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lunedì 3 marzo 2014

Oscar 2014 - vincitori.



Quella che vedete accanto, con quasi tre milioni di retweet, è l'immagine più condivisa di Twitter, record battuto ieri sera da Ellen DeGeneres in onore del record battuto da Meryl Streep giunta alla diciottesima nominations come attrice; Ellen, presentatrice di nuovo dei 68esimi Academy Awards come nel 2007, ha di nuovo preferito passare la maggior parte del tempo in platea e non sul palco – un palco decisamente meno pomposo di altre cerimonie, più asciutto, minimamente riempito. Dalla platea ha ordinato pizza, conversato con persone, mentre sullo stage si susseguivano P!nk nel tributo a Il Mago Di Oz, Glenn Close nella celebrazione dei defunti dell'anno (James Gandolfini il primo a comparire, Philip Seymour Hoffman l'ultimo), le quattro canzoni candidate di cui la vincitrice, Let It Go, velocizzata perché già fuori scaletta. E poi le star, senza il George Clooney di Gravity ma con una Sandra Bullock che ad ogni premio le si riempiva il cuore: sette statuette per il capolavoro visivo e di tensione di Alfonso Cuarón: regia, montaggio, fotografia, montaggio sonoro, mixaggio sonoro, colonna sonora ed effetti visivi. Tutto abbastanza prevedibile, dagli attori Matthew McConaughey che ha fatto lo show ritirando il premio a Jared Leto che ha elogiato la madre single, da Cate Blanchett elegantissima a Lupita Nyong'o fino all'ultimo incerta contro Jennifer Lawrence, per una cerimonia senza particolari picchi ma con qualche battuta simpatica. A meno che non si tratti dell'Italia, esultante per questo tredicesimo miglior film straniero dopo sedici anni da La Vita È Bella. «A Fellini, Maradona, Scorsese e i Talkin Heads» è stato dedicato un premio felicemente ritirato insieme a Toni Servillo, dato da Viola Davis: un quadretto splendido. Meno meraviglioso il documentario: 20 Feet From Stardom batte i sanguinocentrici The Act Of Killing e The Square. Non ha avuto rivali Frozen con le sue due nominations né 12 Anni Schiavo già miglior film su carta. Restano a bocca asciutta Captain Phillips, Nebraska e Philomena e soprattutto American Hustle, mentre Spike Jonze ritira il trofeo per la minore delle sue quattro sceneggiature e Il Grande Gatsby alla fine la scampa con due premi artistici.
Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati e i vincitori.


film
American Hustle - L'apparenza Inganna prodotto da Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison, e Jonathan Gordon
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca
Dallas Buyers Club prodotto da Robbie Brenner & Rachel Winter
Gravity prodotto da Alfonso Cuarón & David Heyman
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Nebraska prodotto da Albert Berger & Ron Yerxa
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare

domenica 2 marzo 2014

Oscar 2014 - predictions.


the Lego movie/ the Oscars.



Film Independent Spirit Awards - vincitori.




Senza la concorrenza di Gravity è 12 Anni Schiavo il film arraffa-tutto nella serata più importante della stagione prima degli Oscar. Annunciate il 4 dicembre, le candidature ai 29esimi Independent Spirit Awards hanno visto i vincitori solo ieri sera, in una cerimonia sempre più di gala e sempre meno “independent”; film come quello di Steve McQueen e dei fratelli Coen – il più sottovalutato dell'anno senza dubbio – vengono celebrati al fianco del minuscolo Frances Ha, il romantico The Spectacular Now, Short Term 12 e quello che si presentò come il film indipendente dell'anno, Fruitvale Station, scanzato poi da Dallas Buyers Club che con sei candidature agli Academy Awards ha vinto qui i premi ai due attori, prevedibili, Matthew McConaughey e Jared Leto. Miglior attrice: Cate Blanchett (nella foto, durante il tributo in memoriam per Philip Seymour Hoffman, il candidato James Gandolfini – per Non Dico Altro – e Roger Erbert); miglior sceneggiatura d'esordio: Nebraska, scritto dal geniale Bob Nelson, e poi cinque premi per l'arte visiva della schiavitù nera: film, regia, sceneggiatura, l'attrice non protagonista Lupita Nyong'O e fotografia. Il documentario, a sorpresa, non è The Act Of Killing ma 20 Feet From Stardom, a dimostrazione del fatto che l'industria guerrocentrica non è sempre presa più in considerazione de, per esempio, le coriste nere. Il film straniero, La Vita Di Adèle – per una volta non la nostra Grande Bellezza in una stagione nata senza prospettive e finita con grandissime soddisfazioni italiche.
Qui e qui informazioni sulla cerimonia di premiazione presentata da Patton Oswalt, mentre di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco di tutti i candidati e, evidenziati in blu, i vincitori.

miglior film
12 Years A Slave di Steve McQueen
All Is Lost di J.C. Chandor
Frances Ha di Noah Baumbach
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
Nebraska di Alexander Payne

miglior regista
Shane Carruth per Upstream Color
J.C. Chandor per All Is Lost
Steve McQueen per 12 Years A Slave
Jeff Nichols per Mud
Alexander Payne per Nebraska

CDG & CAS Awards - vincitori.




12 Anni Schiavo ha la meglio su American Hustle nell'unico premio che quest'ultimo potrebbe ricevere agli Oscar di stanotte e sul Grande Gatsby che potrebbe spuntarla; i Costume Designers Guild Awards 2014 sono stati assegnati all'epopea di Solomon Northup di Steve McQueen, alle schizofrenie venali della Blue Jasmine di Woody Allen e nel secondo capitolo degli Hunger Games, il neo-kolossal diretto da Francis Lawrence dopo la prima piccola produzione di Gary Ross. Ma il Sindacato dei Costumisti d'America ha anche premiato l'eccellenza nella sartoria per la televisione, le serie e i film TV: qui tutti i premi, tra cui spunta ovviamente Behind The Candelabra.
Altro Sindacato altre eccellenze, i fonici di presa diretta della Cinema Audio Society hanno consegnato pure i loro premi per i film 2013 a una pellicola di finzione e una d'animazione: Gravity è la prima, capolavoro visivo di Alfonso Cuarón che celebra così una carriera di meraviglie, ingiustamente poco considerato dalle cerimonie per Y Tu Mamá Támbien e I Figli Degli Uomini; Frozen è il secondo vincitore, contro il pixariano Monsters University, campione d'incassi tanto in sala quanto nei negozi di dischi per una colonna sonora da record e una canzone originale in odore di Academy Award. Qui tutti i premi di quest'altra serata di gala, e di seguito, dopo il salto, i candidati e i vincitori di entrambe le iniziative.

lunedì 17 febbraio 2014

Bafta 2014 - vincitori.



Tante previsioni azzeccate e qualche sorpresa ai British Academy Film & Television Awards consegnati ieri sera a Londra; e le sorprese derivano soprattutto dall'assenza in tutte le categorie di Dallas Buyers Club, che quindi cede il suo trofeo del miglior attore, vinto da Chiwetel Ejiofor per 12 Anni Schiavo, accolto da un'ovazione spettacolare (forse perché effettivamente più meritevole), e del suo attore di supporto, non più Jared Leto ma nemmeno Michael Fassbender: vince Barkhad Abdi, il pirata di Captain Phillips, anche lui sale sul palco tra gli applausi generali. Il film di Steve McQueen si deve accontentare di questo e del più importante premio perché neanche Lupita Nyong'o arraffa le due statuette a cui era candidata: la star emergente votata dalla giuria EE è Will Poulter (nella foto a sinistra, insieme agli altri candidati Léa Seydoux e George Mackay), protagonista di Come Ti Spaccio La Famiglia, che batte il ben più navigato Dane Dehaan (Chronicle, Come Un Tuono, Lawless, Giovani Ribelli, Spider-Man). Due premi (giusti) alle arti sceniche e sartoriali de Il Grande Gatsby, tre (ingiusti) ad American Hustle – trucco, sceneggiatura non originale e, di nuovo, ancora, Jennifer Lawrence attrice non protagonista, la prevedibile Cate Blanchett migliore interprete femminile per Blue Jasmine, che ringrazia e dedica il premio a Philip Seymour Hoffman, il prevedibile Frozen miglior film d'animazione e poi il vero acchiappa-tutto: Gravity è il miglior film inglese, del miglior regista, fotografia, colonna sonora, effetti visivi e suono. La Grande Bellezza batte La Vita Di Adèle e L'atto Di Uccidere, che vince come documentario, mentre il miglior debutto è di Kieran Evans, regista, dopo qualche collaborazione televisiva a tema musicale, del tenero Kelly + Victor.
Qui la pagina ufficiale di tutti i candidati e vincitori; qui l'account YouTube della BBC con i video (non tutti) della serata; mentre di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco dei candidati e, in blu, i vincitori.

miglior film
Anthony Katagas, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison e Jonathan Gordon per American Hustle - L'apparenza Inganna
Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Philomena
Alfonso Cuarón & David Heyman per Gravity

miglior film inglese
Justin Chadwick, Anant Singh, David M. Thompson e William Nicholson per Mandela: Long Walk To Freedom
John Lee Hancock, Alison Owen, Ian Collie, Philip Steuer, Kelly Marcel e Sue Smith per Saving Mr. Banks
Stephen Frears, Gabrielle Tana, Steve Coogan, Tracey Seaward e Jeff Pope per Philomena
Clio Barnard & Tracy O’Riordan per The Selfish Giant
Alfonso Cuarón, David Heyman e Jonás Cuarón per Gravity
Ron Howard, Andrew Eaton e Peter Morgan per Rush

lunedì 3 febbraio 2014

ASC Awards - vincitori.



Era tutta tra Bruno Delbonnel ed Emmanuel Lubezki (foto) la gara alla migliore fotografia durante i 28esimi ASC Awards, e il Sindacato ha deciso di premiare per la quarta volta il secondo, già vincitore per I Figli Degli Uomini sempre di Cuarón, soprattutto perché per Delbonnel era la prima esperienza con i Coen, che hanno rinunciato al loro storico fotografo Roger Deakins comunque candidato per Prisoners (e vincitore l'anno scorso per Skyfall). Dunque i tre, presenti tutti nella cinquina della migliore fotografia agli Oscar, lotteranno per ricevere il premio, che sarebbe il primo per ognuno: Deakins, dal '95 ad oggi, ha accumulato ben 11 nominations senza mai ritiare la statuetta; Delbonnel, vincitore dell'ASC per il francese Una Lunga Domenica Di Passioni e candidato per Amèlie, 4 (Harry Potter 3 incluso); Lubezki, vincitore morale due anni fa per The Tree Of Life, 6. Peccato per Nebraska, un bel bianco e nero, e per 12 Anni Schiavo, che ormai ha finito la sua incetta di glorie. Qui il sito ufficiale dell'associazione, che non vi dirà altri vincitori o altri candidati dato che non conta altre categorie, ma informa sul mestiere del direttore di fotografia e intervista i più importanti nomi del cinema internazionale. Di seguito, tutti i candidati dell'edizione 2014.

american society
of cinematographers
Sean Bobbitt per 12 Anni Schiavo
Barry Ackroyd per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Emmanuel Lubezki per  Gravity 
Bruno Delbonnel per A Proposito Di Davis
Phedon Papamichael per Nebraska
Roger Deakins per Prisoners
Phillippe Le Sourd per The Grandmaster

venerdì 31 gennaio 2014

la punizione del faraone.



12 Anni Schiavo
12 Years A Slave, 2013, USA/ UK, 134 minuti
Regia: Steve McQueen
Sceneggiatura non originale: John Ridley
Basata sul romanzo omonimo di Solomon Northup
Cast: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Sarah Paulson,
Paul Dano, Benedict Cumberbatch, Paul Giamatti, Brad Pitt,
Lupita Nyong'o, Alfre Woodard, Kelsey Scott, Quvenzhané Wallis
Voto: 8.8/ 10
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Candidato a nove Premi Oscar:
film, regia (Steve McQueen), sceneggiatura non originale (Joh  Ridley)
attore (Chiwetel Ejiofor), attore non protagonista (Michael Fassbender)
attrice non protagonista (Lupita Nyong'o), montaggio (Joe Walker)
costumi (Patricia Norris), scenografia (Adam Stockhausen & Alice Baker)
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Il «genio» Steve McQueen (le virgolette sono di Michael Fassbender su Vanity Fair), video-artista al suo terzo lungometraggio, raccoglie il crescendo di successi accumulati in precedenza e approda al cinema con un'opera che, stando solo alla trama, spezza con le precedenti; è una storia in costume, storia vera di Solomon Northup rapito da due bianchi finti impresari circensi e venduto come schiavo, privato della sua identità e separato con la forza e l'inganno dalla famiglia, dai figli, per essere deportato altrove a coltivare il cotone e lavorare la terra mantenendo la media delle 200 libbre raccolte ogni giorno sennò cento frustate. Ed è una storia linearmente raccontata, affrontabile da ogni tipo di pubblico: non siamo più davanti ai pianosequenza estremi di Hunger, al suo silenzio perenne rotto dal magistrale dialogo del mezzo; non abbiamo più il mistero da svelare scavando nella psicologia dei due protagonisti di Shame: qui tutto ci viene raccontato sin dall'inizio, come a voler privare il film della sua trama, del suo sviluppo, anche perché a McQueen raccontare una storia in ordine cronologico non piace. Eppure gli strascichi di Shame si sentono, soprattutto nella colonna sonora che un sacco le assomiglia (Glenn Gould escluso) ma di Hans Zimmer, ingiustamente non candidato all'Oscar; e ancora di più si sente Hunger: nell'esplicitazione della violenza, nella nudità dei corpi maltrattati, nelle frustate, nelle ferite sulla schiena, sui lividi, sulle magrezze. Ancora una volta il regista irlandese confeziona un'accusa verso la società: non è più la condizione dei prigionieri politici né quella del disturbo sessuale di un presunto violentato, ma un'accusa più grande, immensa, di cui tutto il mondo parla: è l'olocausto del Nuovo Continente, la tratta dei negri che ormai il cinema ci racconta in tutte le salse – e gli attuali adolescenti cresceranno come noi siamo cresciuti leggendo Anna Frank. Ma 12 Anni Schiavo si eleva sugli altri, sui grotteschismi ironici di Django, sull'asciuttezza narrativa di Lincoln, sulla compassione pietosa di The Butler, e si fa pellicola per chi si ritiene troppo intelligente per tutti i precedenti: perché McQueen estetizza, racconta una catastrofe ingiusta, un'altra vittimizzazione dovuta a circostanze esterne, alle cose del mondo, e lo fa senza mai perdere la propria concezione di Arte. Più il film avanza, più la storia si sporca di sangue, migliori sono le scene, concludendosi in un pianosequenza in cui la straordinaria Lupita Nyong'o si ritrova, nuda e legata, a sorbirsi colpi di frusta che le vediamo squarciare le carni. Però la fama del regista, e soprattutto del suo sodalizio con Michael Fassbender, qui relegato in una parte minore ma terribile e terribilmente interpretata, lo spinge sul grande pubblico, per cui lima i propri pirotecnicismi e puntella la pellicola con immagini di paesaggi e di orizzonti ricordando I Giorni Del Cielo e semina tra il cotone attori da cartellone, dal cattivo-a-tutti-i-costi Paul Dano al commerciante Paul Giamatti, dal buono Benedict Cumberbatch al buonissimo Brad Pitt (anche produttore). Se Spielberg si stendeva sulla sua impeccabile sceneggiatura, e soprattutto sui suoi attori, McQueen fa l'esatto opposto, prendendosi il carico della creazione di pathos – eppure gli attori lo superano lo stesso: Chiwetel Ejiofor è straordinario, e lui se ne accorge e lo riprende, fermo, per una scena intera. Meravigliosa. Cerca il meraviglioso in tutto – ma in tutto il becero, il cattivo, l'estremo: non ci mostra infatti la conclusione della storia (pubblicata nel 1853), e ce la riassume con troppe didascalie di fondo.
Era stato eletto film dell'anno prima che uscisse, ha avuto la sfortuna di uscire insieme a troppi film dell'anno. La critica si divide: attenzione però che le aspettative alte ammazzano.

venerdì 24 gennaio 2014

Producers Guild Awards - vincitori.




Con un parimerito si è conclusa la 25esima edizione dei Producers Guild Awards, i premi del Sindacato dei Produttori Americani che mai nella storia aveva assegnato il massimo riconoscimento a due film invece che a uno. E stando alle statistiche del passato (17 volte in 24 anni), chi vince questo premio va a ritirare poi l'Oscar al miglior film, e per questo 2014 il campo si restringe a due scelte: Gravity, l'epopea fantascientifica di Alfonso Cuarón, e 12 Anni Schiavo, l'epopea anti-razziale di Steve McQueen (il primo nella foto a sinistra, il secondo a destra con Brad Pitt, produttore della pellicola). Entrambi i registi sono da elogiare, e presumibilmente uno riceverà la statuetta alla regia e l'altro no. Altro vincitore annunciato (in tutti i campi) è Frozen, ultimo classico d'animazione Disney e campione d'incassi qui e oltreoceano. Meno prevedibile il premio dei produttori al documentario: We Steal Secret, la storia del sito internet di Julian Assange, batte la HBO in lizza con due titoli (ma attenzione: nessuno dei candidati concorre ora per l'Oscar). Qui trovate l'elenco di tutti i vincitori, sia i produttori di film e serie televisive sia di spot pubblicitari; di seguito invece, dopo l'interruzione, i candidati e i premiati per il cinema.

martedì 21 gennaio 2014

Screen Actors Guild Awards - vincitori.




Finalmente Lupita Nyong'o torna in auge per la straordinaria performance in 12 Anni Schiavo, che si era presentato, a inizio stagione, come il film arraffa-tutto dell'anno e invece piano piano sta cedendo colpi. Se è suo lo Screen Actor Guild Award per la migliore attrice non protagonista, non lo è quello per l'attore Chiwetel Ejiofor, battuto dal già-Golden Globe Matthew McConaughey, che adesso passeggia indisturbato verso l'Oscar – un premio comunque giusto, considerata anche la carriera recente e snobbata dell'attore, straordinario in Killer Joe. Anche Michael Fassbender, già messo in disparte per Shame, vede il proprio trofeo nelle mani di Jared Leto per Dallas Buyers Club. 12 Anni Schiavo, che poteva allora farcela per l'intero cast (tra gli altri, Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Sarah Paulson, Paul Giamatti, Paul Dano, Alfre Woodard) ha perso contro il ben più elogiato American Hustle, ritratto di un'America molto più grottesca di quanto negli anni '70 non fosse (nella foto, Jennifer Lawrence e Amy Adams con la direttrice del cast), dato che il premio alla migliore performance femminile l'ha giustamente ritirato Cate Blanchett per Blue Jasmine.
Nella serata sono stati consegnati anche i premi alle serie e ai film per la TV. Oltre a Behind The Candelabra e Modern Family, qui l'elenco di tutti gli awards assegnati, e di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco delle performance cinematografiche.

miglior performance
di un attore protagonista
Bruce Dern in Nebraska
Chiwetel Ejiofor in 12 Years A Slave
Tom Hanks in Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Matthew McConaughey in  Dallas Buyers Club 
Forest Whitaker in The Butler - Un Maggiordomo Alla Casa Bianca

miglior performance
di un'attrice protagonista
Cate Blanchett in  Blue Jasmine 
Sandra Bullock in Gravity
Judi Dench in Philomena
Meryl Streep in I Segreti Di Osage County
Emma Thompson in Saving Mr. Banks

sabato 18 gennaio 2014

MPSE Golden Reel Awards - nominations.



L'associazione dei Motion Picture Sound Editors ha annunciato le nominations delle 22 categorie che concorrono al Golden Reel Award, il premio al miglior montaggio sonoro assegnato ogni anno dal Sindacato; oltre al cinema, le candidature spaziano tra la televisione, l'animazione, i videogiochi. La 61esima cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 17 febbraio a Los Angeles e vedrà scontrarsi i tecnici del suono delle migliori e più premiate pellicole dell'anno, dal pluri-candidato 12 Anni Schiavo (qui in corsa per gli effetti sonori, dialoghi, musica) alla perla di fantascienza Gravity, dalla commedia grottesca American Hustle a Captain Phillips, dai musicali Frozen e A Proposito Di Davis ai film stranieri La Vita Di Adèle, The Grandmaster, Il Passato che conta una troupe mezza iraniana e mezza francese e La Bicicletta Verde con la sua prima regista araba donna. Tra i film d'animazione compare l'europeo Ernest & Celestine mentre non dovrebbe avere concorrenti, tra i documentari, 20 Feet From Stardom che, occupandosi delle carriere dei più famosi cantanti e musicisti del mondo, ha una particolare cura per l'aspetto sonoro. Tutte le altre candidature sono nella pagina del sito ufficiale mentre di seguito, dopo l'interruzione, le nominations per il cinema di finzione, di documentario e d'animazione.

miglior montaggio sonoro -
effetti in un film
(a lingua inglese)
12 Anni Schiavo
All Is Lost - Tutto È Perduto
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Fast & Furious 6
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione Di Smaug
Iron Man 3
Lone Survivor


miglior montaggio sonoro -
dialoghi e presa diretta in un film
(a lingua inglese)
12 Anni Schiavo
American Hustle - L'apparenza Inganna
I Segreti Di Osage County
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gravity
Her
A Proposito Di Davis
Lone Survivor

giovedì 16 gennaio 2014

Oscar 2014 - nominations.



Ce la dovremo vedere contro l'accusa di stupro de Il Sospetto, la malattia terminale a suon di musica di Alabama Monroe, il genocidio cambogiano ne L'immagine Mancante e l'amore e gli altri isolamenti di Omar; ma siamo candidati con La Grande Bellezza agli 86esimi Academy Awards, i cui Oscar saranno consegnati domenica 2 marzo al Kodak Theatre di Los Angeles. La gara sarà in realtà tra i filmoni: Gravity in testa con 11 nominations, inclusa quella regalata a Sandra Bullock; subito dopo 12 Anni Schiavo, il film dell'anno, con 10 candidature e senza il nome di Hans Zimmer tra i migliori compositori; sempre con 10 nominations gareggia American Hustle, che non è nella lista del trucco e delle acconciature (a discapito di Jackass) ma fa fare doppietta a David O. Russell per la squadra degli attori tutti candidati come fu l'anno scorso per Il Lato Positivo. Oltre ai tre registi di questi film, tra cui dovrebbe avere la meglio Alfonso Cuarón, troviamo Martin Scorsese che di striscio ce la fa e Alexander Payne che toglie il posto a Greengrass – ma il suo Captain Phillips se la cava più che bene (6 candidature, incluso l'attore non protagonista Barkhad Abdi). Al contrario fanno le pellicole nel limbo già dall'inizio A Proposito Di Davis (2 nominations: fotografia e mixaggio sonoro) e Saving Mr. Banks (colonna sonora), che non vede né i costumi né le scene né soprattutto l'attrice, a cui è preferita (ancora!) Meryl Streep, e nemmeno l'attore non protagonista Tom Hanks, che non è candidato neanche per Captain Phillips cedendo il posto a Leonardo DiCaprio. Perché pare che sia l'anno in cui l'Academy spinga i film indietro: The Wolf Of Wall Street ottiene 5 candidature a sorpresa (la sceneggiatura ma, soprattutto, Jonah Hill come attore non protagonista) e il film indipendente dell'anno viene incoronato Dallas Buyers Club, 6 nominations (film, sceneggiatura, attore, attore non protagonista, montaggio, trucco) che sbattono fuori la probabile sorpresa Fruitvale Station e fanno spazio a un'altra pellicola meravigliosamente presente, Nebraska (6 nomine). Viene riesumato Il Grande Gatsby per poche cose (costumi, scene – ma non la canzone di Lana Del Rey) e The Grandmaster è preferito per i suoi aspetti tecnico-atristici che al film straniero; le candidature di reparto, tipo la fotografia, sono fedeli al sindacato (spunta Prisoners), ma non vale per gli effetti speciali: la più grande mancanza è Pacific Rim, deludente ma impeccabile. Oltre che tra i cortometraggi, l'Europa è celebrata anche con i corti; un segnale, ancora, che vede l'Academy preferire un certo cinema (il tenero e futuristico Her ha 5 nominations inattese) piuttosto che la celebrazione patriottica (niente Oprah per The Butler).
Qui il sito ufficiale dell'Academy e di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati all'Oscar.

film
American Hustle - L'apparenza Inganna prodotto da Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison, e Jonathan Gordon
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca
Dallas Buyers Club prodotto da Robbie Brenner & Rachel Winter
Gravity prodotto da Alfonso Cuarón & David Heyman
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Nebraska prodotto da Albert Berger & Ron Yerxa
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare

lunedì 13 gennaio 2014

Golden Globes 2014 - vincitori/ 2.



Non importa che Greta Gerwig non abbia vinto per Frances Ha contro Amy Adams (che poverella, 4 nominations all'Oscar, 4 al BAFTA ed era la quinta al Globe – meritava di vincerne) né che Jennifer Lawrence l'abbia fatto, per la seconda volta di fila, immeritatamente, contro la super-favorita Lupita N'yongo e la divertentissima June Squibb; è stata la sera in cui, dopo venticinque anni, per la categoria del miglior film straniero è stato detto un titolo italiano: La Grande Bellezza ha battuto i capolavori di Kechiche, Vinterberg, Farhadi e Miyazaki nella più bella cinquina della serata, probabilmente, la più genuina, non sporcata da premi in avanzo né trovate di marketing – motivo per cui Leonardo DiCaprio, giunto all'undicesima candidatura, pretendeva di ricevere un secondo Golden Globe, così come gli U2, autori della canzone originale per il film su Mandela, erano certi che l'eroe nero sarebbe stato ricordato in qualche modo. Non si sa bene in che direzione punti la doppia vittoria di Dallas Buyers Club, con un favorito Jared Leto miglior attore non protagonista e Matthew McConaughey che sgambetta e trattiene l'euforia perché meno speranzoso di farcela (foto). Entrambi, con la Lawrence, hanno battuto il cast di 12 Anni Schiavo, che perde anche il premio alla regia e si accontenta di una sola statuetta, al miglior film drammatico. Alfonso Cuarón è però giustamente celebrato per la maestria dimostrata in Gravity, e a sua volta celebra Sandra Bullock, che lo guarda dal tavolo con cui è a cena. Insomma una serata di premi seminati un po' in giro, senza una pellicola arraffa-tutto né dei film elogiati per determinate categorie, fatta eccezione per American Hustle, miglior film comedy (ma perché, fa ridere?) e migliori interpretazioni femminili. David O. Russel, regista e sceneggiatore, si vede rubare il globo allo script (giustamente) da Spike Jonze, per la prima volta candidato ai dialoghi (nel 2003 fu nominato come regista per Il Ladro Di Orchidee) – ma la sorpresa più grande è sicuramente questo Alex Ebert che, prima esperienza come compositore per un film, All Is Lost, tiene banco sul palchetto raccontandoci di una festa stringendo il premio alla colonna sonora, tolto al veteranissimo John Williams e al favorito Steven Price.
Qui il sito ufficiale con i video della serata; di seguito e dopo l'interruzione tutti i candidati e i vincitori.

miglior film
drama
 12 Anni Schiavo  di Steve McQueen
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto di Paul Greengrass
Gravity di Alfonso Cuarón
Philomena di Stephen Frears
Rush di Ron Howard

miglior film
comedy o musical
 American Hustle  di David O. Russell
Her di Spike Jonze
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
Nebraska di Alexander Payne
The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese

sabato 11 gennaio 2014

American Cinema Editors Awards - nominations.



Ancora un'altra lista di candidati, questa volta dell'Associazione Americana dei Montatori, ancora una serie di nomi ormai prossimo al red carpet del 2 marzo. La 64esima edizione degli Eddie Awards vede in gara i super favoriti Gravity e 12 Anni Schiavo per la statuetta-nastro al miglior montaggio in un film drammatico; concorre l'agitato Captain Phillips e i flashback dell'infanzia australiana di P.L. Travers di Saving Mr. Banks. Sul fronte delle commedie non c'è Blue Jasmine ma finalmente il teneramente senile Nebraska in bianco e nero, Osage County col suo cast stellare e il vincitore certo American Hustle; potrebbe essere battuto dal dramma musicato A Proposito Di Davis dei Coen. Ormai ridotti a tre i titoli animati che si sono fatti valere quest'anno, Monsters University che ritrova la Pixar un po' sottotono, lo spettacolare Frozen e Cattivissimo Me 2 che ogni tanto si fa sostituire dai Croods; tre titoli d'oltreoceano invece per i documentari, col bel Blackfish che si scontra con l'elogiatissimo 20 Feet From Stardom.
I premi verranno assegnati venerdì 7 febbraio al Beverly Hilton Hotel; per l'elenco completo dei candidati anche televisivi e tutte le altre informazioni, questo è il sito ufficiale. Mentre le nominations cinematografiche sono dopo l'interruzione – e ricordate che il premio al montaggio è importantissimo.

venerdì 10 gennaio 2014

Art Directors Guild Awards - nominations.



Il Sindacato degli Scenografi Americani he appena annunciate le candidature ai 18esimi ADG Awards che vanno dal cinema alla televisione, serie e spot (qui il sito ufficiale con tutti i candidati).
Per il grande schermo troviamo la stessa divisione fatta per i costumi: film ambientati ai giorni nostri, nel passato e scenografie di fantasia. C'è ovviamente Lo Hobbit che è l'unico fantasy senza tendenze fantascientifiche. Se la vede con gli spaziali Gravity e Star Trek e gli apocalittici Elysium e Oblivion. L'eccellenza è sempre nei film di periodo: 12 Anni Schiavo ottiene anche questa candidatura contro l'avvantaggiato Grande Gatsby e il bel sottovalutato A Proposito Di Davis. Sorprendono ancora una volta i film contemporanei. Blue Jasmine intasca un'altra nomination inaspettata mentre le scenografie più elaborate e speranzose sono forse quelle del film di Scorsese e di Her di Spike Jonze (il primo in Italia tra una settimana, il secondo a marzo).
Dopo l'interruzione, tutti i candidati.

giovedì 9 gennaio 2014

ASC e CDG awards - nominations.



Esistono i sindacati dei registi, degli sceneggiatori, dei produttori cinematografici, di cui si parla molto, ma esistono anche sindacati e associazioni per i lavoratori del campo tecnico-artistico; sono state annunciate le nominations ai 28esimi American Society of Cinematographers Awards, la società dei direttori della fotografia americani, e ai 16esimi Costume Designers Guild Awards, il sindacato dei costumisti. Mentre nel primo caso si assiste a un solo premio, che sarà dato a uno dei sette fotografi candidati (tutti prevedibili e in profumo di Oscar, tranne Le Sourd per The Grandmaster, presente qui a sorpresa, e Roger Deakins che pensavamo sarebbe stato molto più elogiato per Prisoners), i costumi si dividono nei tre diversi generi: film ambientati ai giorni nostri, film di un passato selezionato e pellicole fantasy. Pochi questi ultimi, con Hunger Games che forse merita più per le scenografie che per gli abiti e Il Grande E Potente Oz che dovrebbe perdere di fronte all'impero visivo de Lo Hobbit; sorprendenti i contemporanei: dall'orrido Walter Mitty all'austero Philomena, con Blue Jasmine che si basa su vestiti firmati avuti in prestito perché troppo più cari del budget complessivo del film. La sfida è tutta nei film storici, ambientati complessivamente dall'inizio alla fine del '900: dagli anni '20 de Il Grande Gatsby, che dovrebbe scintillantemente battere tutti, agli '80 di Dallas Buyers Club, passando per il film dell'anno 12 Anni Schiavo che in effetti potrebbe arruffare anche questo trofeo (è l'unico candidato anche alla fotografia).
Dopo l'interruzione, tutte le nominations.

BAFTA 2014 - nominations.



La Grande Bellezza c'è anche qui, in gara per essere il miglior film straniero secondo la critica inglese dei BAFTA (British Academy of Film and Television Awards) che amano sempre auto-elogiarsi e mettono in lizza per quel premio anche L'atto Di Uccidere, capolavoro UK in cui si parla indonesiano, in corsa anche per il premio al miglior documentario. C'è poi la solita Vita Di Adèle ma sorpresa!, niente SospettoBroken Circle Breakdown: siamo contro la snobbata Bicicletta Verde (attenzione: è la vera sorpresa dell'anno) e Metro Manila, guarda un po', altro film UK recitato però in filippino. Nel grande concorso i soliti nomi: Gravity sventola la bandiera patriottica capeggiando la fila con 11 nominations (tutte meritate tranne quella a Sandra Bullock) con poco dietro un altro film inglesissimo, 12 Years A Slave, che finalmente farà salire sul palco il regista irlandese Steve McQueen e, magari, il compaesano Michael Fassbender tenuti sulle poltrone, l'anno scorso, per Shame. 10 nominations anche per American Hustle e 9 Captain Phillips, che più passa il tempo più cresce d'importanza. Peccato per A Proposito Di Davis e Nebraska, un paio di nominations a testa, le perle sottovalutate di questa stagione, mentre a sorpresa Dietro I Candelabri, appena considerato “film per la tv” dagli Emmy e dai Golden Gobes, qui è in lizza tra i lungometraggi passati in sala, e fa incetta di candidature artistiche (trucco, scenografie, costumi) oltre a quella per Matt Damon non protagonista (ma è più bravo Michael Douglas!).
La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 16 febbraio al Royal Opera House di Londra, presentata ancora una volta dal tremendamente comico Stephen Fry (che dovrebbe parteggiare per il suo Lo Hobbit); qui il sito ufficiale dell'Academy e dopo l'interruzione tutti i candidati.

miglior film
Anthony Katagas, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison e Jonathan Gordon per American Hustle - L'apparenza Inganna
Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Philomena
Alfonso Cuarón & David Heyman per Gravity

miglior film inglese
Justin Chadwick, Anant Singh, David M. Thompson e William Nicholson per Mandela: Long Walk To Freedom
John Lee Hancock, Alison Owen, Ian Collie, Philip Steuer, Kelly Marcel e Sue Smith per Saving Mr. Banks
Stephen Frears, Gabrielle Tana, Steve Coogan, Tracey Seaward e Jeff Pope per Philomena
Clio Barnard & Tracy O’Riordan per The Selfish Giant
Alfonso Cuarón, David Heyman e Jonás Cuarón per Gravity
Ron Howard, Andrew Eaton e Peter Morgan per Rush

mercoledì 8 gennaio 2014

Directors Guild Awards - nominations.



Niente nomination per i fratelli Coen (che vinsero nel 2007) ai quali è stato preferito Martin Scorsese (che vinse nel 2006), fino all'ultimo in dubbio per questi 66esimi Directors Guild Of America Awards, i premi del sindacato dei registi americani che solitamente non ne sbaglia una (sbagliò l'anno scorso dando a Ben Affleck un premio che l'Academy non riconfermò). D'altronde è stato un anno di «film incredibilmente ben fatti», ha detto il presidente dell'associazione Paris Barclay; «la passione e il genio di ognuno di questi candidati incanta il pubblico attraverso film completamente diversi uno dall'altro». Compare, infatti, una delle poche volte, un lavoro di fantascienza contestato per i suoi errori ingegneristici ma mirabilmente concepito e ancora meglio realizzato – se si pensa che tutto è ricostruito digitalmente. L'Alfonso Cuarón di Gravity merita, forse giustamente pretende un premio che non gli fu dato per I Figli Degli Uomini, ma se la deve vedere contro l'altrettanto favorito Steve McQueen e il suo biopic antirazziale 12 Anni Schiavo nell'anno della morte di Mandela che renderà colored tutte le cerimonie di premiazione. Terzo nella classifica delle speranze è David O. Russell, col terzo film di fila, dopo The Fighter e Il Lato Positivo, che convince il pubblico e la critica. Molte meno chances sono per le pietre miliari Paul Greengrass e Scorsese.
Le candidature per le serie e i film televisivi saranno annunciate il 9 gennaio mentre i lungometraggi documentari il 13. Qui il sito ufficiale; di seguito i nominati per il cinema di finzione.

miglior regista
di un lungometraggio di finzione
Alfonso Cuarón per Gravity
Paul Greengrass per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
David O. Russell per American Hustle - L'apparenza Inganna
Martin Scorsese per The Wolf Of Wall Street

martedì 7 gennaio 2014

National Society Of Film Critics Awards - vincitori.



Quando pensavamo che il film arraffa-tutto dell'anno fosse 12 Anni Schiavo e che Gravity ormai fosse campione d'incassi dimenticato, ecco che arriva una cerimonia di premiazione, quella della National Society Of Film Critics (una sessantina di membri, critici e giornalisti, che oltre a pubblicare periodicamente articoli su carta rappresentano anche la parte americana della FIPRESCI), in cui viene ripescato un film senza speranza che invece a me era piaciuto più di tutti, Inside Llewyn Davis col poco coerente titolo italiano A Proposito Di Davis, ultima opera dei fratelli Coen che si sono aperti la strada del musical. Per la pellicola di McQueen, che comunque prosegue la scalata all'Oscar senza intoppi pronosticati, neanche un premio: terzo classificato come miglior film, terzo miglior regista, seconda attrice, addirittura secondo attore, battutto da Oscar Isaac (nella foto). Gravity compare solo per Alfonso Cuarón, immenso regista ma non ai livelli di Joel ed Ethan, mentre pure l'attore non protagonista è una sorpresa, perché James Franco batte, con Spring Breakers, il super favorito Jared Leto (e in questa categoria l'attore non protagonista di 12 Years non compare nemmeno...). La musica folk pre-Bob Dylan si porta a casa anche la migliore fotografia, ma non la sceneggiatura, vinta da Before Midnight che i critici americani pare abbiano amato molto. Non si può dire lo stesso per La Grande Bellezza, terzo miglior film straniero dietro la Cina e la Francia di Adèle, le cui attrici sono state più che elogiate.
Dopo l'interruzione, tutti i vincitori e i classificati.

miglior film: A Proposito Di Davis (23)
Runners-up: American Hustle - L'apparenza Inganna (17); 12 Anni Schiavo (16); Her (16)