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venerdì 21 dicembre 2012
Oscar 2013 - il film straniero.
È con le lacrime agli occhi che scrivo.
Neanche quest'anno l'Italia riesce ad arrivare alla cinquina del Miglior Film Straniero; c'era andata vicina, nel 2007, con La Sconosciuta di Tornatore (capolavoro indiscusso del regista), dopo che nel 2005 era riuscita ad ottenere addirittura una nomination, per un'ubriacatura della giuria, grazie a La Bestia Nel Cuore, che fu battuta da Tsotsi, dopo che nel 1998 Benigni fece arraffatutto con La Vita È Bella, portando alla statuetta anche Nicola Piovani. Quello fu il nostro ultimo Oscar, il decimo ufficiale dal '56 (anno in cui la categoria fu istituita; prima di allora venivano assegnati dei premi onorari che De Sica e Clément hanno ottenuto con Sciuscià, Ladri Di Biciclette e Le Mura Di Malapaga). Noi, che siamo stati i primi a vincere questo premio. Noi che siamo stati anche i secondi. Che abbiamo record di candidature. Che abbiamo avuto due attori vittoriosi per un film in lingua straniera. Che adesso siamo stati raggiungi, in questo record, da una rinata Francia, capace l'anno scorso di scavalcare la categoria “minore” e portare The Artist dritto dritto al Miglior Film. E quest'anno scendono di nuovo in campo: Quasi Amici, come previsto, è tra le nove pellicole appena annunciate tra cui l'Academy il 10 gennaio sceglierà i cinque candidati al Miglior Film Straniero 2013.
Gli fanno compagnia, con immenso diritto, i capolavori Amour e Oltre Le Colline, insieme a Sister della Meier, il canadese Rebelle (quarto film in lingua francese, quindi), il cileno No con Gael García Bernal e a sorpresa un trittico di nordici: l'islandese The Deep, il norvegese Kon-Tiki e il danese A Royal Affair, epopee storiche (su una zattera in pieno oceano, sui reali di Danimarca) che non hanno niente a che vedere col nostro incredibile Cesare.
Sono fuori anche À Perdre La Raison, Barbara, La Sposa Promessa, Después De Lucía e Pietà. E se neanche quest'anno, con un film così potente e originale ce l'abbiamo fatta, non vedo in cosa sperare ancora.
Amour di Michael Haneke (Austria)
Rebelle [War Witch] di Kim Nguyen (Canada)
No di Pablo Larraín (Cile)
A Royal Affair [En Kongelig Affære] di Nikolaj Arcel (Danimarca)
Quasi Amici di Olivier Nakache & Eric Toledano (Francia)
The Deep [Djúpio] di Baltsar Kormákur (Islanda)
Kon-Tiki di Joachim Rønnig & Espen Sandberg (Norvegia)
Oltre Le Colline di Cristian Mungiu (Romania)
Sister [L'enfant D'en Haut] di Ursula Meier (Svizzera)
Satellite Awards - vincitori.
Mai come quest'anno c'è stata tutta questa confusione. Dopo che gli americani hanno premiato e ripremiato Zero Dark Thirty della Bigelow, ecco che L'orlo Argenteo Delle Nuvole prende il sopravvento: candidato e nominato dappertutto, finora non era riuscito nella botta. Ai Satellite 2012 sì: vince il Miglior Film, la Migliore Regia, entrambi gli Attori e il Montaggio. Lascia alla concorrenza la Sceneggiatura Non Originale (primo premio per Vita Di Pi, appena uscito nelle nostre sale, che è stato definito dai giornali italiani «il nuovo Avatar») (mentre la Sceneggiatura Originale è di Mark Boal, compare della Bigelow, che dà l'unico premio al film su Bin Laden) e l'Attore Non Protagonista Robert De Niro che si piega davanti alla matta performance di Javier Bardem, annunciato da me come futuro e di-nuovo vincitore dell'Oscar per questa stessa categoria (ha vinto per Non È Un Paese Per Vecchi dopo la nomination per Prima Che Sia Notte e prima di Biutiful).
Per L'orlo è un buon auspicio, ma non dimentichiamo che l'anno scorso successe lo stesso a Drive, film cult tra un certo pubblico, che sbancò tra Film, Attori, Regista eccetera e poi ottenne l'unica nomination all'Oscar per il sonoro.
Ne esce abbastanza soddisfatto anche Les Misérables, che prende l'Attrice di Supporto, la Canzone (tolta quindi alla super-favorita Adele), il Sonoro e il Cast. Mentre a bocca asciutta restano The Sessions, Moonrise Kingdom, The Master. Vengono messi sullo stesso piano i film stranieri Quasi Amici e Pietà, il primo banalissimo prodotto del mercato francese e l'altro altissima introspezione criminale per uno strozzino coreano che ritrova la madre vendicativa dopo anni di silenzio, Leone d'Oro a Venezia 2012. Svanisce quindi la nostra – per ora unica – occasione di vedere trionfanti i fratelli Taviani. Mentre Le 5 Leggende scavalca il mio Ralph e il bel ParaNorman.
Tutti i vincitori e il resto dei candidati, soprattutto per le nominations televisive, sono qui, nella pagina del sito ufficiale della cerimonia. Dopo il salto, tutte le categorie cinematografiche e i premi aggiuntivi.
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
Le 5 Leggende (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)
Miglior Film Straniero
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia)
A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca/ Svezia)
Quasi Amici di Olivier Nakache & Éric Toledano (Francia)
À Perdre La Raison [Our Children] di Joachim Lafosse (Belgio/ Francia)
Kon-Tiki di Joachim Rønning (Norvegia)
Pietà di Kim Ki-duk (Corea del Sud)
Oltre Le Colline di Cristian Mungiu (Romania)
Rebelle [War Witch] di Kim Nguyen (Canada)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)
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venerdì 14 dicembre 2012
Golden Globes 2013 - nominations.
La fama dei Golden Globes è inversamente proporzionale alla sua dignità: col passare degli anni è diventata la cerimonia del popolo, ma del popolo più vasto, al punto che detiene il primato per la migliore serata condotta l'anno scorso (da Ricky Gervais) e il numero più alto di premi ridicoli assegnati - per non parlare di quelli non dati.
Chris Colfer miglior attore non protagonista per la serie tv musical Glee; Julie Bowen assente per tre anni di fila (e anche quest'anno) dopo aver vinto due Emmy con Modern Family a discapito di Sofía Vergara (da tre anni presente); Eva Longoria candidata come miglior attrice insieme alle altre tre colleghe di Desperate Housewives nell'anno in cui la serie era all'apice del successo, fortuna che non le ripiomberà mai più nella vita; Johnny Depp doppiamente candidato come miglior attore per le più grandi porcherie che la storia abbia mai prodotto: Alice In Wonderland e The Tourist, e quest'ultimo film, si dice a causa delle pressioni fatte in sala il giorno prima, venne nominato alla migliore pellicola comedy. Insomma, lontano dai fasti degli anni '90, quando La Sirenetta riusciva a scavalcare i film con le “persone vere” e prendere il Globo alla migliore pellicola musical, adesso i premi dati dalla Foreign Press Association accontentano i fan di Avatar, di The Social Network, e abbassano il capo di fronte a Kathryn Bigelow candidandola quest'anno dappertutto dopo averla ignorata due anni fa.
E ignorano, quest'anno, quest'anno che festeggiano il 70esimo, la colonna sonora di Beasts Of The Southern Wild e la maestria di Paul Thomas Anderson che vede il suo The Master candidato solo per gli attori. Ignorano l'Italia, senza Taviani per il Miglior Film Straniero (caso strano dato che ebbero il coraggio di nominare Baarìa con Gli Abbracci Spezzati nel 2009), ignorano la Romania di Cristian Mungiu, ignorano soprattutto Javier Bardem, che secondo i miei pronostici farà doppietta di Academy Awards per il suo ruolo in Skyfall. Ignorano, ahinoi, la regia di Michael Haneke e le interpretazioni dei suoi due magistrali, immensi, incredibili protagonisti.
Però candidato Il Pescatore Di Sogni, Taylor Swift e Adele e Jon Bon Jovi per la canzone originale, Meryl Streep per la cinquantesima volta, Richard Gere che ormai non ci ricordiamo più che faccia abbia e Quasi Amici al Film Straniero.
La cerimonia, che si terrà il prossimo 13 gennaio, sarà condotta dalla vincitrice (per il geniale 30 Rock) Tina Fey e dalla sua ex collega nel Saturday Night Live Amy Poehler (candidata per Parks & Recreation), insieme nella foto. Andrà in onda durante la nostra notte del 14 sulla NBC come ogni anno.
Le nominations per le categorie cinematografiche, di seguito e dopo l'interruzione, mentre per tutte le altre candidature televisive rimando al sito ufficiale.
Miglior Regia
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained
Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Quentin Tarantino per Django Unchained
Chris Terrio per Argo
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giovedì 13 dicembre 2012
Critics' Choice - nominations.
La Broadcast Film Critics Association è l'organizzazione più vasta tra gli Stati Uniti e il Canada, che raccoglie più di 270 critici della televisione, della radio, del Web e del cinema. Ogni anno, nella branchia “Movie” celebra la migliore produzione della stagione con questi premi, e negli ultimi cinque anni il Miglior Film qui è stato anche il Miglior Film agli Oscar; in tutto, “hanno azzeccato” dieci volte su diciassette.
Perché questa è solo la 18esima edizione del premio, che si terrà il 10 gennaio in una cerimonia di due ore trasmessa sul CW Television Network.
Esiste, dentro a queste copiose nominations, un'altra lista di candidati, anzi più liste, divise in film d'azione, commedie, sci-fi/ horror, con rispettivi migliori attori eccetera; per questo motivo, posterò solo le categorie principali rimandando a questo sito, quello ufficiale della cerimonia, per l'elenco completo. Rimando anche alla possibilità di votare, per la prima volta, il Favorite Film Franchise, il Miglior Film “Da Cassetta”, senza bisogno di registrarsi né niente, senza limitarsi ai film di quest'anno, cliccando qui.
E ora le solite considerazioni sui candidati: Lincoln di Spielberg sbanca tutto e ottiene 13 nominations (film, attore, attrice non protagonista, attore non protagonista, cast, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco e colonna sonora) ma non lasciamoci impressionare: un po' è un dovere verso un regista che lentamente sta decadendo (per lavorare solo come produttore) un po' è il destino di tutti i filmoni americani in costume; infatti subito dopo c'è Les Misérables, con 11 candidature: film, attore, attrice non protagonista, cast, regia (per la prima volta), fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco, canzone originale (la solita Suddenly). La cosa curiosa è che al terzo posto tra i più nominati c'è una commedia, L'orlo Argenteo Delle Nuvole di David O. Russell (10 nominations) che qua era già andato bene con gli attori di The Fighter. Seguono: Vita Di Pi (9) e poi Argo, The Master e Skyfall (7).
Doppietta per la Francia che con Amour e Ruggine E Ossa occupa due posti sia nel Film Straniero che nell'Attrice Protagonista - una Marion Cotillard quest'anno totalmente ignorata eppure letteralmente gambizzata da questa interpretazione; ma nel Film Straniero c'è un terzo francese, Quasi Amici, che lascia poche speranze al danese A Royal Affair.
Categoria interessante perché poco nota è quella dell'Attore Emergente: Quvenzhané Wallis è super-favorita essendo anche tra le cinque migliori attrici, ma sicuramente Elle Fanning la batte in notorietà e Tom Holland in bravura.
La prima parte di nominations, dopo l'interruzione:
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Django Unchained
Vita Di Pi
Lincoln
The Master
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty
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domenica 9 dicembre 2012
Satellite Awars - nominations
Giunti alla 17esima edizione, i Satellite Awards sono i premi assegnati dalla stampa internazionale americana (IPA: International Press Academy) che ogni anno dal '96 ad oggi precedono di poco le candidature ai Golden Globes e iniziano così un primo pronostico per quello che verrà decretato il meglio della stagione televisiva e cinematografica appena conclusasi.
Cominciamo a ritrovare sempre gli stessi film nelle stesse categorie: L'orlo Argenteo Delle Nuvole fa incetta di nominations grasse (7) dal film alla regia alla sceneggiatura passando per entrambi gli attori protagonisti, il non protagonista e il montaggio. Ancora meglio va a Les Misérables: 9 candidature in tutto, tutte tra le interpretative (due attrici non protagoniste, un attore, un attore non protagonista) e quelle artistiche (costumi, scene, canzone) e un premio già ottenuto, quello al cast. Si discosta di poco Lincoln (8), valutato meglio a livello cinematografico perché di Spielberg e quindi candidato anche alla regia ma pure lui, essendo in costume, riesce ad entrare nella rosa tecnico-artistica. Insieme a The Master (4), che è in costume solo per poco, e a due stranieri: Les Adieux À La Reine che ha aperto lo scorso Festival di Berlino e al danese A Royal Affair di cui parleremo a breve, candidato anche al Miglior Film Straniero con: l'ovvia Palma d'Oro Amour, il Leone veneziano Pietà, il bel Oltre Le Colline, i festivalieri Rebelle e À Perdre La Raison e soprattutto il nostro Cesare Deve Morire. Compare anche una cosa mai sentita, Kon-Tiki, dalla Svezia con furore, nominato anche per il sonoro, e poi il tremendo Quasi Amici che non si sa come se ne sta anche tra i migliori attori con Omar Sy e alla sceneggiatura originale. L'anno dei candidati non anglofoni: Emmanuelle Riva è tra le migliori attrici insieme alla sconosciuta Hélène Florént già premiata per Café De Flore e Kim Ki-duk è tra i migliori registi e tra i migliori sceneggiatori senza, incredibilmente, Michael Haneke.
Ottengono consensi soprattutto tecnici anche Flight, Vita Di Pi e Skyfall, con questa candidatura per Adele come previsto. Sono presenti al solito Moonrise Kingdom (2 nominations), Zero Dark Thirty (5 nominations), Beasts Of The Southern Wild (3) e grazie a Dio The Sessions (6), commedia amara con due attori straordinari e una locandina geniale.
I premi saranno assegnati il 13 gennaio.
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
Le 5 Leggende (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)
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lunedì 5 novembre 2012
European Film Awards - nominations.
La trovata bizzarra degli EFA, gli European Film Awards assegnati ogni anno il primo sabato di dicembre dalla European Film Academy, è che organizzano una cerimonia girovaga, che ogni anno dispari torna a Berlino, sede della giuria, e ogni anno pari tocca un'altra capitale. Quest'anno, ché il 12 è pari, è la volta di Malta, e i premi saranno consegnati il prossimo 1 dicembre - mentre le nominations sono state annunciate dal Festival del Cinema Europeo di Siviglia due giorni fa.
Ai candidati ufficiali, ora, si sono aggiunti i titoli che potranno essere premiati dal pubblico (novità del 2006 che si basa quasi esclusivamente sugli incassi), dove vediamo segregati il povero John Madden, Phyllida Lloid, Lasse Hallstrom, tutti (ex) grandi nomi, insieme ai residui dell'anno scorso The Artist e In Darkness (nomination all'Oscar per il miglior film straniero, Polonia) e il futuro vincitore - di questa categoria e questa soltanto, spero: Quasi Amici.
Un sacco di residuati anche nelle categorie più grasse: Shame, buona prova di regia per uno Steve McQueen che era stato più bravo in Hunger (ma da noi in Italia i film sono usciti al contrario); La Talpa di Alfredson che era passato a Venezia l'anno scorso e ai successivi BAFTA e Oscar; C'era Una Volta In Anatolia, miglior regia allo scorso Cannes; Carnage, che riconferma l'amore per questi giurati per Polanski (vinse il Miglior Film con L'uomo Nell'ombra che abbiamo visto in dieci) e per Kate Winslet, unica nominata di un cast meraviglioso; il Faust tanto osannato al Lido 2011 e poi presto dimenticato.
Ma la notizia più importante è che: siamo nella cinquina dei migliori film! Cesare Deve Morire dei maestri Paolo & Vittorio Taviani prosegue la sua corsa verso gli Academy e ci porta nelle categorie più importanti (non succedeva dal 2008, quando eravamo candidati al miglior film sia con Il Divo che con Gomorra, e con quest'ultimo vincemmo) (precedentemente, era il 2001 con La Stanza Del Figlio) e cioè quella del film, la regia, il montaggio e il premio del pubblico. Certo, in tutte queste categorie (e in altre tre) c'è il capolavoro dell'anno, Amour, che ha tutto il diritto di vincere tutto - vuoi vedere che un altro film francese gli toglie il premio all'attore?
Altra pellicola pluri-nominata è Il Sospetto che si appresta a uscire nelle nostre sale, regia di Thomas Vinterberg (quello-di-Festen) che ha ottenuto il premio al miglior attore a Cannes e ha buone speranze di rifarcela; mentre un film a sorpresa non pluri-nominato è Oltre Le Colline: dopo la vittoria con 4 Mesi, Mungiu si deve accontentare della candidatura alla sceneggiatura, e a nemmeno quella per le attrici. Manca anche Sister della Meier e a sorpresa c'è Paradise: Love di Seidl con la sua incredibile (e coraggiosa) protagonista Margarethe Tiesel.
C'è ancora un altro italiano, anche se il candidato è francese: le musiche del multi-etnico Io Sono Li (titolo inglese splendido: Shun Li And The Poet). E due altre proposte straniere per i prossimi Oscar: A Royal Affair di Nikolaj Arcel e il piccolo Kauwboy di Boudewijn Koole che abbiamo da poco recensito.
Miglior Film
Ai candidati ufficiali, ora, si sono aggiunti i titoli che potranno essere premiati dal pubblico (novità del 2006 che si basa quasi esclusivamente sugli incassi), dove vediamo segregati il povero John Madden, Phyllida Lloid, Lasse Hallstrom, tutti (ex) grandi nomi, insieme ai residui dell'anno scorso The Artist e In Darkness (nomination all'Oscar per il miglior film straniero, Polonia) e il futuro vincitore - di questa categoria e questa soltanto, spero: Quasi Amici.
Un sacco di residuati anche nelle categorie più grasse: Shame, buona prova di regia per uno Steve McQueen che era stato più bravo in Hunger (ma da noi in Italia i film sono usciti al contrario); La Talpa di Alfredson che era passato a Venezia l'anno scorso e ai successivi BAFTA e Oscar; C'era Una Volta In Anatolia, miglior regia allo scorso Cannes; Carnage, che riconferma l'amore per questi giurati per Polanski (vinse il Miglior Film con L'uomo Nell'ombra che abbiamo visto in dieci) e per Kate Winslet, unica nominata di un cast meraviglioso; il Faust tanto osannato al Lido 2011 e poi presto dimenticato.
Ma la notizia più importante è che: siamo nella cinquina dei migliori film! Cesare Deve Morire dei maestri Paolo & Vittorio Taviani prosegue la sua corsa verso gli Academy e ci porta nelle categorie più importanti (non succedeva dal 2008, quando eravamo candidati al miglior film sia con Il Divo che con Gomorra, e con quest'ultimo vincemmo) (precedentemente, era il 2001 con La Stanza Del Figlio) e cioè quella del film, la regia, il montaggio e il premio del pubblico. Certo, in tutte queste categorie (e in altre tre) c'è il capolavoro dell'anno, Amour, che ha tutto il diritto di vincere tutto - vuoi vedere che un altro film francese gli toglie il premio all'attore?
Altra pellicola pluri-nominata è Il Sospetto che si appresta a uscire nelle nostre sale, regia di Thomas Vinterberg (quello-di-Festen) che ha ottenuto il premio al miglior attore a Cannes e ha buone speranze di rifarcela; mentre un film a sorpresa non pluri-nominato è Oltre Le Colline: dopo la vittoria con 4 Mesi, Mungiu si deve accontentare della candidatura alla sceneggiatura, e a nemmeno quella per le attrici. Manca anche Sister della Meier e a sorpresa c'è Paradise: Love di Seidl con la sua incredibile (e coraggiosa) protagonista Margarethe Tiesel.
C'è ancora un altro italiano, anche se il candidato è francese: le musiche del multi-etnico Io Sono Li (titolo inglese splendido: Shun Li And The Poet). E due altre proposte straniere per i prossimi Oscar: A Royal Affair di Nikolaj Arcel e il piccolo Kauwboy di Boudewijn Koole che abbiamo da poco recensito.
Miglior Film
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia/ Germania)
Barbara di Christian Petzold (Germania)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)
Quasi Amici [Intouchables] di Olivier Nakache & Eric Toledano (Francia)
Il Sospetto [Jagten] di Thomas Vinterberg (Danimarca)
Shame di Steve McQueen (UK)
Miglior Regista
Nuri Bilge Ceylan per C'era Una Volta In Anatolia
Michael Haneke per Amour
Steve McQueen per Shame
Paolo & Vittorio Taviani per Cesare Deve Morire
Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Miglior Attrice
Emile Dequenne in A Perdre La Raison
Nina Hoss in Barbara
Emmanuelle Riva in Amour
Margarethe Tiesel in Paradise: Love
Kate Winslet in Carnage
Miglior Attore
François Cluzet & Omar Sy in Quasi Amici [Intouchables]
Michael Fassbender in Shame
Mads Mikkelsen in Il Sospetto [Jagten]
Gary Oldman in La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Jean-Louis Trintignant in Amour
Migliore Sceneggiatore
Michael Haneke per Amour
Tobias Lindholm & Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Cristian Mungiu per Oltre Le Colline
Olivier Nakache & Eric Toledano per Quasi Amici [Intouchable]
Roman Polanski & Yasmina Reza per Carnage
Miglior Direttore Della Fotografia
Sean Bobbitt per Shame
Bruno Delbonnel per Faust
Darius Khondji per Amour
Gokhan Tiryaki per C'era Una Volta In Anatolia
Hoyte van Hoytema per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
Miglior Montatore
Janus Billeskov Jansen & Anne Osterud per Il Sospetto [Jagten]
Roberto Perpignani per Cesare Deve Morire
Joe Walker per Shame
Miglior Scenografia
Maria Djurkovic per La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Niel Sejer per A Royal Affaire
Elena Zhukova per Faust
Miglior Compositore
Cyrille Aufort & Gabriel Yared per A Royal Affaire
François Couturier per Io Sono Li
George Fenton per The Angels' Share
Alberto Iglesias per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
People's Choice Award per il Miglior Film
The Artist di Michel Hazanavicius
Barbara di Cristian Petzold
Marigold Hotel di John Madden
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani
Come As You Are [Hasta La Vista] di Geoffrey Enthoven
Headhunters di Morten Tyldum
In Darkness di Agnieszka Holland
The Iron Lady di Phyllida Lloid
Il Pescatore Di Sogni di Lasse Hallstrom
Shame di Steve McQueen
La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy] di Thomas Alfredson
Quasi Amici [Intouchables] di Olivier Nakache & Eric Toledano
Miglior Regista
Nuri Bilge Ceylan per C'era Una Volta In Anatolia
Michael Haneke per Amour
Steve McQueen per Shame
Paolo & Vittorio Taviani per Cesare Deve Morire
Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Miglior Attrice
Emile Dequenne in A Perdre La Raison
Nina Hoss in Barbara
Emmanuelle Riva in Amour
Margarethe Tiesel in Paradise: Love
Kate Winslet in Carnage
Miglior Attore
François Cluzet & Omar Sy in Quasi Amici [Intouchables]
Michael Fassbender in Shame
Mads Mikkelsen in Il Sospetto [Jagten]
Gary Oldman in La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Jean-Louis Trintignant in Amour
Migliore Sceneggiatore
Michael Haneke per Amour
Tobias Lindholm & Thomas Vinterberg per Il Sospetto [Jagten]
Cristian Mungiu per Oltre Le Colline
Olivier Nakache & Eric Toledano per Quasi Amici [Intouchable]
Roman Polanski & Yasmina Reza per Carnage
Miglior Direttore Della Fotografia
Sean Bobbitt per Shame
Bruno Delbonnel per Faust
Darius Khondji per Amour
Gokhan Tiryaki per C'era Una Volta In Anatolia
Hoyte van Hoytema per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
Miglior Montatore
Janus Billeskov Jansen & Anne Osterud per Il Sospetto [Jagten]
Roberto Perpignani per Cesare Deve Morire
Joe Walker per Shame
Miglior Scenografia
Maria Djurkovic per La Talpa [Tinker Tailor Soldier Spy]
Niel Sejer per A Royal Affaire
Elena Zhukova per Faust
Miglior Compositore
Cyrille Aufort & Gabriel Yared per A Royal Affaire
François Couturier per Io Sono Li
George Fenton per The Angels' Share
Alberto Iglesias per La Talpa [Tinker Taylor Soldier Spy]
People's Choice Award per il Miglior Film
The Artist di Michel Hazanavicius
Barbara di Cristian Petzold
Marigold Hotel di John Madden
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani
Come As You Are [Hasta La Vista] di Geoffrey Enthoven
Headhunters di Morten Tyldum
In Darkness di Agnieszka Holland
The Iron Lady di Phyllida Lloid
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Shame di Steve McQueen
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giovedì 4 ottobre 2012
i film stranieri/ 1.
Cesare Deve Morire entra ufficialmente nelle liste di tutto il mondo (tipo questa) e diventa il cinquantacinquesimo film scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar 2013 (escludendo i dieci anni, dal '47 al '56 in cui furono consegnati annualmente premi onorari, e che vincemmo con Siuscià, Ladri Di Biciclette e Le Mura Di Malapaga). Si tratta della seconda corsa alla statuetta per Paolo e Vittorio Taviani, che nel 1982 vennero scelti con La Notte Di San Lorenzo (Premio Speciale della Giuria a Cannes) ma non furono candidati. Speriamo che, quest'anno, l'Orso d'Oro vinto a Berlino gli porti bene, sulla scia della vittoria dell'anno scorso del capolavoro Una Separazione - e raramente è “il capolavoro” che vince l'Oscar. A proposito di Iran, vittorioso un anno fa, quest'anno lo Stato ha deciso di non partecipare alla gara: il ministro della cultura Mohammad ha optato per il boicottaggio (e la partecipazione a un festival locale) accusando l'Academy di non essere intervenuta nella diffusione del trailer di Innocence Of Muslims, film americano girato in terra americana (a Hollywood) che sarebbe «blasfemo verso il profeta dell'Islam», e sarebbe stato diretto da tale Alan Roberts, ex regista pornografico.
Un anno senza Iran, ma un anno ancora con la Francia. Dopo la tranquillità con cui mandarono La Guerra È Dichiarata l'anno scorso, totalmente a caso, agli 84esimi Academy Awards, tranquilli che tanto c'era The Artist a fare piazza pulita in tutte le categorie, quest'anno ci riprovano (e mi chiedo perché non ci abbiano provato con Piccole Bugie Tra Amici) mandando dalla ruffiana strada del film straniero Quasi Amici (titolo originale: Intouchables) (titolo americano: The Intouchables), film-evento-campione di incassi-record mondiali-vette raggiunte-parole spese, a cui abbiamo regalato pure un David di Donatello, il film «più visto di sempre in Francia dopo Amélie», il film «francese più visto in Italia dal 1997», il film «non in lingua inglese che ha incassato di più nel mondo subito dopo La Città Incantata». Parentesi: alla fiaba del ricco e del povero piaciuta tanto ai francofoli e non, la critica estera e non dà un voto medio di 5.7 su 10 (io avevo arrotondato quasi a sei e mezzo, quanta bontà) mentre il pubblico esagera con 8.3. Dove sta il problema? Il distributore americano Harvey Weinstein ha dichiarato: «mi piacerebbe se Quasi Amici si candidasse anche all'Oscar per il miglior film». Anche solo l'idea mi fa rabbrividire ma a 'sto mondo tutto po' esse.
Troviamo, in questa prima parte dell'infinita lista di film stranieri che sono stati mandati a lottare per la candidatura di gennaio di nove pellicole e successivamente quella di febbraio, la Palma d'Oro Amour, forse il più bel film dell'anno, che meriterebbe la statuetta a entrambi gli attori, la regia, la sceneggiatura. Ma una giustizia non esiste.
Troviamo, poi, le migliori attrici del veneziano Fill The Void appena recensito, del berlinese Rebelle e di À Perdre La Raison (Un Certain Regard a Cannes), e i pluri-premiati film, il tedesco Barbara e il cileno No con Gabriel García Bernal.
Afghanistan: Syngue Sabour (The Patience Stone) di Atiq Rahimi
Albania: Pharmakon di Joni Shanaj
Algeria: Zabana! di Saïd Ould Khelifa
Argentina: Infancia Clandestina (Clandestine Childhood) di Benjamín Ávila
Armenia: If Onlfy Everyone di Nataliya Belyauskene
Australia: Lore di Cate Shortland
Austria: Amour (Love) di Michel Haneke
Azerbaijan: Buta di Ilgar Najaf
Bangladesh: Ghetuputra Komola (Pleasure Boy Kamola) di Humayun Ahmed
Belgio: À Perdre La Raison (Our Children) di Joachime Lafosse
Bosnia Erzegovina: Djeca (Children Of Sarajevo) di Aida Begic
Brasile: O Palhaço (The Clown) di Selton Mello
Bulgaria: Kecove (Sneakers) di Ivan Vladimirov & Valeri Yordanov
Cambogia: Lost Loves di Chhay Bora
Canada: Rebelle (War Witch) di Kim Nguyen
Cile: No di Pablo Larraín
Cina: Caught In The Web di Chen Kaige
Colombia: El Cartel De Los Sapos di Carlos Moreno
Croazia: Ljudozer Vegetarijanac (Cannibal Vegetarian) di Branca Schmidta
Repubblica Ceca: Vé Stínu (In The Shadow Of The Horse) di David Ondricek
Danimarca: En Kongelig Affære (A Royal Affair) di Nikolaj Arcel
Repubblica Dominicana: Jaque Mate (Check-Mate) di José María Cabral
Estonia: Seenlkäik (Mushrooming) di Toomas Hussar
Finlandia: Puhdistus (Purge) di Antti Jokinen
Francia: Intouchables (Quasi Amici) di Olivier Nakache & Eric Toledano
Georgia: Keep Smiling di Rusudan Chkonia
Germania: Barbara di Christian Petzold
Grecia: Adikos Kosmos (Unfair World) di Filippos Tsitos
Groenlandia: Inuk di Mike Magidson
Hong Kong: Duo Mingjin (Life Without Principle) di Jonnie To
Ungheria: Csak A Szél (Just The Wind) di Benedek Fliegauf
Islanda: Djúpiõ (The Deep) di Balstar Kormákur
India: Barfi! di Anurag Basu
Indonesia: Sang Penari (The Dancer) di Ifa Isfansyah
Israele: Lemale Et Ha'Chalal (Fill The Void) di Rama Burshtein
Italia: Cesare Deve Morire (Cæsar Must Die) di Paolo & Vittorio Taviani
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