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domenica 2 marzo 2014
the Lego movie/ the Oscars.
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Film Independent Spirit Awards - vincitori.
Senza la concorrenza di Gravity è 12 Anni Schiavo il film arraffa-tutto nella serata più importante della stagione prima degli Oscar. Annunciate il 4 dicembre, le candidature ai 29esimi Independent Spirit Awards hanno visto i vincitori solo ieri sera, in una cerimonia sempre più di gala e sempre meno “independent”; film come quello di Steve McQueen e dei fratelli Coen – il più sottovalutato dell'anno senza dubbio – vengono celebrati al fianco del minuscolo Frances Ha, il romantico The Spectacular Now, Short Term 12 e quello che si presentò come il film indipendente dell'anno, Fruitvale Station, scanzato poi da Dallas Buyers Club che con sei candidature agli Academy Awards ha vinto qui i premi ai due attori, prevedibili, Matthew McConaughey e Jared Leto. Miglior attrice: Cate Blanchett (nella foto, durante il tributo in memoriam per Philip Seymour Hoffman, il candidato James Gandolfini – per Non Dico Altro – e Roger Erbert); miglior sceneggiatura d'esordio: Nebraska, scritto dal geniale Bob Nelson, e poi cinque premi per l'arte visiva della schiavitù nera: film, regia, sceneggiatura, l'attrice non protagonista Lupita Nyong'O e fotografia. Il documentario, a sorpresa, non è The Act Of Killing ma 20 Feet From Stardom, a dimostrazione del fatto che l'industria guerrocentrica non è sempre presa più in considerazione de, per esempio, le coriste nere. Il film straniero, La Vita Di Adèle – per una volta non la nostra Grande Bellezza in una stagione nata senza prospettive e finita con grandissime soddisfazioni italiche.
Qui e qui informazioni sulla cerimonia di premiazione presentata da Patton Oswalt, mentre di seguito, dopo l'interruzione, l'elenco di tutti i candidati e, evidenziati in blu, i vincitori.
miglior film
12 Years A Slave di Steve McQueen
All Is Lost di J.C. Chandor
Frances Ha di Noah Baumbach
Inside Llewyn Davis di Joel & Ethan Coen
Nebraska di Alexander Payne
miglior regista
Shane Carruth per Upstream Color
J.C. Chandor per All Is Lost
Steve McQueen per 12 Years A Slave
Jeff Nichols per Mud
Alexander Payne per Nebraska
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mercoledì 5 febbraio 2014
ritirare il premio.

Nebraska
id., 2013, USA, 115 minuti
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura originale: Bob Nelson
Cast: Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk,
Stacy Keach, Mary Louise Wilson, Rance Howard
Voto: 8.7/ 10
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Candidato a sei Premi Oscar:
film, regia (Alexander Payne), sceneggiatura originale (Bob Nelson)
attore (Bruce Dern), attrice non protagonista (June Squibb)
fotografia (Phedon Papamichael)
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Il primo film diretto ma non sceneggiato da Alexander Payne, e il secondo a non essere basato su un romanzo di partenza come l'ultimo Paradiso Amaro, è una perla in bianco e nero che ritorna sul road-way di Sideways ma alza (di molto) l'età media. È lo scontro generazionale, è l'invecchiare che fa tornare bambini: Woody Grant si alza ogni mattina dal letto e, con la gamba mezza zoppa, cammina dal Montana verso lo Stato del Nebraska, convinto di dover ritirare un premio da un milione di dollari; ogni mattina ora un agente di polizia ora uno dei due figli incrocia e recupera l'anziano, e lo riporta a casa, dove la moglie gli urla dietro e aspira all'ospizio. Inutile fargli notare che la lettera d'avviso del milione vinto è in realtà una pubblicità: Woody è convinto, e laggiù vuole andare. Sarà il figlio meno realizzato, appena lasciato dalla fidanzata e stanco del lavoro di commesso di elettronica, a portarcelo. Più per evadere che per recuperare il denaro. «Mi ha fatto piacere che abbiamo passato un po' di tempo insieme» dirà al genitore, e siamo commossi nell'aspettare che questa frase uscirà dalla nostra bocca, verso un nostro vecchio, ormai troppo vecchio perché sia in grado di recuperare un affetto che forse avremmo dovuto lavorare di più, rendere più fisico. Padre e figlio non si abbracciano mai, non si guardano truffaldigni, non sono complici: gli unici contatti fisici sono quelli della deriva, quando Woody perde la dentiera, o cade e si rompe la testa, o ha i mancamenti in strada. L'età e gli imprevisti faranno sostare i due lungo il tragitto alla scoperta di un'infanzia ormai andata, una famiglia dispersa col tempo, una serie di amici non così onesti – tutti chiacchieranti il milione vinto, così privi di altri interessi, vuoti di altre iniziative, gente di paese che aspetta con ansia una novità. I luoghi sono dipinti bene, desolati e desolanti, e così le persone, tutte conoscenti e fintamente amiche. Ma dove il personaggio di Will Forte (figlio) è banale, uno Zeno inetto che non solo non fuma ma non fa nient'altro quando il fratello splende in televisione, Bruce Dern (padre) è realistico, in un'interpretazione immensa (Palma a Cannes 2013), talmente vero che ci si dimentica della recitazione: si addormenta con la bocca aperta, fa vedere le gengive nude, si fa umiliare nei locali – tutti aspetti umani di una persona e non di un personaggio. Sua moglie June Squibb è l'opposto: sveglia, vispa, dignitosa, sempre a lamentarsi del consorte ma guai a chi parla male di suo marito. È lei che ci concede le più divertenti immagini del film (il furto del compressore su tutte). Pare che Alexander Payne si lasci trascinare, si metta in viaggio sulla sceneggiatura molto buona di Bob Nelson, al suo esordio con la macchina da scrivere, in un bianco e nero che riporta ad altri tempi – e un film al passato effettivamente sembra; invece è la realtà quotidiana dei piccoli centri, delle periferie, dell'America con poche insegne lungo la strada; un'America rimasta indietro, che non conosce Hollywood né ne è interessata, come per una volta il suo regista.
Una delle migliori produzioni dell'anno, sicuramente, con qualche pecca – ma un'originalità e un coraggio (fare un film pieno di vecchi, con un protagonista così silenzioso, con una trama così scarna) notevoli.
lunedì 3 febbraio 2014
ASC Awards - vincitori.
Era tutta tra Bruno Delbonnel ed Emmanuel Lubezki (foto) la gara alla migliore fotografia durante i 28esimi ASC Awards, e il Sindacato ha deciso di premiare per la quarta volta il secondo, già vincitore per I Figli Degli Uomini sempre di Cuarón, soprattutto perché per Delbonnel era la prima esperienza con i Coen, che hanno rinunciato al loro storico fotografo Roger Deakins comunque candidato per Prisoners (e vincitore l'anno scorso per Skyfall). Dunque i tre, presenti tutti nella cinquina della migliore fotografia agli Oscar, lotteranno per ricevere il premio, che sarebbe il primo per ognuno: Deakins, dal '95 ad oggi, ha accumulato ben 11 nominations senza mai ritiare la statuetta; Delbonnel, vincitore dell'ASC per il francese Una Lunga Domenica Di Passioni e candidato per Amèlie, 4 (Harry Potter 3 incluso); Lubezki, vincitore morale due anni fa per The Tree Of Life, 6. Peccato per Nebraska, un bel bianco e nero, e per 12 Anni Schiavo, che ormai ha finito la sua incetta di glorie. Qui il sito ufficiale dell'associazione, che non vi dirà altri vincitori o altri candidati dato che non conta altre categorie, ma informa sul mestiere del direttore di fotografia e intervista i più importanti nomi del cinema internazionale. Di seguito, tutti i candidati dell'edizione 2014.
american society
of cinematographers
Sean Bobbitt per 12 Anni Schiavo
Barry Ackroyd per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Emmanuel Lubezki per Gravity
Bruno Delbonnel per A Proposito Di Davis
Phedon Papamichael per Nebraska
Roger Deakins per Prisoners
Phillippe Le Sourd per The Grandmaster
Writers Guild Awards - vincitori.
Her si porta a casa il premio per la migliore sceneggiatura originale ai Writers Guild Awards 2014, e per Spike Jonze (foto) la strada verso l'Oscar della categoria è tutta in discesa. Il regista, candidato al Golden Globe per Il Ladro Di Orchidee e all'Academy per Essere John Malkovich, ma sempre come direttore, trova consensi col suo film più debole, originale ma più asciutto – forse perché gli mancano dei grassi concorrenti (lo sarebbe Bob Nelson per la sua opera prima, Nebraska, e lo sarebbero stati Greta Gerwig e Noah Baumbach con Frances Ha). Ci fa comunque sempre piacere che il meno prolifero autore americano accumuli statuine, e fa ridere che sia in gara contro il super-prolifero Woody Allen, giunto alla sua ventunesima nomination ai WGA (ha vinto cinque volte) La migliore sceneggiatura scritta a partire da materiale esistente è quella di Billy Ray basata sul romanzo Il Dovere Di Un Capitano di Richard Phillips, interpretato sullo schermo da Tom Hanks e diretto da Greengrass in Captain Phillips. Manca qui Philomena, più grande concorrente della categoria agli Oscar. Manca poi, a quei premi, il documentario di Sarah Polley Stories We Tell, elogiato come uno dei migliori film dell'anno, che vince questo premio (senza combattere con The Act Of Killing e 20 Feet From Stardom) e quasi nient'altro in tutta la stagione.
Qui gli altri vincitori per le categorie televisive; di seguito, dopo l'interruzione, i candidati e i premiati per il cinema.
giovedì 16 gennaio 2014
Oscar 2014 - nominations.
Ce la dovremo vedere contro l'accusa di stupro de Il Sospetto, la malattia terminale a suon di musica di Alabama Monroe, il genocidio cambogiano ne L'immagine Mancante e l'amore e gli altri isolamenti di Omar; ma siamo candidati con La Grande Bellezza agli 86esimi Academy Awards, i cui Oscar saranno consegnati domenica 2 marzo al Kodak Theatre di Los Angeles. La gara sarà in realtà tra i filmoni: Gravity in testa con 11 nominations, inclusa quella regalata a Sandra Bullock; subito dopo 12 Anni Schiavo, il film dell'anno, con 10 candidature e senza il nome di Hans Zimmer tra i migliori compositori; sempre con 10 nominations gareggia American Hustle, che non è nella lista del trucco e delle acconciature (a discapito di Jackass) ma fa fare doppietta a David O. Russell per la squadra degli attori tutti candidati come fu l'anno scorso per Il Lato Positivo. Oltre ai tre registi di questi film, tra cui dovrebbe avere la meglio Alfonso Cuarón, troviamo Martin Scorsese che di striscio ce la fa e Alexander Payne che toglie il posto a Greengrass – ma il suo Captain Phillips se la cava più che bene (6 candidature, incluso l'attore non protagonista Barkhad Abdi). Al contrario fanno le pellicole nel limbo già dall'inizio A Proposito Di Davis (2 nominations: fotografia e mixaggio sonoro) e Saving Mr. Banks (colonna sonora), che non vede né i costumi né le scene né soprattutto l'attrice, a cui è preferita (ancora!) Meryl Streep, e nemmeno l'attore non protagonista Tom Hanks, che non è candidato neanche per Captain Phillips cedendo il posto a Leonardo DiCaprio. Perché pare che sia l'anno in cui l'Academy spinga i film indietro: The Wolf Of Wall Street ottiene 5 candidature a sorpresa (la sceneggiatura ma, soprattutto, Jonah Hill come attore non protagonista) e il film indipendente dell'anno viene incoronato Dallas Buyers Club, 6 nominations (film, sceneggiatura, attore, attore non protagonista, montaggio, trucco) che sbattono fuori la probabile sorpresa Fruitvale Station e fanno spazio a un'altra pellicola meravigliosamente presente, Nebraska (6 nomine). Viene riesumato Il Grande Gatsby per poche cose (costumi, scene – ma non la canzone di Lana Del Rey) e The Grandmaster è preferito per i suoi aspetti tecnico-atristici che al film straniero; le candidature di reparto, tipo la fotografia, sono fedeli al sindacato (spunta Prisoners), ma non vale per gli effetti speciali: la più grande mancanza è Pacific Rim, deludente ma impeccabile. Oltre che tra i cortometraggi, l'Europa è celebrata anche con i corti; un segnale, ancora, che vede l'Academy preferire un certo cinema (il tenero e futuristico Her ha 5 nominations inattese) piuttosto che la celebrazione patriottica (niente Oprah per The Butler).
Qui il sito ufficiale dell'Academy e di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati all'Oscar.
film
American Hustle - L'apparenza Inganna prodotto da Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison, e Jonathan Gordon
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto prodotto da Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca
Dallas Buyers Club prodotto da Robbie Brenner & Rachel Winter
Gravity prodotto da Alfonso Cuarón & David Heyman
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Her prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze e Vincent Landay
Nebraska prodotto da Albert Berger & Ron Yerxa
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare
Philomena prodotto da Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward
12 Years a Slave prodotto da Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Steve McQueen e Anthony Katagas
The Wolf of Wall Street – produttori da determinare
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sabato 11 gennaio 2014
American Cinema Editors Awards - nominations.
Ancora un'altra lista di candidati, questa volta dell'Associazione Americana dei Montatori, ancora una serie di nomi ormai prossimo al red carpet del 2 marzo. La 64esima edizione degli Eddie Awards vede in gara i super favoriti Gravity e 12 Anni Schiavo per la statuetta-nastro al miglior montaggio in un film drammatico; concorre l'agitato Captain Phillips e i flashback dell'infanzia australiana di P.L. Travers di Saving Mr. Banks. Sul fronte delle commedie non c'è Blue Jasmine ma finalmente il teneramente senile Nebraska in bianco e nero, Osage County col suo cast stellare e il vincitore certo American Hustle; potrebbe essere battuto dal dramma musicato A Proposito Di Davis dei Coen. Ormai ridotti a tre i titoli animati che si sono fatti valere quest'anno, Monsters University che ritrova la Pixar un po' sottotono, lo spettacolare Frozen e Cattivissimo Me 2 che ogni tanto si fa sostituire dai Croods; tre titoli d'oltreoceano invece per i documentari, col bel Blackfish che si scontra con l'elogiatissimo 20 Feet From Stardom.
I premi verranno assegnati venerdì 7 febbraio al Beverly Hilton Hotel; per l'elenco completo dei candidati anche televisivi e tutte le altre informazioni, questo è il sito ufficiale. Mentre le nominations cinematografiche sono dopo l'interruzione – e ricordate che il premio al montaggio è importantissimo.
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giovedì 9 gennaio 2014
BAFTA 2014 - nominations.
La Grande Bellezza c'è anche qui, in gara per essere il miglior film straniero secondo la critica inglese dei BAFTA (British Academy of Film and Television Awards) che amano sempre auto-elogiarsi e mettono in lizza per quel premio anche L'atto Di Uccidere, capolavoro UK in cui si parla indonesiano, in corsa anche per il premio al miglior documentario. C'è poi la solita Vita Di Adèle ma sorpresa!, niente Sospetto né Broken Circle Breakdown: siamo contro la snobbata Bicicletta Verde (attenzione: è la vera sorpresa dell'anno) e Metro Manila, guarda un po', altro film UK recitato però in filippino. Nel grande concorso i soliti nomi: Gravity sventola la bandiera patriottica capeggiando la fila con 11 nominations (tutte meritate tranne quella a Sandra Bullock) con poco dietro un altro film inglesissimo, 12 Years A Slave, che finalmente farà salire sul palco il regista irlandese Steve McQueen e, magari, il compaesano Michael Fassbender tenuti sulle poltrone, l'anno scorso, per Shame. 10 nominations anche per American Hustle e 9 Captain Phillips, che più passa il tempo più cresce d'importanza. Peccato per A Proposito Di Davis e Nebraska, un paio di nominations a testa, le perle sottovalutate di questa stagione, mentre a sorpresa Dietro I Candelabri, appena considerato “film per la tv” dagli Emmy e dai Golden Gobes, qui è in lizza tra i lungometraggi passati in sala, e fa incetta di candidature artistiche (trucco, scenografie, costumi) oltre a quella per Matt Damon non protagonista (ma è più bravo Michael Douglas!).
La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 16 febbraio al Royal Opera House di Londra, presentata ancora una volta dal tremendamente comico Stephen Fry (che dovrebbe parteggiare per il suo Lo Hobbit); qui il sito ufficiale dell'Academy e dopo l'interruzione tutti i candidati.
miglior film
Anthony Katagas, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner e Steve McQueen per 12 Anni Schiavo
Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison e Jonathan Gordon per American Hustle - L'apparenza Inganna
Scott Rudin, Dana Brunetti e Michael De Luca per Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto
Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Philomena
Alfonso Cuarón & David Heyman per Gravity
miglior film inglese
Justin Chadwick, Anant Singh, David M. Thompson e William Nicholson per Mandela: Long Walk To Freedom
John Lee Hancock, Alison Owen, Ian Collie, Philip Steuer, Kelly Marcel e Sue Smith per Saving Mr. Banks
Stephen Frears, Gabrielle Tana, Steve Coogan, Tracey Seaward e Jeff Pope per Philomena
Clio Barnard & Tracy O’Riordan per The Selfish Giant
Alfonso Cuarón, David Heyman e Jonás Cuarón per Gravity
Ron Howard, Andrew Eaton e Peter Morgan per Rush
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sabato 4 gennaio 2014
Writers Guild Awards - nominations.
Il Sindacato degli Scrittori dell'America Est e Ovest ha appena annunciato le candidature ai Writers Guild Awards 2014, i cui vincitori saranno premiati sabato 1 febbraio in una doppia cerimonia simultanea, a New York City (all'Edison Ballroom) e Los Angeles (JK Marriott L.A.). Oltre agli scrittori di pellicole di finzione di genere e non, il Sindacato premierà gli autori delle migliori serie televisive del 2013, i cui nomi potete trovare cliccando qui.
A differenza degli altri anni (e mi viene in mente il bel Young Adult completamente snobbato dalle cerimonie), quest'anno non figurano film a sorpresa negli elenchi, né nomi non appartenenti al Sindacato, e tutto è mediamente prevedibile. Sarah Polley dovrebbe farcela col suo Stories We Tell contro il documentario sui leak di Wikipedia mentre David O. Russell si vede candidato per il secondo anno di fila, questa volta insieme al quasi esordiente Eric Warren Singer di The International. Ed è completamente esordiente Bob Nelson, autore dei meravigliosi dialoghi di Nebraska, al contrario del veterano Woody Allen che coi successi al botteghino riesce sempre a spuntarla sia qui che al sindacato dei registi. Spike Jonze finalmente ottiene una candidatura col quarto film della sua carriera, e dopo American Hustle è forse il più probabile vincitore originale, mentre tra le pellicole basate su materiale preventivo la sorpresa è la biografia d'azione Lone Survivor, che dovrà vedersela contro l'elogiato Before Midnight e i due possibili vincitori, Captain Phillips e The Wolf Of Wall Street, che intascano un'altra nomination dopo quella dei produttori.
Dopo l'interruzione, tutti gli sceneggiatori in corsa per i premi.
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venerdì 3 gennaio 2014
Producers Guild Awards - nominations.
Saranno annunciati tra poco più di due settimane, esattamente due giorni dopo le nominations agli Oscar, i 25esimi Producers Guild Of America Awards, i premi del sindacato dei produttori che nella loro carriera potrebbero ritirare l'Oscar al miglior film – se non l'hanno già fatto; 5.900 membri hanno votato e selezionato le dieci pellicole cinematografiche che aspirano all'importantissimo premio, da sempre premonitore dell'Academy, i cinque documentari (tra i quali mancano The Act Of Killing, Stories We Tell e co.) e i film d'animazione, che vedono la Dreamworks dei Croods contro la Disney di Frozen. Oltre a questi riconoscimenti, il 19 gennaio saranno consegnati un premio speciale alla carriera di Peter Jackson, reduce dal successo al botteghino de Lo Hobbit 2, Fruitvale Station riceverà il premio Stanley Kramer, Bob Iger della Walt Disney Company sarà insignito del Milestone Award, Chris Melandri della CEO of Illumination del Visionary Award, Michael G. Wilson produttore di James Bond e Barbara Broccoli della EON Production il David O. Selznik Achievement in Production. Per il premio Darryl F. Zanuck, in ricordo dello sceneggiatore e produttore di Kazan, Mankiewicz, Cuckor e Ford, se la vedono i prevedibili Gravity e 12 Anni Schiavo più i meno ovvi American Hustle, Captain Phillips, Nebraska, Saving Mr. Banks e The Wolf Of Wall Street insieme alle sorprese Blue Jasmine, Her, e soprattutto il piccolo Dallas Buyers Club che spiana la strada all'Oscar per il cantante dei 30 Seconds To Mars Jared Leto.
Dopo l'interruzione, tutti i candidati.
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domenica 29 dicembre 2013
classifiche/ 1.

12 Anni Schiavo continua la sua scalata verso l'ovazione mondiale mentre da noi si scatena il putiferio per i manifesti accusati di razzismo distribuiti (e ritirati) dalla BiM. La terza pellicola di Steve McQueen, dopo il capolavoro elogiato solo dalla critica Hunger e il capolavoro elogiato solo dal pubblico Shame, mette tutti d'accordo (ma sarà in Italia solo il 20 febbraio) e sia Indiwire – grassa rivista originariamente di cinema indipendente americano (qui il sito) nata nel '96 e vincitrice nel 2012 del premio al miglior sito cinematografico – sia la Southeastern Film Critics Association – associazione composta da più di quaranta critici, qui i premi – lo mettono al primo posto nella classifica del meglio dell'anno. Se poi la seconda si mantiene “classica” con i film dei Coen, di Scorsese, di Frears, di Russell, di Jonze e ovviamente di Cuarón, Indiewire, come da titolo, allarga i propri orizzonti (l'elenco conta 25 film) e inserisce Before Midnight di cui è innamorata al terzo posto e al primo per la sceneggiatura; altra freccia al cuore è quella per Frances Ha, forse la più grande sorpresa dell'anno: decimo miglior film, quinta migliore attrice, quinta migliore sceneggiatura. Compaiono poi dei ricordi del Natale passato (Qualcuno Da Amare, To The Wonder, Oltre Le Colline), qualche documentario (imbattibile L'atto Di Uccidere, ma attenzione a Leviathan immediatamente dopo e Stories We Tell) e poi La Grande Bellezza al quattordicesimo posto, che comparirà, nelle classifiche dei prossimi giorni, a piani ancora più alti. Alfonso Cuarón se la deve vedere con l'epopea antirazziale “evento dell'anno” sebbene Gravity ci sia piaciuto molto, moltissimo; avrà strada facile ai prossimi Oscar solo dove il film di McQueen non ha soldati in campo: effetti visivi, fotografia. L'ipotesi che Jennifer Lawrence faccia effettivamente una doppietta non è da scartare, ché l'Academy ama sorprenderci in questo senso; speriamo non ci sorprenda premiando Il Sospetto come miglior film straniero. A piani sempre troppo bassi (se non del tutto ignorati) sono i due film più amari e meglio fatti di quest'anno: A Proposito Di Davis e Nebraska.
Di seguito, dopo l'interruzione, le classifiche per intero.
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giovedì 12 dicembre 2013
Golden Globes 2014 - nominations.
La strada verso l'undicesimo Oscar per il miglior film straniero si fa più spianata ora che La Grande Bellezza è tra i cinque candidati al Golden Globe; la Hollywood Foreign Press Association ha annunciato oggi le nominations per i 71esimi premi della stampa estera al cinema e alla televisione e dopo Baarìa di Tornatore si riaccende una speranza anche se La Vita Di Adèle pare imbattibile – attenzione però: nella cinquina c'è il già vincitore Asghar Farhadi e soprattutto l'ultimo film di Hayao Miyazaki che abbandona le scene, e che non è stato inserito tra i film d'animazione, tra i quali Frozen se la spassa (a sorpresa c'è I Croods) privato del compagno Monsters University. Tutto più o meno prevedibile, e forse l'unico film “intruso” risulta Rush, candidato al miglior film drammatico e all'attore non protagonista. Nella cinquina delle commedie manca Blue Jasmine, che tra l'altro non è stata ritenuta una commedia e vede Cate Blanchett contro Judi Dench, Sandra Bullock, Emma Thompson e a sorpresa Kate Winslet (vinse due premi in una sera tre anni fa) per il nuovo film di Jason Reitman (Juno) che noi vedremo a marzo. Per il film di Allen c'è anche Sally Hawkins, già miglior attrice per Happy Go Lucky, e il regista americano che notoriamente non partecipa alle cerimonie verrà insignito del premio alla carriera che ritirerà Diane Keaton. Con 7 candidature, se la battono American Hustle e 12 Anni Schiavo, il primo dei quali vede tutti e quattro gli attori candidati come fu agli Oscar per Il Lato Positivo dello stesso David O. Russell, mentre poco peggio hanno fatto Nebraska (5 candidature, inclusi i due attempati meravigliosi attori), Gravity e Captain Phillips (4 a testa). Spike Jonze potrebbe farcela, finalmente, a ritirare un premio per il tenero Her, con Joaquin Phoenix in corsa per la migliore interpretazione. La pateticità dei giurati quest'anno è scivolata nel candidare il biopic dell'appena trapassato Nelson Mandela, ancora (per poco) privo di distribuzione italiana, ma gliela facciamo passare, dato che hanno finalmente preso in considerazione Greta Gerwig, per il meraviglioso Francis Ha.
Qui il sito ufficiale, con anche le nominations televisive, e di seguito, dopo l'interruzione, i candidati per il cinema.
miglior film
drama
12 Anni Schiavo di Steve McQueen
Captain Phillips - Attacco In Mare Aperto di Paul Greengrass
Gravity di Alfonso Cuarón
Philomena di Stephen Frears
Rush di Ron Howard
miglior film
comedy o musical
American Hustle di David O. Russell
Her di Spike Jonze
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Nebraska di Alexander Payne
The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese
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mercoledì 4 dicembre 2013
Film Independent Spirit Awards - nominations.
Sono state annunciate mercoledì scorso le nominations ai 29esimi Independent Spirit Awards che, come da titolo, premiano il miglior cinema indipendente d'America e del mondo anche se, col passare degli anni, hanno cominciato a considerare indipendente un po' troppa roba; perciò vediamo il drammone biografico di Steve McQueen 12 Years A Slave (7 nominations) che dopo il successo mondiale di Shame proprio un piccolo film non è, così come Nebraska di Alexander Payne, 6 candidature, reduce dal successo e dall'Oscar per Paradiso Amaro – e quanto è meraviglioso questo nuovo, prima sceneggiatura di Bob Nelson, candidato contro Joseph Gordon-Levitt per Don Jon; già si riducono le dimensioni con All Is Lost, 4 nominatons tra cui l'azzeccata fotografia che resta coerente nelle scene sopra e sotto l'acqua (i direttori sono due diversi). Ma forse il meno indipendente è anche il più incredibile, Inside Llewyn Davis, perla dei fratelli Coen con un bravissimo Oscar Isaac che recita e canta e rincorre i gatti; anche qui nomination alla fotografia contro Computer Chess che era fuori concorso a Torino (candidato al miglior film a basso budget) e a sorpresa Spring Breakers di Harmony Korine. Il mio Frances Ha si ritrova nella cinquina dei migliori film e poi soltanto nel montaggio: niente elogi per l'interpretazione della Gerwig o la sua sceneggiatura; la sovrasta Cate Blanchett, elogiatissima in Blue Jasmine di Woody Allen (insieme a Sally Hawkins) che pure si ritrova ad essere indipendente al fianco di, per esempio, Short Term 12 di Destin Cretton (incetta di premi a Locarno, soprattutto per Brie Larson) e The Spectacular Now con una nuova Shailene Woodley premiata al Sundance. Ma soprattutto: ci siamo anche noi. La Grande Bellezza è uno dei migliori film stranieri insieme a La Vita Di Adèele, l'ormai antico Il Sospetto, il cinese Il Tocco Del Peccato attualmente nelle nostre sale e soprattutto il bel Gloria cileno. Si accende una speranza, soprattutto dopo la conversazione agli Oscar che il nostro Toni Servillo ha tenuto poco fa.
Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati.
Di seguito, dopo l'interruzione, tutti i candidati.
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lunedì 27 maggio 2013
#Kechiche
Attenzione a non chiamarlo “film lesbo” quello che ha vinto la sessantanovesima Palma d'Oro al Festival di Cannes 2013; apprezzato persino dalla Radio Vaticana che lo ha definito «ricco di scene indimenticabili», «un'esplosione di sentimenti», recensito bene da tutti, già in odore di premio, La Vie D'Adèle (letteralmente: La Vita Di Adele, ma ha titolo inglese Il Blu È Un Colore Caldo come la graphic-novel da cui è tratto) conquista il massimo riconoscimento senza prendere quello per le attrici, elogiate a onor del vero più della pellicola in sé, la diciannovenne Adèle Exarchopoulos e la richiestissima Léa Seydoux (entrambe nella foto, col regista Abdellatif Kechiche, che ha dedicato il premio alla sua Turchia natale) – perché la Palma all'Interpretazione Femminile è andato alla Bérénice Bejo di The Artist per Il Passato di Asghar Farhadi (pure questo profumato di qualche vittoria). Miglior attore l'anziano Bruce Dern per la pellicola in bianco e nero di Alexander Payne (Paradiso Amaro), Nebraska, osannato più del resto dell'alta competizione insieme a Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen, Gran Premio della Giuria applauditissimo – e qui ha ritirato la Palma ai registi l'attore Oscar Isaac mentre il premio per Dern l'ha ritirato Payne. Miglior Regista: il messicano Amat Escalante per Heli, che come l'altro messicano che vinse lo stesso premio l'anno scorso, confeziona una pellicola di dubbia qualità cerebrale ma con scene indimenticabili – tipo la tortura con bruciatura di pene finale. Miglior Sceneggiatura: Jia Zhang-Ke per il cinese A Touch Of Sin. Premio della Giuria: Like Father, Like Son, lo scambio di bambini diretto dal giapponese Hirokazu Kore-Eda.
Neanche questa volta – dopo This Must Be The Place – Sorrentino porta a casa niente, ma ci consoliamo con i due premi vinti da Salvo e quello vinto ex-aequo dalla Golino: Miele ha infatti ottenuto la Menzione Speciale della Giuria Ecumentica insieme al Like Father, Like Son di cui prima, mentre il Premio vero e proprio se l'è aggiudicato Il Passato di Farhadi. La Golino, al suo debutto dietro la macchina da presa, avrebbe potuto sperare nella Camera d'Or, all'opera prima, andata invece a Ilo Ilo, dal Singapore, presentato nella Quinzaine, storia di una famiglia e della domestica filippina pari pari a A Simple Life.
Dopo l'interruzione, tutti i premi.
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sabato 25 maggio 2013
#Gray #Chandor
Il premio Oscar Marion Cotillard (foto) arriva a Cannes al penultimo giorno di festival: è una polacca che fugge dall'Europa stremata dalla Grande Guerra insieme alla sorella verso l'America in The Immigrant di James Gray, storia di un inserimento sociale che non avviene; ad aiutarla, nel film, ci penserà Joaquin Phoenix, attore feticcio del regista (anche nell'ultimo Two Lovers), qui arraffone disperato e anche lui desideroso di appartenere ad una New York ricostruita totalmente in studio e fotografata dall'immenso Darius Khondji, qui l'anno scorso per il meraviglioso lavoro svolto in Amour, che per questa pellicola a-temporale sceglie di illuminare tutto col rosso – tipo il tramonto sul Titanic.
Applausi e commozioni per questo film che si mette in fila insieme agli altri in attesa della Palma di domani: The Past di Asghar Farhadi, che dopo l'Oscar per Una Separazione prende la candidata all'Oscar per The Artist e racconta di un matrimonio iraniano per le periferie di Parigi; Like Father, Like Son, del giapponese Hirokazu Koreeda, storia di un figlio scambiato alla nascita e del rapporto tra un padre e ciò che ha cresciuto per tanti anni; ma sono stati soprattutto Nebraska e Inside Llewyn Davis, entrambi americani, rispettivamente dei super-celebrati Alexander Payne e fratelli Coen, a strappare più consensi e recensioni positive.
In questo ultimo giorno di proiezioni tornerà sullo schermo Roman Polanski col francese Venus In Fur; lui ovviamente assente dal tappeto rosso mentre sfilerà il super-cast dell'ultima pellicola in gara, Only Lovers Left Alive – Mia Wasikowska, Tom Hiddleston, Tilda Swinton, John Hurt, Anton Yelchin – prima pellicola fantasy-vampiresca di Jim Jarmusch.
E se il nostro Sorrentino ha diviso, come sempre, il pubblico e la critica, l'italiano a sorpresa che fa il colpaccio è il film Salvo, vincitore di entrambi i premi della Settimana della Critica (il Gran Premio della Giuria e il Premio Rivelazione): cinque anni per raccogliere i fondi necessari per le riprese (un milione di euro), distribuzione francese già confermata e un nome noto dietro la direzione della fotografia (Daniele Ciprì), Salvo è l'esordio di Piazza & Grassadonia a partire da un corto con lo stesso tema di qualche anno fa.
Sullo stesso genere di tensione ha viaggiato All Is Lost due giorni fa: Robert Redford (76 anni non sentiti) e la sua barca in mezzo al mare sono unici figure di questo film totalmente privo di dialoghi – un monologo iniziale, qualche «fuck» nel mezzo – diretto dal celebrato J.C. Chandor di Margin Call che ha messo tutti d'accordo sulla qualità di una regia narrativamente insolita per un film d'azione.
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