lunedì 4 giugno 2012

degli alberi.





Lorax, Il Guardiano Della Foresta
Dr. Seuss' The Lorax, 2012, USA, 86 minuti
Regia: Chris Renaud & Kyle Balda
Sceneggiatura non originale: Ken Duario & Cinco Paul
Basata sul libro The Lorax del Dr. Seuss
Voci originali: Zac Efron, Danny DeVito, Ed Helds, Taylor Swift,
Betty White, Rob Riggle, Jenny Slate
Voci italiane: Alessandro Ward, Danny DeVito, Marco Mengoni,
Rossa Caputo, Rita Savagnone, Alessandro Budroni
Voto: 7/ 10
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In una cittadina post-moderna di nome Thneedville dove tutto è finto - dall'erba dei pavimenti verdi alle case e quasi anche le persone - vive e comanda il signor O'Hara, ometto dal bizzarro taglio di capelli, che vende bottiglie piene di aria fresca alla popolazione privata della fotosintesi clorofilliana (ma ignara di questa privazione) tramite uno spot che ci ricorda una ben famosa gomma da masticare. Sempre circondato dai suoi scagnozzi, il signor O'Hara ha occhi dovunque, telecamere dovunque, lui sa vede mosse di chiunque, perché nessuno ha il permesso di oltrepassare i confini della fintissima cittadina: esattamente come in The Truman Show, la città finisce con alte muraglie impercettibili a chi c'è dentro. E in questo paesotto c'è Ted, ragazzino buono d'animo e gentile come gran parte dei protagonisti, che per amore di una rossa smilza si caccia in un impiccio: lei vorrebbe tantissimo vedere dal vivo un albero vero (di cui hanno memoria i vecchietti della zona) perché insoddisfatta di quelli artificiali (programmati per essere autunnali, invernali, estivi e disco). Ted, che ha una mamma che amiamo e una nonna cliché, sale sul suo motorino fluttuante pieno di fiamme sul muso come nelle Hotwheels e raggiunge la catapecchia di una tale Once-ler, personaggio che, si dice, conserva l'ultimo seme di albero vero, e questo, da dietro alla sua sbarrata finestra, gli racconta in due puntate la sua storia, da quando era un ragazzotto sfigato a quando è diventato ricco sfondato tagliando tutti gli alberi della contea per usarne il pelo (sono alberi senza foglie ma con batuffoli in cima).
In tutto questo, il Lorax del titolo compare al minuto 20' e se ne va dopo meno di un'ora. È un pupazzo basso ed educato che «parla per gli alberi» ma in realtà dice cose che direbbe un qualsiasi esponente di Greenpeace a caso.
Lui è identico al suo predecessore illustrato dal Dr. Seuss, celeberrimo autore di libri per bambini già autore de Il Grinch, Ortone E Il Mondo Dei Chi e Il Gatto Col Cappello, così celebre che mantiene il suo nome nel titolo originale del film; tutti gli altri personaggi sembrano reduci da qualcos'altro, dall'aspetto vichinghico del popolo di Dragontrainer ai modi e al caschetto del signor O'Hara che per statura e fastidio ci riporta alla mente l'Edna Mode de Gli Incredibili, per non parlare del costume di Once-ler quando diventa famoso, spudoratamente copiato da Willie Wonka, e della nonnetta che alla fine si mette a fare sport estremi come quella di Cappuccetto Rosso E Gli Insoliti Sospetti.
Tutto ci ricorda altro perché ormai i cartoni animati rotolano su loro stessi (escludendo la Pixar, i francesi e il geniale Arthur Christmas). Lorax, però, ha un aspetto insolito: una struttura a scatole molto particolare, inusuale, sicuramente ostica per i piccolissimi che devono stare dietro a una doppia, frammentata, diluita storia. Si comincia con un'introduzione più canzone come ne La Bella E La Bestia e si procede per scenette comiche da varietà spesso affidate ad animaletti del villaggio (o pesci o orsi) lontani dallo scorrere della vicenda. A queste, si sommano una quantità immane di scene d'azione, corse, inseguimenti, missioni, ché se asciughiamo l'ora e mezzo di pellicola non ne resta che un terzo di storia, fatta spesso di brani rock gratuiti.
Vorrebbe sensibilizzare all'ambientalismo come Avatar, invece è destinato alla domenica pomeriggio su Italia 1.

domenica 3 giugno 2012

MTV Movie Awards - nominations.





Saranno consegnati questa notte (in diretta su 60 canali di MTV e oltre 200 media properties) gli MTV Movie Awards 2012, i premi meno seri e meno importanti del cinema americano - addirittura meno importanti dei Kids' Choice - con categorie come “miglior bacio” e “miglior stronzo” motivo per cui non ho pubblicato prima la lista dei candidati.
Le votazioni si sono chiuse ieri, 2 giugno, votazioni che erano aperte al pubblico di tutto il mondo (in possesso di account MTV o Facebook), e insieme alla chiusura sono arrivate anche le prime supposizioni: The Hunger Games, il campione di incassi in America e in America soltanto, è favoritissimo con 8 nominations, ed è dato vincitore del miglior film e della migliore attrice (Jennifer Lawrence). Insieme a lei, troviamo un manipolo di personaggi che piacciono al pubblico (adolescente) americano o che ha ricevuto una nomination dopo quella degli Oscar (leggi: Rooney Mara). Le Amiche Della Sposa, altro successo d'oltreoceano, porta sul piatto il suo intero cast, capeggiato da Melissa McCarty e dalla sceneggiatrice Kristen Wiig, e insieme a questo film un'altra commedia, 21 Jump Street, detiene il maggior numero di nominations. Ci sono poi i soliti Harry Potter e Twilight, ma il primo - essendo giunto al termine - fa incetta molto più del secondo (che, signori, è candidato come miglior film) e ci sono La Memoria Del Cuore e Crazy, Stupid, Love., commedie romantiche che vengono candidate solo per i grandi incassi. C'è poi, con mia somma gioia, una piccola nomination per Like Crazy (quella alla musica, insieme ad altri meritevoli nominati), film indipendente che se avesse avuto una più grassa distribuzione adesso sarebbe anche in Italia. Il premio alla carriera va a Johnny Depp e un altro premio impronunciabile ad Emma Stone, la più amata dagli americani.
La cerimonia di premiazione vedrà la conduzione di Russel Brand, le esibizioni di Martin Solveig, Wiz Khalifa, dei Black Keys e dei Fun. e la partecipazione (come presentatori) di Adam Sandler, Andrew Garfield, Charlize Theron (ingiustamente non candidata per Young Adult), Chloë Grace Moretz, Chris Colfer, Christian Bale, Christopher Nolan, Ezra Miller, Gary Oldman, Jodie Foster, Matthew McConaughey, Michael Fassbender, Mila Kunis e Steven Tyler, oltre ai candidati.
Il sito ufficiale americano dell'evento è questo.

Film Dell'anno:
Le Amiche Della Sposa
Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
The Help
The Hunger Games
The Twilight Saga: Breaking Dawn, Pt. 1

Miglior Eroe:
Capitan America da Capitan America, Il Primo Vendicatore
Harry Potter da Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
Jenko da 21 Jump Street
Katniss Everdeen da The Hunger Games
Thor da Thor

Miglior Bacio:
Emma Stone & Ryan Gosling in Crazy, Stupid, Love.
Emma Watson & Rupert Grint in Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
Jennifer Lawrence & Josh Hutcherson in The Hunger Games
Kristen Stewart & Robert Pattinson in The Twilight Saga: Breaking Dawn, Pt. 1
Rachel McAdams & Channing Tatum in La Memoria Del Cuore

Miglior Performance Femminile:
Emma Stone in Crazy, Stupid, Love.
Emma Watson in Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
Jennifer Lawrence in The Hunger Games
Kristen Wiig in Le Amiche Della Sposa
Rooney Mara in Millenium: Uomini Che Odiano Le Donne

Miglior Performance Maschile:
Channing Tatum in La Memoria Del Cuore
Daniel Radcliffe in Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
Joseph Gordon-Levitt in 50/50
Josh Hutcherson in The Hunger Games
Ryan Gosling in Drive

Miglior Performance Comedy:
Jonah Hill in 21 Jump Street
Kristen Wiig in Le Amiche Della Sposa
Melissa McCarthy in Le Amiche Della Sposa
Oliver Cooper in Project X
Zach Galiflanakis in Una Notte Da Leoni 2

Miglior Musica:
College and Electric Youth per “A Real Hero” - Drive
Figurine per “Impossible” - Like Crazy
Kid Cudi per “Pursuit Of Happiness” - Project X
LMFAO per “Party Rock Anthem” - 21 Jump Street
The Chemical Brothers per “The Devil Is In The Details” - Hanna

Miglior Metamorfosi Sullo Schermo:
Colin Farrell in Come Ammazzare Il Capo E... Vivere Felici
Elizabeth Banks in The Hunger Games
Johnny Depp in 21 Jump Street
Michelle Williams in My Week With Marilyn
Rooney Mara in Millenium: Uomini Che Odiano Le Donne

Miglior Performance Da-Torcere-Le-Budella:
Bryce Dalls Howard in The Help
Jonah Hill & Rob Riggle in 21 Jump Street
Kristen Wiig, Maya Rudolph, Rose Byrne, Melissa McCarthy, Wendi McLendon-Covey & Ellie Kemper in Le Amiche Della Sposa
Ryan Gosling in Drive
Tom Cruise in Mission Impossible: Protocollo Fantasma

Miglior Combattimento:
Channing Tatum & Jonah Hill vs. Kid Gang in 21 Jump Street
Daniel Redcliff vs. Ralph Fiennes in Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
Jennifer Lawrence & Josh Hutcherson vs. Alexander Ludwig in The Hunger Games
Tom Cruise vs. Michael Nyqvist in Mission Impossible: Protocollo Fantasma
Tom Hardy vs. Joel Edgerton in Warrior

Miglior Cast:
21 Jump Street
Le Amiche Della Sposa
Harry Potter E I Doni Della Morte, Pt. 2
The Help
The Hunger Games

Miglior Stronzo Sullo Schermo:
Bryce Dallas Howard in The Help
Colin Farrel in Come Ammazzare Il Capo E... Vivere Felici
Jennifer Aniston in Come Ammazzare Il Capo E... Vivere Felici
Jon Hamm in Le Amiche Della Sposa
Oliver Cooper in Project X

Miglior Performance Emergente:
Elle Fanning in Super 8
Liam Hemsworth in The Hunger Games
Melissa McCarthy in Le Amiche Della Sposa
Rooney Mara in Millenium: Uomini Che Odiano Le Donne
Shailene Woodlei in Paradiso Amaro

MTV Trailblazer Award:
Emma Stone

MTV Generation Award:
Johnny Depp

venerdì 1 giugno 2012

il film francese.





La Guerra È Dichiarata
La Guerre Est Déclarée, 2011, Francia, 100 minuti
Regia: Valérie Donzelli
Sceneggiatura originale: Valérie Donzelli & Jérémie Elkaïm
Cast: Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, César Desseix, Gabriel Elkaïm
Voto: 6.5/ 10
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Ne avevamo parlato durante il Torino Film Fest (dove era stato presentato fuori concorso) e poi durante tutto quel periodo pre-Oscar in cui ogni stato ha scelto il film da mandare oltreoceano. La Francia, consapevole di ciò che avrebbe fatto The Artist (che è stato considerato “miglior film” e non “miglior film straniero”) ha scelto di usare come pellicola nazionale questo La Guerra È Dichiarata, che pure era stato presentato a Cannes 64 (ma in una sezione piccola), nonostante il successo di Piccole Bugie Tra Amici e del successivo Quasi Amici, forse perché voleva portare alla ribalta un certo cinema francese ben lontano dalla tradizione che ha lasciato Amélie e dalle commedie.
Eppure, questo film, ha in sé il morbo della fiaba. A cominciare dalle prime scene: lei si chiama Giulietta, lui si chiama Romeo (ma entrambi in francese), si conoscono a una festa, lei dice: «siamo destinati a stare insieme» e lui risponde: «siamo destinati a finire male». Scappano dal party e corrono verso i giorni che hanno davanti, il futuro radioso, la spensieratezza, le gioie condivise, e fanno un figlio, che con molta originalità fonetica chiamano Adamo (ma in francese). A diciotto mesi il bambino piange continuamente, vomita, incrocia gli occhi, non cammina, non li lascia dormire né vivere in pace. Loro hanno qualche amico, un sacco di pareti da imbiancare, trovano il tempo di andare dal medico e poi da un pediatra e poi da uno specialista. All'inizio non si capisce bene cosa il bambino abbia, ma poi la diagnosi è chiara, e la guerra è dichiarata. Perché Juliette e Romeo non si arrendono, e continuano a imbiancare pareti, a vedere la famiglia e qualche amico e a fare la spola tra Parigi e Marsiglia in attesa dell'intervento chirurgico. Ogni tanto crollano, ogni tanto si rialzano, per due o tre volte hanno dei dialoghi che strappano il cuore («perché è capitato proprio a noi?»; «perché siamo in grado di farcela»), ma in fondo, ci chiediamo mentre guardiamo il film, quanto siamo contenti di assistere al dramma di una giovanissima famiglia che fronteggia una malattia infantile?
La regista Valérie Donzelli, navigata attrice francese che si è fatta notare nel 2011 con Martha... Martha e nel 2006 con 7 Ans, decide di tornare dietro alla macchina da presa dopo La Reine Des Pommes di quattro anni fa per raccontare ciò che davvero ha passato col suo compagno, l'attore Jérémie Elkaïn che con lei ha scritto e interpretato questo film. La malattia di loro figlio, la fine della separazione, la forza artistica, l'indissolubilità del loro legame li hanno portati a voler rivivere minuziosamente ciò che hanno subito, e dedicano la pellicola (compare scritto alla fine) a Gabriel, il primogenito, e agli ospedali pubblici e ai dottori e alle infermiere.
Grazie a Dio il film non è una lagna da tagliarsi le vene: lui saltella, lei balla il can can, insieme urlano frasi dalle scale, cantano anche in contemporanea in treno. Appunto, pare una fiaba. O meglio, un cartone animato. Si sussurrano cose, spuntano dai lati, corrono. La telecamera ogni tanto ci regala qualche zoom gratuito. Pare un filmino amatoriale. Ben interpretato, con una musica (non originale) superba e ben scelta, una lezione di vita su come sdrammatizzare i dolori e rialzarsi o meglio mai cadere, “un inno alla gioia” dice la locandina, ma il montaggio fa a cazzotti con la fotografia per chi ne esce peggio.

giovedì 31 maggio 2012

brindiesh #3.





Attack The Block
id., 2011, UK, 88 minuti
Regia: Joe Cornish
Sceneggiatura originale: Joe Cornish
Cast: John Boyega, Jodie Whittaker, Alex Esmail, Leeon Jones,
Franz Drameh, Simon Howard, Luke Treadaway
Voto: 8.5/ 10
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I film inglesi, inglesi britannici, si dividono in un paio di categorie: i drammoni in costume (Il Discorso Del Re, Jane Eyre, Wuthering Heights) e le pellicole indipendentissime ambientate nelle periferie sudicie, nei quartieri malfamati, nei ghetti (Tyrannosaur, Submarine) che a volte sentono l'influenza dei kolossal del momento e, restano nella loro indipendenza, fanno comparire poteri paranormali e mostri (Misfits). Questo film appartiene a quest'ultima categoria, raccontandoci la storia di un gruppo di quindicenni (e poco meno) di un “block”, un quartiere, dimenticato da Dio; ma se lo stesso succedeva per Chronicle (film però americano) che si sforzava di essere amatoriale e non ci riusciva fino in fondo, questo mantiene la sua coerenza dalla prima all'ultima scena, senza scivolare nella brutta copia di Spider Man.
L'“attack” del titolo, in questo “block”, è un'invasione aliena, una pioggia di strane creature irriconoscibili, che alcuni scambiano per cani altri per gorilla, mucchi di pelo con denti e odore riproduttivo fluorescente verde. Ero molto scettico all'idea di guardare un film del genere. Ero scettico anche se questo Attack The Block aveva ricevuto la nomination come miglior debutto (di un regista e sceneggiatore, Joe Cornish, reduce da alcune serie televisive) ai BAFTA dell'anno scorso e aveva vinto il premio come miglior opera prima a Toronto. Ero scettico ma mi sono ricreduto perché dopo un mezzo furtarello iniziale - a una ragazza che resterà con noi fino alla fine - siamo incollati di fronte a questa banda di bulletti locale, giovanotti auto-elettisi guardiani dell'isolato, che girano con nello zaino mazze da baseball, razzi e fuochi d'artificio che, hanno notato, stordiscono e debilitano questi alieni pelosi. Girano in bici, con la moto del pony pizza, infilano spade rubate dall'arredamento di casa nelle schiene dei mostriciattoli e poi esibiscono i cadaveri dei caduti, se ne vantano, ridono, fino a quando la polizia li insegue e ferma - per possesso di droga, disturbo della quiete pubblica, furto. Ma la polizia è destinata a non fare una bella fine, come molti altri: parte l'effetto Dieci Piccoli Indiani (ma ci si ferma a cinque) e noi siamo ancora più incollati.
Un sacco di colpi di scena, una telecamera che sa sempre dove andare e ogni tanto sorprende, qualche battuta che fa sorridere non poco, qualche battuta che fa perdere un paio di punti, la musica (di artisti vari) da filmone in costume coi supereroi che non ci sono e un manipolo di pischelli presi per quello che sono: pischelli (bravissimi a recitare) che vorrebbero fare gli adulti, che si danno delle arie e dei soprannomi, dei ruoli, si fanno le canne e si fanno coraggio per affrontare questi demoni ma, in quanto pischelli, poi capita che tentano di correre giù dalle scale in sella a una motoretta e cadono, perché non siamo in un kolossal poco credibile ma in un bel film, sui generis, ma molto ben fatto.

lunedì 28 maggio 2012

Cannes65 - vincitori.





Un applauso che sarebbe durato un quarto d'ora (intero) se il regista non fosse intervenuto parlando al microfono ha accolto la vittoria di Michael Haneke, per la seconda volta Palma d'Oro (dopo il precedente Il Nastro Bianco), momento che l'autore ha voluto condividere con gli attori protagonisti del film (nella foto, a sinistra Emmanuelle Riva e a destra Jean-Louis Trintignant), citati da Nanni Moretti presidente di giuria all'annuncio della Palma per la loro splendida interpretazione che ha ancora di più valorizzato la pellicola.
Tutto secondo i piani, con una sorpresa nostrana: Matteo Garrone vince il Gran Premio e ringrazia nel più corto dei discorsi, forse perché inaspettato, forse perché abituato (anche per lui la seconda volta: la prima fu per Gomorra). Secondo me, ad ogni modo, c'è lo zampino dell'italiano in giuria, perché Reality non è stato largamente apprezzato.
Doppio premio per un altra ex Palma, Cristian Mungiu: miglior sceneggiatura e migliori attrici (Cristina Flutur e Cosmina Stratan) per Beyond The Hills, mentre il miglior attore (accolto pure lui con un altro lunghissimo applauso) è il bravissimo Mads Mikkelsen per l'intenso Jagten di Thomas Vinterberg.
Ma pure Ken Loach (Palma d'Oro per Il Vento Che Accarezza L'erba), se ne poteva andare senza niente?, e allora gli hanno dato il Premio della Giuria, mentre il regalo della sera è stata la migliore regia a Carlos Reygadas per Post Tenebras Lux.
La Palma d'Oro per il miglior corto è andata al muto Sessiz-Be Deng di L. Rezan Yesilbas mentre la Camera d'Or (premio per l'opera prima ad un film presentato in una delle competizioni) è stata data a Benh Zeitlin per il suo americano Beasts Of The Southern Wild, presentato nell'Un Certain Regard.
Per l'Un Certain Regard, invece, il miglior film è stato Déspues De Lucia di Michel Franco, il Premio della Giuria (presieduta da Tim Roth) al bizzarro Le Grand Soir e due premi per la migliore attrice, alla Suzanne Clément di Lawrence Anyways e alla Emille Dequenne di À Perdre La Raison.
Di seguito, tutta la lista di tutti i vincitori nelle varie categorie; per vedere i video di buona parte della premiazione cliccate qui.

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Concorso

Palma d'Oro:
Amour di Michael Haneke

Gran Premio:
Reality di Matteo Garrone

Premio per la Migliore Regia:
Carlos Reygadas per Post Tenebras Lux

Premio della Giuria:
The Angels' Share di Ken Loach

Premio per il Migliore Attore:
Mads Mikkelsen per Jagten (The Hunt) di Thomas Vinterberg

Premio per la Migliore Attrice:
Cristina Flutur e Cosmina Stratan per Beyond The Hills di Cristian Mungiu

Premio per la Migliore Sceneggiatura:
Cristian Mungiu per Beyond The Hills

Palma d'Oro al Miglior Corto:
Sessiz-Be Deng di L. Rezan Yesilbas

Camera d'Or:
Beasts Of The Southern Wild di Benh Zeitlin
presentato nell'Un Certain Regard

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Un Certain Regard

Miglior Film:
Después De Lucia di Michel Franco

Premio Speciale della Giuria:
Le Grand Soir di Benoît Delépine & Gustave Kervern

Miglior Attrice:
Suzanne Clément per Lawrence Anyways di Xavier Dolan

Miglior Attrice:
Emille Dequenne per À Perdre La Raison di Joachim Lafosse

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Premi della Cinefondazione

Primo Posto:
Doroga Na (The Road To) di Taisia Igumentseva

Secondo Posto:
Abigail di Matthew James Reilly

Terzo Posto:
Los Anfitriones (The Hosts) di Miguel Angel Moulet

sabato 26 maggio 2012

Cannes65 - giorni 9 e 10.





E abbiamo finito!
Presentati in concorso gli ultimi due film che si contendono la Palma d'Oro, il coreano The Taste Of Money di Im Sang-soo e Mud di Jeff Nichols.
Il primo film, bocciato dalla stampa, che ha giudicato il regista pretenzioso nel suo rifarsi a Shakespeare e Balzac, racconta del sesso e della droga e della morte in una famiglia coreana dopo la scoperta di un adulterio; il secondo film, opera seconda di Jeff Nichols dopo il Take Shelter presentato sempre a Cannes l'anno scorso, vede nel cast ancora Matthew McConaughey (che resta in città dopo The Paperboy) che interpreta Mud, uomo che scappa dal proprio assassino e si imbatte in due quattordicenni che lo aiuteranno ad incontrare la donna che ama - uno dei due ragazzi è Tye Sheridan, ex figlio di Brad Pitt in The Tree Of Life.
Piaciuto, quest'ultimo film, ma non troppo: resta, adesso, a kermesse chiusa, superfavorito Amour di Haneke, ancora, e l'attrice magari sarà la Cotillard, premio che la Francia si riserva, e il nostro Reality?
Intanto Elija “Frodo” Wood raggiunge la città del cinema per presentare Maniac fuori concorso, thriller franco-americano di Franck Khalfoun e per l'Un Certain Regard ci viene mostrata la vita di Renoir.
Al primo giorno in sala (italiana) Cosmopolis è andato molto bene, arrivando quarto in classifica, piaciuto leggermente di più di In The Fog, altro film in concorso di ieri - ma l'attenzione era tutta per il rapporto nascosto e non nascosto tra Robert Pattinson e la Stewart (nella foto, l'attore con Sarah Gadon a sinistra e Emily Hampshire a destra durante il photocall di ieri mattina).
E in queste ore di consegne di premi minori si è distinto No di Pablo Larrain, presentato per le Proiezioni di Mezzanotte con nel cast Gael García Bernal, osannato già al terzo giorno di festival, vincitore dell'Art Cinema Award. Di origine cilena, diventerà molto probabilmente il film che lo stato manderà ai prossimi Oscar.

Cannes65 - Roman Polanski.





Quando c'è Cannes non si può parlare di altro che di Cannes. E se il primo giorno è stato presentato il documentario (insieme a quello su Woody Allen) Roman Polanski: A Film Memoir, ecco adesso spuntare un corto promozionale che il regista polacco ha girato per i prodotti Prada, sempre mostrato al Festival in questi giorni e visibile su YouTube cliccando qui.
Nel primo caso si tratta di una vera e propria pellicola sulla vita e la carriera del povero regista, accusato di aver violentato una ragazza in America, colpa ancora non del tutto chiarita, e per questo impossibilitato a toccare il suolo americano e quello di tutti gli altri stati, segregato ormai in Polonia dalla quale non può uscire, dove ha girato gli ultimi L'uomo Nell'ombra e Carnage (non ha potuto ritirare l'Oscar alla regia per Il Pianista per questo motivo). Distribuito in Italia dalla Lucky Red e al cinema in contemporanea alle sale francesi, il film è oggi in sole sei sale di tutto il bel Paese.
Nel secondo caso, invece, siamo di fronte ad un corto che non vuole essere uno spot ma ogni tanto ci casca, interpretato (magistralmente) da Helena Bonham Carter (che ormai è dappertutto, anche nell'ultimo video di Rufus Wainwright) e Ben Kingsley, all'occorrenza ambiguo davanti al cappotto per signora che la sua paziente appende dietro alla porta. Si chiama A Therapy perché è ambientato nello studio di uno psichiatra, luogo chiuso e maniacalmente ricostruito, esattamente allo stesso modo di Carnage (Kate Winslet rivelò che Polanski, prima di girare, passava ore a cercare la giusta inclinazione di un fiore nel vaso).
Per conoscere le sale che proiettano Roman Polanski: A Film Memoir basta cliccare qui.