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lunedì 25 febbraio 2013

Oscar 2013 - vincitori.


some guild awards.



Elenco dei candidati e dei vincitori:

Scripter Award

 Argo 
Joshua Bearman autore dell'articolo The Great Escape;
Antonio J. Mendez autore di The Master Of Disguise;
Chris Terrio sceneggiatore di Argo


American Society Of Cinematographers Award

Danny Cohen per Les Misérables
Roger Deakings per  Skyfall 
Janusz Kamiski per Lincoln
Seamus McGarvey per Anna Karenina
Claudio Miranda per Vita Di Pi

venerdì 22 febbraio 2013

BAFTA 2013 - vincitori.



I British Academy Film And Television Awards che si distinguono ogni anno – giustamente – per la tendenza a premiare anche il cinema inglese e non solo quello americano, si allineano a tutto ciò che è stato finora e regalano a Ben Affleck la statuetta per la Migliore Regia e per il Miglior Film (come produttore; foto) per Argo. Lo candidano anche – ingiustamente – alla performance da protagonista ma né lui né l'invisibile Alan Arkin grazie a Dio riescono a farcela; il primo perché battuto dal palese Daniel Day-Lewis (quarto BAFTA da attore protagonista così commentato) e il secondo perché battuto da Christoph Waltz, uno dei tre migliori attori non protagonisti di quest'anno che non si sa più ormai chi si contende l'Oscar (Waltz ha vinto anche il Golden Globe, Tommy Lee Jones il SAG, Philip Seymour Hoffman tutti gli altri premi). La sorpresa delle sorprese è il tocco di classe: Emmanuelle Riva batte la più probabile Jennifer Lawrence visibilmente delusa e vince un premio che non ritira perché non c'è per la performance in Amour che – giustamente – è il Miglior Film Straniero (e qui si tremava: l'anno scorso, contro Una Separazione, i BAFTA fecero vincere Almodóvar). Argo vince anche il Montaggio mentre i premi artistico-tecnici se li spartiscono Les Misérables e Vita Di Pi – il primo, inglesissimo, mette i piedi in testa al più originale Anna Karenina che s'accontenta dei costumi – e su tutti trionfa Skyfall, Miglior Film Inglese e Miglior Musica. Il film di David O. Russell, quindi rimasto a bocca asciutta nell'unica categoria in cui aveva speranze, si becca la Sceneggiatura Non Originale mentre quella Originale va a Quentin Tarantino, e qua proprio non si possono fare pronostici per gli Oscar di domenica. Senza niente in mano se ne vanno solo Zero Dark Thirty, e – candidato in molte meno categorie – anche Lo Hobbit.
Tutti i candidati e i vincitori, di seguito e dopo l'interruzione.

Miglior Film
 Argo 
Les Misérables
Vita Di Pi
Lincoln
Zero Dark Thirty

Miglior Film Britannico
Anna Karenina
Marigold Hotel
Les Misérables
Sette Psicopatici
Skyfall

domenica 3 febbraio 2013

Art Directors Guild Awards - vincitori.



Si sono svolti la scorsa notte i 17esimi Art Director Guild Awards si nel Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione per la quarta volta consecutiva di Paula Poundstone che ha assistito alla consegna dei premi più importanti dell'anno per i migliori scenografi dell'anno, tra cui ha brillato Sarah Greenwood per l'eccezionale lavoro in Anna Karenina, film ambientato interamente in un teatro che ha richiesto l'ideazione di stazioni e distese di fiori e di uffici e corse di cavalli sempre tra palco e platea. Oltre al film in costume, per il film fantasy o di fantascienza ha trionfato Vita Di Pi sui super-rivali Lo Hobbit e Cloud Atlas aggiudicandosi buone speranze anche in questa categoria (oltre agli effetti e alla fotografia) agli Oscar, per quanto il vero rivale di Anna Karenina è soltanto Les Misérables. Skyfall batte invece le case danneggiate dallo tsunami di The Impossible e le basi segrete C.I.A. di Zero Dark Thirty per il film contemporaneo. Ma i premi sono andati anche ai film, telefilm e speciali televisivi: qui per tutti gli altri vincitori mentre di seguito le nominations cinematografiche.


Period Film
 Sarah Greenwood  per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln

Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
 David Gropman  per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato

Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
 Dennis Gassner  per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty

sabato 2 febbraio 2013

for your consideration: best supporting actress.



Non ho resistito, sono incappato in questo video e per coerenza con la recensione precedente ho dovuto pubblicarlo: perché ho riso quasi ad ogni frase.
Come se ce ne fosse bisogno, Alberto Belli (regista messicano di cortometraggi e figlio di italiani emigrati) impacchetta un'altra versione di I Dreamed A Dream in cui la protagonista (una Anne Hathaway interpretata da Emma Fitzpatrick, la Sharon di The Social Network che vedremo a breve nell'horror The Collection) ricorda alla giuria dell'Academy dei chili che ha perso, il nuovo taglio di capelli che ha accettato, la sfiga del personaggio che interpreta. «Consider me on Oscar night» esordisce il ri-arrangiamento di Robert Hill, che non a caso prende il titolo For Your Consideration che si stampa solitamente sulle locandine e sui banner di questo periodo per ricordare le categorie in cui si sono ottenuti premi e nominations (più o meno veramente); ma, come dicevo, qui non ce ne dovrebbe essere bisogno: migliore attrice non protagonista ai Golden Globes, SAG Awards, Critics' Choice Awards, l'ex Pretty Princess ed conduttrice degli Oscar di due anni fa con James Franco, Anne Hathaway ha la strada spianata che solo Sally Field potrebbe intralciarle – ma la Field, di Oscar, ne ha già due.

 

giovedì 31 gennaio 2013

ma le tigri vengono di notte.



Les Misérables
id., 2012, UK, 158 minuti
Regia: Tom Hooper
Sceneggiatura non originale: William Nicholson
Basata sul musical Les Misérables di Alain Boublil & Claude-Michel Schönberg
Basata sul romanzo I Miserabili di Victor Hugo (Einaudi)
Cast: Hugh Jackman, Russel Crowe, Eddie Redmayne, Anne Hathaway,
Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Samantha Barks,
Amanda Seyfried, Aaron Tveit, Daniel Huttlestone
Voto: 8.3/ 10
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Candidato a 8 Premi Oscar:
film, attore, attrice non protagonista, canzone originale,
mixaggio sonoro, scenografia, trucco & acconciature, costumi
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In principio era Il Discorso Del Re e Il Discorso Del Re era presso l'Inghilterra. In principio, in realtà, erano serie televisive poco utili ai fini di una carriera e poi un primo grande film con Hilary Swank (Red Dust) di cui non ci ricordiamo né la trama né gli altri attori.
Venne un uomo dall'Inghilterra e il suo nome era Tom Hooper. Due film per la TV di medio-successo e un film per il cinema in cantiere con Colin Firth reduce dal debutto alla regia di uno stilista. Non gli avremmo dato nemmeno due soldi, e invece vinse quattro Oscar.
Dal principio, quindi, rispetto ad adesso, c'è di diverso il budget. E l'aspettativa del pubblico. E il nostro eroe Tom Hooper la pensa giusta e cosa fa?, si tuffa nell'unica cosa che può fare: trasportare sullo schermo (per la ventunesima volta) il musical più replicato di Broadway (che nacque in Francia e crebbe a Londra) che gli permette di riciclare quella regia decentrata e asimmetrica che lo aveva caratterizzato due anni fa. Ma non si ricicla (completamente): anche perché ha davanti a sé così tanta roba, così tanta storia, così tanti attori e costumi e scene e canzoni che non può dedicarsi a lunghe inquadrature perché le due ore e mezzo che già paiono ora essere infinite sembrerebbero altrimenti eterne. Si piega alla musica già esistente (e alla solita canzone originale che per tradizione si infila nei musical per il cinema, la candidata all'Oscar Suddenly) per cui è ora introspettivo ora epico ora frammentato con un montaggio serrato che inquadri tutti gli interpreti sparsi per la Francia. Resta, in ogni caso, sempre colossale: perché ci sono i film colossali come quelli degli eroi Marvel e ci sono i film colossali con gli elfi di Peter Jackson e poi ci sono i film colossali così: che montano una sull'altra tutte le porte e le ante e le sedie sfasciate che il popolo ha lanciato dalla finestra per costruire la barricata dove i libertini si nasconderanno carichi di polvere da sparo e ideali tradizionali. Colossali nei costumi, tantissimi, uno per ognuno, ognuno per ogni personaggio della storia. Colossali nella quantità di comparse canterine e non e di nomoni hollywoodiani disposti a solfeggiare (Russel Crowe ha preso sei mesi di lezioni di canto prima delle riprese).
In principio, a questo proposito, potremmo dire anche che era una cerimonia degli Oscar, quella del 2009, presentata da Hugh Jackman «australiano che interpreta australiani in film che si chiamano Australia» che ad un tratto, con sorpresa generale, prese dalla prima fila Anne Hathaway e la fece cantare. Divinamente. Da quel giorno, si sa, Anne Hathaway ha una voce della Madonna. E se la sua I Dreamed A Dream fosse alla fine del film, queste sarebbero le due ore e mezzo meglio spese della vostra vita: la scena madre, un primo piano immobile tutto voce e interpretazione e lacrime, una performance tanto breve quanto certa vincitrice dell'Oscar. Ma, ahinoi, la Hathaway muore qui praticamente subito lasciando in eredità alla sudicia Francia dei poveri una bambina bionda e bellissima il cui padre chissà dov'è, e il protagonista di questa storia, che ha scontato venti immeritati anni di lavori forzati per aver rubato del pane, ora sindaco della città, prende a cuore la situazione della pargola e la cura fino all'adolescenza, quando incontrerà l'uomo della sua vita grazie alla bambina con cui era solita passare le giornate in casa degli eccentrici Sacha Baron Cohen ed Helena Bonham Carter che fa sempre la stessa, solita, uguale, ricopiata parte negli stessi soliti, uguali, ricopiati costumi (Il Discorso Del Re fu unica eccezione). Ma è la Francia della rivoluzione, dei bambini con le pistolette in mano che giocano alla guerra, ed è la Francia dei miserabili arricchiti grazie a un nome cambiato, un cognome taciuto, che devono sempre nascondersi nell'ombra.
Qualche parola detta e tutte le altre cantante. Continuamente cantate. Irrimediabilmente cantate. Non si risparmia nemmeno un brano dal repertorio originale. Tutto è messo in scena in modo maestoso, al punto da chiedersi: come può funzionare questa cosa a teatro da cinquant'anni? Se già si ha mal-digerito Chicago, e soprattutto Moulin Rouge!, i più commerciali musicals di Hollywood, e soprattutto se si è usciti in anticipo dalla sala con Sweenie Todd, allora questo non è il film che fa per voi. Anche se vi mostra il lato più tenero di Eddie Redmayne, l'interprete originale Samantha Barks, la melma e gli splendori dei monti alpini, le bandiere rosse e gli ideali attivi e Amanda Seyfried angelica usignola: avrete voglia di darvi il bracciolo della poltroncina in testa fino allo svenimento.

lunedì 28 gennaio 2013

Screen Actors Guild - vincitori.



Qualche sorpresa ha segnato la consegna dei 19esimi Screen Actors Guild Awards, i così detti SAG che premiano le performance di attori e attrici e stunt nel cinema e nella televisione, qualche sorpresa per il piccolo schermo (30 Rock vince l'attrice Tina Fey e l'attore Alec Baldwin rubando le statuette a Modern Family, e per le serie drammatiche Breaking Bad batte Homeland) ma niente di nuovo, o quasi, sul piano cinematografico.
L'unica sorpresa potrebbe essere il premio non dato a Philip Seymour Hoffman per The Master, Oscar ormai quasi certo (per un film totalmente ignorato) per una performance che qui è stata messa in secondo piano dal navigato Tommy Lee Jones che, oltre all'altra certezza, il Daniel Day-Lewis di Lincoln, porta un secondo premio in casa Spielberg. Sul versante femminile, di certo c'è la Anne Hathaway de Les Misérables, tanto amata nel suo ruolo canterina e generalmente poco frequentatrice di queste premiazioni (se non per la parentesi Rachel Sta Per Sposarsi) mentre il ruolo da protagonista se lo contendono le due attrici dell'anno, la Jennifer Lawrence de Il Lato Positivo e la Jessica Chastain di Zero Dark Thirty, e in questo caso vince la prima, super-favorita agli Oscar perché unica possibilità di dare un premio al film di David O. Russel (su otto nominations). Ma comunque, la sua figura la fa Argo: il film dell'anno, che nonostante non abbia nessun attore candidato singolarmente se non Alan Arkin, vince il premio più ambito, quello per il cast.
Mentre scrivo, viene aggiornata la pagina del sito ufficiale con i video dei discorsi ai microfoni tenuti dai vincitori nella serata di ieri sera. Lì troverete anche i premi dati alla televisione e, di seguito, tutti quelli per il cinema.


Miglior Cast in un Film
 Argo 
Ben Affleck, Alan Arkin, Kerry Biche, Kyle Chandler,
Rory Cochrane, Brian Cranston, Christopher Denham,
Tate Donova, Clea Duvall, Victor Garber, John Goodman,
Scoot McNairy, Chris Messina

Marigold Hotel
Judi Dench, Celia Imrie, Bill Nighy, Dev Patel, Ronald Pickup,
Maggie Smith, Tom Wilkinson, Penelope Wintoln

Les Misérables
Isabelle Allen, Samantha Barks, Sacha Baron Cohen,
Helena Bonham Carter, Russel Crowe, Anne Hathaway,
Daniel Huttlestone, Hugh Jackman, Eddie Redmayne,
Amanda Seyfried, Aaron Tveit, Colm Wilkinson

Lincoln
Daniel Day-Lewis, Sally Field, Joseph Gordon Levitt,
Hal Hollbrook, Tommy Lee Jones, James Spader, David Strathairn

L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Bradley Cooper, Robert De Niro, Anupam Kher,
Jennifer Lawrence, Chris Tucker, Jaki Weaver

lunedì 14 gennaio 2013

Golden Globes 2013 - vincitori



Non era neanche finita la cerimonia di premiazione che subito i TG flash americani hanno cominciato a parlarne, lei è diventata trend topic sia col cognome che senza su Twitter e comparivano video appena registrati su YouTube: il discorso di Jodie Foster, premiata col Cecil B. DeMille Award alla carriera, che oltre ad aver orgogliosamente dichiarato di avere cinquant'anni (e da trentasei è sullo schermo) ha anche preparato la platea al suo «discorso di coming-out» in cui avrebbe rivelato qualcosa che non ha mai rivelato nella sua vita e che è giunta l'ora di dire: è single. Poi, scherzando, ha colto l'occasione per interrogarsi (e interrogarci) sul motivo per cui i personaggi dello spettacolo diventano protagonisti di reality show, sull'importanza e il senso della privacy, sottolineando la difficoltà con cui si conduce una vita privata. A questo punto il discorso prende una svolta che fa commuovere il pubblico perché si affronta il tema del cinema indipendente, quello che si fa per emozionare, non per far soldi, i ruoli che si interpretano per la loro bellezza che sono sempre meno, motivo per il quale potrebbe lasciare le scene (insieme alla malattia della madre).
Il secondo grande avvenimento di questi 70esimi Golden Globes è stata la presenza quasi nulla di Bill Clinton che è stato poi chiamato da una delle due conduttrici, Tina Fey, «il marito di Hillary», e proprio le due conduttrici (la Fey e Amy Poheler) hanno mantenuto la promessa di rendere la cerimonia una sorta di Saturday Night Live di satira cinematografica («Taylor Swift sta' lontana dal figlio di Jamie Foxx»). La Swift, candidata per la Canzone Originale, ha dovuto vedere quel premio andare ad Adele, senza nascondere il disappunto durante il discorso di ringraziamento della più celebre cantante inglese, mentre Michael Danna, il compositore di Little Miss Sunshine, vince la Colonna Sonora alla sua prima nomination, unico premio per Vita Di Pi.
Nessuna sorpresa ai piani alti: Argo è il Miglior Film Drammatico con un gioioso Ben Affleck che vince anche la Migliore Regia (foto) riscattando la non-nomination di tre giorni fa agli Oscar, dall'altra parte è stato Les Misérables a vincere come Film Comedy o Musical – premio che forse sarebbe dovuto andare a Il Lato Positivo, che si accontenta della Migliore Attrice. Il musical di Tom Hooper basato sul romanzone di Victor Hugo fa vincere anche Hugh Jackman come Miglior Attore e Anne Hathaway come Miglior Attrice Non Protagonista aumentando la probabilità di quest'ultima di raggiungere il suo primo Oscar, mentre è chiaro che il Miglior Attore sarà, come qui, Daniel Day-Lewis per la sua metamorfosi in Lincoln. Curioso il successo di Quentin Tarantino: Miglior Sceneggiatura (l'unica completamente originale candidata) e Miglior Attore Non Protagonista, di nuovo, per Christoph Waltz. Mentre torna a casa a bocca asciutta Kathryn Bigelow se non per la sua protagonista Jessica Chastain. La Poheler, all'inizio della cerimonia, ha detto di capire bene perché la Bigelow fa film sulle torture dato che è stata sposata per tre anni con James Cameron. Eppure quattro anni fa i Globes premiarono Avatar e neanche candidarono The Hurt Locker.
Un altro premio dovuto e uno regalato: il primo è per il nostro Film Straniero, Amour, il secondo per Ribelle - The Brave, che batte indicibilmente Ralph Spaccatutto e regala l'ennesimo premio alla Pixar.
Tutti i vincitori, evidenziati in blu, di seguito e dopo il salto, e per la lista dei premi televisivi (in cui di routine vince Homeland per il drama e a sorpresa il bel Girls per la comedy) rimando al sito ufficiale.


Miglior Regia
 Ben Affleck  per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained

Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per Il Lato Positivo
 Quentin Tarantino  per Django
Chris Terrio per Argo

sabato 12 gennaio 2013

Eddie Awards - nominations.



Dietro il nome un po' frivolo di Eddie Awards si nasconde il Sindacato dei Montatori Americani per il Cinema, che premia il Miglior Montaggio cinematografico di film drammatici, commedie, d'animazione e documentari.
Giunta alla 63esima edizione, la premiazione si svolgerà sabato 16 febbraio anche questa all'International Ballroom del Beverly Hilton Hotel con la conduzione di David Cross, durante la quale saranno premiati anche due personaggi alla Carriera e uno come Cineasta dell'Anno, ma questi nomi verranno annunciati la prossima settimana.
Come abbiamo visto l'anno scorso, il Montaggio è una categoria essenziale per diagnosticare chi vincerà il Miglior Film agli Oscar, anche se non si direbbe; in questo caso i candidati all'Academy Award sono quattro film drammatici e una commedia qui presenti; ne deriva che Il Lato Positivo è sicuramente il favorito nella categoria comedy mentre i montatori di Zero Dark Thirty reduci dalla vittoria del Critics' Choice Award se la devono vedere con Lincoln, Vita Di Pi e Argo.
Dopo l'interruzione, i candidati al miglior montaggio per un documentario e per un film d'animazione.

Miglior Montaggio per un Film Drammatico
William Goldenberg per Argo
Tim Squyres per Vita Di Pi
Michael Kahn per Lincoln
Stuart Baird per Skyfall
Dylan Tichenor & William Goldenberg per Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Montaggio per un Film Comedy o Musical
Cris Gill per Marigold Hotel
Melanie Ann Oliver & Chris Dickens per Les Misérables
Andrew Weisblum per Moonrise Kingdom
Jay Cassidy & Crispin Struthers per Il Lato Positivo
Jeff Freeman per Ted

Critics' Choice - vincitori.



I primi premi ad essere consegnati seguono le nominations agli Oscar di un giorno e aprono la stagione dei pronostici, e fanno sorridere, soprattutto perché il Miglior Film e la Migliore Regia vanno a colui che come regista non è stato candidato, e cioè Ben Affleck, per il suo Argo che ha messo d'accordo critica e pubblico – e che avevo già previsto potesse avere successo.
Assegnati dalla Broadcast Film Critics Association, i 18esimi Critics' Choice Movie Awards premiano, oltre alle categorie “classiche” anche i film a tema, d'azione o di fantascienza o horror, per cui Jennifer Lawrence si porta a casa due trofei come Migliore Attrice (in un action-movie, The Hunger Games e in una commedia, Il Lato Positivo, nuovo titolo nazionale per L'orlo Argenteo Delle Nuvole) e la saga di Twilight vince come miglior franchise. Ma, fatta eccezione per questo triste dettaglio, si vedono già i germi di ciò che si preannuncerà: Anne Hathaway ancora una volta miglior Non Protagonista per Les Misérables, Philip Seymour Hoffman per The Master, Daniel Day-Lewis Miglior Attore per un Lincoln che vince anche la Colonna Sonora e la Sceneggiatura Adattata e Jessica Chastain Miglior Attrice nella categoria più difficile dell'anno (anche lì, come agli Oscar, ci sono l'Emmanuelle Riva di Amour, Quvenzhané Wallis di Beasts Of The Southern Wild, Naomi Watts per The Impossible e la Lawrence). Palesi i premi tecnici a Vita Di Pi (Fotografia e Effetti) e quelli artistici per Anna Karenina (Scenografia, Costumi). Vince Skyfall per il Film d'azione, l'Attore d'Azione e soprattutto la Canzone Originale spianando la strada all'inglese Adele, 24 anni appena, che dopo 8 Grammy, 3 Brit Awards, una nomination ai Golden Globe e una agli Oscar, si appresta a diventare una delle grandi “entertainer” al pari di Barbra Streisand e Frank Sinatra.
Per la lista completa dei vincitori, in tutte le categorie (che vedono anche Cloud Atlas, Django e Looper) rimando al sito ufficiale mentre di seguito, e dopo il salto, candidati e vincitori dei premi più importanti.


Miglior Film
 Argo 
Beasts Of The Southern Wild
Django Unchained
Vita Di Pi
Lincoln
The Master
Les Misérables
Moonrise Kingdom
Il Lato Positivo
Operazione Zero Dark Thirty

giovedì 10 gennaio 2013

Directors Guild Awards - nominations



Fondata, tra gli altri, da John Ford e William C. deMille, la Directors Guild of America è una corporazione che conta oggigiorno più di quattordicimila membri e ha premiato per la miglior regia cinematografica dal 1936 a oggi personaggi che hanno poi sempre (tranne una decina di volte) ritirato l'Oscar per la stessa abilità. E se per Ben Affleck è qui la prima volta, gli altri quattro sono tutti ex vincitori: la Bigelow è alla sua seconda nomination (ha vinto nel 2010 con The Hurt Locker), Tom Hooper ha vinto l'anno successivo con Il Discorso Del Re, ma era stato già candidato in precedenza per la regia di una miniserie televisiva, e poi Ang Lee e Steven Spielberg sono proprio di casa: il primo conta ora la quarta nominations (due volte, per La Tigre E Il Dragone e Brokeback Mountain, ha vinto) e Steven Spielberg oltre a dieci candidature e tre vittorie, vanta anche un premio alla carriera (del 2000). Salta all'occhio l'assenza di Paul Thomas Anderson e del suo omonimo Wes, di Haneke per Amour e di David O. Russell per un film che aveva cominciato a fare incetta di candidature indie (L'orlo Argenteo Delle Nuvole) ma che ha perso peso col trascorrere dei mesi.
Tra questi candidati, colui che con meno probabilità arriverà agli Oscar è sicuramente Tom Hooper, mentre Kathryn Bigelow e Spielberg hanno la strada spianata.
I candidati alla regia del miglior documentario saranno annunciati il 14 gennaio, mentre i premi verranno consegnati sabato 2 febbraio nel Ray Dolby Ballroom di Hollywood, dove Milos Forman (Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo, Amadeus) ritirerà il Premio alla Carriera.
I candidati ai 65esimi Directors Guild of America Awards sono:

Regia di Film
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Tom Hooper per Les Misérables
Steven Spielberg per Lincoln

mercoledì 9 gennaio 2013

Cinema Audio Society Awards - nominations



La Cinema Audio Society ha annunciato le candidature per le sei categorie in cui si dividono i 49esimi premi per il montaggio e mixaggio sonoro di questa stagione cinematografica; oltre al cinema, sarà premiata la televisione, e per accedere al PDF completo delle candidature basta cliccare qui.
Di seguito, invece, le due categorie per i film classici e quelli animati. Troviamo ormai sempre la stessa solfa, ma è curioso vedere come i film d'azione o fantasy (Il Cavaliere Oscuro, Vita Di Pi) siano stati scalzati da Lincoln, mentre è palese ritrovare Lo Hobbit e Les Misérables. Mentre sul versante animazione compare per la prima volta quest'anno Lorax, che ruba il posto a ParaNorman, mentre la Disney immancabile schiera tutt'e tre le sue pellicole.

Film di Finzione
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Skyfall
Operazione Zero Dark Thirty

Film d'Animazione
Ribelle - The Brave
Frankenweenie
The Lorax
Le 5 Leggende
Ralph Spaccatutto

sabato 5 gennaio 2013

Art Directors Guild Awards - nominations.



Cominciano con le scenografie i premi che “i sindacati” dei lavoratori di ambito cinematografico si cantano e si suonano, e sono, questi, i premi a cui bisogna stare più attenti: in questo caso, gli scenografi premiano gli scenografi, per cui la giuria non è composta da gente quasi-a-caso come nell'Academy o soprattutto nella Foreign Press Association, ma da attrezzisti e disegnatori che ne capiscono.
Come sempre, le categorie riguardano i film di periodo (dove per “periodo” si intende ciò che non si copia dall'attuale paesaggio urbano), in cui sicuramente Anna Karenina, Lincoln e Les Misérables hanno una marcia in più essendo particolarmente colossali – l'ultimo soprattutto; i film di fantascienza o fantasy, dove Cloud Atlas e Lo Hobbit sicuramente meritano (il primo perché costruisce, anche se per finta, sei momenti e luoghi nel tempo; il secondo perché, al solito, si avvale di inesistenti villaggi e castelli) anche se le solite aspettative che avevamo per Lo Hobbit erano le stesse del Il Cavaliere Oscuro; i film contemporanei, dei giorni nostri, che appunto sono fatti della cronaca attuale: lo tsunami di The Impossible, la cattura di Bin Laden di Zero Dark Thirty. I colori esotici di Marigold Hotel si fanno notare anche qua, questa volta, inaspettatamente. A discapito di The Master, grandioso escluso dell'anno.
I 17esimi Art Director Guild Awards si svolgeranno sabato 2 febbraio al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione di Paula Poundstone per il quarto anno consecutivo; per la lista dei candidati in tutte le altre categorie (video musicali, serie televisive) rimando al sito ufficiale.

Period Film
Sarah Greenwood per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln

Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
David Gropman per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato

Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
Dennis Gassner per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty

venerdì 21 dicembre 2012

Satellite Awards - vincitori.



Mai come quest'anno c'è stata tutta questa confusione. Dopo che gli americani hanno premiato e ripremiato Zero Dark Thirty della Bigelow, ecco che L'orlo Argenteo Delle Nuvole prende il sopravvento: candidato e nominato dappertutto, finora non era riuscito nella botta. Ai Satellite 2012 sì: vince il Miglior Film, la Migliore Regia, entrambi gli Attori e il Montaggio. Lascia alla concorrenza la Sceneggiatura Non Originale (primo premio per Vita Di Pi, appena uscito nelle nostre sale, che è stato definito dai giornali italiani «il nuovo Avatar») (mentre la Sceneggiatura Originale è di Mark Boal, compare della Bigelow, che dà l'unico premio al film su Bin Laden) e l'Attore Non Protagonista Robert De Niro che si piega davanti alla matta performance di Javier Bardem, annunciato da me come futuro e di-nuovo vincitore dell'Oscar per questa stessa categoria (ha vinto per Non È Un Paese Per Vecchi dopo la nomination per Prima Che Sia Notte e prima di Biutiful).
Per L'orlo è un buon auspicio, ma non dimentichiamo che l'anno scorso successe lo stesso a Drive, film cult tra un certo pubblico, che sbancò tra Film, Attori, Regista eccetera e poi ottenne l'unica nomination all'Oscar per il sonoro.
Ne esce abbastanza soddisfatto anche Les Misérables, che prende l'Attrice di Supporto, la Canzone (tolta quindi alla super-favorita Adele), il Sonoro e il Cast. Mentre a bocca asciutta restano The Sessions, Moonrise Kingdom, The Master. Vengono messi sullo stesso piano i film stranieri Quasi Amici e Pietà, il primo banalissimo prodotto del mercato francese e l'altro altissima introspezione criminale per uno strozzino coreano che ritrova la madre vendicativa dopo anni di silenzio, Leone d'Oro a Venezia 2012. Svanisce quindi la nostra – per ora unica – occasione di vedere trionfanti i fratelli Taviani. Mentre Le 5 Leggende scavalca il mio Ralph e il bel ParaNorman.
Tutti i vincitori e il resto dei candidati, soprattutto per le nominations televisive, sono qui, nella pagina del sito ufficiale della cerimonia. Dopo il salto, tutte le categorie cinematografiche e i premi aggiuntivi.

Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
 L'orlo Argenteo Delle Nuvole 
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty

Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
 Le 5 Leggende  (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)

Miglior Film Straniero
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia)
A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca/ Svezia)
 Quasi Amici  di Olivier Nakache & Éric Toledano (Francia)
À Perdre La Raison [Our Children] di Joachim Lafosse (Belgio/ Francia)
Kon-Tiki di Joachim Rønning (Norvegia)
 Pietà  di Kim Ki-duk (Corea del Sud)
Oltre Le Colline di Cristian Mungiu (Romania)
Rebelle [War Witch] di Kim Nguyen (Canada)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)

giovedì 20 dicembre 2012

Oscar 2013 - il trucco.



Scremare tra tutti i film una cerchia di sette e annunciare che tra loro ci saranno i cinque nominati al Miglior Trucco per gli Oscar 2013, è praticamente già rivelare i candidati finali.
Ricordiamo che l'anno scorso questo premio è stato vinto da The Iron Lady, che certo aveva un buon trucco, ma era un trucco solo addosso a Meryl Streep e soprattutto era il più brutto film dell'anno scorso, per cui è inutile stare a fare pronostici; certo, per quantità di lavoro fatto (e fantasia nel farlo, con tutti quelle barbe a treccia e baffi a sbuffo) Lo Hobbit in questo contesto meriterebbe un occhio di riguardo, e sicuramente è il favorito. Gli fanno concorrenza i due biopic, quello sul più grande regista inglese di tutti i tempi, Hitchcock, interpretato da un irriconoscibile Anthony Hopkins, che nonostante il ruolo di un esistente con addosso chili di cipria non ha riscosso successo tra gli attori. Il film, diretto da Sacha Gervasi, sceneggiatore di The Terminal, racconta la storia d'amore da Alfred e Alma Reville, sua moglie e sceneggiatrice, durante le riprese di Psycho nel '59, ed è attualmente candidato al Golden Globe per la performance di Helen Mirren. Di fianco a lui, candidato a ben 7 Globes, Lincoln di Spielberg, altra costumata su altri personaggi storici tanto caro agli americani.
E con il fantasy Biancaneve E Il Cacciatore (in cui non ricordo queste peripezie prostetiche) e l'altra costumata Les Misérables, dove il trucco è tutto nella sporcizia tra i capelli dei poveracci e nel candore sulle gote dei ricchi, troviamo a sorpresa il thriller sci-fi Looper (da noi il 31 gennaio) e la commedia alienata Men In Black 3 o, come ama definirsi, MIB3. Il primo film della serie, l'Oscar al trucco lo vinse, ma era il 1997 ed eravamo tutti più ingenui, adesso ci si aspetta di più.
Insomma, i film scelti dall'Academy per ricevere la nomination al Trucco e alle Acconciature per gli 85esimi Oscar, nominations che saranno annunciate il 10 gennaio, sono:

Hitchcock
Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Looper
Men In Black 3
Biancaneve E Il Cacciatore

venerdì 14 dicembre 2012

Golden Globes 2013 - nominations.



La fama dei Golden Globes è inversamente proporzionale alla sua dignità: col passare degli anni è diventata la cerimonia del popolo, ma del popolo più vasto, al punto che detiene il primato per la migliore serata condotta l'anno scorso (da Ricky Gervais) e il numero più alto di premi ridicoli assegnati - per non parlare di quelli non dati.
Chris Colfer miglior attore non protagonista per la serie tv musical Glee; Julie Bowen assente per tre anni di fila (e anche quest'anno) dopo aver vinto due Emmy con Modern Family a discapito di Sofía Vergara (da tre anni presente); Eva Longoria candidata come miglior attrice insieme alle altre tre colleghe di Desperate Housewives nell'anno in cui la serie era all'apice del successo, fortuna che non le ripiomberà mai più nella vita; Johnny Depp doppiamente candidato come miglior attore per le più grandi porcherie che la storia abbia mai prodotto: Alice In Wonderland e The Tourist, e quest'ultimo film, si dice a causa delle pressioni fatte in sala il giorno prima, venne nominato alla migliore pellicola comedy. Insomma, lontano dai fasti degli anni '90, quando La Sirenetta riusciva a scavalcare i film con le “persone vere” e prendere il Globo alla migliore pellicola musical, adesso i premi dati dalla Foreign Press Association accontentano i fan di Avatar, di The Social Network, e abbassano il capo di fronte a Kathryn Bigelow candidandola quest'anno dappertutto dopo averla ignorata due anni fa.
E ignorano, quest'anno, quest'anno che festeggiano il 70esimo, la colonna sonora di Beasts Of The Southern Wild e la maestria di Paul Thomas Anderson che vede il suo The Master candidato solo per gli attori. Ignorano l'Italia, senza Taviani per il Miglior Film Straniero (caso strano dato che ebbero il coraggio di nominare Baarìa con Gli Abbracci Spezzati nel 2009), ignorano la Romania di Cristian Mungiu, ignorano soprattutto Javier Bardem, che secondo i miei pronostici farà doppietta di Academy Awards per il suo ruolo in Skyfall. Ignorano, ahinoi, la regia di Michael Haneke e le interpretazioni dei suoi due magistrali, immensi, incredibili protagonisti.
Però candidato Il Pescatore Di Sogni, Taylor Swift e Adele e Jon Bon Jovi per la canzone originale, Meryl Streep per la cinquantesima volta, Richard Gere che ormai non ci ricordiamo più che faccia abbia e Quasi Amici al Film Straniero.
La cerimonia, che si terrà il prossimo 13 gennaio, sarà condotta dalla vincitrice (per il geniale 30 Rock) Tina Fey e dalla sua ex collega nel Saturday Night Live Amy Poehler (candidata per Parks & Recreation), insieme nella foto. Andrà in onda durante la nostra notte del 14 sulla NBC come ogni anno.
Le nominations per le categorie cinematografiche, di seguito e dopo l'interruzione, mentre per tutte le altre candidature televisive rimando al sito ufficiale.

Miglior Regia
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained

Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Quentin Tarantino per Django Unchained
Chris Terrio per Argo

giovedì 13 dicembre 2012

Screen Actors Guild - nominations.



Quattro nominations in tutto per Maggie Smith: due per Marigold Hotel e due per Downtown Abbey; due singole e due al cast. Poi, due nominations per Nicole Kidman: una per The Paperboy e la pipì su Zac Efron, l'altra per Hemingway & Gellhorn, la miniserie della HBO sullo scrittore e la sua compagna.
Due nominations anche per i tre attori de L'orlo Argenteo Delle Nuvole, per due de Les Misérables, per tre di Lincoln.
Per il resto, è quasi tutto uguale alle nominations precedenti, solo che questi sono gli Screen Actors Guild Awards di cui il canale italiano E! manda in diretta il tappeto rosso perché stracolmo di attori e attrici tutti vestiti bene: sono, questi, i premi del Sindacato degli interpreti che si elogiano e si premiano compliando schedine in cui votano i propri colleghi. Ne fa parte anche Emmanuelle Riva che però, tu guarda, non è candidata (per Amour). Non è candidato nessuno straniero se non Marion Cotillard che giorno dopo giorno si avvicina sempre di più alla seconda nomination all'Oscar (che ha vinto per La Vie En Rose; il suo fu il terzo Oscar dato a una persona straniera per un film straniero dopo Sophia Loren con La Ciociara, Roberto Benigni con La Vita È Bella e prima di Jean Dujardin per The Artist).
Non ci sono Amy Adams, Quvenzhané Wallis, Leonardo DiCaprio e Christoph Waltz, gli attori di Moonrise Kingdom; ma ci sono un sacco di altri candidati per le serie, le miniserie e i film per la TV a cui rimando da questo link.
Dopo l'intervallo, tutti gli attori nominati per i 19esimi SAG Awards, che saranno assegnati domenica 27 gennaio a Los Angeles:

Miglior Cast in un Film
Argo
Ben Affleck, Alan Arkin, Kerry Biche, Kyle Chandler,
Rory Cochrane, Brian Cranston, Christopher Denham,
Tate Donova, Clea Duvall, Victor Garber, John Goodman,
Scoot McNairy, Chris Messina

Marigold Hotel
Judi Dench, Celia Imrie, Bill Nighy, Dev Patel, Ronald Pickup,
Maggie Smith, Tom Wilkinson, Penelope Wintoln

Les Misérables
Isabelle Allen, Samantha Barks, Sacha Baron Cohen,
Helena Bonham Carter, Russel Crowe, Anne Hathaway,
Daniel Huttlestone, Hugh Jackman, Eddie Redmayne,
Amanda Seyfried, Aaron Tveit, Colm Wilkinson

Lincoln
Daniel Day-Lewis, Sally Field, Joseph Gordon Levitt,
Hal Hollbrook, Tommy Lee Jones, James Spader, David Strathairn

L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Bradley Cooper, Robert De Niro, Anupam Kher,
Jennifer Lawrence, Chris Tucker, Jaki Weaver

Critics' Choice - nominations.



La Broadcast Film Critics Association è l'organizzazione più vasta tra gli Stati Uniti e il Canada, che raccoglie più di 270 critici della televisione, della radio, del Web e del cinema. Ogni anno, nella branchia “Movie” celebra la migliore produzione della stagione con questi premi, e negli ultimi cinque anni il Miglior Film qui è stato anche il Miglior Film agli Oscar; in tutto, “hanno azzeccato” dieci volte su diciassette.
Perché questa è solo la 18esima edizione del premio, che si terrà il 10 gennaio in una cerimonia di due ore trasmessa sul CW Television Network.
Esiste, dentro a queste copiose nominations, un'altra lista di candidati, anzi più liste, divise in film d'azione, commedie, sci-fi/ horror, con rispettivi migliori attori eccetera; per questo motivo, posterò solo le categorie principali rimandando a questo sito, quello ufficiale della cerimonia, per l'elenco completo. Rimando anche alla possibilità di votare, per la prima volta, il Favorite Film Franchise, il Miglior Film “Da Cassetta”, senza bisogno di registrarsi né niente, senza limitarsi ai film di quest'anno, cliccando qui.
E ora le solite considerazioni sui candidati: Lincoln di Spielberg sbanca tutto e ottiene 13 nominations (film, attore, attrice non protagonista, attore non protagonista, cast, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco e colonna sonora) ma non lasciamoci impressionare: un po' è un dovere verso un regista che lentamente sta decadendo (per lavorare solo come produttore) un po' è il destino di tutti i filmoni americani in costume; infatti subito dopo c'è Les Misérables, con 11 candidature: film, attore, attrice non protagonista, cast, regia (per la prima volta), fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco, canzone originale (la solita Suddenly). La cosa curiosa è che al terzo posto tra i più nominati c'è una commedia, L'orlo Argenteo Delle Nuvole di David O. Russell (10 nominations) che qua era già andato bene con gli attori di The Fighter. Seguono: Vita Di Pi (9) e poi Argo, The Master e Skyfall (7).
Doppietta per la Francia che con Amour e Ruggine E Ossa occupa due posti sia nel Film Straniero che nell'Attrice Protagonista - una Marion Cotillard quest'anno totalmente ignorata eppure letteralmente gambizzata da questa interpretazione; ma nel Film Straniero c'è un terzo francese, Quasi Amici, che lascia poche speranze al danese A Royal Affair.
Categoria interessante perché poco nota è quella dell'Attore Emergente: Quvenzhané Wallis è super-favorita essendo anche tra le cinque migliori attrici, ma sicuramente Elle Fanning la batte in notorietà e Tom Holland in bravura.
La prima parte di nominations, dopo l'interruzione:

Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Django Unchained
Vita Di Pi
Lincoln
The Master
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty

AFI Awards 2012.



Niente di nuovo sul fronte americano; anche la lista dei Migliori Film del 2012 secondo l'AFI, l'American Film Institute (qui il sito ufficiale), organizzazione indipendente no-profit nata nel 1965 che elogia il buon cinema ma anche la buona televisione, si affianca a tutte quelle che abbiamo già visto se non per qualche virile incursione: Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, finora considerato solo per i suoi aspetti tecnici o artistici (effetti, colonna sonora) viene elevato ad essere uno dei dieci migliori film dell'anno insieme a Django Unchained, opera prossima di Quentin Tarantino che ritorna sui passi di Bastardi Senza Gloria ma sprofondando nel Sud dell'America per ricalcare i suoi tanto amati B-movies mezzo western mezzo splatter con Leonardo DiCaprio, Jamie Foxx, il Franco Nero che fu il “vero” Django nel '66 e, di nuovo, Christoph Walz - da noi il 17 gennaio e in America il giorno di Natale.
È uno dei dieci migliori film anche Argo, spesso ignorato in questa grassa categoria, mentre L'orlo Argenteo Delle Nuvole, Zero Dark Thirty, Lincoln diventano quasi delle certezze per i prossimi Oscar.
Il Premio alla Carriera 2013 sarà dato all'ormai quasi novantenne Mel Brooks, sceneggiatore e attore e compositore per il cinema, il teatro, la televisione; uno dei pochi personaggi ad avere in casa un Oscar, tre Emmy, tre Grammy e tre Tony.

Argo
Beasts Of The Southern Wild
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Django Unchained
Les Misérables
Vita Di Pi
Lincoln
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty