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venerdì 3 gennaio 2014

classifiche/ 2.




Sei primi migliori film diversi, secondo il maggiore sito cinematografico internazionale (Sight & Sound, rivista nata nel 1932 e attualmente diretta da Nick James); i Quaderni del Cinema francese fondati da André Bazin nel '51 sul giornale Revue Du Cinéma oggi anche in versione italiana; il settimanale di attualità, politica, economia e finanza TIME statunitense; l'organizzazione no-profit American Film Institute (AFI), che ogni anno segnala le dieci migliori serie televisive e i migliori film e assegna un premio alla carriera (ricevuto questa volta da Mel Brooks); il sito di informazione cinematografica Film.com che ci regala, insieme alla lista scritta, un video-countdown dei 25 migliori film dell'anno; il più ricercato Rotten Tomatoes, che somma le recensioni dei giornalisti, dei critici e del pubblico per arrivare a una votazione in percentuale da incastrare in una classifica spesso differente dalle altre e piena di pareggi (qui l'intero elenco delle 100 pellicole, che subirà infinite variazioni nei prossimi giorni); il nostrano Cineblog, sito-blog che mischia critica a informazione, tanto televisiva quanto cinematografica. E se i francesi si auto-elogiano incoronando d'alloro il provocatorio Lo Sconosciuto Del Lago, David Erhlich mette sul podio Before MidnightSi Alza Il Vento e A Proposito Di Davis, dimenticandosi di 12 Anni Schiavo (assente anche per Cineblog, che si limita alle uscite in Italia del 2013, e il film di McQueen arriverà in sala il 20 febbraio), che mette quarto, e soprattutto di Gravity, che non mette proprio, ed è l'unico punto di contatto tra il Time e l'elenco di Antonio Maria Abate; Sight & Sound lo etichetta secondo, i Cahiers quarto ed è forse la pellicola che ne esce vittoriosa da queste classifiche tanto differenti. Tra i molti documentari (The Act Of Killing comunque il più importante), i film dell'anno scorso (Oltre Le CollineLincoln) e gli sbagli (Fast And FuriousPain & Gain e il contrastato Spring Breakers), la nostra Grande Bellezza brilla al secondo posto nel Time e Cineblog e cinquantunesimo per RT, prima volta dopo tanti anni che la cosa accade, nonostante il capolavoro dei Taviani l'anno scorso. Con gioia compare anche il piccolo Frances Ha, altrettanto elogiato dall'altra metà di critica.
Di seguito, dopo l'interruzione, tutti gli elenchi.

sabato 21 dicembre 2013

Oscar 2014 - colonna sonora.



Compare tre volte Hans Zimmer (L'uomo D'acciaio, Rush, ma soprattutto 12 Anni Schiavo, con cui ha la quasi-certezza di ricevere la decima nomination – ha vinto un Oscar per Il Re Leone), una sola volta il pluri-premiato (5 Oscar) ma soprattutto pluri-candidato (ha raggiunto le cinquanta volte) John Williams, autore della musica di Storia Di Una Ladra Di Libri e due volte Thomas Newman (Saving Mr. Banks, Effetti Collaterali), candidato già undici volte e mai vincitore. Stiamo parlando della shortlist (short mica tanto: sono più di cento) rilasciata dall'Academy per la candidatura (ufficiale il 16 gennaio) all'Oscar per la migliore colonna sonora originale, l'insieme delle musiche e dei brani ri-cantati e/o ri-arrangiati e/o scritti appositamente per la pellicola. Questi film passano il turno: qualche documentario (incluso il quasi-candidato al film straniero L'image Manquante), molti film d'animazione (tra cui il francese Ernest & Celestine e il giapponese Si Alza Il Vento, in lizza anche per la nomination al lungometraggio animato) e ben due film su Mandela: Mandela: Long Walk To Freedom, già candidato a troppi Golden Globes e Winnie Mandela, film originario del 2011 con Terrence Howard e Jennifer Hudson. Ma l'occhio cade sulla cerchia dei film super-favoriti che, oltre a 12 Anni Schiavo, potrebbero fare incetta di candidature grazie anche a questa categoria: Captain Phillips, Her, Philomena, Lo Hobbit, gli indipendenti Short Term 12, Fruitvale Station e The Spectacular Now ma soprattutto Gravity, con le musiche magistrali di Steven Price.
Di seguito, le 114 colonne sonore rimaste in gara per la nomination.

sabato 14 dicembre 2013

Oscar 2014 - film d'animazione.



Sarà finalmente la Disney, che non ha mai vinto il premio di questa categoria, o ancora una volta la Pixar, che – con l'eccezione di Rango del 2011 – è imbattuta da cinque anni, incluso quello scorso, in cui Ralph Spaccatutto meritava molto più del deludente (ma tecnicamente impeccabile) Brave? L'Oscar al Miglior Film d'animazione è stato istituito per la prima volta solo nel 2001, per premiare “pellicole di almeno 40 minuti, con i personaggi principali animati digitalmente e con almeno il 75% delle scene a carattere animato” (ecco perché compare I Puffi 2, mentre il precedente fu escluso). Il primo a trionfare fu Shrek, battendo Monsters & Co. Mike e Sully si prenderanno la rivincita quest'anno, con il prequel Monsters University, non in gara per il Golden Globe? Frozen pare non avere concorrenza, e sarebbe il primo Oscar in casa Disney per una pellicola intera, dopo una serie di migliori colonne sonore e canzoni originali (ma La Bella E La Bestia, prima di Up e Toy Story 3, fu candidato al miglior film insieme a quattro pellicole di finzione che non presero bene la concorrenza, e ottenne il maggior numero di nominations insieme a WALL•E in varie categorie – sonoro, sceneggiatura...). Attenzione però: Hayao Miyazaki lascia le scene e lo fa con una delizia per gli occhi dopo il ludico Ponyo; ebbe il suo Oscar nel 2002 con La Città Incantata, e fu ricandidato nel 2005 col meraviglioso Il Castello Errante Di Howl. Per lui e per l'Academy sarebbe l'ultima occasione. I titoli matti sono il sud-coreano The Fake, il sud-africano Khumba, il canadese The Legend Of Sarila, lo spagnolo Apóstolo, il brasiliano Una Storia Di Amore E Furia, i giapponesi Una Lettera Per Momo (originario del 2011) e Puella Magi Madoka Magica – ma l'unico che potrebbe scamparla è il francese Ernest & Celestine, scritto da Daniel Pennac; all'Academy piace sorprenderci, e due anni fa misero in cinquina Chico & Rita e Un Gatto A Parigi.
Di seguito, i 19 film in corsa per la nomination:

Piovono Polpette 2 - La Rivincita Degli Avanzi di Cody Cameron & Kris Pearn
I Croods di Kirk De Micco & Chris Sanders
Cattivissimo Me 2 di Pierre Coffin & Chris Renaud
Epic di Chris Wedge
Ernest & Celestine di Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner
The Fake di Sang-ho Yeon
Free Birds - Tacchini In Fuga di Jimmy Hayward
Frozen - Il Regno Di Ghiaccio di Chris Buck & Jennifer Lee
Khumba di Anthony Silverston
The Legend Of Sarila di Nancy Florence Savard
Una Lettera Per Momo di Hiroyuki Okiura
Monsters University di Dan Scanlon
O Apóstolo di Fernando Cortizo
Planes di Klay Hall
Puella Magi Madoka Magica The Movie – Rebellion di Yukihiro Miyamoto, Akiyuki Shinbo
Rio: 2096 A Story Of Love And Fury di Luiz Bolognesi
I Puffi 2 di Raja Gosnell
Turbo di David Soren
Si Alza Il Vento di Hayao Miyazaki

lunedì 9 dicembre 2013

premi della critica.



Doppietta per Jannifer Lawrence? – si mormorava fino a qualche giorno fa, quando i critici di New York avevano decretato American Hustle miglior film e la Katniss degli Hunger Games migliore attrice non protagonista. Una seconda statuetta consecutiva in vista, dopo quella de Il Lato Positivo dell'anno scorso? Pare di no, a leggere la lista dei vincitori di ieri nei circoli della stampa cinematografica americana. Perché dopo la prima proiezione stampa, il nuovo film di David O. Russell è stato messo nel dimenticatoio per ripescare, sebbene con non tanti premi, Her di Spike Jonze, passato in concorso a Roma con una Scarlett Johansson che i Golden Globes hanno detto “incandidabile” perché mai effettivamente in scena. Ha comunque la meglio 12 Anni Schiavo, che dopo l'ignorato Hunger e l'apprezzato ma non troppo Shame consacra Steve McQueen come uno dei registi più interessanti del panorama mondiale: il suo dramma razziale è quasi sempre il miglior film e ottiene riconoscimenti per l'attore protagonista Chiwetel Ejiofor e l'attrice non protagonista Lupita Nyong'o annunciata interprete straordinaria. A sorpresa non compare mai Michael Fassbender, attore feticcio di McQueen, che potrebbe ottenere la sua prima nomination all'Oscar per il ruolo di non protagonista, bianco tra i neri. L'attore non protagonista della critica è sempre Jared Leto (impossibile prendere sul serio la vittoria di James Franco per Spring Breakers) per la metamorfosi in transgender di Dallas Buyers Club, anch'esso passato a Roma, in cui oscura il protagonista Matthew McConaughey. Sul versante femminile Cate Blanchett vince facile col nuovo un po' snobbato film di Woody Allen. Before Midnight si contende la migliore sceneggiatura con Non Dico Altro, commedia divorzista che vede anche trionfare James Gandolfini solo perché, diciamocelo, trapassato, e qualche spiraglio di luce vede Martin Scorsese per la regia di The Wolf Of Wall Street (durata: tre ore) (ma attenzione a Gravity): se con lui l'Academy è stata buona regalandogli l'Oscar dopo centomila film candidati, con Leonardo DiCaprio anche quest'anno farà sicuramente la gnorri. La Vita Di Adèle ci batte di poco ma tanto non può candidarsi all'Oscar mentre La Grande Bellezza sì e Hayao Miyazaki fa ancora centro, per l'ultima volta, oscurando l'osannato e primo in classifica Frozen.
Tutti i premi della Los Angeles Film Critics Association, della Boston Society Of Critics e dei New York Film Critics dopo l'interrizione.

domenica 8 dicembre 2013

Annie Awards - nominations.



Con 10 nominations a testa, Frozen - Il Regno Di Ghiaccio e Monsters University sono i film dei 41esimi Annie Awards, premi dell'animazione internazionale che ogni anno consacrano tutti i campi tecnici e artistici del video non filmato, dal cinema d'animazione agli spot commerciali passando per le serie e gli episodi televisivi. Casa Disney Pixar, oltre all'incetta di candidature in tutti i campi del grande schermo (fino alla voce che Billy Crystal presta a Mike) abbonda di nominations per i programmi su satellite, dalla serie di Mickey Mouse fino al corto speciale di Halloween Toy Story OF TERROR! andato in onda sul nostro Disney Channel in contemporanea con gli USA. Ma delle nominations televisive qui non ci occupiamo (ci sono, ad ogni modo, Futurama, il Regular Show e lo splendido Adventure Time); per la lista completa di tutti i candidati rimando al sito ufficiale mentre di seguito trovate le categorie più importanti dei lungometraggi: contro i super-favoriti disneyani se la giocano Cattivissimo Me 2 e Si Alza Il Vento con cui Hayao Miyazaki abbandona la regia. Il primo di questi due film conta il cast vocale di maggiore impatto (Kristen Wiig tra poco in sala con Walter Mitty, Steve Carell e Pierre Coffin, voce di tutti i Minions) oltre a uno splendido storyboard, la musica di Pharrell Williams e l'animazione dei personaggi; sorte molto peggiore ha avuto Planes, distrutto dalla critica e ancora di più dal pubblico, con una sola candidatura e un sequel pronto da sfornare. Daniel Pennac è candidato alla sceneggiatura di Ernest & Celestine mentre riceveranno premi onorari di diverso tipo il documentario I Know That Voice, Steven Spielberg e la DZED per l'innovativo sistema di catturare immagini da stop-motion.
Di seguito e dopo l'interruzione i candidati.

miglior film d'animazione
Una Lettera Per Momo di Hiroyuki Okiura
GKIDS
Cattivissimo Me 2 di Pierre Coffin & Chris Renaud
Illumination Entertainment/Universal Pictures
Ernest & Celestine
 di Stéphan Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner
GKIDS
Frozen di Chris Buck & Jennifer Lee

Walt Disney Animation Studios
Monsters University di Dan Scanlon

Pixar Animation Studios
I Croods
 di Kirk De Micco & Chris Sanders
DreamWorks Animation
Si Alza Il Vento
 di Hayao Miyazaki
Studio Ghibli/Touchstone Pictures

sabato 7 dicembre 2013

NYFCCA - vincitori.



Forse non era il film più bello, ma Zero Dark Thirty era sicuramente il film meglio fatto dell'anno scorso; e il New York Critic Circle l'aveva capito e premiato per primo, premiando a sorpresa anche, due anni fa, The Artist quando ancora non era scoppiato il caso. Così, quest'anno ci sorprende dando il massimo riconoscimento ad American Hustle di David O. Russell e solo la regia a Steve McQueen per il quanto-pare-capolavoro 12 Years A Slave. Al film di Russell, anche, l'interpretazione femminile di supporto, quella di Jennifer Lawrence, che a questo punto potrebbe fare la doppietta candidandosi di nuovo all'Oscar. La protagonista è la nevrotica Cate Blanchett che pare stia avendo sempre la meglio su Judi Dench mentre il protagonista è Robert Redford e non Matthew McConaughey – del cui film è però premiato Jared Leto. Non c'è Gravity: né al film né all'attrice né, purtroppo, alla fotografia di Emmanuel Lubezki che era stato dimenticato anche dagli Oscar per The Tree Of Life. Vince però Inside Llewyn Davis, che ci piace molto, insieme a Si Alza Il Vento, ultimo film per Hayao Miyazaki che si ritirerà dopo questa fatica. Forse per questo il premio non va a Frozen – cento milioni di incazzo al primo weekend e elogi della critica che lo mettono tra i dieci migliori film dell'anno. È chiaro, infine, che il film indipendente degli Oscar sarà Fruitvale Station mentre Sarah Polley, attrice ne La Vita Segreta Delle Parole, sceneggiatrice di Lontano Da Lei e regista, porta avanti il suo documentario Stories We Tell che a sorpresa ha la meglio contro The Act Of Killing.
Di seguito e dopo l'interruzione, tutti i vincitori.

Miglior film: American Hustle di David O. Russell
Miglior regia: Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Miglior sceneggiatura: Eric Singer & David O. Russell per American Hustle