Quella che vedete accanto, con quasi tre milioni di retweet, è l'immagine più condivisa di Twitter, record battuto ieri sera da Ellen DeGeneres in onore del record battuto da Meryl Streep giunta alla diciottesima nominations come attrice; Ellen, presentatrice di nuovo dei 68esimi Academy Awards come nel 2007, ha di nuovo preferito passare la maggior parte del tempo in platea e non sul palco – un palco decisamente meno pomposo di altre cerimonie, più asciutto, minimamente riempito. Dalla platea ha ordinato pizza, conversato con persone, mentre sullo stage si susseguivano P!nk nel tributo a Il Mago Di Oz, Glenn Close nella celebrazione dei defunti dell'anno (James Gandolfini il primo a comparire, Philip Seymour Hoffman l'ultimo), le quattro canzoni candidate di cui la vincitrice, Let It Go, velocizzata perché già fuori scaletta. E poi le star, senza il George Clooney di Gravity ma con una Sandra Bullock che ad ogni premio le si riempiva il cuore: sette statuette per il capolavoro visivo e di tensione di Alfonso Cuarón: regia, montaggio, fotografia, montaggio sonoro, mixaggio sonoro, colonna sonora ed effetti visivi. Tutto abbastanza prevedibile, dagli attori Matthew McConaughey che ha fatto lo show ritirando il premio a Jared Leto che ha elogiato la madre single, da Cate Blanchett elegantissima a Lupita Nyong'o fino all'ultimo incerta contro Jennifer Lawrence, per una cerimonia senza particolari picchi ma con qualche battuta simpatica. A meno che non si tratti dell'Italia, esultante per questo tredicesimo miglior film straniero dopo sedici anni da La Vita È Bella. «A Fellini, Maradona, Scorsese e i Talkin Heads» è stato dedicato un premio felicemente ritirato insieme a Toni Servillo, dato da Viola Davis: un quadretto splendido. Meno meraviglioso il documentario: 20 Feet From Stardom batte i sanguinocentrici The Act Of Killing e The Square. Non ha avuto rivali Frozen con le sue due nominations né 12 Anni Schiavo già miglior film su carta. Restano a bocca asciutta Captain Phillips, Nebraska e Philomena e soprattutto American Hustle, mentre Spike Jonze ritira il trofeo per la minore delle sue quattro sceneggiature e Il Grande Gatsby alla fine la scampa con due premi artistici.
Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati e i vincitori.
film
American Hustle - L'apparenza Inganna prodotto da Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison, e Jonathan Gordon
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca
Dallas Buyers Club prodotto da Robbie Brenner & Rachel Winter
Gravity prodotto da Alfonso Cuarón & David Heyman
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Nebraska prodotto da Albert Berger & Ron Yerxa
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
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