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lunedì 25 febbraio 2013
Oscar 2013 - vincitori.
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some guild awards.
Elenco dei candidati e dei vincitori:
Scripter Award
Argo
Joshua Bearman autore dell'articolo The Great Escape;
Antonio J. Mendez autore di The Master Of Disguise;
Chris Terrio sceneggiatore di Argo
American Society Of Cinematographers Award
Danny Cohen per Les Misérables
Roger Deakings per Skyfall
Janusz Kamiski per Lincoln
Seamus McGarvey per Anna Karenina
Claudio Miranda per Vita Di Pi
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lunedì 11 febbraio 2013
Visual Effects Society Awards - vincitori.
Come previsto, è Vita Di Pi a trionfare agli 11esimi Visual Effects Society Awards, i premi che l'associazione dei creatori di effetti speciali dà ogni anno ai migliori della categoria; competendo contro i blockbuster mainstream, il film di Ang Lee guadagna il premio per i Migliori Effetti, per il Personaggio Animato (la tigre Richard Parker), per la Simulazione Animata e la Composizione (la tempesta) pareggiando quindi Ribelle della Pixar, che sul versante animato vince l'Animazione, il Personaggio Animato (Merida), l'Ambientazione (la foresta) e la Simulazione Animata. Premi anche per The Impossible (effetti di supporto), The Avengers (ambientazione e modeling), Lo Hobbit (fotografia) e per la televisione Game Of Thrones che s'accaparra tutto: effetti, personaggio animato, ambiente, composizione.
A questo punto Vita Di Pi – che per questa minuzia digitale era stato presentato come “il nuovo Avatar” ma che non ha neanche lontanamente raggiunto la metà di quegli incassi e quella fama – non ha concorrenti per gli Oscar agli effetti; resta in dubbio quello alla fotografia, che in film di questo genere gli si affianca sempre, e magari per la colonna sonora. Mentre tutti questi elogi al mediocre Ribelle potrebbero rappresentare un obbligo dell'Academy a premiarlo a discapito di Ralph o ParaNorman.
I vincitori, di seguito, per le categorie più comprensibili mentre qui tutto l'elenco (che include programmi non-fiction televisivi e spot):
Effetti Visivi
in un film fantasy, di fantascienza o sci-fi
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Prometheus
Vita Di Pi
The Avengers
Battleship
Effetti Visivi
in un film di finzione
Un Sapore Di Ruggine E Ossa
The Impossible
Argo
Flight
Operazione Zero Dark Thirty
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lunedì 14 gennaio 2013
Golden Globes 2013 - vincitori
Non era neanche finita la cerimonia di premiazione che subito i TG flash americani hanno cominciato a parlarne, lei è diventata trend topic sia col cognome che senza su Twitter e comparivano video appena registrati su YouTube: il discorso di Jodie Foster, premiata col Cecil B. DeMille Award alla carriera, che oltre ad aver orgogliosamente dichiarato di avere cinquant'anni (e da trentasei è sullo schermo) ha anche preparato la platea al suo «discorso di coming-out» in cui avrebbe rivelato qualcosa che non ha mai rivelato nella sua vita e che è giunta l'ora di dire: è single. Poi, scherzando, ha colto l'occasione per interrogarsi (e interrogarci) sul motivo per cui i personaggi dello spettacolo diventano protagonisti di reality show, sull'importanza e il senso della privacy, sottolineando la difficoltà con cui si conduce una vita privata. A questo punto il discorso prende una svolta che fa commuovere il pubblico perché si affronta il tema del cinema indipendente, quello che si fa per emozionare, non per far soldi, i ruoli che si interpretano per la loro bellezza che sono sempre meno, motivo per il quale potrebbe lasciare le scene (insieme alla malattia della madre).
Il secondo grande avvenimento di questi 70esimi Golden Globes è stata la presenza quasi nulla di Bill Clinton che è stato poi chiamato da una delle due conduttrici, Tina Fey, «il marito di Hillary», e proprio le due conduttrici (la Fey e Amy Poheler) hanno mantenuto la promessa di rendere la cerimonia una sorta di Saturday Night Live di satira cinematografica («Taylor Swift sta' lontana dal figlio di Jamie Foxx»). La Swift, candidata per la Canzone Originale, ha dovuto vedere quel premio andare ad Adele, senza nascondere il disappunto durante il discorso di ringraziamento della più celebre cantante inglese, mentre Michael Danna, il compositore di Little Miss Sunshine, vince la Colonna Sonora alla sua prima nomination, unico premio per Vita Di Pi.
Nessuna sorpresa ai piani alti: Argo è il Miglior Film Drammatico con un gioioso Ben Affleck che vince anche la Migliore Regia (foto) riscattando la non-nomination di tre giorni fa agli Oscar, dall'altra parte è stato Les Misérables a vincere come Film Comedy o Musical – premio che forse sarebbe dovuto andare a Il Lato Positivo, che si accontenta della Migliore Attrice. Il musical di Tom Hooper basato sul romanzone di Victor Hugo fa vincere anche Hugh Jackman come Miglior Attore e Anne Hathaway come Miglior Attrice Non Protagonista aumentando la probabilità di quest'ultima di raggiungere il suo primo Oscar, mentre è chiaro che il Miglior Attore sarà, come qui, Daniel Day-Lewis per la sua metamorfosi in Lincoln. Curioso il successo di Quentin Tarantino: Miglior Sceneggiatura (l'unica completamente originale candidata) e Miglior Attore Non Protagonista, di nuovo, per Christoph Waltz. Mentre torna a casa a bocca asciutta Kathryn Bigelow se non per la sua protagonista Jessica Chastain. La Poheler, all'inizio della cerimonia, ha detto di capire bene perché la Bigelow fa film sulle torture dato che è stata sposata per tre anni con James Cameron. Eppure quattro anni fa i Globes premiarono Avatar e neanche candidarono The Hurt Locker.
Un altro premio dovuto e uno regalato: il primo è per il nostro Film Straniero, Amour, il secondo per Ribelle - The Brave, che batte indicibilmente Ralph Spaccatutto e regala l'ennesimo premio alla Pixar.
Tutti i vincitori, evidenziati in blu, di seguito e dopo il salto, e per la lista dei premi televisivi (in cui di routine vince Homeland per il drama e a sorpresa il bel Girls per la comedy) rimando al sito ufficiale.
Miglior Regia
Ben Affleck per Argo
Kathryn Bigelow per Operazione Zero Dark Thirty
Ang Lee per Vita Di Pi
Steven Spielberg per Lincoln
Quentin Tarantino per Django Unchained
Miglior Sceneggiatura
Mark Boal per Operazione Zero Dark Thirty
Tony Kushner per Lincoln
David O. Russell per Il Lato Positivo
Quentin Tarantino per Django
Chris Terrio per Argo
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sabato 12 gennaio 2013
Eddie Awards - nominations.
Dietro il nome un po' frivolo di Eddie Awards si nasconde il Sindacato dei Montatori Americani per il Cinema, che premia il Miglior Montaggio cinematografico di film drammatici, commedie, d'animazione e documentari.
Giunta alla 63esima edizione, la premiazione si svolgerà sabato 16 febbraio anche questa all'International Ballroom del Beverly Hilton Hotel con la conduzione di David Cross, durante la quale saranno premiati anche due personaggi alla Carriera e uno come Cineasta dell'Anno, ma questi nomi verranno annunciati la prossima settimana.
Come abbiamo visto l'anno scorso, il Montaggio è una categoria essenziale per diagnosticare chi vincerà il Miglior Film agli Oscar, anche se non si direbbe; in questo caso i candidati all'Academy Award sono quattro film drammatici e una commedia qui presenti; ne deriva che Il Lato Positivo è sicuramente il favorito nella categoria comedy mentre i montatori di Zero Dark Thirty reduci dalla vittoria del Critics' Choice Award se la devono vedere con Lincoln, Vita Di Pi e Argo.
Dopo l'interruzione, i candidati al miglior montaggio per un documentario e per un film d'animazione.
Miglior Montaggio per un Film Drammatico
William Goldenberg per Argo
Tim Squyres per Vita Di Pi
Michael Kahn per Lincoln
Stuart Baird per Skyfall
Dylan Tichenor & William Goldenberg per Operazione Zero Dark Thirty
Miglior Montaggio per un Film Comedy o Musical
Cris Gill per Marigold Hotel
Melanie Ann Oliver & Chris Dickens per Les Misérables
Andrew Weisblum per Moonrise Kingdom
Jay Cassidy & Crispin Struthers per Il Lato Positivo
Jeff Freeman per Ted
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mercoledì 9 gennaio 2013
Cinema Audio Society Awards - nominations
La Cinema Audio Society ha annunciato le candidature per le sei categorie in cui si dividono i 49esimi premi per il montaggio e mixaggio sonoro di questa stagione cinematografica; oltre al cinema, sarà premiata la televisione, e per accedere al PDF completo delle candidature basta cliccare qui.
Di seguito, invece, le due categorie per i film classici e quelli animati. Troviamo ormai sempre la stessa solfa, ma è curioso vedere come i film d'azione o fantasy (Il Cavaliere Oscuro, Vita Di Pi) siano stati scalzati da Lincoln, mentre è palese ritrovare Lo Hobbit e Les Misérables. Mentre sul versante animazione compare per la prima volta quest'anno Lorax, che ruba il posto a ParaNorman, mentre la Disney immancabile schiera tutt'e tre le sue pellicole.
Film di Finzione
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Les Misérables
Lincoln
Skyfall
Operazione Zero Dark Thirty
Film d'Animazione
Ribelle - The Brave
Frankenweenie
The Lorax
Le 5 Leggende
Ralph Spaccatutto
Visual Effects Society Awards - nominations.
Persino gli Effetti Speciali Visivi, da undici anni, hanno le loro premiazioni. E se le danno in ben 24 categorie tra film per la televisione e per il cinema (che si dividono in: “visual effects-driven”, tradotto qui con “fantasy, di fantascienza o sci-fi” ma che in realtà indica i film già su carta pensati per la post-produzione visiva; “feature motion pictures” e cioè i film, commedie o musicals o drammatici, che siamo abituati a vedere da cent'anni), spot televisivi, videoclip, serie e telefilm... Per tutte queste categorie, rimando al sito ufficiale, dove si potranno trovare anche le altre candidature per il cinema che riguardano la creazione di ambienti e luoghi completamente costruiti digitalmente (la caverna dei goblins ne Lo Hobbit, l'oceano in Vita Di Pi, la foresta di Ribelle), la fotografia digitale in film di finzione (Lo Hobbit, The Avengers, Total Recall e Spider RMan), la ricostruzione di modellini per film di non fiction (l'albergo in The Impossible), la composizione di questi ultimi, fino alle simulazioni animate e non dei personaggi fittizi. Insomma nell'era del digitale le candidature aumentano e ogni candidatura riguarda tre, quattro o più persone, addette ai movimenti magari di un solo personaggio del film. E compaiono a sorpresa coloro che hanno fatto sparire le gambe a Marion Cotillard in Ruggine E Ossa, segno che questo film francese ha trovato largo consenso oltre l'oceano.
Gli 11esimi Annual Visual Effects Society Awards saranno consegnati martedì 5 febbraio in una cerimonia di premiazione che renderà omaggio ad Ang Lee, che con il suo digitalissimo Vita Di Pi ha la strada sicura verso questa nomination agli Oscar. Di seguito e dopo l'interruzione, le candidature principali per il cinema.
Effetti Visivi
in un film fantasy, di fantascienza o sci-fi
Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato
Prometheus
Vita Di Pi
The Avengers
Battleship
Effetti Visivi
in un film di finzione
Un Sapore Di Ruggine E Ossa
The Impossible
Argo
Flight
Operazione Zero Dark Thirty
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giovedì 20 dicembre 2012
insert coin.
Ralph Spaccatutto
Wreck-It Ralph, 2012, USA, 101 minuti
Regia: Rich Moore
Sceneggiatura originale: Phil Johnston & Jennifer Lee
Soggetto: Rich Moore, Phil Johnston e Jim Reardon
Voci originali: John C. Reilly, Sarah Silverman, Jack McBrayer,
Jane Lynch, Alan Tudyk, Rich Moore
Voci italiane: Massimo Rossi, Gaia Bolognesi, Daniele Giuliani,
Cristiana Lionello, Fabrizio Vidale, Paolo Virzì
Voto: 9.9/ 10
_______________
C'era una volta una sala giochi che, come tutti i locali aperti al pubblico, a una certa ora, ogni giorno, chiude. E quando la sala giochi chiude e l'interruttore della ciabatta viene spento, ai personaggi dei videogiochi cosa succede?, dove vanno?
Lo “spaccatutto” Ralph, cattivo della consolle Felix L'aggiustatutto, alla fine della giornata lavorativa decide di prendere parte all'incontro dei Cattivi Anonimi, cerchio di antagonisti col bisogno di esprimere i propri sentimenti positivi a qualcuno di simile, circondati continuamente da figure dolci e buone, detestati dalla maggior parte dei compagni e dei bambini. La seduta è presieduta dal fantasma arancione di Pac-Man e prendono parte il drago di Super Mario, i lottatori di Tekken, qualche zombie. Alla fine delle confessioni si alzano in piedi, si prendono per mano, ed esprimono il loro orgoglio di cattiveria. Ma Ralph non riesce a mischiarsi al gruppo: lui vorrebbe, infatti, che Felix l'aggiustatutto e gli omini che abitano il condominio che ad ogni partita disintegra mattone dopo mattone lo prendessero più sul serio, evitassero di farlo vivere in discarica, lo invitassero alle feste. E qui si potrebbe dire: un film con protagonisti i cattivi che in realtà sono buoni non ha niente di originale, è stato già fatto. Ed è vero. Ma la genialità del loro ritornare ognuno alla propria postazione di gioco? La creatività della sala comune, dei fili dietro alle macchine, del trenino, della doppia interfaccia? E poi, la riesumazione di Pac-Man, di Sonic, dei giochi giapponesi con i livelli bonus di cui non si decifrava mai la modalità di avvio?
Ma a parte queste cose. I suoi colleghi di videogioco dicono a Ralph che solo quando riuscirà ad avere una medaglia sarà benaccetto nell'attico del palazzo, e in teoria si tratta di una cosa impossibile, perché i cattivi, non essendo i protagonisti controllati dal giocatore, non possono ottenere medaglie. E così, come fece un Turbo che tante volte viene nominato, Ralph abbandona il suo gioco per accaparrarsi medaglie negli altri, costringendo il proprietario della sala, ignaro di ciò che succede alle consolle quando lui se ne va, a mettere sullo schermo l'adesivo del “fuori servizio”.
La prima mezz'ora di film corre, galoppa, passa velocissima tra cambi di scene e presentazioni di personaggi; come sempre, tutto è studiatissimo dai creatori Disney che ricreano un mondo (in questo caso più d'uno) basato su gerarchie e organizzazioni ben precise e che non è mai difficile capire. Dopo il vintage Felix L'aggiustatutto si passa al virile Hero Duty con le musiche di Skrillex fino allo zuccheroso Sugar Rush con la co-protagonista femminile, doppio e specchio di Ralph perché mentre lui è un “diverso” (tema caro agli eredi di Walt) per il suo ruolo che non corrisponde con la sua personalità, lei è “diversa” per la personalità che vorrebbe non combaciasse con il suo ruolo. Gli obiettivi cambiano continuamente e così si susseguono le avventure, e la Company che un tempo lavorava solo in 2D riesce addirittura (impresa, avremmo detto, impossibile) a battere l'acquistata Pixar, che con la Ribelle di quest'anno ha davvero fatto cilecca, riempiendolo di non sviluppati richiami a Shakespeare e di un tempo (troppo) antico.
Qui il soggetto è geniale, la sceneggiatura è geniale, la resa digitale è sempre meglio e già lo stavamo capendo l'anno scorso con Rapunzel, che il tecnicismo della casa amica-concorrente sta diventando cosa accessibile ai più; i ruoli di John C. Reilly e Jane Lynch sono praticamente dipinti su di loro (il primo è l'indimenticabile uomo di cellophane di Chicago e l'altra è la tremenda Sue di Glee) e la decisione di dare dieci era palese già prima della metà; poi però il voto s'è abbassato di un punto per una sottigliezza finale che farà storcere il naso ai più critici. Ma presto ci si dimentica di questa trovata scema, perché ecco i soliti, minuziosi titoli di coda.
Il miglior film d'animazione dell'anno, senza dubbio. E, forse, non solo.
mercoledì 12 dicembre 2012
Grammy 2013 - visual media nominations.
I Grammy Awards, giunti pomposamente alla 55esima edizione, sono i premi musicali più importanti del mondo, con una succursale latina (i Latin Grammy, appunto) che ha premiato più volte la nostra (...) Laura Pausini, perché la corsa alla nominations - figuriamoci alla vittoria - del Grammy vero, per noi italiani è una cosa tanto ardua, ché solo Nel Blu Dipinto Di Blu riuscì a diventare la Canzone dell'Anno.
Il difficile raggiungimento del sogno americano, oggi, è ancora più arduo perché ai Grammy non si candida né vince chi è tanto bravo, ma soprattutto chi è che ha scalato le classifiche. Nelle varie (quasi cinquanta) categorie (pop, rock, electronic, jazz, blues, americana, reggae, rap, hip-hop, R&B, classica, traditional, gospel e poi dischi parlati, dischi strumentali, performance singole, di gruppo...) troviamo infatti i nomi del gossip hollywoodiano: Rihanna, Katy Perry, la finta-country Taylor Swift e poi i tormentoni dei Fun., di Carly Ray Jespen, di Gotye, tutta gente che ha toccato la #1 della Billboard, Adele inclusa, che quest'anno non ha pubblicato album ma ha cantato live, è nominata per una sua performance e non per la scrittura di Skyfall dal film Skyfall.
Superata questa parentesi musicale in un blog di cinema, apriamo quella musicale cinematografica: i Grammy premiano anche - ovviamente - la sinestesia in tutte le sue forme mediatiche: per la televisione, per il cinema, perfino per i videogiochi, e infatti il Journey candidato alla migliore Score Soundtrack, e cioè quel disco che contiene tutti i brani strumentali non cantati e originali che un compositore dirige a orchestra (tradizionalmente), è un videogioco per Play Station 3 della Sony in cui il protagonista cammina nel deserto per incontrare altri partecipanti e “cantarci” senza parole; il gioco di Jenova Chen ha ottenuto consensi di critica soprattutto per la musica di Austin Wintory (qui il suo sito ufficiale), che ha musicato molti videogiochi e molti sconosciuti film.
Insieme a lui, nella migliore musica originale, ci sono i soliti: il longevo John Williams, Howard Shore, Hans Zimmer, tutti già vincitori e pluri-candidati all'Oscar, insieme al francese Ludovic Bource che l'Oscar l'ha vinto quest'anno e agli elettronici Reznor & Ross che l'Oscar l'hanno vinto due anni fa per The Social Network.
La Compilation Soundtrack è invece il disco che raccoglie brani musicali cantati re-interpretati o già esistenti, per cui ci sono Bob Marley e i Muppets per i rispettivi film, gli “autoriali” Paradiso Amaro e Midnight In Paris e poi il film rock che avrebbe dovuto portare alla ribalta Tom Cruise e che invece...
Come al solito, i Grammy si discostano molto dalle altre premiazioni e se ne ha la conferma con le canzoni originali: a parte i residuati dell'anno passato de I Muppets (con Man Or Muppet, premio Oscar che sarebbe dovuto andare a Life's A Happy Song), ci sono i Mumford & Sons di Ribelle, una delle tante canzoni del telefilm musical sulla produzione di un musical su Marilyn Monroe, Smash, e ben due tracce dalla soundtrack degli Hunger Games, quella dei titoli di coda interpretata dagli Arcade Fire in primis.
Se Dio esistesse, vincerebbe senza dubbio quest'ultima.
Compilation Soundtrack
Paradiso Amaro di Artisti Vari
Marley di Bob Marley & The Wailers
Midnight In Paris di Artisti Vari
I Muppets di Artisti Vari
Rock Of Ages di Artisti Vari
Score Soundtrack
Le Avventure Di Tintin - Il Segreto Dell'unicorno di John Williams
The Artist di Ludovic Bource
Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno di Hans Zimmer
Uomini Che Odiano Le Donne di Trent Reznor & Atticus Ross
Hugo Cabret di Howard Shore
Journey di Austin Wintory [videogioco]
Canzone Originale
Abraham's Daughter da The Hunger Games, scritta e interpretata dagli Arcade Fire
Learn Me Right da Ribelle - The Brave, scritta dai Mumford & Sons, interpretata dai Mumford & Sons e Birdy
Let Me Be Your Star da Smash, scritta da Marc Shaiman & Scott Wittman, interpretata da Katherine McPhee & Megan Hilty
Man Or Muppet da I Muppet, scritta da Bret McKenzie, interpretata da Jason Segel & Walter
Safe & Sound da The Hunger Games, scritta da T Bone Burnett, Taylor Swift, John Paul White e Joy Williams, interpretata da Taylor Swift & The Civil Wars
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giovedì 6 settembre 2012
la ribelle conformista.
Ribelle
Brave, 2012, USA, 100 minuti
Regia: Mark Andrews & Brenda Chapman
Sceneggiatura originale: Mark Andrews, Steve Purcell,
Brenda Chapman, Irene Mecchi e Michael Arndt
Soggetto: Brenda Chapman
Voci originali: Kelly Macdonald, Emma Thompson,
Billy Connolly, Julie Walters
Voci italiane: Rossa Caputo, Emanuela Rossi,
Ugo Maria Morosi, Anna Mazzamauro
Voto: 7/ 10
_______________
Merida galoppa sul suo cavallo poco importante ai fini della storia, e il ritmo del film trotta con lei, e parte una delle due canzoni interpretate per la nostra patria che l'inglese proprio non lo digerisce da tale Noemi - una di quelle cantanti senza cognome che escono dalla televisione - e io volevo alzarmi e andarmene dalla sala. Perché Brave - che in italiano, forse per paura che venisse letto come il plurale di “brava”, è diventato Ribelle, sempre per la storia dell'inglese indigesto - parte e prosegue con molto sprint ma quanto è banale!, quanti cliché!
Certo, noi che siamo sempre cattivi, un po' pensiamo che l'ambientazione scozzese e la musica celtica le avevamo già masticate a fatica in Dragontrainer, un po' pensiamo che quei maschilisti maschiacci della Pixar proprio non ci riescono ad avere una protagonista femminile (la prima!, dopo più di una dozzina di pellicole prodotte dalla Disney, che invece sulle gentili curve c'ha costruito case); fatto sta che tutto è visto e rivisto, trito e ritrito, prevedibile e previsto: da piccola è la cocca di papà e la luce di mammà ma quando cresce, con in testa un ammasso informe di ciuffi rossi ereditati da nessuno, Merida, principessa di qualche regno di Scozia, si rifiuta di comportarsi con eleganza e compostezza e pensa solo a tirar di arco e scoccar frecce nei boschi e sulle cascate, mentre i tre fratellini gemellini rubano dolci a chiunque passi davanti a loro. Per dovere di copione, Merida sarà data in sposa al primogenito di un regnante limitrofo che per primo e meglio degli altri supererà una prova di coraggio o di destrezza, me lei mica vuole - ovviamente, anche perché a veder i tre pretendenti...
E per questa prima metà di film, c'è tutta la Disney. Come era stato per la seconda metà di WALL•E, la seconda metà di Up: quando c'è della fretta narrativa e dei canoni rispettati, sicuramente la Pixar non c'entra. Perché, noi che siamo cattivi solo con alcuni, lo sappiamo che teste matte ci sono in quegli Studios, e sappiamo cosa non si inventano. E mannaggia a loro, ci hanno abituati troppo bene. E allora per cambiare il suo destino Merida insegue dei fuochi fatui (animazione sopraffina, come tutto il resto del resto) che la conducono da una strega che... Ed è colpo di genio. Certo, anche qui noi che siamo cattivi potremmo sentire l'odore di un lontano plagio shakespeariano, un po' Romeo & Giulietta un po' Sogno Di Una Notte, ma a differenza di questi componimenti i film Disney devono finire bene, perché sono per tutte le famiglie, figli inclusi che poi vanno a comprare i pupazzini al Disney Store e cantano versi tradotti male. E pensare che nella sceneggiatura fa una capatina il premio Oscar Michael Arndt, autore di Little Miss Sunshine, osannato come pochi scrittori.
Sul piano tecnico, cosa si può dire? Ma niente, Gesù mio. Sempre la solita perfezione, dai petti che si riempiono di aria ai fili d'erba che si contano sul prato, magari è un poco fluorescente l'acqua del ruscello, ma mica ci attacchiamo alla carta del pepe. E apprezzabili anche le voci nostrane, affidate a veri doppiatori per i protagonisti e a personaggi ben più noti per il contorno (Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Shel Shappiro) che a differenza degli altri film d'animazione non spiccano nella loro incapacità. Anzi: Anna Mazzamauro è azzeccata come poche, nel ruolo della strega.
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