di fantascienza o sci-fi
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Prometheus
Vita Di Pi
The Avengers
Battleship
Effetti Visivi
in un film di finzione
Un Sapore Di Ruggine E Ossa
The Impossible
Argo
Flight
Operazione Zero Dark Thirty
Etichette:
Ang Lee,
Argo,
De Rouille Et D'os,
Hotel Transylvania,
Lo Hobbit,
ParaNorman,
Pirati,
Ralph Spaccatutto,
Ribelle,
The Impossible,
VES,
Vita Di Pi,
Zero Dark Thirty
lunedì 24 dicembre 2012
London Film Critics' Circle - nominations.
«Scegliere i vincitori sarà un'impresa più ardua rispetto agli altri anni; mai come questa volta sono tutti meritevoli» annuncia la stampa inglese alla lettura delle nominations per i 33esimi Premi della Critica Cinematografica di Londra, e quanto hanno ragione. Un'altro fattore che il “British Group” ci tiene a sottolineare è la presenza di così tanti film stranieri. Certo, sono come sempre ormai tutti in lingua francese, ma sono effettivamente le perle di questi passati festival; su tutti, il mio Amour, che sbaraglia qualsiasi film inglese e ottiene 7 nominations, dal Film al Film straniero finanche all'Attrice non Protagonista, una gratuita Isabelle Huppert, candidata proprio per far fare il botto al film di Haneke.
7 nominations anche per l'americano The Master, inclusa la candidatura alle scene; 4 per Lincoln, quasi tutte per gli attor, 4 per Argo e 4 anche per il monumentale Vita Di Pi, di cui due alla tecnica; 3 per Operazione Zero Dark Thirty.
Dei numerosi film stranieri sparsi per tutte le categorie di cui prima, salta all'occhio sicuramente la Cotillard di Ruggine E Ossa, che si sta facendo sempre più prendere sul serio e rischia la seconda nomination all'Oscar, di nuovo per un film francese. C'è poi l'attore danese de Il Sospetto, il regista turco di C'era Una Volta In Anatolia, il trucco del francese Holy Motors.
C'è anche, poco ma c'è, Beasts Of The Southern Wild mentre manca, grande escluso dalle categorie più importanti, L'orlo Argenteo Delle Nuvole, insieme a Lo Hobbit per le categorie tecniche, tutti scavalcati dal documentario inglese The Imposter insieme ai compatrioti Skyfall e Les Misérables.
Il Premio Dilys Powell per l'Eccellenza nei Film sarà consegnato a Helena Bonham Carter il 20 gennaio al May Fair Hotel, giorno e luogo della cerimonia di premiazione ufficiale.
Qui il sito dell'evento e di seguito, dopo l'interruzione, tutte le nominations.
Film dell'Anno
Amour
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
The Master
Film Inglese dell'Anno
Berberian Sound Studio
The Imposter
Les Misérables
Sightseers
Skyfall
Etichette:
Amour,
Argo,
De Rouille Et D'os,
Helena Bonham Carter,
Holy Motors,
Isabelle Huppert,
Lincoln,
London Critics Awards,
Marion Cotillard,
Once Upon A Time In Anatolia,
The Master,
Vita Di Pi,
Zero Dark Thirty
mercoledì 19 dicembre 2012
Luis-Delluc - vincitori.
Amour e Ruggine E Ossa stanno conquistando nominations e apprezzamenti in tutto il mondo; il primo, vanta anche un magistrale regista e due immense interpretazioni; il secondo, il cui regista è quello de Il Profeta, vanta un successo passato e una stella francese ora internazionale, Marion Cotillard. Concorrono insieme per il premio più prestigioso del cinema francese, il Louis Delluc, e concorrono insieme ad un reduce di Cannes, Holy Motors, tanto bizzarro quanto discusso ma anche accettato, e insieme a un reduce di Venezia, Après Mai, che lì vinse l'Osella alla Sceneggiatura tutta basata su ricordi sessantottini e degli anni a seguire (qui recensito). Ma tra tutti questi, e tra altri, ne esce vincitore Gli Addii Alla Regina Maria Antonietta di Benoît Jacquot, regista parigino i cui film, una quarantina tra pellicole per la televisione e documentari, non sono praticamente mai arrivati in Italia. Les Adieux À La Reine, in inglese Farewell, My Queen, racconta – di nuovo – la storia di Maria “dategli le brioches” Antonietta inquadrandola nel primo giorno della Rivoluzione Francese (1789) quando tutta la corte abbandona la vita di tutti i giorni per mettersi al riparo, e si focalizza sul rapporto di devozione tra Sidonie Laborde (Léa Seydoux, la sorella maggiore nascosta tra strati di cappotti in Sister) e la sovrana (interpretata da una magrissima Diane Kruger).
In concorso all'ultimo Festival di Berlino insieme al nostro Cesare, Les Adieux era anche in lizza per il Satellite ai migliori costumi, dove non ha vinto, ed è stato preso in considerazione da pochissime altre cerimonie, incredibilmente anche da questa.
La vincitrice dell'Opera Prima, invece, Cyril Mennegun, non è proprio una matricola: ha diretto cinque documentari e un corto ed è attiva dalla fine degli anni '90. Con Louise Wimmer approda al cinema (il film è uscito a gennaio in Francia) con il primo lungometraggio di finzione, storia drammatica di una cinquantenne che si ritrova senza soldi e senza casa, considerato nel 2011 la «scoperta del Festival di Venezia».
Miglior Film
38 Témoins di Lucas Belvaux
Amour di Michael Haneke
Après Mai di Olivier Assayas
Camille Redouble (Camille Rewinds) di Noémie Lvovsky
Un Sapore Di Ruggine E Ossa (De Rouille Et D'os) di Jacques Audiard
Holy Motors di Leo Carax
La Désintégration di Philippe Faucon
Les Adieux À La Reine (Farewell, My Queen) di Benoît Jacquot
Miglior Opera Prima
Louise Wimmer di Cyril Mennegun
Etichette:
Amour,
Benoît Jacquot,
Berlino 62,
De Rouille Et D'os,
Holy Motors,
Jacques Audiard,
Leo Carax,
Les Adieux À La Reine,
Louis-Delluc,
Michael Haneke,
Satellite 2013,
Venezia68
venerdì 14 dicembre 2012
Golden Globes 2013 - nominations.
La fama dei Golden Globes è inversamente proporzionale alla sua dignità: col passare degli anni è diventata la cerimonia del popolo, ma del popolo più vasto, al punto che detiene il primato per la migliore serata condotta l'anno scorso (da Ricky Gervais) e il numero più alto di premi ridicoli assegnati - per non parlare di quelli non dati.
Chris Colfer miglior attore non protagonista per la serie tv musical Glee; Julie Bowen assente per tre anni di fila (e anche quest'anno) dopo aver vinto due Emmy con Modern Family a discapito di Sofía Vergara (da tre anni presente); Eva Longoria candidata come miglior attrice insieme alle altre tre colleghe di Desperate Housewives nell'anno in cui la serie era all'apice del successo, fortuna che non le ripiomberà mai più nella vita; Johnny Depp doppiamente candidato come miglior attore per le più grandi porcherie che la storia abbia mai prodotto: Alice In Wonderland e The Tourist, e quest'ultimo film, si dice a causa delle pressioni fatte in sala il giorno prima, venne nominato alla migliore pellicola comedy. Insomma, lontano dai fasti degli anni '90, quando La Sirenetta riusciva a scavalcare i film con le “persone vere” e prendere il Globo alla migliore pellicola musical, adesso i premi dati dalla Foreign Press Association accontentano i fan di Avatar, di The Social Network, e abbassano il capo di fronte a Kathryn Bigelow candidandola quest'anno dappertutto dopo averla ignorata due anni fa.
E ignorano, quest'anno, quest'anno che festeggiano il 70esimo, la colonna sonora di Beasts Of The Southern Wild e la maestria di Paul Thomas Anderson che vede il suo The Master candidato solo per gli attori. Ignorano l'Italia, senza Taviani per il Miglior Film Straniero (caso strano dato che ebbero il coraggio di nominare Baarìa con Gli Abbracci Spezzati nel 2009), ignorano la Romania di Cristian Mungiu, ignorano soprattutto Javier Bardem, che secondo i miei pronostici farà doppietta di Academy Awards per il suo ruolo in Skyfall. Ignorano, ahinoi, la regia di Michael Haneke e le interpretazioni dei suoi due magistrali, immensi, incredibili protagonisti.
Però candidato Il Pescatore Di Sogni, Taylor Swift e Adele e Jon Bon Jovi per la canzone originale, Meryl Streep per la cinquantesima volta, Richard Gere che ormai non ci ricordiamo più che faccia abbia e Quasi Amici al Film Straniero.
La cerimonia, che si terrà il prossimo 13 gennaio, sarà condotta dalla vincitrice (per il geniale 30 Rock) Tina Fey e dalla sua ex collega nel Saturday Night Live Amy Poehler (candidata per Parks & Recreation), insieme nella foto. Andrà in onda durante la nostra notte del 14 sulla NBC come ogni anno.
Le nominations per le categorie cinematografiche, di seguito e dopo l'interruzione, mentre per tutte le altre candidature televisive rimando al sito ufficiale.
Miglior Regia
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained
Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Quentin Tarantino per Django Unchained
Chris Terrio per Argo
Etichette:
Amour,
Argo,
De Rouille Et D'os,
Django Unchained,
Golden Globes 2013,
Il Pescatore Di Sogni,
L'orlo Argenteo Delle Nuvole,
Les Misérables,
Lincoln,
Moonrise Kingdom,
Quasi Amici,
Vita Di Pi,
Zero Dark Thirty
giovedì 13 dicembre 2012
Screen Actors Guild - nominations.
Quattro nominations in tutto per Maggie Smith: due per Marigold Hotel e due per Downtown Abbey; due singole e due al cast. Poi, due nominations per Nicole Kidman: una per The Paperboy e la pipì su Zac Efron, l'altra per Hemingway & Gellhorn, la miniserie della HBO sullo scrittore e la sua compagna.
Due nominations anche per i tre attori de L'orlo Argenteo Delle Nuvole, per due de Les Misérables, per tre di Lincoln.
Per il resto, è quasi tutto uguale alle nominations precedenti, solo che questi sono gli Screen Actors Guild Awards di cui il canale italiano E! manda in diretta il tappeto rosso perché stracolmo di attori e attrici tutti vestiti bene: sono, questi, i premi del Sindacato degli interpreti che si elogiano e si premiano compliando schedine in cui votano i propri colleghi. Ne fa parte anche Emmanuelle Riva che però, tu guarda, non è candidata (per Amour). Non è candidato nessuno straniero se non Marion Cotillard che giorno dopo giorno si avvicina sempre di più alla seconda nomination all'Oscar (che ha vinto per La Vie En Rose; il suo fu il terzo Oscar dato a una persona straniera per un film straniero dopo Sophia Loren con La Ciociara, Roberto Benigni con La Vita È Bella e prima di Jean Dujardin per The Artist).
Non ci sono Amy Adams, Quvenzhané Wallis, Leonardo DiCaprio e Christoph Waltz, gli attori di Moonrise Kingdom; ma ci sono un sacco di altri candidati per le serie, le miniserie e i film per la TV a cui rimando da questo link.
Dopo l'intervallo, tutti gli attori nominati per i 19esimi SAG Awards, che saranno assegnati domenica 27 gennaio a Los Angeles:
Miglior Cast in un Film
Argo
Ben Affleck, Alan Arkin, Kerry Biche, Kyle Chandler,
Rory Cochrane, Brian Cranston, Christopher Denham,
Tate Donova, Clea Duvall, Victor Garber, John Goodman,
Scoot McNairy, Chris Messina
Marigold Hotel
Judi Dench, Celia Imrie, Bill Nighy, Dev Patel, Ronald Pickup,
Maggie Smith, Tom Wilkinson, Penelope Wintoln
Les Misérables
Isabelle Allen, Samantha Barks, Sacha Baron Cohen,
Helena Bonham Carter, Russel Crowe, Anne Hathaway,
Daniel Huttlestone, Hugh Jackman, Eddie Redmayne,
Amanda Seyfried, Aaron Tveit, Colm Wilkinson
Lincoln
Daniel Day-Lewis, Sally Field, Joseph Gordon Levitt,
Hal Hollbrook, Tommy Lee Jones, James Spader, David Strathairn
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Bradley Cooper, Robert De Niro, Anupam Kher,
Jennifer Lawrence, Chris Tucker, Jaki Weaver
Etichette:
Argo,
De Rouille Et D'os,
L'orlo Argenteo Delle Nuvole,
Les Misérables,
Lincoln,
Maggie Smith,
Marigold Hotel,
Marion Cotillard,
Nicole Kidman,
SAG Awards,
The Paperboy
Critics' Choice - nominations.
La Broadcast Film Critics Association è l'organizzazione più vasta tra gli Stati Uniti e il Canada, che raccoglie più di 270 critici della televisione, della radio, del Web e del cinema. Ogni anno, nella branchia “Movie” celebra la migliore produzione della stagione con questi premi, e negli ultimi cinque anni il Miglior Film qui è stato anche il Miglior Film agli Oscar; in tutto, “hanno azzeccato” dieci volte su diciassette.
Perché questa è solo la 18esima edizione del premio, che si terrà il 10 gennaio in una cerimonia di due ore trasmessa sul CW Television Network.
Esiste, dentro a queste copiose nominations, un'altra lista di candidati, anzi più liste, divise in film d'azione, commedie, sci-fi/ horror, con rispettivi migliori attori eccetera; per questo motivo, posterò solo le categorie principali rimandando a questo sito, quello ufficiale della cerimonia, per l'elenco completo. Rimando anche alla possibilità di votare, per la prima volta, il Favorite Film Franchise, il Miglior Film “Da Cassetta”, senza bisogno di registrarsi né niente, senza limitarsi ai film di quest'anno, cliccando qui.
E ora le solite considerazioni sui candidati: Lincoln di Spielberg sbanca tutto e ottiene 13 nominations (film, attore, attrice non protagonista, attore non protagonista, cast, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco e colonna sonora) ma non lasciamoci impressionare: un po' è un dovere verso un regista che lentamente sta decadendo (per lavorare solo come produttore) un po' è il destino di tutti i filmoni americani in costume; infatti subito dopo c'è Les Misérables, con 11 candidature: film, attore, attrice non protagonista, cast, regia (per la prima volta), fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco, canzone originale (la solita Suddenly). La cosa curiosa è che al terzo posto tra i più nominati c'è una commedia, L'orlo Argenteo Delle Nuvole di David O. Russell (10 nominations) che qua era già andato bene con gli attori di The Fighter. Seguono: Vita Di Pi (9) e poi Argo, The Master e Skyfall (7).
Doppietta per la Francia che con Amour e Ruggine E Ossa occupa due posti sia nel Film Straniero che nell'Attrice Protagonista - una Marion Cotillard quest'anno totalmente ignorata eppure letteralmente gambizzata da questa interpretazione; ma nel Film Straniero c'è un terzo francese, Quasi Amici, che lascia poche speranze al danese A Royal Affair.
Categoria interessante perché poco nota è quella dell'Attore Emergente: Quvenzhané Wallis è super-favorita essendo anche tra le cinque migliori attrici, ma sicuramente Elle Fanning la batte in notorietà e Tom Holland in bravura.
La prima parte di nominations, dopo l'interruzione:
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Django Unchained
Vita Di Pi
Lincoln
The Master
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty
Etichette:
A Royal Affair,
Amour,
Argo,
Critics' Choice,
De Rouille Et D'os,
L'orlo Argenteo Delle Nuvole,
Les Misérables,
Lincoln,
Marion Cotillard,
Quasi Amici,
Quvenzhané Wallis,
Skyfall,
The Master,
Vita Di Pi
giovedì 6 dicembre 2012
Film Independent Spirit Awards - nominations.
Martedì scorso Anna Kendrick, Zoe Saldana e Common hanno dato le nominations, nel W Hotel di Hollywood, ai 28esimi Film Independent Spirit Awards, i premi del cinema indipendente statunitense che un tempo avevano la statuetta a forma di piramide con dentro delle stringe di scarpe e che adesso è banalmente un'aquilotto ad ali spiegate, che come ogni anno saranno consegnati nella cerimonia di premiazione un giorno prima degli Oscar (quest'anno il 23 febbraio).
A quanto pare, questo L'orlo Argenteo Delle Nuvole, nelle nostre sale addirittura il 7 marzo e in America già uscito, pare sia un capolavoro. Dietro ad esso, c'è il candidato all'Oscar (per The Fighter) David O. Russell che dopo quel film tutto botte e muscoletti s'è dato alla commedia riscuotendo immenso successo di critica, grazie anche all'attrice del momento, Jennifer Lawrence, e all'attore che le fa spalla, Bradley Cooper, entrambi candidati. Per Russel è la terza volta agli Spirit dopo l'esordio Spanking The Monkey del 1994 e Amori E Disastri del '96, e ci torna dopo aver avuto il Premio Speciale ai Gotham l'altra sera.
L'appena recensito Beasts Of The Southern Wild gli corre appresso per numero di nominations, insieme ai due compagni dei Gotham: Bernie e Moonrise Kingdom e ai minori Sound Of My Voice, The Loneliest Planet e soprattutto Middle Of Nowhere. Sono, nelle categorie principali, praticamente quasi tutte commedie, cosa che agli Oscar non succederebbe mai, fatta eccezione per il “dramma gay” (definizione che un regista non vorrebbe mai sentire) Keep The Lights On che da noi non uscirà mai - come il Weekend dell'anno scorso tanto tenero.
Ruby Sparks compare solo per la sceneggiatura della sua protagonista Zoe Kazan insieme all'appena uscito in Italia 7 Psicopatici - uscito in pochissime copie e città. L'israeliano La Sposa Promessa, Coppa Volpi a Venezia per il pesce lesso protagonista, stranamente compare come miglior esordio (sia alla regia che alla sceneggiatura) ma non tra i film stranieri, dove brilla l'Amour di Haneke, il Sister della Meier che è tanto piaciuto alla critica, Ruggine E Ossa che la Francia non ha mandato agli Oscar e C'era Una Volta In Anatolia, ormai roba vecchia, che ruba il posto al nostro Cesare Deve Morire.
Felicitazioni a Matthew McConaughey nel suo anno di grazia che, co-protagonista in Bernie, fa doppietta di nominations con Magic Mike e soprattutto col nostro amato Killer Joe.
Non lasciamoci ingannare dai nomi italiani di Laura Colella e Aurora Guerrero: sono la prima americana e la seconda ispanica. Candidate per i film fatti in povertà. Tutte le candidature dopo l'interruzione:
Miglior Film:
Beasts Of The Southern Wild
Bernie
Keep The Lights On
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Miglior Regia:
Wes Anderson per Moonrise Kingdom
Julia Loktev per The Loneliest Planet
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Ira Sachs per Keep The Lights On
Behn Zeitling per Beasts Of The Southern Wild
martedì 6 novembre 2012
British Independent Film Awards - nominations.
L'anno scorso aveva trionfato il meraviglioso Tyrannosaur prima che lo premiasse anche l'Orange Academy ai BAFTA, e gli altri quattro candidati insieme a quello erano film di tutto rispetto e di fama internazionale: We Need To Talk About Kevin era passato a Cannes, La Talpa a Venezia con Shame, e l'anno prima Il Discorso Del Re aveva pregustato l'antipasto degli Oscar.
Quest'anno - Marigold Hotel escluso - ci sono film di cui non abbiamo mai sentito parlare dai generi più disparati: l'horror Berberian Sound Studio, la commedia Sightseers, il documentario biografico su Frédéric Bourdin The imposer, e il film che al momento è il più quotato, il drammatico Broken, dell'ex attore di serie B Rufus Norris, con 9 nominations in tutto (film, regia, debutto alla regia, sceneggiatura, attore, due attori non protagonisti, attore emergente, colonna sonora). Ma per l'elenco completo dei candidati, rimando al sito ufficiale.
L'aspetto bizzarro di queste nominations ai 14esimi BIFA o British Independent Film Awards è che, essendo inglesi, considerano “stranieri” anche gli americani, e vediamo nominati: Beasts Of The Southern Wild (recitato in inglese), il documentario Searching For Sugar Man sul musicista Steven Segerman (recitato in inglese), il film dell'anno Amour franco-austriaco (recitato in francese), Ruggine E Ossa grande escluso dagli EFA (recitato in francese) e Il Sospetto, annunciato capolavoro a fine mese nelle nostre sale. Ancora un residuo dell'anno scorso: The Iron Lady, nominato per la tremenda sceneggiatura di Abi Morgan - autrice anche di Shame - e per l'attrice Meryl Streep che con quel ruolo ha ricevuto il terzo Oscar e se la deve vedere con la protagonista di Ginger & Rosa della brava Sally Potter (regista di Lezioni Di Tango).
I candidati sono:
Miglior Film Indipendente
Berberian Sound Studio di Peter Strickland
Broken di Rufus Norris
Sightseers di Ben Wheatley
Marigold Hotel di John Madden
The Imposer di Bart Layton
Miglior Regista
Brt Layton per The Imposer
Ben Wheatley per Sightseers
John Madden per Marigold Hotel
Peter Strickland per Berbian Sound Studio
Rufus Norris per Broken
Miglior Attrice
Alice Lowe in Sightseers
Andrea Risenborough in Shadow Dancer
Elle Fanning in Ginger & Rosa
Judi Dench in Marigold Hotel
Meryl Streep in The Iron Lady
Miglior Attore
Riz Ahmes in Ill Manors
Steve Oram in Sightseers
Terence Stamp in Song For Marion
Tim Roth in Broken
Toby Jones in Berberian Sound Studio
Miglior Attrice Non Protagonista
Alice Englert in Gigner & Rosa
Eileen Davies in Sightseers
Maggie Stmith in Marigold Hotel
Olivia Colman in Hyde Park On Hudson
Vanessa Redgrave in Song For Marion
Miglior Attore Non Protagonista
Billy Connolly in Quartet
Cillian Murphy in Broken
Domhnall Gleeson in Shadow Dancer
Rory Kinnear in Broken
Tom Wilkinson in Marigold Hotel
Miglior Film Straniero Indipendente
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia)
Beasts Of The Southern Wild di Benh Zeitlin (USA)
Un Sapore Di Ruggine E Ossa [De Rouille Et D'os] di Jacques Audiard (Francia)
Searching For Sugar Man di Malik Bendjelloul (Svezia/ UK)
Il Sospetto [Jagten] di Thomas Vinterberg (Danimarca)
sabato 3 novembre 2012
Louis-Delluc - candidati.
Il premio cinematografico più prestigioso di Francia (più addirittura dei César) si chiama Prix Louis Delluc (in onore del cineasta capostipite dell'arte francese) e sarà consegnato il prossimo 14 dicembre a Parigi. A scegliere il miglior film del Paese, una giuria presieduta da Gilles Jacob.
L'anno scorso è stato premiato il bel Miracolo A Le Havre del folle Aki Kaurismäki che poi non ottenne neanche la nomination all'Oscar e, per l'opera prima, l'anonimo Donoma. Quest'anno questa seconda categoria non c'è. E tra gli otto film candidati per la prima, ovviamente non compare Quasi Amici (che tanto si mormora arriverà ai più grossi premi americani).
Compaiono, invece, film usciti da tutti i festival. Innanzitutto, l'Amour di Haneke che odora di vittoria, insieme a Un Sapore Di Ruggine E Ossa e il visionario Holy Motors (che esce la prossima settimana negli USA e da noi probabilmente mai dato il visionario plot) che gli facevano compagnia a Cannes; i veneziani Après Mai (titolo internazionale poco azzeccato Something In The Air) e La Désintégration (il cui regista ha esordito, guarda un po', con un film che si chiamava L'amour); il berlinese Gli Addii Alla Regina già uscito in terra americana e ancora non previsto da noi, che racconta l'ennesima storia di Maria Antonietta (interpretata da Diane Kruger); 38 Témoins (letteralmente: “38 Testimoni”; titolo inglese: One Night) che ha aperto il Festival di Rotterdam.
Belvaux e la Lvovsky hanno già vinto questo premio, nel 2003, insieme parimerito, lei con Les Sentiments e lui con la trilogia Un Couple Épatant / Cavale / Après La Vie. Carax invece ha ottenuto il riconoscimento nel 1986 con Rosso Sangue (Mauvais Sang). Audiard, più recentemente, con l'osannato Il Profeta (2009). Per Haneke, che quasi mai gira film interamente in francese (lo scorso era tedesco e il precedente americano), sarebbe la prima volta.
Rimando alle recensioni, ove i titoli sono in blu, per scoprire chi ha la vittoria in pugno. Ricapitolando, i candidati al 59° Prix Louis Delluc sono:
38 Témoins di Lucas Belvaux
Amour di Michael Haneke
Après Mai di Olivier Assayas
Camille Redouble (Camille Rewinds) di Noémie Lvovsky
Un Sapore Di Ruggine E Ossa (De Rouille Et D'os) di Jacques Audiard
Holy Motors di Leo Carax
La Désintégration di Philippe Faucon
Les Adieux À La Reine di (Farewell, My Queen) di Benoît Jacquot
sabato 16 giugno 2012
Cannes65: De Rouille Et D'os
Un Sapore Di Ruggine E Ossa
De Rouille Et D'os, 2012, Francia, 120 minuti
Regia: Jacques AudiardSceneggiatura non originale: Jacques Audiard & Thomas Bidegain
Basata sul romanzo Ruggine E Ossa di Craig Davison (Einaudi)
Cast: Matthias Schoenaerts, Marion Cotillard, Yannick Choirat,
Jean-Michel Correia, Mourad Frarema, Bouli Lanners
Voto: 7.5/ 10
________________
Prima di questo film ci sono due capolavori di cui parlare: Il Profeta, dello stesso regista, Jacques Audiard, che nel 2009 venne candidato all'Oscar senza vincerlo (c'era, contro di lui, il pazzesco Nastro Bianco che neanche vinse), romanzo di formazione di un ragazzetto che arriva in carcere appena diciottenne e impara in quattro e quattr'otto a comandare tutti gli altri; e poi Bullhead, film belga di Michael R. Roskam che pure all'Oscar s'è candidato (quest'anno) e pure non ha vinto, con un'incredibile trama di vacche e ormoni e un'incredibile interpretazione di muscoli e silenzi di Matthias Schoenaerts - che di questo film è sommo interprete, molto più di Marion Cotillard che però compare prima di lui sulla locandina e nei titoli di coda.
Qui, lui si chiama Ali e il nome è una garanzia: campa con lavoretti sporadici tra i buttafuori e le security ma il vero guadagno gli arriverà, poi, dalle lotte clandestine a mani nude contro gli sconosciuti. Lei si chiama Stéphanie, si veste «come una puttana» quando va in discoteca (da sola) e ritorna a casa dal suo uomo col sangue che cola dal naso. Durante il giorno, muove le braccia e la testa in piscina per far saltare e volteggiare le orche, attrazione dell'acquaparco. Una sera lui spegne una rissa in cui lei è coinvolta, si fa prestare del ghiaccio, le lascia il numero. Non si sentiranno per molto tempo: lui, insieme a suo figlio, si trasferirà da sua sorella, dopo aver rubato il cibo dai cassonetti dei treni; lei si sveglierà in ospedale privata di metà gambe dopo un incidente con uno dei pesci. Inizierà questa storia non d'amore ma di complicità, di presenza, di messaggi. Dopo un inizio da drammone tremendo visto e rivisto, il film prende una bella piega comica a sfondo sessuale (è venuto giù il cinema dalle risate) perché quella della coppia diventerà scopamicizia inizialmente disinteressata, nel più alto dei realismi, fatta di messaggi che chiedono l'operatività dell'altro per un amplesso in cambio. Ma le donne, si sa come sono fatte, e lei inizia ad esserne coinvolta. Poi, quando crediamo che il film sia finito, semplicemente si sposta di set, e non finisce.
Buona prova di interpretazione per entrambi (sulla Cotillard non possiamo dire niente, eravamo convinti che ritirasse la Palma come miglior attrice) ma meno buona per la regia: sin dall'inizio vediamo queste brevi scene rallentate e incomprensibili, montate insieme per renderci qualcosa che non ci viene reso, qualche sensazione che non percepiamo, e la musica non aiuta per niente: qualche nota strappalacrime e poi Katy Perry, Lykke Li, presenze che ci sorprendono quando leggiamo, alla fine, Alexander Desplat. Dopo le trame incalzanti di Sulle Mie Labbra e Tutti I Battiti Del Mio Cuore, Audiard si concede l'introspezione di due personaggi a cui l'acqua ha tolto qualcosa, senza riuscirci - lei commenta la sua vita precedente ma non è credibile. Ad onor del vero, la scena dell'incidente è magistrale, pazzesca. Ma per il resto è tutto un inseguire le ombre e i dettagli degli attori, le lacrime, le mani.
Ma la pecca più grande è un'altra; non so se fosse già nel romanzo su cui si basa, Ruggine E Ossa, al secolo “un gusto di ruggine e di ossa” di Craig Davidson (qui il dettaglio), ma la metamorfosi di Marion in cattiva ragazza pappona delle mazzate illegali no, proprio no.
venerdì 18 maggio 2012
Cannes65 - giorno 2.
Accoglienza da lacrime agli occhi per De Rouille Et D'os, letteralmente “ruggine e ossa”, il film con cui Jacques Audiard aspira alla Palma d'Oro dopo averla sfiorata due anni fa per Il Profeta (Premio della Giuria), drammone su un'allevatrice di orche che rimane mutilata e un ragazzo-padre che tira pugni clandestinamente, interpretato da Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts (nella foto, da sinistra, col regista e il bambino che interpreta il figlio). La critica non è impazzita (come invece era successo per il film precedente) ma hanno tutti pianto per l'intensità della Cotillard in sedia a rotelle (e per i pettorali di lui, no?).
Oggi invece è il giorno dei nostrani: mentre Michele Placido cerca distributori per il suo nuovo poliziesco (recitato in francese ma con attori italiani, già ultimato), in concorso è stato mostrato Reality di Matteo Garrone, unico italiano in concorso, con l'ex detenuto Aniello Arena di cui non si fa altro che parlare (perché è bravissimo, il carcere fa evidentemente bene all'arte) che dopo una svariata serie di provini per il Grande Fratello inizia a credere che la sua vita sia sotto gli occhi della Mediaset e allora vende la pescheria di famiglia, smette il traffico illegale di elettrodomestici della moglie e fa il bravo per tutta Napoli. Alcuni urlano al prestigio altri alla presunzione: Garrone mostra quanto faccia male la televisione senza l'umiltà di Gomorra (altro Premio della Giuria a Cannes). Le musiche, udite udite, sono di Alexandre Desplat.
Altro pezzo di italianità è la presenza di Valentina Cervi nel film Au Galop di Louis-Do de Lencquesaing, per la Settimana della Critica.
Il secondo film in concorso di oggi è Paradise: Love di Ulrich Seidl, prima parte di una trilogia (chiamata Paradise) in cui si mischiano attori professionisti a gente della strada, inquadrature simmetriche e caos nei dialoghi. Un film come tanti.
Colori e musica per il tappeto rosso al passaggio del cast di Madagascar 3, ormai fissa presenza animata di tutti i festival, prima della serietà dei due film dell'Un Certain Regard. Il primo, Lawrence Anyways, è diretto dal ventiduenne mio coetaneo Xavier Dolan, canadese, già regista de Les Amours Imaginaires e attore, storia, questa, di un trentenne che il giorno del suo trentesimo compleanno decide di diventare donna - e si scontra con la scuola in cui insegna.
L'unica ovazione, finora, è stata per il film che ha aperto la Quinzaine des Réalisateurs, The We And The I, ritorno dietro la macchina da presa e sugli schermi di Michel Gondry, visionario e matto come pochi, che tra riprese amatoriali e salti temporali firma un film assolutamente privo di trama ma che si fa vedere in tutto il suo dinamismo, sul più noto ghetto di New York: il Bronx.
Etichette:
Cannes 2012,
De Rouille Et D'os,
Festival di Cannes,
Marion Cotillard,
Matthias Schoenaerts,
Michel Gondry,
Paradise Love,
The We And The I,
Ulrich Seidl,
Xavier Dolan
Iscriviti a:
Post (Atom)










