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mercoledì 29 gennaio 2014
Grammy Awards - visual media vincitori.
Thomas Newman (foto) porta a casa il 56esimo Grammy Award per la migliore colonna sonora in un film, lo Skyfall dell'anno scorso; dello stesso film è la migliore canzone originale, Skyfall scritta da Adele e Paul Epworth e interpretata da Adele, che con questo Grammy raggiunge la quota di dieci grammofoni sulla mensola della libreria. La musica originale dell'ultimo capitolo di 007 diretto da Sam Mendes, l'anno scorso, non fu neanche candidata all'Oscar (mentre la canzone sì), accontentandosi dell'altro premio per il sonoro. Vince il terzo e ultimo premio per la visual-media music Sound City: miglior album – e vince facile, essendo un documentario sulla storia dello studio di registrazione di Los Angeles. Tra gli altri, nel debutto alla regia di Dave Grohl, compaiono Mick Fleetwood, Trent Reznor, Paul McCartney, Neil Young e, attraverso materiale di repertorio, Johnny Cash e Kurt Cobain. Nonostante non sia piaciuta a Pitchfork, che l'ha votata 5.3 su 10, la compilation (qui i dettagli) batte l'ensamble canterino de Les Misérables e l'epopea del pop rivisitato per Il Grande Gatsby.
Tutti i candidati, di seguito, dopo l'interruzione mentre questo è il sito ufficiale dei Grammy, dove si può trovare l'elenco degli altri infiniti premi insieme ai video delle performance della cerimonia di domenica scorsa.
sabato 7 dicembre 2013
Grammy Awards - visual media nominations.
Sono appena state annunciate le nominations ai 56esimi Grammy Awards con tanto di concerto in diretta che ha omesso di elencare i candidati che troverete di seguito. I premi maggiori (canzone e album dell'anno, performance pop, rock, country...) saranno assegnati il 26 gennaio nella cerimonia in diretta sulla CBS mentre i “nostri premi” verranno dati qualche giorno prima, in una conferenza più intima. Come sempre, dato il periodo di chiusura delle votazioni per i membri un po' bislacco, troviamo del vecchio e del nuovo; il vecchio è Skyfall, candidato alla colonna sonora di Thomas Newman e alla canzone di Adele che vinse l'Oscar; ma vecchio è anche Vita Di Pi, musica di Mychael Danna che pure vinse l'Oscar, e Django, Argo, Lincoln, Zero Dark Thirty, Il Lato Positivo e Les Misérables che a sorpresa non riceve la nomination per la migliore canzone originale (Suddenly). La riceve invece lo strazio di Lasse Hallström Vicino A Te Non Ho Paura (aka Safe Haven) insieme alla serie televisiva Orange Is The New Black musicata da Regina Spektor. Le uniche novità della categoria sono quindi Hunger Games, con la canzone dei Coldplay che già ha fatto incetta di premi, e la super favorita Young And Beautiful dal Grande Gatsby – che si devono scontrare contro l'amatissima Adele. Sul versante non-cantato, al solito, troviamo gli immortali John Williams e per ben due volte Alexandre Desplat.
Di seguito, dopo il salto, i candidati alle tre categorie per la musica del cinema e della televisione.
best compilation
soundtrack for visual media
Django Unchained
di Artisti Vari
etichetta: Loma Vista/ Universal Republic
The Great Gatsby (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: WaterTower Music/ Interscope
Les Misérables (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic
Muscle Shoals
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic
Sound City: Real To Reel
di Dave Grohl & Artisti Vari
etichetta: RCA Records/Roswell Records
Django Unchained
di Artisti Vari
etichetta: Loma Vista/ Universal Republic
The Great Gatsby (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: WaterTower Music/ Interscope
Les Misérables (Deluxe Edition)
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic
Muscle Shoals
di Artisti Vari
etichetta: Universal Republic
Sound City: Real To Reel
di Dave Grohl & Artisti Vari
etichetta: RCA Records/Roswell Records
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lunedì 25 febbraio 2013
some guild awards.
Elenco dei candidati e dei vincitori:
Scripter Award
Argo
Joshua Bearman autore dell'articolo The Great Escape;
Antonio J. Mendez autore di The Master Of Disguise;
Chris Terrio sceneggiatore di Argo
American Society Of Cinematographers Award
Danny Cohen per Les Misérables
Roger Deakings per Skyfall
Janusz Kamiski per Lincoln
Seamus McGarvey per Anna Karenina
Claudio Miranda per Vita Di Pi
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domenica 24 febbraio 2013
Costume Design Guild Awards - vincitori.
Anna Karenina continua la sua corsa verso gli Oscar guadagnandosi anche il premio del sindacato dei costumisti americani, il 15esimo Costume Designers Guild Award per i costumi di un film storico. Insieme a Jaqueline Durran, è salita sul palco la Jani Termine autrice dei completi dell'ultimo James Bond; ed è mancata Eiko Ishioka, deceduta poco prima che Biancaneve uscisse nelle sale americane e candidata postuma anche ai prossimi Academy Awards, di cui ha la statuetta per il Dracula Di Bram Stoker di Francis Ford Coppola. Gareggiava contro di lei la pluri-vincitrice Colleen Atwood per Biancaneve E Il Cacciatore, giunta quest'anno alla decima nomination all'Oscar (mentre ha casa ne ha tre) e i costumisti di Hunger Games e Lo Hobbit, snobbati da qualsiasi altra cerimonia di premiazione, insieme a quelli di Cloud Atlas, snobbati insieme al film. Il Lacoste Spotlight Award è andato ad Anne Hathaway (nella foto insieme al manifesto della cerimonia) pronta a fare il nuovo piantino ringraziando per l'Oscar come non protagonista, mentre il premio alla Carriera a Judianna Makovsky. Il premio per essersi contraddistinto nel mestiere è stato dato a David Le Vey.
Di seguito tutti i candidati e i vincitori.
Contemporary Film
Stephani Lewis per Beasts Of The Southern Wild
Louise Stjernsward per Marigold Hotel
Mark Bridges per Il Lato Positivo
Jani Termine per Skyfall
George L. Little per Zero Dark Thirty
Period Film
Jaqueline Durran per Anna Karenina
Jaqueline West per Argo
Paco Delgato per Les Misérables
Johanna Jonson per Lincoln
Kasia Walicka-Maimone per Moonrise Kingdom
Fantasy Film
Kym Barrett & Pierre-Yves Gayraud per Cloud Atlas
Ann Makrey, Richard Taylor e Bob Buck per Lo Hobbit
Judianna Makovski per Hunger Games
Eiko Ishioka per Biancaneve
Colleen Atwood per Biancaneve E Il Cacciatore
venerdì 22 febbraio 2013
BAFTA 2013 - vincitori.
I British Academy Film And Television Awards che si distinguono ogni anno – giustamente – per la tendenza a premiare anche il cinema inglese e non solo quello americano, si allineano a tutto ciò che è stato finora e regalano a Ben Affleck la statuetta per la Migliore Regia e per il Miglior Film (come produttore; foto) per Argo. Lo candidano anche – ingiustamente – alla performance da protagonista ma né lui né l'invisibile Alan Arkin grazie a Dio riescono a farcela; il primo perché battuto dal palese Daniel Day-Lewis (quarto BAFTA da attore protagonista così commentato) e il secondo perché battuto da Christoph Waltz, uno dei tre migliori attori non protagonisti di quest'anno che non si sa più ormai chi si contende l'Oscar (Waltz ha vinto anche il Golden Globe, Tommy Lee Jones il SAG, Philip Seymour Hoffman tutti gli altri premi). La sorpresa delle sorprese è il tocco di classe: Emmanuelle Riva batte la più probabile Jennifer Lawrence visibilmente delusa e vince un premio che non ritira perché non c'è per la performance in Amour che – giustamente – è il Miglior Film Straniero (e qui si tremava: l'anno scorso, contro Una Separazione, i BAFTA fecero vincere Almodóvar). Argo vince anche il Montaggio mentre i premi artistico-tecnici se li spartiscono Les Misérables e Vita Di Pi – il primo, inglesissimo, mette i piedi in testa al più originale Anna Karenina che s'accontenta dei costumi – e su tutti trionfa Skyfall, Miglior Film Inglese e Miglior Musica. Il film di David O. Russell, quindi rimasto a bocca asciutta nell'unica categoria in cui aveva speranze, si becca la Sceneggiatura Non Originale mentre quella Originale va a Quentin Tarantino, e qua proprio non si possono fare pronostici per gli Oscar di domenica. Senza niente in mano se ne vanno solo Zero Dark Thirty, e – candidato in molte meno categorie – anche Lo Hobbit.
Tutti i candidati e i vincitori, di seguito e dopo l'interruzione.
Miglior Film
Argo
Les Misérables
Vita Di Pi
Lincoln
Zero Dark Thirty
Miglior Film Britannico
Anna Karenina
Marigold Hotel
Les Misérables
Sette Psicopatici
Skyfall
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Daniel Day-Lewis,
Django Unchained,
Emmanuelle Riva,
Il Lato Positivo,
Les Misérables,
Quentin Tarantino,
Skyfall
domenica 3 febbraio 2013
Art Directors Guild Awards - vincitori.
Si sono svolti la scorsa notte i 17esimi Art Director Guild Awards si nel Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione per la quarta volta consecutiva di Paula Poundstone che ha assistito alla consegna dei premi più importanti dell'anno per i migliori scenografi dell'anno, tra cui ha brillato Sarah Greenwood per l'eccezionale lavoro in Anna Karenina, film ambientato interamente in un teatro che ha richiesto l'ideazione di stazioni e distese di fiori e di uffici e corse di cavalli sempre tra palco e platea. Oltre al film in costume, per il film fantasy o di fantascienza ha trionfato Vita Di Pi sui super-rivali Lo Hobbit e Cloud Atlas aggiudicandosi buone speranze anche in questa categoria (oltre agli effetti e alla fotografia) agli Oscar, per quanto il vero rivale di Anna Karenina è soltanto Les Misérables. Skyfall batte invece le case danneggiate dallo tsunami di The Impossible e le basi segrete C.I.A. di Zero Dark Thirty per il film contemporaneo. Ma i premi sono andati anche ai film, telefilm e speciali televisivi: qui per tutti gli altri vincitori mentre di seguito le nominations cinematografiche.
Period Film
Sarah Greenwood per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln
Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
David Gropman per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
Dennis Gassner per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty
lunedì 28 gennaio 2013
Screen Actors Guild - vincitori.
Qualche sorpresa ha segnato la consegna dei 19esimi Screen Actors Guild Awards, i così detti SAG che premiano le performance di attori e attrici e stunt nel cinema e nella televisione, qualche sorpresa per il piccolo schermo (30 Rock vince l'attrice Tina Fey e l'attore Alec Baldwin rubando le statuette a Modern Family, e per le serie drammatiche Breaking Bad batte Homeland) ma niente di nuovo, o quasi, sul piano cinematografico.
L'unica sorpresa potrebbe essere il premio non dato a Philip Seymour Hoffman per The Master, Oscar ormai quasi certo (per un film totalmente ignorato) per una performance che qui è stata messa in secondo piano dal navigato Tommy Lee Jones che, oltre all'altra certezza, il Daniel Day-Lewis di Lincoln, porta un secondo premio in casa Spielberg. Sul versante femminile, di certo c'è la Anne Hathaway de Les Misérables, tanto amata nel suo ruolo canterina e generalmente poco frequentatrice di queste premiazioni (se non per la parentesi Rachel Sta Per Sposarsi) mentre il ruolo da protagonista se lo contendono le due attrici dell'anno, la Jennifer Lawrence de Il Lato Positivo e la Jessica Chastain di Zero Dark Thirty, e in questo caso vince la prima, super-favorita agli Oscar perché unica possibilità di dare un premio al film di David O. Russel (su otto nominations). Ma comunque, la sua figura la fa Argo: il film dell'anno, che nonostante non abbia nessun attore candidato singolarmente se non Alan Arkin, vince il premio più ambito, quello per il cast.
Mentre scrivo, viene aggiornata la pagina del sito ufficiale con i video dei discorsi ai microfoni tenuti dai vincitori nella serata di ieri sera. Lì troverete anche i premi dati alla televisione e, di seguito, tutti quelli per il cinema.
Miglior Cast in un Film
Argo
Ben Affleck, Alan Arkin, Kerry Biche, Kyle Chandler,
Rory Cochrane, Brian Cranston, Christopher Denham,
Tate Donova, Clea Duvall, Victor Garber, John Goodman,
Scoot McNairy, Chris Messina
Marigold Hotel
Judi Dench, Celia Imrie, Bill Nighy, Dev Patel, Ronald Pickup,
Maggie Smith, Tom Wilkinson, Penelope Wintoln
Les Misérables
Isabelle Allen, Samantha Barks, Sacha Baron Cohen,
Helena Bonham Carter, Russel Crowe, Anne Hathaway,
Daniel Huttlestone, Hugh Jackman, Eddie Redmayne,
Amanda Seyfried, Aaron Tveit, Colm Wilkinson
Lincoln
Daniel Day-Lewis, Sally Field, Joseph Gordon Levitt,
Hal Hollbrook, Tommy Lee Jones, James Spader, David Strathairn
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Bradley Cooper, Robert De Niro, Anupam Kher,
Jennifer Lawrence, Chris Tucker, Jaki Weaver
sabato 12 gennaio 2013
Eddie Awards - nominations.
Dietro il nome un po' frivolo di Eddie Awards si nasconde il Sindacato dei Montatori Americani per il Cinema, che premia il Miglior Montaggio cinematografico di film drammatici, commedie, d'animazione e documentari.
Giunta alla 63esima edizione, la premiazione si svolgerà sabato 16 febbraio anche questa all'International Ballroom del Beverly Hilton Hotel con la conduzione di David Cross, durante la quale saranno premiati anche due personaggi alla Carriera e uno come Cineasta dell'Anno, ma questi nomi verranno annunciati la prossima settimana.
Come abbiamo visto l'anno scorso, il Montaggio è una categoria essenziale per diagnosticare chi vincerà il Miglior Film agli Oscar, anche se non si direbbe; in questo caso i candidati all'Academy Award sono quattro film drammatici e una commedia qui presenti; ne deriva che Il Lato Positivo è sicuramente il favorito nella categoria comedy mentre i montatori di Zero Dark Thirty reduci dalla vittoria del Critics' Choice Award se la devono vedere con Lincoln, Vita Di Pi e Argo.
Dopo l'interruzione, i candidati al miglior montaggio per un documentario e per un film d'animazione.
Miglior Montaggio per un Film Drammatico
William Goldenberg per Argo
Tim Squyres per Vita Di Pi
Michael Kahn per Lincoln
Stuart Baird per Skyfall
Dylan Tichenor & William Goldenberg per Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Montaggio per un Film Comedy o Musical
Cris Gill per Marigold Hotel
Melanie Ann Oliver & Chris Dickens per Les Misérables
Andrew Weisblum per Moonrise Kingdom
Jay Cassidy & Crispin Struthers per Il Lato Positivo
Jeff Freeman per Ted
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giovedì 10 gennaio 2013
Academy Awards - nominations.
E così, è accaduto l'impossibile: partendo dall'annuncio delle candidature, non più dato da dietro al leggio da un'ex candidato/a insieme al direttore dell'AMPAS (attualmente Hawk Koch, eletto l'anno scorso), fino alla nomination per il Miglior Film Straniero, premio che agli americani interessa molto poco, che vede l'assenza di Quasi Amici – così come in tutte le altre categorie, nonostante le dicerie.
Puntando alla comicità che ha caratterizzato gli ultimi Golden Globes (saranno condotti, a fine mese, dalle mattatrici Tina Fey e Amy Poehler del Saturday Night Live) gli Oscar 2013 chiamano a sé l'amatissima Emma Stone e il Seth MacFarlane creatore de I Griffin nonché voce di quel capofamiglia e regista di Ted che scopre, durante la lettura dei candidati, di avere una nomination per la Canzone Originale – categoria che non era mai stata data alle sei e mezzo del mattino, ora americana, ma sempre alla sera, con la seconda mandata di premi.
E se tra le canzoni ci si aspetta sempre qualche presenza di troppo (chi ha mai sentito parlare del film Chasing Ice?), dove mancano Elisa & Ennio Morricone ma dove troviamo l'Adele di Skyfall e Suddenly, le due certezze, non ci si aspettava questa potente assenza tra i migliori registi: l'ex vincitrice Kathryn Bigelow, data per certa vincitrice, viene schiacciata dai suoi colleghi maschi, tra cui l'inatteso David O. Russell e l'insperato Benh Zeitlin per il suo Beasts Of The Southern Wild che si rivela il film indipendente dell'anno candidato anche alla Sceneggiatura, al Miglior Film e soprattutto all'Attrice Protagonista, Quvenzhané Wallis di soli 9 anni, che si rivela la più giovane candidata di sempre nella stessa categoria di Emmanuelle Riva, di 85, la più anziana. Il suo Amour, grazie a Dio, è sia tra i Film Stranieri che tra i Film e basta, è tra le Migliori Regie e Sceneggiature. Manca tra i registi anche Paul Thomas Anderson, sebbene il suo The Master abbia avuto le nominations a tutt'e tre i fantastici attori, e sul fronte dell'animazione la sorpresa è Pirati! che ruba il posto a Le 5 Leggende, dato per scontato candidato e possibile vincitore.
Con 12 nominations, come previsto, è comunque Lincoln di Spielberg ad avere la meglio dopo la disdetta dell'anno scorso con War Horse, che pure aveva il botto ma era tornato a casa con niente; essendo un filmone in costume che, oltre alle candidature tecniche prese anche da Les Misérables (scenografia, costumi, trucco, mixaggio sonoro) ottiene anche quelle importanti per dialoghi e regia.
Entrambe le Biancaneve dell'anno ottengono la nomination ai costumi (Biancaneve E Il Cacciatore anche quella agli effetti visivi), Lo Hobbit si accontenta di 3 (scenografia, costumi, effetti) I Simpson per la prima volta sono tra i cortometraggi animati, ma per la lista completa delle categorie rimando al sito ufficiale dell'Academy.
I premi saranno consegnati la notte del 24 febbraio, come ogni anno, dal Kodak Theatre di Los Angeles. E adesso cominciano le previsioni. Di seguito, e dopo il salto, tutti i candidati annunciati quest'oggi, nello stesso ordine.
Attore non Protagonista
Christoph Waltz in Django
Phillip Seymour Hoffman in The Master
Robert De Niro in L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Alan Arkin in Argo
Tommy Lee Jones in Lincoln
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The Master
mercoledì 9 gennaio 2013
Cinema Audio Society Awards - nominations
La Cinema Audio Society ha annunciato le candidature per le sei categorie in cui si dividono i 49esimi premi per il montaggio e mixaggio sonoro di questa stagione cinematografica; oltre al cinema, sarà premiata la televisione, e per accedere al PDF completo delle candidature basta cliccare qui.
Di seguito, invece, le due categorie per i film classici e quelli animati. Troviamo ormai sempre la stessa solfa, ma è curioso vedere come i film d'azione o fantasy (Il Cavaliere Oscuro, Vita Di Pi) siano stati scalzati da Lincoln, mentre è palese ritrovare Lo Hobbit e Les Misérables. Mentre sul versante animazione compare per la prima volta quest'anno Lorax, che ruba il posto a ParaNorman, mentre la Disney immancabile schiera tutt'e tre le sue pellicole.
Film di Finzione
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Skyfall
Operazione Zero Dark Thirty
Film d'Animazione
Ribelle - The Brave
Frankenweenie
The Lorax
Le 5 Leggende
Ralph Spaccatutto
sabato 5 gennaio 2013
Art Directors Guild Awards - nominations.
Cominciano con le scenografie i premi che “i sindacati” dei lavoratori di ambito cinematografico si cantano e si suonano, e sono, questi, i premi a cui bisogna stare più attenti: in questo caso, gli scenografi premiano gli scenografi, per cui la giuria non è composta da gente quasi-a-caso come nell'Academy o soprattutto nella Foreign Press Association, ma da attrezzisti e disegnatori che ne capiscono.
Come sempre, le categorie riguardano i film di periodo (dove per “periodo” si intende ciò che non si copia dall'attuale paesaggio urbano), in cui sicuramente Anna Karenina, Lincoln e Les Misérables hanno una marcia in più essendo particolarmente colossali – l'ultimo soprattutto; i film di fantascienza o fantasy, dove Cloud Atlas e Lo Hobbit sicuramente meritano (il primo perché costruisce, anche se per finta, sei momenti e luoghi nel tempo; il secondo perché, al solito, si avvale di inesistenti villaggi e castelli) anche se le solite aspettative che avevamo per Lo Hobbit erano le stesse del Il Cavaliere Oscuro; i film contemporanei, dei giorni nostri, che appunto sono fatti della cronaca attuale: lo tsunami di The Impossible, la cattura di Bin Laden di Zero Dark Thirty. I colori esotici di Marigold Hotel si fanno notare anche qua, questa volta, inaspettatamente. A discapito di The Master, grandioso escluso dell'anno.
I 17esimi Art Director Guild Awards si svolgeranno sabato 2 febbraio al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills con la conduzione di Paula Poundstone per il quarto anno consecutivo; per la lista dei candidati in tutte le altre categorie (video musicali, serie televisive) rimando al sito ufficiale.
Period Film
Sarah Greenwood per Anna Karenina
Sharon Seymour per Argo
J. Michael Riva per Django
Eve Stewart per Les Misérables
Rick Carter per Lincoln
Fantasy Film
Uli Hanisch & Hugh Bateup per Cloud Atlas
David Gropman per Vita Di Pi
Arthur Max per Prometheus
Nathan Crowley & Kevin Kanavaugh per Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno
Dan Hannah per Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Contemporary Film
Nelson Coates per Flight
Dennis Gassner per Skyfall
Alan MacDonald per Marigold Hotel
Eugenio Caballero per The Impossible
Jeremy Hindle per Operazione Zero Dark Thirty
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venerdì 21 dicembre 2012
Satellite Awards - vincitori.
Mai come quest'anno c'è stata tutta questa confusione. Dopo che gli americani hanno premiato e ripremiato Zero Dark Thirty della Bigelow, ecco che L'orlo Argenteo Delle Nuvole prende il sopravvento: candidato e nominato dappertutto, finora non era riuscito nella botta. Ai Satellite 2012 sì: vince il Miglior Film, la Migliore Regia, entrambi gli Attori e il Montaggio. Lascia alla concorrenza la Sceneggiatura Non Originale (primo premio per Vita Di Pi, appena uscito nelle nostre sale, che è stato definito dai giornali italiani «il nuovo Avatar») (mentre la Sceneggiatura Originale è di Mark Boal, compare della Bigelow, che dà l'unico premio al film su Bin Laden) e l'Attore Non Protagonista Robert De Niro che si piega davanti alla matta performance di Javier Bardem, annunciato da me come futuro e di-nuovo vincitore dell'Oscar per questa stessa categoria (ha vinto per Non È Un Paese Per Vecchi dopo la nomination per Prima Che Sia Notte e prima di Biutiful).
Per L'orlo è un buon auspicio, ma non dimentichiamo che l'anno scorso successe lo stesso a Drive, film cult tra un certo pubblico, che sbancò tra Film, Attori, Regista eccetera e poi ottenne l'unica nomination all'Oscar per il sonoro.
Ne esce abbastanza soddisfatto anche Les Misérables, che prende l'Attrice di Supporto, la Canzone (tolta quindi alla super-favorita Adele), il Sonoro e il Cast. Mentre a bocca asciutta restano The Sessions, Moonrise Kingdom, The Master. Vengono messi sullo stesso piano i film stranieri Quasi Amici e Pietà, il primo banalissimo prodotto del mercato francese e l'altro altissima introspezione criminale per uno strozzino coreano che ritrova la madre vendicativa dopo anni di silenzio, Leone d'Oro a Venezia 2012. Svanisce quindi la nostra – per ora unica – occasione di vedere trionfanti i fratelli Taviani. Mentre Le 5 Leggende scavalca il mio Ralph e il bel ParaNorman.
Tutti i vincitori e il resto dei candidati, soprattutto per le nominations televisive, sono qui, nella pagina del sito ufficiale della cerimonia. Dopo il salto, tutte le categorie cinematografiche e i premi aggiuntivi.
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Vita Di Pi
Lincoln
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Skyfall
The Sessions
Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Film a Tecnica Mista o d'Animazione
Ribelle - The Brave (Disey Pixar)
Frankenweenie (Disney)
L'era Glaciale 4 - Continenti Alla Deriva (Blue Sky)
Madagascar 3 - Ricercati In Europa (DreamWorks)
Paranorman (Laika)
Le 5 Leggende (DreamWorks)
Ralph Spaccatutto (Disney)
Miglior Film Straniero
Amour di Michael Haneke (Austria/ Francia)
A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca/ Svezia)
Quasi Amici di Olivier Nakache & Éric Toledano (Francia)
À Perdre La Raison [Our Children] di Joachim Lafosse (Belgio/ Francia)
Kon-Tiki di Joachim Rønning (Norvegia)
Pietà di Kim Ki-duk (Corea del Sud)
Oltre Le Colline di Cristian Mungiu (Romania)
Rebelle [War Witch] di Kim Nguyen (Canada)
Cesare Deve Morire di Paolo & Vittorio Taviani (Italia)
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The Master,
The Sessions,
Zero Dark Thirty
giovedì 13 dicembre 2012
Critics' Choice - nominations.
La Broadcast Film Critics Association è l'organizzazione più vasta tra gli Stati Uniti e il Canada, che raccoglie più di 270 critici della televisione, della radio, del Web e del cinema. Ogni anno, nella branchia “Movie” celebra la migliore produzione della stagione con questi premi, e negli ultimi cinque anni il Miglior Film qui è stato anche il Miglior Film agli Oscar; in tutto, “hanno azzeccato” dieci volte su diciassette.
Perché questa è solo la 18esima edizione del premio, che si terrà il 10 gennaio in una cerimonia di due ore trasmessa sul CW Television Network.
Esiste, dentro a queste copiose nominations, un'altra lista di candidati, anzi più liste, divise in film d'azione, commedie, sci-fi/ horror, con rispettivi migliori attori eccetera; per questo motivo, posterò solo le categorie principali rimandando a questo sito, quello ufficiale della cerimonia, per l'elenco completo. Rimando anche alla possibilità di votare, per la prima volta, il Favorite Film Franchise, il Miglior Film “Da Cassetta”, senza bisogno di registrarsi né niente, senza limitarsi ai film di quest'anno, cliccando qui.
E ora le solite considerazioni sui candidati: Lincoln di Spielberg sbanca tutto e ottiene 13 nominations (film, attore, attrice non protagonista, attore non protagonista, cast, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco e colonna sonora) ma non lasciamoci impressionare: un po' è un dovere verso un regista che lentamente sta decadendo (per lavorare solo come produttore) un po' è il destino di tutti i filmoni americani in costume; infatti subito dopo c'è Les Misérables, con 11 candidature: film, attore, attrice non protagonista, cast, regia (per la prima volta), fotografia, scenografia, montaggio, costumi, trucco, canzone originale (la solita Suddenly). La cosa curiosa è che al terzo posto tra i più nominati c'è una commedia, L'orlo Argenteo Delle Nuvole di David O. Russell (10 nominations) che qua era già andato bene con gli attori di The Fighter. Seguono: Vita Di Pi (9) e poi Argo, The Master e Skyfall (7).
Doppietta per la Francia che con Amour e Ruggine E Ossa occupa due posti sia nel Film Straniero che nell'Attrice Protagonista - una Marion Cotillard quest'anno totalmente ignorata eppure letteralmente gambizzata da questa interpretazione; ma nel Film Straniero c'è un terzo francese, Quasi Amici, che lascia poche speranze al danese A Royal Affair.
Categoria interessante perché poco nota è quella dell'Attore Emergente: Quvenzhané Wallis è super-favorita essendo anche tra le cinque migliori attrici, ma sicuramente Elle Fanning la batte in notorietà e Tom Holland in bravura.
La prima parte di nominations, dopo l'interruzione:
Miglior Film
Argo
Beasts Of The Southern Wild
Django Unchained
Vita Di Pi
Lincoln
The Master
Les Misérables
Moonrise Kingdom
L'orlo Argenteo Delle Nuvole
Operazione Zero Dark Thirty
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Critics' Choice,
De Rouille Et D'os,
L'orlo Argenteo Delle Nuvole,
Les Misérables,
Lincoln,
Marion Cotillard,
Quasi Amici,
Quvenzhané Wallis,
Skyfall,
The Master,
Vita Di Pi
domenica 9 dicembre 2012
Satellite Awars - nominations
Giunti alla 17esima edizione, i Satellite Awards sono i premi assegnati dalla stampa internazionale americana (IPA: International Press Academy) che ogni anno dal '96 ad oggi precedono di poco le candidature ai Golden Globes e iniziano così un primo pronostico per quello che verrà decretato il meglio della stagione televisiva e cinematografica appena conclusasi.
Cominciamo a ritrovare sempre gli stessi film nelle stesse categorie: L'orlo Argenteo Delle Nuvole fa incetta di nominations grasse (7) dal film alla regia alla sceneggiatura passando per entrambi gli attori protagonisti, il non protagonista e il montaggio. Ancora meglio va a Les Misérables: 9 candidature in tutto, tutte tra le interpretative (due attrici non protagoniste, un attore, un attore non protagonista) e quelle artistiche (costumi, scene, canzone) e un premio già ottenuto, quello al cast. Si discosta di poco Lincoln (8), valutato meglio a livello cinematografico perché di Spielberg e quindi candidato anche alla regia ma pure lui, essendo in costume, riesce ad entrare nella rosa tecnico-artistica. Insieme a The Master (4), che è in costume solo per poco, e a due stranieri: Les Adieux À La Reine che ha aperto lo scorso Festival di Berlino e al danese A Royal Affair di cui parleremo a breve, candidato anche al Miglior Film Straniero con: l'ovvia Palma d'Oro Amour, il Leone veneziano Pietà, il bel Oltre Le Colline, i festivalieri Rebelle e À Perdre La Raison e soprattutto il nostro Cesare Deve Morire. Compare anche una cosa mai sentita, Kon-Tiki, dalla Svezia con furore, nominato anche per il sonoro, e poi il tremendo Quasi Amici che non si sa come se ne sta anche tra i migliori attori con Omar Sy e alla sceneggiatura originale. L'anno dei candidati non anglofoni: Emmanuelle Riva è tra le migliori attrici insieme alla sconosciuta Hélène Florént già premiata per Café De Flore e Kim Ki-duk è tra i migliori registi e tra i migliori sceneggiatori senza, incredibilmente, Michael Haneke.
Ottengono consensi soprattutto tecnici anche Flight, Vita Di Pi e Skyfall, con questa candidatura per Adele come previsto. Sono presenti al solito Moonrise Kingdom (2 nominations), Zero Dark Thirty (5 nominations), Beasts Of The Southern Wild (3) e grazie a Dio The Sessions (6), commedia amara con due attori straordinari e una locandina geniale.
I premi saranno assegnati il 13 gennaio.
Miglior Film
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giovedì 6 dicembre 2012
Oscar 2013 - gli effetti speciali.
Gli elenchi dei film che raggiungeranno il Kodak Theatre per gli 85esimi Academy Awards si fanno sempre più corti; avevamo già analizzato uno per uno i film d'animazione scremati al primo step lo scorso novembre (qui); sono stati poi annunciati i papabili candidati al Miglior Cortometraggio (qui la lista in inglese) e quelli al Miglior Documentario (qui), e adesso conosciamo i pochi lungometraggi in corsa per la candidatura agli Effetti Speciali. Premio che ormai ha un notevole peso e nella cui cerchia raccoglie praticamente tutti i successi dell'anno. Basta guardare quelli del 2012: il campione di incassi The Avengers (il film più visto di quest'anno), il poco diverso Cavaliere Oscuro, Biancaneve E Il Cacciatore (nomination assicurata), l'elogiato Skyfall.
Ai film già usciti e già arricchiti al botteghino fanno compagnia le pellicole non ancora rilasciate né in Italia né in America (Lo Hobbit, da noi il 13 dicembre e il giorno dopo in tutto il mondo) o quelle di prossima uscita nostrana (Vita Di Pi, da due settimane in USA e il 20 dicembre da noi e in UK). Il primo di questi due film, temo prosegua ciò che Peter Jackson ha cominciato col Signore Degli Anelli; il secondo, del regista coreano Ang Lee, si preannuncia come un capolavoro di immagini che farà incetta di premi. Cloud Atlas invece, del tedesco Tom Tykwer (Lola Corre, Profumo) insieme alla coppia nerd dietro Matrix Andy & Lana Wachowski, è il polpettone fantasy di gennaio con Tom Hanks e Halle Berry che interpretano sei personaggi a testa e tutta una serie di altri attori (Hugh Grant, Jim Broadbent, Jim Sturgess, Susan Sarandon) che non sono da meno.
Non dimentichiamoci mai che ormai troppo tempo fa gli Hunger Games hanno conquistato vette inarrivate (all'epoca) ma che giustamente sono fuori da questa categoria. Sicuramente riceverà la nomination alla regia, alla sceneggiatura e all'attrice.
I film candidati alla nomination per l'Oscar agli Effetti Visivi sono:
The Amazing Spider-Man di Marc Webb
Cloud Atlas di Tom Tywker, Andy & Lana Wachowski
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno di Christopher Nolan
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato di Peter Jackson
John Carter di Andrew Stanton
Vita Di Pi di Ang Lee
The Avengers di Joss Whedon
Prometheus di Ridley Scott
Skyfall di Sam Mendes
Biancaneve E Il Cacciatore di Rupert Sanders
mercoledì 31 ottobre 2012
M.
Skyfall
id., 2012, UK/ USA, 143 minuti
Regia: Sam MendesSceneggiatura originale: Neal Purvis, Robert Wade, John Logan
Basata sui personaggi di Ian Fleming
Cast: Daniel Craig, Judi Dench, Naomie Harris, Ralph Fiennes,
Javier Bardem, Bérénice Marlohe, Ben Whishaw, Albert Finney
Voto: 8/ 10
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Premessa: io e James Bond siamo come due compagni di classe che non hanno mai avuto occasione di presentarsi ufficialmente ma conoscono i rispettivi nomi, non si guardano mai in faccia se camminano per il corridoio così evitano il dilemma «saluto o non saluto», sono quasi certi di non trovarsi simpatici - ma in fondo non si conoscono. E per questo motivo, dei ventidue film su James Bond precedenti a questo, io non ne ho visto nessuno. Ahimè, leggevo delle critiche al primo “007 biondo” quando il ruolo che fu di Sean Connery/ Roger Moore/ Timothy Dalton/ Pierce Brosnan fu dato all'inglesissimo Daniel Craig; vedevo Caterina Murino ascendere e sparire dalla cinematografia internazionale; decrittavo il video di Madonna senza mai capirci niente. Adesso però James Bond compie cinquant'anni, mezzo secolo che la (“raffinatissima”, dicono alcuni) casa editrice Adelphi celebra pubblicando (in versione “elegante”, dicono altri) i pochi libri di Ian Fleming della saga di spionaggio (“Casino Royale” è il primo, che compie sessant'anni nel 2013; traduzione di Massimo Bocchiola, € 16) e che il cinema non si lascia scappare sparando nelle sale una nuova pellicola della serie per un pelo prima della fine dell'anno (ma programmata per l'anno scorso). Viene reclutato (acconsentitemi il verbo) per questa grande festa british, dietro alla macchina da presa, Sam “American Beauty” Mendes che dopo i recenti Revolutionary Road e American Life (titolo italiano di un più poetico Away We Go) si stava facendo dimenticare dal suo pubblico (e dall'ex moglie Kate Winslet) ma che adesso è sulla bocca di tutti. Per il regista, pure lui inglese, amante dei drammi familiari, è la prima volta davanti a un action movie così scoppiettante - la cosa più vicina a dell'azione che aveva girato era stato Jarhead, ma quel film, per definizione, parlava dei soldati che mai hanno sparato un colpo.
Esce da quest'esperienza a testa alta anche perché, per sua ammissione, ha voluto celebrare lui per primo l'immagine-icona dell'investigatore più famoso del mondo andandosi a riguardare tutti i vecchi film della serie e imitandone alcuni (questo, dopo anni, è il primo che riporta sullo schermo la passeggiata con colpo di pistola finale nell'occhio del mirino) e lo capiamo dal quasi-inizio, con dei titoli di testa che tolgono il fiato, puro lavoro digitale minuzioso dai bei colori e dalle belle trovate con sottofondo musicale promettente: la canzone originale “Skyfall”, slegata dal resto della colonna sonora di Thomas Newman sempre coerente a se stessa, è stata interpretata da Adele e da lei scritta insieme al genio della produzione Paul Epworth; parentesi su Adele: 24 anni, 8 Grammy, 3 Brit, 22 Billboard Awards, 3 American Music Awards, 2 album, 14° posto nella classifica dei dischi più venduti della storia della musica, ripeto, nella storia, nella sua interezza. Approda quindi al cinema con una canzone originale sperando di mettere sulle mensole anche un BAFTA magari, un Golden Globe, un Oscar.
Prima di questi titoli di testa di cui non avrei dovuto dirvi niente, però, c'è una lunghissima scena che già ci butta nel vivo della faccenda: un file da strappare dal collo di un cattivone che James e una delle due Bond Girls di cui ci dimenticheremo presto inseguono letteralmente sui tetti di Istanbul e sulle carrozze di un treno in corsa. Macchine sfasciate: 32. Morti: 1, quello sbagliato.
A vedere il lungo film, ormai, non si può non pensare alla saga di Batman. Stessa schiera di nativi digitali (fa la sua comparsa Ben Whishaw, il bravo Grenouille di Profumo, nel ruolo del nerd Q), stessi cambi di vetture che sparano dai fanali, stessi antagonisti pazzoidi che hanno sete di vendetta e stesso popolo che sta a guardare senza accorgersi di niente. Ma se Batman cerca sempre di salvare anche il più inutile abitante di Gotham City, James se ne sbatte altamente dei passeggeri della metro che deraglia e si schianta tra le colonne dei sotterranei di Londra, e continua a inseguire l'ispanico Silva, un Javier Bardem che, qui ve lo annuncio, vincerà il suo secondo meritatissimo Oscar, che dà la migliore interpretazione del solito non-protagonista con addosso il solito caschetto improponibile.
Gran parte del voto è per il suo (geniale) monologo sui topi. Ma effettivamente non vi ho raccontato neanche un filo della trama. Poco importa; tanto sono tutte uguali.
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