sabato 16 giugno 2012

comprammo uno zoo.





La Mia Vita È Uno Zoo
We Bought A Zoo, 2011, USA, 124 minuti
Regia: Cameron Crowe
Sceneggiatura originale: Aline Brosh McKenna & Cameron Crowe
Basata sul romanzo We Bought A Zoo di Benjamin Mee
Cast: Matt Damon, Scarlett Johansson, Thomas Haden Church,
Colin Ford, Maggie Elizabeth Jones, Angus Macfadyen, Elle Fanning
Voto: 5.7/ 10
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Perché spendere soldi per andare al cinema a vedere un film già destinato a passare su Canale 5 al sabato pomeriggio, quando Amici della De Filippi e Verissimo chiudono i battenti? Era successo con The Blind Side (che nei nostri cinema non arrivò mai), succede adesso con La Mia Vita È Uno Zoo, titolo meno azzeccato del più esplicativo We Bought A Zoo.
La blanda trama vede Matt Damon, che invecchia benissimo, padre di un adolescente nell'età della ribellione e una bambina nell'età della tenerezza e delle risposte geniali, padre e vedovo, ché dopo un'ardua malattia la moglie è morta lasciandogli un vuoto nel cuore e nella casa. Le madri vicine e a scuola gli donano teglie su teglie di lasagna e lui fatica a portare avanti la baracca, che mantiene col suo mestiere di scrittore d'avventure dopo che le ha vissute. Crede di aver visto tutto e di aver fatto ogni cosa, ma gli manca questa: trasferirsi (con una facilità mai vista prima) in una villa tanto gigante quanto lontana (14 km solo andata dal più vicino supermercato) in modo da non esser circondato dai negozi e dagli oggetti che gli ricordano la moglie (di cui si parla fino all'asfissia). Questa villa, pensa tu, è la casa di uno zoo mal-costruito che a vederlo da fuori sembra solo una campagna fatiscente. E invece si nascondono decine e decine di specie, alcune in via d'estinzione, e con un'altra facilità mai vista prima il nostro Matt si rimbocca le maniche e in modo imbarazzante (soprattutto per il figlio) sfama le creature esotiche e provvede a pagare tutte le spese. Una magrissima e poco credibile Scarlett Johansson, in tutto questo, lo accompagnerà per le vie del safari e delle confidenze, lamentandosi quasi mai di non uscire come le sue coetanee per dar le medicine alle scimmie. È tutto, insomma, molto poco credibile, e la stupidità infantile ma forse cromosomicamente problematica di Elle Fanning (che si urlava bravissima dopo Somewhere ma che invece nessuno sta vedendo più) ci lascia non poco perplessi.
Non a caso sulla locandina compare scritto “dal regista di Jerry Maguire”, film del '96 che diede quasi i natali  Renée Zellweger (e un Oscar a Cuba Gooding Jr.), perché dopo quello, originale e ben scritto, il nostro Cameron Crowe dal celebre cognome è scivolato in una porcata dopo l'altra, toccando l'apice con Elizabethtown e risollevandosi un poco con Quasi Famosi. Della banale, patetica, melensa pellicola che presto vedremo sulle nostre televisioni col bollino verde per tutte le famiglie, si salva giustamente una cosa: la musica di Jónsi che conoscevamo come leader dei Sigur Rós e che piano piano si sta inginocchiando al più vasto mercato, la cui canzone originale Wuthering Stories era stata infilata nell'elenco delle probabili candidate all'Oscar ma non si candidò - ricordiamo che il film è stato mandato al cinema in fretta perché i produttori speravano di ricevere più di una nomination.
Questo venerdì al cinema sono uscite un sacco di cose, perché andare a vedere questo?

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