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sabato 6 dicembre 2014
Grammy 2015 - visual media nominations.
Frozen dovunque: per i brani musicati, per le performance canore degli attori e per Idina Menzel capofila del musical campione d'incassi (in USA) e della colonna sonora più venduta del lustro (in USA) di cui vedremo tra qualche anno un sequel e ancora prima un corto animato (in apertura alla Cenerentola di Kenneth Branagh). Si mormorava che Let It Go sarebbe finita anche tra la canzone e la produzione dell'anno, ma si mormorava anche che questo sarebbe stato l'anno (l'ennesimo) di Beyoncé – e così non è stato. Pop, pop in tutte le categorie per i 58esimi Grammy Awards di cui, in puntate separate e con un concerto natalizio finale, sono state annunciate le nominations: le infinite nominations che vanno dalla musica più commerciale all'opera, la classica, l'ingegneria del suono, il booklet, il video: qui l'elenco ufficiale completo. Per televisione e cinema, al solito, data la data di emissione, si va a ripescare qualcosa dall'anno prima: ancora Disney con Saving Mr. Banks di Thomas Newman, ancora Gravity dopo l'Oscar e poi Alexandre Desplat per il film di Wes Anderson, il duo Reznor-Ross ormai feticcio di David Fincher; la soundtrack di glorie passate de I Guardiani Della Galassia invece spicca nella categoria delle canzoni non originali insieme al biopic su James Brown e agli altri anni '70 di American Hustle. La bella I See Fire finalmente trova giustizia con Ed Sheeran scrittore e cantante che per il terzo anno di fila ottiene candidature americane; se la deve vedere con i Lego, inspiegabilmente super-quotati sia qui che nella categoria del film d'animazione per gli altri premi. I vincitori saranno annunciati in una serata non trasmessa in televisione, prima del 9 febbraio 2015. Di seguito, dopo il salto, i candidati.
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domenica 2 marzo 2014
the Lego movie/ the Oscars.
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lunedì 17 febbraio 2014
Bafta 2014 - vincitori.
Tante previsioni azzeccate e qualche sorpresa ai British Academy Film & Television Awards consegnati ieri sera a Londra; e le sorprese derivano soprattutto dall'assenza in tutte le categorie di Dallas Buyers Club, che quindi cede il suo trofeo del miglior attore, vinto da Chiwetel Ejiofor per 12 Anni Schiavo, accolto da un'ovazione spettacolare (forse perché effettivamente più meritevole), e del suo attore di supporto, non più Jared Leto ma nemmeno Michael Fassbender: vince Barkhad Abdi, il pirata di Captain Phillips, anche lui sale sul palco tra gli applausi generali. Il film di Steve McQueen si deve accontentare di questo e del più importante premio perché neanche Lupita Nyong'o arraffa le due statuette a cui era candidata: la star emergente votata dalla giuria EE è Will Poulter (nella foto a sinistra, insieme agli altri candidati Léa Seydoux e George Mackay), protagonista di Come Ti Spaccio La Famiglia, che batte il ben più navigato Dane Dehaan (Chronicle, Come Un Tuono, Lawless, Giovani Ribelli, Spider-Man). Due premi (giusti) alle arti sceniche e sartoriali de Il Grande Gatsby, tre (ingiusti) ad American Hustle – trucco, sceneggiatura non originale e, di nuovo, ancora, Jennifer Lawrence attrice non protagonista, la prevedibile Cate Blanchett migliore interprete femminile per Blue Jasmine, che ringrazia e dedica il premio a Philip Seymour Hoffman, il prevedibile Frozen miglior film d'animazione e poi il vero acchiappa-tutto: Gravity è il miglior film inglese, del miglior regista, fotografia, colonna sonora, effetti visivi e suono. La Grande Bellezza batte La Vita Di Adèle e L'atto Di Uccidere, che vince come documentario, mentre il miglior debutto è di Kieran Evans, regista, dopo qualche collaborazione televisiva a tema musicale, del tenero Kelly + Victor.
Qui la pagina ufficiale di tutti i candidati e vincitori; qui l'account YouTube della BBC con i video (non tutti) della serata; mentre di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco dei candidati e, in blu, i vincitori.
miglior film
Anthony Katagas, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison e Jonathan Gordon per American Hustle - L'apparenza Inganna
Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Philomena
Alfonso Cuarón & David Heyman per Gravity
miglior film inglese
Justin Chadwick, Anant Singh, David M. Thompson e William Nicholson per Mandela: Long Walk To Freedom
John Lee Hancock, Alison Owen, Ian Collie, Philip Steuer, Kelly Marcel e Sue Smith per Saving Mr. Banks
Stephen Frears, Gabrielle Tana, Steve Coogan, Tracey Seaward e Jeff Pope per Philomena
Clio Barnard & Tracy O’Riordan per The Selfish Giant
Alfonso Cuarón, David Heyman e Jonás Cuarón per Gravity
Ron Howard, Andrew Eaton e Peter Morgan per Rush
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venerdì 14 febbraio 2014
ADG, ACE e VES Awards - vincitori.
Se non c'è niente di sconvolgente alla consegna dei 18esimi Art Directors Guild Awards consegnati poche sere fa dal Sindacato degli Scenografi Americani a Il Grande Gatsby (in odore di Academy Award, l'unico), Gravity e Her (il più meritevole) per l'eccellenza nelle scenografie realistiche e immaginarie, si respira aria di nuovo ai risultati dei 64esimi American Cinema Editors EDDIE Awards, premi dei migliori montaggi per lungometraggi cinematografici: Captain Phillips vince il trofeo per la pellicola drammatica mentre i montatori di American Hustle (Jay Cassidy, Crispin Struthers e Alan Baumgarten, nella foto) la miglior commedia. Completano il ventaglio il super favorito film d'animazione Frozen e il documentario 20 Feet From Stardom, ma è sui due lungometraggi di finzione che bisogna puntare l'occhio. I maggiori contendenti, 12 Anni Schiavo e la fatica di Cuarón, sono stati battuti da un film “minore” come quello di Greengrass, e dal terzo super-favorito American Hustle. Agli Oscar non dovrebbe andare così: il miglior montaggio, si sa, è il premio tecnico più importante che si trascina dietro il miglior film. Tutto come previsto anche durante la consegna dei 12esimi Visual Effects Society Awards, premi del Sindacato degli artisti digitali che hanno reso vere le sorelle del Regno di Ghiaccio, le battaglie di The Lone Ranger (da noi si chiamerà Lone Survivor) e i meteoriti di Gravity. Quest'ultimo, si prepara a ricevere la più certa delle statuette del 2 marzo.
Di seguito dopo l'interruzione tutti i candidati e, evidenziati, i vincitori di ogni cerimonia.
martedì 21 gennaio 2014
Screen Actors Guild Awards - vincitori.
Finalmente Lupita Nyong'o torna in auge per la straordinaria performance in 12 Anni Schiavo, che si era presentato, a inizio stagione, come il film arraffa-tutto dell'anno e invece piano piano sta cedendo colpi. Se è suo lo Screen Actor Guild Award per la migliore attrice non protagonista, non lo è quello per l'attore Chiwetel Ejiofor, battuto dal già-Golden Globe Matthew McConaughey, che adesso passeggia indisturbato verso l'Oscar – un premio comunque giusto, considerata anche la carriera recente e snobbata dell'attore, straordinario in Killer Joe. Anche Michael Fassbender, già messo in disparte per Shame, vede il proprio trofeo nelle mani di Jared Leto per Dallas Buyers Club. 12 Anni Schiavo, che poteva allora farcela per l'intero cast (tra gli altri, Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Sarah Paulson, Paul Giamatti, Paul Dano, Alfre Woodard) ha perso contro il ben più elogiato American Hustle, ritratto di un'America molto più grottesca di quanto negli anni '70 non fosse (nella foto, Jennifer Lawrence e Amy Adams con la direttrice del cast), dato che il premio alla migliore performance femminile l'ha giustamente ritirato Cate Blanchett per Blue Jasmine.
Nella serata sono stati consegnati anche i premi alle serie e ai film per la TV. Oltre a Behind The Candelabra e Modern Family, qui l'elenco di tutti gli awards assegnati, e di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco delle performance cinematografiche.
miglior performance
miglior performance
di un attore protagonista
Bruce Dern in Nebraska
Chiwetel Ejiofor in 12 Years A Slave
Tom Hanks in Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Matthew McConaughey in Dallas Buyers Club
Forest Whitaker in The Butler - Un Maggiordomo Alla Casa Bianca
miglior performance
di un'attrice protagonista
Cate Blanchett in Blue Jasmine
Sandra Bullock in Gravity
Judi Dench in Philomena
Meryl Streep in I Segreti Di Osage County
Emma Thompson in Saving Mr. Banks
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sabato 18 gennaio 2014
MPSE Golden Reel Awards - nominations.
L'associazione dei Motion Picture Sound Editors ha annunciato le nominations delle 22 categorie che concorrono al Golden Reel Award, il premio al miglior montaggio sonoro assegnato ogni anno dal Sindacato; oltre al cinema, le candidature spaziano tra la televisione, l'animazione, i videogiochi. La 61esima cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 17 febbraio a Los Angeles e vedrà scontrarsi i tecnici del suono delle migliori e più premiate pellicole dell'anno, dal pluri-candidato 12 Anni Schiavo (qui in corsa per gli effetti sonori, dialoghi, musica) alla perla di fantascienza Gravity, dalla commedia grottesca American Hustle a Captain Phillips, dai musicali Frozen e A Proposito Di Davis ai film stranieri La Vita Di Adèle, The Grandmaster, Il Passato che conta una troupe mezza iraniana e mezza francese e La Bicicletta Verde con la sua prima regista araba donna. Tra i film d'animazione compare l'europeo Ernest & Celestine mentre non dovrebbe avere concorrenti, tra i documentari, 20 Feet From Stardom che, occupandosi delle carriere dei più famosi cantanti e musicisti del mondo, ha una particolare cura per l'aspetto sonoro. Tutte le altre candidature sono nella pagina del sito ufficiale mentre di seguito, dopo l'interruzione, le nominations per il cinema di finzione, di documentario e d'animazione.
miglior montaggio sonoro -
effetti in un film
(a lingua inglese)
12 Anni Schiavo
All Is Lost - Tutto È Perduto
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Fast & Furious 6
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione Di Smaug
Iron Man 3
Lone Survivor
miglior montaggio sonoro -
All Is Lost - Tutto È Perduto
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Fast & Furious 6
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione Di Smaug
Iron Man 3
Lone Survivor
miglior montaggio sonoro -
dialoghi e presa diretta in un film
(a lingua inglese)
12 Anni Schiavo
American Hustle - L'apparenza Inganna
I Segreti Di Osage County
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gravity
Her
A Proposito Di Davis
Lone Survivor
American Hustle - L'apparenza Inganna
I Segreti Di Osage County
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gravity
Her
A Proposito Di Davis
Lone Survivor
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giovedì 16 gennaio 2014
Oscar 2014 - nominations.
Ce la dovremo vedere contro l'accusa di stupro de Il Sospetto, la malattia terminale a suon di musica di Alabama Monroe, il genocidio cambogiano ne L'immagine Mancante e l'amore e gli altri isolamenti di Omar; ma siamo candidati con La Grande Bellezza agli 86esimi Academy Awards, i cui Oscar saranno consegnati domenica 2 marzo al Kodak Theatre di Los Angeles. La gara sarà in realtà tra i filmoni: Gravity in testa con 11 nominations, inclusa quella regalata a Sandra Bullock; subito dopo 12 Anni Schiavo, il film dell'anno, con 10 candidature e senza il nome di Hans Zimmer tra i migliori compositori; sempre con 10 nominations gareggia American Hustle, che non è nella lista del trucco e delle acconciature (a discapito di Jackass) ma fa fare doppietta a David O. Russell per la squadra degli attori tutti candidati come fu l'anno scorso per Il Lato Positivo. Oltre ai tre registi di questi film, tra cui dovrebbe avere la meglio Alfonso Cuarón, troviamo Martin Scorsese che di striscio ce la fa e Alexander Payne che toglie il posto a Greengrass – ma il suo Captain Phillips se la cava più che bene (6 candidature, incluso l'attore non protagonista Barkhad Abdi). Al contrario fanno le pellicole nel limbo già dall'inizio A Proposito Di Davis (2 nominations: fotografia e mixaggio sonoro) e Saving Mr. Banks (colonna sonora), che non vede né i costumi né le scene né soprattutto l'attrice, a cui è preferita (ancora!) Meryl Streep, e nemmeno l'attore non protagonista Tom Hanks, che non è candidato neanche per Captain Phillips cedendo il posto a Leonardo DiCaprio. Perché pare che sia l'anno in cui l'Academy spinga i film indietro: The Wolf Of Wall Street ottiene 5 candidature a sorpresa (la sceneggiatura ma, soprattutto, Jonah Hill come attore non protagonista) e il film indipendente dell'anno viene incoronato Dallas Buyers Club, 6 nominations (film, sceneggiatura, attore, attore non protagonista, montaggio, trucco) che sbattono fuori la probabile sorpresa Fruitvale Station e fanno spazio a un'altra pellicola meravigliosamente presente, Nebraska (6 nomine). Viene riesumato Il Grande Gatsby per poche cose (costumi, scene – ma non la canzone di Lana Del Rey) e The Grandmaster è preferito per i suoi aspetti tecnico-atristici che al film straniero; le candidature di reparto, tipo la fotografia, sono fedeli al sindacato (spunta Prisoners), ma non vale per gli effetti speciali: la più grande mancanza è Pacific Rim, deludente ma impeccabile. Oltre che tra i cortometraggi, l'Europa è celebrata anche con i corti; un segnale, ancora, che vede l'Academy preferire un certo cinema (il tenero e futuristico Her ha 5 nominations inattese) piuttosto che la celebrazione patriottica (niente Oprah per The Butler).
Qui il sito ufficiale dell'Academy e di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati all'Oscar.
film
American Hustle - L'apparenza Inganna prodotto da Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison, e Jonathan Gordon
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca
Dallas Buyers Club prodotto da Robbie Brenner & Rachel Winter
Gravity prodotto da Alfonso Cuarón & David Heyman
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Nebraska prodotto da Albert Berger & Ron Yerxa
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare
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lunedì 13 gennaio 2014
Golden Globes 2014 - vincitori/ 2.
Non importa che Greta Gerwig non abbia vinto per Frances Ha contro Amy Adams (che poverella, 4 nominations all'Oscar, 4 al BAFTA ed era la quinta al Globe – meritava di vincerne) né che Jennifer Lawrence l'abbia fatto, per la seconda volta di fila, immeritatamente, contro la super-favorita Lupita N'yongo e la divertentissima June Squibb; è stata la sera in cui, dopo venticinque anni, per la categoria del miglior film straniero è stato detto un titolo italiano: La Grande Bellezza ha battuto i capolavori di Kechiche, Vinterberg, Farhadi e Miyazaki nella più bella cinquina della serata, probabilmente, la più genuina, non sporcata da premi in avanzo né trovate di marketing – motivo per cui Leonardo DiCaprio, giunto all'undicesima candidatura, pretendeva di ricevere un secondo Golden Globe, così come gli U2, autori della canzone originale per il film su Mandela, erano certi che l'eroe nero sarebbe stato ricordato in qualche modo. Non si sa bene in che direzione punti la doppia vittoria di Dallas Buyers Club, con un favorito Jared Leto miglior attore non protagonista e Matthew McConaughey che sgambetta e trattiene l'euforia perché meno speranzoso di farcela (foto). Entrambi, con la Lawrence, hanno battuto il cast di 12 Anni Schiavo, che perde anche il premio alla regia e si accontenta di una sola statuetta, al miglior film drammatico. Alfonso Cuarón è però giustamente celebrato per la maestria dimostrata in Gravity, e a sua volta celebra Sandra Bullock, che lo guarda dal tavolo con cui è a cena. Insomma una serata di premi seminati un po' in giro, senza una pellicola arraffa-tutto né dei film elogiati per determinate categorie, fatta eccezione per American Hustle, miglior film comedy (ma perché, fa ridere?) e migliori interpretazioni femminili. David O. Russel, regista e sceneggiatore, si vede rubare il globo allo script (giustamente) da Spike Jonze, per la prima volta candidato ai dialoghi (nel 2003 fu nominato come regista per Il Ladro Di Orchidee) – ma la sorpresa più grande è sicuramente questo Alex Ebert che, prima esperienza come compositore per un film, All Is Lost, tiene banco sul palchetto raccontandoci di una festa stringendo il premio alla colonna sonora, tolto al veteranissimo John Williams e al favorito Steven Price.
Qui il sito ufficiale con i video della serata; di seguito e dopo l'interruzione tutti i candidati e i vincitori.
miglior film
drama
12 Anni Schiavo di Steve McQueen
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto di Paul Greengrass
Gravity di Alfonso Cuarón
Philomena di Stephen Frears
Rush di Ron Howard
miglior film
comedy o musical
American Hustle di David O. Russell
Her di Spike Jonze
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
Nebraska di Alexander Payne
The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese
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domenica 12 gennaio 2014
sabato 11 gennaio 2014
American Cinema Editors Awards - nominations.
Ancora un'altra lista di candidati, questa volta dell'Associazione Americana dei Montatori, ancora una serie di nomi ormai prossimo al red carpet del 2 marzo. La 64esima edizione degli Eddie Awards vede in gara i super favoriti Gravity e 12 Anni Schiavo per la statuetta-nastro al miglior montaggio in un film drammatico; concorre l'agitato Captain Phillips e i flashback dell'infanzia australiana di P.L. Travers di Saving Mr. Banks. Sul fronte delle commedie non c'è Blue Jasmine ma finalmente il teneramente senile Nebraska in bianco e nero, Osage County col suo cast stellare e il vincitore certo American Hustle; potrebbe essere battuto dal dramma musicato A Proposito Di Davis dei Coen. Ormai ridotti a tre i titoli animati che si sono fatti valere quest'anno, Monsters University che ritrova la Pixar un po' sottotono, lo spettacolare Frozen e Cattivissimo Me 2 che ogni tanto si fa sostituire dai Croods; tre titoli d'oltreoceano invece per i documentari, col bel Blackfish che si scontra con l'elogiatissimo 20 Feet From Stardom.
I premi verranno assegnati venerdì 7 febbraio al Beverly Hilton Hotel; per l'elenco completo dei candidati anche televisivi e tutte le altre informazioni, questo è il sito ufficiale. Mentre le nominations cinematografiche sono dopo l'interruzione – e ricordate che il premio al montaggio è importantissimo.
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giovedì 9 gennaio 2014
BAFTA 2014 - nominations.
La Grande Bellezza c'è anche qui, in gara per essere il miglior film straniero secondo la critica inglese dei BAFTA (British Academy of Film and Television Awards) che amano sempre auto-elogiarsi e mettono in lizza per quel premio anche L'atto Di Uccidere, capolavoro UK in cui si parla indonesiano, in corsa anche per il premio al miglior documentario. C'è poi la solita Vita Di Adèle ma sorpresa!, niente Sospetto né Broken Circle Breakdown: siamo contro la snobbata Bicicletta Verde (attenzione: è la vera sorpresa dell'anno) e Metro Manila, guarda un po', altro film UK recitato però in filippino. Nel grande concorso i soliti nomi: Gravity sventola la bandiera patriottica capeggiando la fila con 11 nominations (tutte meritate tranne quella a Sandra Bullock) con poco dietro un altro film inglesissimo, 12 Years A Slave, che finalmente farà salire sul palco il regista irlandese Steve McQueen e, magari, il compaesano Michael Fassbender tenuti sulle poltrone, l'anno scorso, per Shame. 10 nominations anche per American Hustle e 9 Captain Phillips, che più passa il tempo più cresce d'importanza. Peccato per A Proposito Di Davis e Nebraska, un paio di nominations a testa, le perle sottovalutate di questa stagione, mentre a sorpresa Dietro I Candelabri, appena considerato “film per la tv” dagli Emmy e dai Golden Gobes, qui è in lizza tra i lungometraggi passati in sala, e fa incetta di candidature artistiche (trucco, scenografie, costumi) oltre a quella per Matt Damon non protagonista (ma è più bravo Michael Douglas!).
La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 16 febbraio al Royal Opera House di Londra, presentata ancora una volta dal tremendamente comico Stephen Fry (che dovrebbe parteggiare per il suo Lo Hobbit); qui il sito ufficiale dell'Academy e dopo l'interruzione tutti i candidati.
miglior film
Anthony Katagas, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison e Jonathan Gordon per American Hustle - L'apparenza Inganna
Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Philomena
Alfonso Cuarón & David Heyman per Gravity
miglior film inglese
Justin Chadwick, Anant Singh, David M. Thompson e William Nicholson per Mandela: Long Walk To Freedom
John Lee Hancock, Alison Owen, Ian Collie, Philip Steuer, Kelly Marcel e Sue Smith per Saving Mr. Banks
Stephen Frears, Gabrielle Tana, Steve Coogan, Tracey Seaward e Jeff Pope per Philomena
Clio Barnard & Tracy O’Riordan per The Selfish Giant
Alfonso Cuarón, David Heyman e Jonás Cuarón per Gravity
Ron Howard, Andrew Eaton e Peter Morgan per Rush
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mercoledì 8 gennaio 2014
Directors Guild Awards - nominations.
Niente nomination per i fratelli Coen (che vinsero nel 2007) ai quali è stato preferito Martin Scorsese (che vinse nel 2006), fino all'ultimo in dubbio per questi 66esimi Directors Guild Of America Awards, i premi del sindacato dei registi americani che solitamente non ne sbaglia una (sbagliò l'anno scorso dando a Ben Affleck un premio che l'Academy non riconfermò). D'altronde è stato un anno di «film incredibilmente ben fatti», ha detto il presidente dell'associazione Paris Barclay; «la passione e il genio di ognuno di questi candidati incanta il pubblico attraverso film completamente diversi uno dall'altro». Compare, infatti, una delle poche volte, un lavoro di fantascienza contestato per i suoi errori ingegneristici ma mirabilmente concepito e ancora meglio realizzato – se si pensa che tutto è ricostruito digitalmente. L'Alfonso Cuarón di Gravity merita, forse giustamente pretende un premio che non gli fu dato per I Figli Degli Uomini, ma se la deve vedere contro l'altrettanto favorito Steve McQueen e il suo biopic antirazziale 12 Anni Schiavo nell'anno della morte di Mandela che renderà colored tutte le cerimonie di premiazione. Terzo nella classifica delle speranze è David O. Russell, col terzo film di fila, dopo The Fighter e Il Lato Positivo, che convince il pubblico e la critica. Molte meno chances sono per le pietre miliari Paul Greengrass e Scorsese.
Le candidature per le serie e i film televisivi saranno annunciate il 9 gennaio mentre i lungometraggi documentari il 13. Qui il sito ufficiale; di seguito i nominati per il cinema di finzione.
miglior regista
di un lungometraggio di finzione
Alfonso Cuarón per Gravity
Paul Greengrass per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
David O. Russell per American Hustle - L'apparenza Inganna
Martin Scorsese per The Wolf Of Wall Street
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sabato 4 gennaio 2014
il forno scientifico.
American Hustle - L'apparenza Inganna
American Hustle, 2013, USA, 138 minuti
Regia: David O. Russell
Sceneggiatura originale: Eric Singer & David O. Russell
Cast: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner,
Jennifer Lawrence, Louis C.K., Jake Huston, Michael Peña,
Alessandro Nivola, Elisabet Röhm, Shea Whigham
Voto: 7.7/ 10
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Squadra che vince non si cambia e dopo il successo di critica di The Fighter e il successo di pubblico de Il Lato Positivo, il regista che si ricordava per I ❤ Huckabees e prima ancora per Three Kings solo per le scazzottate con gli attori (George Clooney) e le liti furenti con le attrici (Lily Tomlin) raccoglie quegli interpreti che l'hanno caldamente ringraziato vincendo (Christian Bale, Jennifer Lawrence) o candidandosi (Bradley Cooper, Amy Adams) a un Oscar e mischia la briosa leggerezza nonsense di uno alla virilità corale dell'altro facendo un salto di quarant'anni indietro ma sempre rimanendo in quella parte di America un po' marginale, un po' privata del suo Sogno. Ci è chiaro dalle prime scene: Irving Rosenfeld, un Christian Bale grasso che sottolinea l'elasticità fisica di questo attore camaleonte, per campare gestisce cinque o sei lavanderie, un traffico illecito di quadri d'arte spesso falsi e un finto servizio di prestiti che permette di avere cinquantamila dollari dandone cinque. È il pezzo di storia vera, come ci dice la scritta in apertura: insieme alla compagna Sydney Prosser, il truffatore Rosenfeld aiutò l'FBI a smascherare i corrotti e i mafiosi all'interno della politica americana per non andare in prigione, scoprendo egli stesso, per primo, che la gente coinvolta era sempre più importante di quella appena incastrata, fino al capo di tutte le mafie (un altro attore riciclato, un Robert De Niro che rispolvera la parlata da padrino). In apertura ci viene in realtà anticipato tutto: gli anni '70 dei titoli di testa ben fatti, il grottesco della prima sequenza, in cui Bale si riporta accuratamente i pochi capelli rimasti da una parte, la presenza di un triangolo nato per affari, tra Bradley Cooper e colei che si sobbarca gran parte della pellicola, Amy Adams, smagliante come poche altre volte, e le voci fuori campo che si alternano per raccontare a volte troppo frettolosamente a volte troppo dettagliatamente i pezzi di storia che ci mancano e che volontariamente mancano, e poi la struttura narrativa a salti, che comincia, torna indietro, e poi va avanti. La regola, però, si accascia a metà film, quando compare anche Jennifer Lawrence tanto elogiata per una parte piccola e non così degna di nota e che si trascina dietro tutti i problemi che verranno, i dettagli spifferati all'uomo sbagliato, la civetteria troppo messa in mostra. Ragazza madre, la Lawrence ha un figlio che è il motivo per cui Bale non si decide a scappare con la Adams e fa un po' qui e un po' là, facendosi usare da Cooper e diventando involontariamente amico e confidente di Jeremy Renner, il sindaco buono che essendo costretto ad accettar mazzette finisce dalla parte del torto. In tutto questo minestrone, le cose si complicano continuamente e lo spettatore attento sa che solo un morto potrebbe mettere fine al lunghissimo film; ma il morto non c'è mai perché nessuna pistola spara e se lo fa è solo al soffitto. Il grottesco infatti non nasce da una violenza esagitata mista allo humor involontario (perché di fatto non ci sono battute; fanno ridere i movimenti di camera, a partire dalla tipica carrellata in avanti troppo veloce), ma dagli accentuati costumi e dalle accentuatissime acconciature, esagerate, appariscenti, unici veri elementi di quegli anni '70 che non sono effettivamente stati ricostruiti perché quasi tutte le scene sono al chiuso, di dialoghi in stanze, e così, si sa, è più facile saltare nel tempo (vedere alla voce Argo). L'imperfezione strutturale, troppo prolissa all'inizio che pare essere un film alla Bonnie & Clyde, troppo spaccata in due, desiderosa di colpi di scena e tensioni non sempre azzeccati, viene perdonata grazie a questo quintetto di attori in stato di grazia, che accettano ruoli che non sempre li fanno splendere ma ubbidienti al loro regista, che ancora una volta si dimostra non tanto bravo sceneggiatore quanto eccelso direttore. Sebbene, come tutte le cose troppo elogiate dagli altri, rimanga l'amaro in bocca.
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Writers Guild Awards - nominations.
Il Sindacato degli Scrittori dell'America Est e Ovest ha appena annunciato le candidature ai Writers Guild Awards 2014, i cui vincitori saranno premiati sabato 1 febbraio in una doppia cerimonia simultanea, a New York City (all'Edison Ballroom) e Los Angeles (JK Marriott L.A.). Oltre agli scrittori di pellicole di finzione di genere e non, il Sindacato premierà gli autori delle migliori serie televisive del 2013, i cui nomi potete trovare cliccando qui.
A differenza degli altri anni (e mi viene in mente il bel Young Adult completamente snobbato dalle cerimonie), quest'anno non figurano film a sorpresa negli elenchi, né nomi non appartenenti al Sindacato, e tutto è mediamente prevedibile. Sarah Polley dovrebbe farcela col suo Stories We Tell contro il documentario sui leak di Wikipedia mentre David O. Russell si vede candidato per il secondo anno di fila, questa volta insieme al quasi esordiente Eric Warren Singer di The International. Ed è completamente esordiente Bob Nelson, autore dei meravigliosi dialoghi di Nebraska, al contrario del veterano Woody Allen che coi successi al botteghino riesce sempre a spuntarla sia qui che al sindacato dei registi. Spike Jonze finalmente ottiene una candidatura col quarto film della sua carriera, e dopo American Hustle è forse il più probabile vincitore originale, mentre tra le pellicole basate su materiale preventivo la sorpresa è la biografia d'azione Lone Survivor, che dovrà vedersela contro l'elogiato Before Midnight e i due possibili vincitori, Captain Phillips e The Wolf Of Wall Street, che intascano un'altra nomination dopo quella dei produttori.
Dopo l'interruzione, tutti gli sceneggiatori in corsa per i premi.
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venerdì 3 gennaio 2014
Producers Guild Awards - nominations.
Saranno annunciati tra poco più di due settimane, esattamente due giorni dopo le nominations agli Oscar, i 25esimi Producers Guild Of America Awards, i premi del sindacato dei produttori che nella loro carriera potrebbero ritirare l'Oscar al miglior film – se non l'hanno già fatto; 5.900 membri hanno votato e selezionato le dieci pellicole cinematografiche che aspirano all'importantissimo premio, da sempre premonitore dell'Academy, i cinque documentari (tra i quali mancano The Act Of Killing, Stories We Tell e co.) e i film d'animazione, che vedono la Dreamworks dei Croods contro la Disney di Frozen. Oltre a questi riconoscimenti, il 19 gennaio saranno consegnati un premio speciale alla carriera di Peter Jackson, reduce dal successo al botteghino de Lo Hobbit 2, Fruitvale Station riceverà il premio Stanley Kramer, Bob Iger della Walt Disney Company sarà insignito del Milestone Award, Chris Melandri della CEO of Illumination del Visionary Award, Michael G. Wilson produttore di James Bond e Barbara Broccoli della EON Production il David O. Selznik Achievement in Production. Per il premio Darryl F. Zanuck, in ricordo dello sceneggiatore e produttore di Kazan, Mankiewicz, Cuckor e Ford, se la vedono i prevedibili Gravity e 12 Anni Schiavo più i meno ovvi American Hustle, Captain Phillips, Nebraska, Saving Mr. Banks e The Wolf Of Wall Street insieme alle sorprese Blue Jasmine, Her, e soprattutto il piccolo Dallas Buyers Club che spiana la strada all'Oscar per il cantante dei 30 Seconds To Mars Jared Leto.
Dopo l'interruzione, tutti i candidati.
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giovedì 12 dicembre 2013
Golden Globes 2014 - nominations.
La strada verso l'undicesimo Oscar per il miglior film straniero si fa più spianata ora che La Grande Bellezza è tra i cinque candidati al Golden Globe; la Hollywood Foreign Press Association ha annunciato oggi le nominations per i 71esimi premi della stampa estera al cinema e alla televisione e dopo Baarìa di Tornatore si riaccende una speranza anche se La Vita Di Adèle pare imbattibile – attenzione però: nella cinquina c'è il già vincitore Asghar Farhadi e soprattutto l'ultimo film di Hayao Miyazaki che abbandona le scene, e che non è stato inserito tra i film d'animazione, tra i quali Frozen se la spassa (a sorpresa c'è I Croods) privato del compagno Monsters University. Tutto più o meno prevedibile, e forse l'unico film “intruso” risulta Rush, candidato al miglior film drammatico e all'attore non protagonista. Nella cinquina delle commedie manca Blue Jasmine, che tra l'altro non è stata ritenuta una commedia e vede Cate Blanchett contro Judi Dench, Sandra Bullock, Emma Thompson e a sorpresa Kate Winslet (vinse due premi in una sera tre anni fa) per il nuovo film di Jason Reitman (Juno) che noi vedremo a marzo. Per il film di Allen c'è anche Sally Hawkins, già miglior attrice per Happy Go Lucky, e il regista americano che notoriamente non partecipa alle cerimonie verrà insignito del premio alla carriera che ritirerà Diane Keaton. Con 7 candidature, se la battono American Hustle e 12 Anni Schiavo, il primo dei quali vede tutti e quattro gli attori candidati come fu agli Oscar per Il Lato Positivo dello stesso David O. Russell, mentre poco peggio hanno fatto Nebraska (5 candidature, inclusi i due attempati meravigliosi attori), Gravity e Captain Phillips (4 a testa). Spike Jonze potrebbe farcela, finalmente, a ritirare un premio per il tenero Her, con Joaquin Phoenix in corsa per la migliore interpretazione. La pateticità dei giurati quest'anno è scivolata nel candidare il biopic dell'appena trapassato Nelson Mandela, ancora (per poco) privo di distribuzione italiana, ma gliela facciamo passare, dato che hanno finalmente preso in considerazione Greta Gerwig, per il meraviglioso Francis Ha.
Qui il sito ufficiale, con anche le nominations televisive, e di seguito, dopo l'interruzione, i candidati per il cinema.
miglior film
drama
12 Anni Schiavo di Steve McQueen
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto di Paul Greengrass
Gravity di Alfonso Cuarón
Philomena di Stephen Frears
Rush di Ron Howard
miglior film
comedy o musical
American Hustle di David O. Russell
Her di Spike Jonze
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
Nebraska di Alexander Payne
The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese
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sabato 7 dicembre 2013
NYFCCA - vincitori.
Forse non era il film più bello, ma Zero Dark Thirty era sicuramente il film meglio fatto dell'anno scorso; e il New York Critic Circle l'aveva capito e premiato per primo, premiando a sorpresa anche, due anni fa, The Artist quando ancora non era scoppiato il caso. Così, quest'anno ci sorprende dando il massimo riconoscimento ad American Hustle di David O. Russell e solo la regia a Steve McQueen per il quanto-pare-capolavoro 12 Years A Slave. Al film di Russell, anche, l'interpretazione femminile di supporto, quella di Jennifer Lawrence, che a questo punto potrebbe fare la doppietta candidandosi di nuovo all'Oscar. La protagonista è la nevrotica Cate Blanchett che pare stia avendo sempre la meglio su Judi Dench mentre il protagonista è Robert Redford e non Matthew McConaughey – del cui film è però premiato Jared Leto. Non c'è Gravity: né al film né all'attrice né, purtroppo, alla fotografia di Emmanuel Lubezki che era stato dimenticato anche dagli Oscar per The Tree Of Life. Vince però Inside Llewyn Davis, che ci piace molto, insieme a Si Alza Il Vento, ultimo film per Hayao Miyazaki che si ritirerà dopo questa fatica. Forse per questo il premio non va a Frozen – cento milioni di incazzo al primo weekend e elogi della critica che lo mettono tra i dieci migliori film dell'anno. È chiaro, infine, che il film indipendente degli Oscar sarà Fruitvale Station mentre Sarah Polley, attrice ne La Vita Segreta Delle Parole, sceneggiatrice di Lontano Da Lei e regista, porta avanti il suo documentario Stories We Tell che a sorpresa ha la meglio contro The Act Of Killing.
Di seguito e dopo l'interruzione, tutti i vincitori.
Miglior film: American Hustle di David O. Russell
Miglior regia: Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Miglior sceneggiatura: Eric Singer & David O. Russell per American Hustle
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venerdì 6 dicembre 2013
Satellite Awards - nominations.
Gli ex Golden Satellite Film Awards, privati dell'aggettivo dorato, sono i premi che ogni anno i 200 giornalisti della International Press Academy (anche conosciuta come IPA) assegnano al cinema e alla televisione nell'InterContinental Hotel di Century City, a Los Angeles, dal 1997, anno della prima cerimonia.
Questi 17esimi Satellite Awards vedono ancora una volta protagonista il film di Steve McQueen 12 Years A Slave che a quanto pare sarà tradotto in italiano 12 Anni Schiavo, che vanta quasi tutti gli attori, la colonna sonora, la fotografia ma, a sorpresa, non la regia (10 nominations in tutto). Poche meno (otto) per l'ormai attesissimo American Hustle, da noi a gennaio, in cui David O. Russell ri-raccoglie a sé tutti i suoi attori e Gravity, il kolossal spaziale che ci è piaciuto tantissimo e ha incassato altrettanto. Finalmente compare Philomena, resurrezione di Stephen Frears dopo il tremendo Tamara Drew, Leone d'Oro morale a Venezia 70, con un'immensa Judi Dench – che verrà magari battuta dalla Cate Blanchett di Blue Jasmin? Altro capolavoro, Inside Llewyn Davis conta solo 4 candidature tra cui la canzone originale, Dear Mr. President, meraviglia ironica cantata dal protagonista Oscar Isaac e Justin Timberlake (con vocalizzi di Adam Driver). Contro questa, Young And Beautiful di Lana Del Rey dal Grande Gatsby che, flop della critica, riceve solo qualche nomination artistica. Ma passando a ciò che ci interessa di più, La Grande Bellezza rientra in lizza anche qui per il miglior film straniero, con i soliti Il Sospetto, La Vita Di Adèle, Il Passato e The Broken Circle Breakdown che avrà titolo italiano Alabama Monroe - Una Storia D'amore – in più qualche pellicola esotica, oltre a La Bicicletta Verde: il sud-africano Four Corners, il serbo Circles e l'israeliano Bethlehm. Non ha competizione, tra i documentari, The Act Of Killing mentre tra i film d'animazione spunta, insieme al manipolo di produzioni USA, il dolce Ernest & Célestine sceneggiato da Daniel Pennac.
Bizzarro premio alla carriera per Ryan Coogler, 27enne regista e sceneggiatore di Fruitvale Station, Gran Premio della Giuria al Sundance e Premio del Pubblico, Miglior Opera Prima all'Un Certain Regard di Cannes e Miglior Opera Prima al New York Critics Circle. Con lui, ritirerà il premio già annunciato il cast di Nebraska di Alexander Payne.
Di seguito e dopo l'interruzione, tutti i candidati.
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
12 Years A Slave di Steve McQueen
Philomena di Stephen Frears
American Hustle di David O. Russell
Gravity di Alfonso Cuarón
The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese
Saving Mr. Banks di John Lee Hancock
All Is Lost di J.C. Chandor
Blue Jasmine di Woody Allen
miglior regia
Ethan Coen & Joel Coen per Inside Llewyn Davis
Ron Howard per Rush
Martin Scorsese per The Wolf Of Wall Street
Paul Greengrass per Captain Phillips: Attacco In Mare Aperto
David O. Russell per American Hustle
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martedì 29 ottobre 2013
Hollywood Film Festival 2013 - vincitori.
Comincia la strada verso gli Oscar da un festival piccolo piccolo che però si svolge nella capitale del cinema; all'Hollywood Film Festival concorrevano blockbuster come Cattivissimo Me 2, Fast & Furious 6, Una Notte Da Leoni 3, Monsters University, World War Z, l'ultimo Star Trek. Hanno avuto la meglio, però, le opere americane di due registi canadesi: Jean-Marc Vallée, che costruì il microcosmo familiare indie di C.R.A.Z.Y. e poi la giovinezza della regina Vittoria che lo portò agli Oscar (Migliori Costumi) – e il Denis Villeneuve del meraviglioso La Donna Che Canta. Del primo è il drammatico Dallas Buyers Club, storia di un elettricista texano e della sua convivenza col virus dell'HIV, premio dell'interpretazione maschile a uno scheletrico Matthew McConaughey e a sorpresa Miglior Attore Rivelazione Jared Leto; del secondo è Prisoners, altra magrezza eccessiva – questa volta di Jake Gyllenhaal, Miglior non Protagonista circondato da una valanga di mostri sacri (Viola Davis, Melissa Leo, Hugh Jackman, Terrence Howard, Maria Bello, Paul Dano) sebbene il Miglior Cast sia quello di Osage County (il prossimo anno in Italia), commedia triste con, tra gli altri, Meryl Streep e Julia Roberts intorno all'attore dell'anno Benedict Cumberbatch e ai dimenticati Ewan McGregor e Abigail Breslin. La produzione visiva migliore risulta quella di American Hustle, nuova pellicola di David O. Russell dopo il super successo indipendente de Il Lato Positivo, che ritorna a dirigere Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro dopo nemmeno un anno (dall'1 gennaio il film sarà in Italia). Ma i premioni vanno al campione d'incassi The Butler di Lee Daniels (regista di Precious e del becero The Paperboy), costato 30 milioni ne ha incassati, solo in America, 115 in due mesi; e a 12 Years A Slave, attesissima nuova pellicola di Steve McQueen, il miglior giovane regista sulla piazza, autore del tremendo e rigorosissimo Hunger e del tanto discusso Shame – a quanto pare con questo lavoro riuscirà a farsi notare agli Oscar.
Di seguito, tutti i vincitori di tutte le categorie.
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